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In questo articolo scoprirai come ottimizzare i tuoi articoli in modo che siano “SEO oriented”, così da migliorare il tuo sito o blog agli occhi dei motori di ricerca. Perché “Content is the King” ma ti assicuro che “Ottimizzato è meglio”, e adesso vediamo il perché.

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I caratteri non sono tutto

Quando scriviamo un articolo dobbiamo sempre tenere a mente parecchie informazioni. L’errore che molti fanno è adottare un approccio prettamente tecnico, focalizzandosi esclusivamente sulle parole chiave e sulla lunghezza dell’articolo, anziché su altri importanti parametri che a volte si danno per scontati.

Contesto

Il contesto – la cui importanza è spesso sottovalutata – è un elemento fondamentale di qualsiasi strategia di Marketing e di approccio al pubblico. Nella sua analisi, è quindi consigliabile prendersi un po’ di tempo per farsi le seguenti domande.

Cosa si aspetta il mio pubblico da quello che sto pubblicando?

Se stai vendendo un’auto, probabilmente la tua audience non vorrà leggere 5 pagine di dati tecnici che, essenzialmente, non è nemmeno in grado di interpretare, ma sarà curiosa di conoscere la tua opinione sulle caratteristiche dell’auto, i suoi punti di forza, i suoi difetti e come esce dallo scontro coi suoi diretti competitor.

Gli elementi che si aspetta di trovare sono: video recensioni, fotografie, consumo medio e il prezzo al pubblico. Allo stesso modo, vorrà informazioni riguardo dove poter acquistare l’auto, se ci sono concessionari nella sua zona che offrono sconti, e così via.

Piattaforma

Il tono di voce, la lunghezza e la complessità di organizzazione dei contenuti devono essere in linea con la piattaforma in cui pubblichi il tuo articolo.

Se stai scrivendo su Pulse – la piattaforma blog di Linkedin – potrai probabilmente scendere più nel tecnico, in quanto gli utenti in questione sono professionisti che lavorano nel tuo stesso ambito o in uno attiguo.

Se scrivi su Facebook, invece, sarà necessario utilizzare un linguaggio più semplice e un tono of voice più informale.

Con Twitter il tuo compito sarà dare informazioni sintetiche e integrate da un link che punta al tuo blog o sito, dove approfondisci l’argomento.

Google come la suocera che non vorresti

Devi vedere Google come la suocera che nessun marito vorrebbe e che, non solo vuole il meglio per sua figlia i suoi utenti, ma anche che le cose siano come vuole lui. Pena l’insindacabile penalizzazione di posizionamento.

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Perciò, evita furbate, come ripetere una quantità spropositata di volte la parola chiave con la quale vuoi posizionarti oppure utilizzare un titolo d’effetto che non rispecchia il contenuto del tuo post, perché la penalizzazione è sempre in agguato.

La lunghezza non conta, anche se…

È vero, non è importante che il tuo articolo sia lungo 1.000 o 10.000 battute, perché la cosa più importante è il contenuto e come viene curato in ogni suo aspetto.

Tieni conto che 400/500 battute sono il minimo sindacale per dar modo ai motori di ricerca di analizzare i tuoi contenuti.

Inserisci, quindi, un numero moderato di immagini (possibilmente dal peso ridotto ) utili ad integrare il tuo contenuto, rispettando le seguenti regole

– inserisci link a fonti autorevoli e ad altri tuoi articoli correlati;

– utilizza il grassetto per sottolineare le parole o i concetti chiave e usa dei sinonimi, per far capire meglio il concetto ai tuoi utenti e a Google o chi per esso.

Link, link ovunque!

Sono anni che Google penalizza pesantemente chi utilizza link a caso, per questo è fondamentale utilizzarli in maniera sensata.

Esistono tre tipologie di link.

  1. I backlink: quei link provenienti da altri siti, che rimandano ad un articolo o una pagina del tuo sito.

È importante che arrivino da siti attinenti il tuo settore. Se – per esempio – sei un’agenzia di viaggi, potrebbero essere utili dei link provenienti da un travel blogger oppure dal sito di una compagnia aerea.

Ovviamente, i backlink sono i più difficili da avere e richiedono uno sforzo maggiore, perché comprarli su qualche marketplace dedicato non porta nessun beneficio ma solo problemi.

  1. Link in uscita dal tuo sito web.

Anche se come tecnica è meno utilizzata, devi sapere che i motori di ricerca vedono di buon occhio i link in uscita che danno un valore aggiunto all’utente. Se parli di alimentazione, potresti linkare una ricerca universitaria che approfondisce la correlazione tra carni rosse e cancro.

  1. Link interni fra gli articoli del tuo sito

Ebbene sì: è importante anche curare i link che ci sono tra gli articoli del tuo sito. Una buona strategia potrebbe essere realizzare degli articoli di poche battute, di tipo informativo, che linkano degli articoli di approfondimento. I motori di ricerca apprezzeranno molto questa pratica.

E tu che tecniche utilizzi per ottimizzare il tuo sito internet? Se ti va, raccontaci la tua esperienza.

 

Roberto Tarzia

Nato fotografo, cresciuto informatico, inizio a pensare che morirò sul web ;) ! Aiuto aziende e professionisti a sviluppare la strategia più efficace per promuoversi in internet.

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