HomeGuadagnare OnlineStorie di SuccessoUber: 3 lezioni pratiche di business che puoi imparare subito

Uber: 3 lezioni pratiche di business che puoi imparare subito

In questo post andiamo a scoprire alcune strategie replicabili che hanno permesso a Uber di essere valutata $70,000,000,000.

Uber: 3 lezioni pratiche di business che puoi imparare subito

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Non ci erano riusciti.

Alla disperata ricerca di un taxi a Parigi, Travis Kalanick e Garrett Camp si erano resi conto di quanto fosse difficile.

Era il 2008.

A marzo 2009, giusto qualche mese dopo, hanno lanciato UberCab, un app che permetteva alle persone di prenotare un taxi in un attimo.

È a luglio che una macchina di lusso nera, nel traffico di San Francisco, arriva dal suo primo cliente.

Qualche successo dopo hanno abbreviato il nome in Uber. Il resto è storia.

Tutto è partito da una semplice idea:

Oggi Uber è presente in 70 nazioni diverse e la sua valutazione si aggira sui 72 miliardi di dollari.

Creiamo opportunità facendo girare il mondo.

In questo post andremo a scoprire cosa c’è dietro questo brand che ha rivoluzionato l’intero settore dei trasporti per imparare lezioni da applicare.

Qual è la proposta di valore di Uber?

Dovresti saperlo.

Un business è la risposta a uno specifico bisogno. In altre parole, è l’offerta di un beneficio (o di più benefici) a un pubblico interessato.

Uber è una piattaforma nella quale ci sono due attori principali:

  • autisti;
  • passeggeri.

Entrambi hanno dei vantaggi innegabili nell’usare Uber per lavorare o per spostarsi in città.

Per i passeggeri significa:

  • Poter prenotare una corsa in maniera veloce, sempre.
  • Tempi di attesa bassi.
  • Possibilità di seguire il percorso dell’autista.
  • Stima del prezzo della tratta e della durata.

Per i drivers, invece, usare Uber vuol dire:

  • Opportunità di guadagnare.
  • Libertà di scegliere le proprie ore lavorative.
  • Nessun capo.
  • Nessun investimento richiesto (se si possiede l’auto).
  • Un app dedicata per gestire il lavoro.
  • Assicurazione sui danni fatti dai passeggeri.

Ora, la domanda sorge spontanea:

“In che modo Uber fa soldi?”.

Uber guadagna principalmente con questi 2 metodi

Commissioni

Attualmente diventare autista Uber è gratis. I requisiti sono pochi:

Devi avere l’età minima per guidare nella tua città, disporre di un mezzo di trasporto idoneo e inviare i documenti richiesti, tra cui una patente di guida valida.

I drivers guadagnano il 75% su ogni corsa effettuata. Ciò significa che il restante 25% resta a Uber per coprire diversi costi:

  • uso del software Uber;
  • raccolta tariffe;
  • commissioni delle carte di credito.

Uno dei metodi impiegati da Uber per massimizzare i guadagni è il surge pricing.

In poche parole, si tratta di una tariffa dinamica: quando c’è più richiesta, per qualunque motivo (orario di punta, cattivo tempo, ecc.), il prezzo aumenta.

La decisione, come spiega Uber sul proprio sito, sta all’utente:

Puoi scegliere di aspettare qualche minuto che altri autisti vadano online oppure puoi pagare un piccolo extra per far arrivare un’auto proprio quando ti serve.

Partnership promozionali

PepsiBMW Spotify sono solo alcuni dei grandi marchi che negli anni hanno collaborato con Uber.

L’enorme base di utenti di Uber (75 milioni nel mondo) permette all’azienda di generare grandi entrate attraverso queste collaborazioni.

D’altra parte, il vantaggio è innegabile anche per i brand che decidono di collaborare con l’azienda.

Nel 2015 BMW, in occasione del lancio della Serie 7, ha offerto corse gratuite ai clienti Uber delle più grandi città americane.

Così facendo Uber ha guadagnato nuove entrate, mentre BMW ha creato consapevolezza nel pubblico.

Adesso basta chiacchiere.

Sei pronto a imparare delle strategie che puoi applicare subito per aumentare i risultati dei tuoi progetti imprenditoriali?

Continua a leggere.

3 lezioni da Uber che puoi applicare ai tuoi business

1 – Segmenta la tua target audience

È fondamentale.

Segmentare il pubblico efficacemente è il primo passo per elaborare una strategia di content marketing efficace.

Uber lo fa in modo magistrale.

Attualmente è presente in tutto il mondo, ma l’espansione del brand è stata iper-locale. Il marketing è ritagliato su misura per ogni città.

Affidabilità, fiducia, lealtà: sono questi i sentimenti generati da un approccio del genere.

Conoscere le esigenze specifiche dei tuoi clienti ti permette di camminare al loro fianco. E non solo.

2 – Offri servizi specifici per bisogni specifici

uberX, UberSUV, UberBLACK: sono solo alcune delle opzioni a disposizione di chi sceglie di prenotare una corsa.

Ogni opzione risponde a un’esigenza particolare del proprio target di riferimento:

  • “Ti serve una corsa privata a un prezzo conveniente? uberX è la soluzione che fa per te”.
  • “UberSUV è la soluzione ideale quando hai bisogno di spazio per il tuo gruppo ma non vuoi rinunciare allo stile”.
  • “L’innovativa opzione UberBLACK eleva l’esperienza di viaggio a un livello superiore. Ideale per impegni di lavoro o serate eleganti”.

Offrire servizi del genere è possibile grazie a una conoscenza profonda del pubblico, che si divide essenzialmente in:

  • Persone che non hanno un’auto (o comunque un’auto abbastanza grande) oppure la patente.
  • Persone che preferiscono evitare di guidare.
  • Turisti.

A partire da questa macro-segmentazione Uber ha potuto andare ancora più nello specifico:

  • UberEATS per la consegna di cibo a domicilio.
  • UberPOOL per condividere la corsa e risparmiare.
  • UberBOAT per prenotare un trasferimento in motoscafo.

E altro ancora.

3 – Non aver paura di innovare

Uber, la società di taxi più grande al mondo, non dispone di una flotta veicoli; Facebook, la piattaforma di comunicazione più popolare al mondo, non crea contenuti; Alibaba, il sito vendite di maggior valore, non ha magazzini; Airbnb, il più grande sito per l’affitto di alloggi, non possiede immobili. Sta accadendo qualcosa di davvero interessante.

La citazione è di un articolo di Tom Goodwin, Senior Vice President di Havas Media, apparso su TechCrunch nel 2015.

Da allora le cose sono cambiate: Facebook produce contenuti, per esempio.

Tuttavia la lezione rimane valida.

Nell’era del business digitale vince chi garantisce la miglior interfaccia per mettere in collegamento il venditore con il cliente.