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Impara le basi della SEO partendo da queste 6 tecniche pratiche (da attuare adesso) e migliora il posizionamento del tuo sito web. 6 tecniche SEO veloci e con risultati concreti.

tecniche SEO base turbo inbound marketing

Si può odiare o amare, ma la SEO rimane un pilastro basilare dell’inbound marketing.

Un marketer deve sapere come funziona il posizionamento nei motori di ricerca e come attirare clienti da questa fonte.

Uno studio realizzato da SearchEngineLand dimostra che il 70-80% degli utenti ignora gli annunci a pagamento che appaiono tra i risultati di ricerca, concentrandosi sui risultati organici.

Avere una strategia SEO è fondamentale per ogni sito web.

Sai bene che Google prende in considerazione una serie di fattori per il posizionamento.

Ma su cosa ti dovresti concentrare per creare una pagina con una SEO perfetta? O meglio ancora, come dovresti strutturare il tuo sito web per renderlo perfettamente ottimizzato?

Queste sono domande molto comuni nel campo della SEO, e basta una semplice ricerca su Internet per trovare migliaia di risposte, guide e post sull’argomento. Io non credo che esista un modo assoluto per ottimizzare un articolo o un sito web. La SEO non è una tecnica scientifica, ma una tecnica artistica, e come ogni arte non ha una formula da seguire che garantisce la creazione dell’opera.

D’altra parte, come ogni arte, anche la SEO mescola alla creatività una serie di tecniche e conoscenze.

In questo articolo approfondiremo questo aspetto attraverso l’analisi di tre tecniche SEO base per ottimizzare una pagina (o un articolo) e avvicinarlo il più possibile alla SEO perfetta.

La SEO è una disciplina complessa che richiede conoscenza e tempo per ottenere risultati, ma questa non deve essere una scusa per ignorare questa branca fondamentale dell’inbound marketing e lasciare ai tuoi competitors tutto il traffico organico generato dai motori di ricerca.

Nella foto qui sotto puoi osservare come si struttura una strategia SEO. Il segreto è di partire da una base solida e crescere:

tecniche SEO base

Fonte: Moz

Dare una definizione della SEO non è semplice. Come avrai notato, SEO è qualcosa di complesso e articolato, e varia nel tempo. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare.

Ecco come definiscono la SEO alcuni “pezzi grossi “ del settore:

SEO è l'acronimo di “search engine optimization”. E' un processo finalizzato a ottenere traffico gratuito, naturale o editoriale nei risultati di ricerca organici dei motori di ricerca. (Searchengineland)

Search engine optimization (SEO) è “la pratica di aumentare la quantità e la qualità del traffico che si guadagna attraverso i risultati organici nei motori di ricerca”. (Rand Fishkin)

L’ottimizzazione per i motori di ricerca consiste fondamentalmente nel presentare il proprio sito nel miglior modo possibile tenendo conto della sua visibilità nei motori stessi, ma ricorda che i tuoi clienti finali sono gli utenti, non i motori di ricerca. (Google, Search Engine Optimization Starter Guide)

SEO è l'acronimo di search engine optimization. Si riferisce a tecniche che aiutano il tuo sito web a a raggiungere un posizionamento più alto nei risultati di ricerca organici, rendendo il sito più visibile per le persone che sono alla ricerca del tuo marchio, prodotto o servizio tramite i motori di ricerca come Google, Bing e Yahoo. (Rachel Sprung, HubSpot.com)

SEO è una disciplina di marketing finalizzata a ottenere maggiore visibilità nei risultati organici dei motori di ricerca (non a pagamento). SEO comprende sia gli elementi tecnici che creativi necessari per migliorare il posizionamento, il traffico e aumentare la notorietà nei motori di ricerca.[…] SEO non è solo di costruzione di siti web ottimizzati per i motori di ricerca. Si tratta di rendere il tuo sito migliore per le persone. (Moz)

Come puoi vedere, queste definizioni si focalizzano su 2 punti fondamentali:

  • SEO significa ottimizzare per i motori di ricerca.
  • SEO significa ottimizzare per gli utenti.

Le due cose non sono in contrasto, anzi.

L’obiettivo di Google è offrire agli utenti i contenuti migliori rispetto alle loro ricerche e l’evoluzione dell’algoritmo che determina il posizionamento corre proprio su questa strada.

Tutto semplice, almeno in un fase teorica.

Leggi mille articoli e guide sulla SEO, scopri le tecniche più disparate e poi ti chiedi:

e adesso, da dove comincio?

Ricordo quando ho cominciato a occuparmi di ottimizzazione.

Studiavo, leggevo e provavo tutto quello che mi capitava sotto mano.

Conoscevo tutti i blog più autorevoli del settore, ho seguito corsi, letto libri, ma i risultati erano quelli sperati.

Poi, un giorno, ho capito che dovevo aggiustare il tiro, fare un passo alla volta e verificare con esperienze dirette la validità delle strategie e delle tecniche che avevo appreso.

Questa guida nasce proprio da questa esperienza di verifica e le tre tecniche che ti propongo sono alcune di quelle che mi hanno portato i risultati migliori.

Non si tratta di formule segrete o codici “magici” che catapultano un sito web in cima ai risultati di ricerca. Non esiste nulla del genere.

Piuttosto, si tratta di tecniche che mostrano un’indicazione su come procedere per ottimizzare un sito o una pagina web che hanno già dimostrato di portare risultati.

6 tecniche SEO base per accendere il turbo

tecniche seo base

Come ogni buona strategia di inbound marketing di successo, il segreto è avere dei buoni fondamentali e su quelli costruire la propria cattedrale.

In campo SEO le basi sono davvero ampie, e vanno dalla scelta del server e del tema, all’ottimizzazione dei testi e delle immagini, dei titoli, della struttura dei link interni, dei link esterni, ecc.

Qui di seguito ho individuato 6 aspetti SEO base su cui puoi lavorare per iniziare il tuo percorso di ottimizzazione:

1. Metti a fuoco il soggetto e identifica le parole chiave:

Una volta che l'idea per un nuovo post o una nuova pagina è matura, il primo passo consiste nel ricercare le parole chiave che descrivono al meglio il contenuto che vogliamo produrre.

Personalmente amo utilizzare un foglio di carta sul quale butto giù in un flusso di coscienza tutte le parole chiave che mi vengono in mente, facendo poi una selezione secondo questi criteri:

  • Chiarezza: le parole chiave che meglio identificano il problema, senza lasciare fraintendimenti con altri argomenti.
  • Popolarità: che ricevono un buon numero di ricerche.
  • Coerenza con la mia nicchia: non ha senso usare super parole chiave che non trovano un riscontro nell’interessa della mia nicchia (perchè tu hai selezionato la tua nicchia, giusto?). Potrò anche arrivare primo nei motori di ricerca, ma se propongo bistecche alla fiorentina a una nicchia di vegani difficilmente raggiungerò gli obiettivi che mi sono prefissato.

Ad esempio, in questo post, le parole chiave più evidenti sono “SEO” e “inbound marketing”. Inoltre, nonostante appare abbastanza ovvio, la parola “posizionamento sui motori di ricerca” mostra un certo valore (ed è molto interessante, come vedremo).

E' ovvia anche che la parola “tecniche”, ma è una keyword generica molto interessante anche per altri settori perché permette sia di collocarsi in una nicchia specifica  (“6 tecniche per fare X”, “le migliori tecniche per Y”, ecc.) che di sfruttare la “potenza” della liste per ottenere più click.

(Una piccola parentesi sull’argomento: uno studio realizzato da Conductor ha dimostrato che i titoli con liste numerate hanno tassi di conversione notevolmente più elevati rispetto ad altri.)

In effetti avrei potuto scegliere un titolo diverso, usando per esempio la parola chiave “6 passi” o “6 suggerimenti” ma, come mostra il pianificatore di parole chiave di Adwords, la combinazione “tecniche SEO” ha un volume di ricerca decisamente più alto della combinazione “passi SEO” o “suggerimenti SEO”.Google keyword planner

A proposito di Google Adwords. Questo servizio di advertising mette a disposizione un tool gratuito utilissimo in questa fase di scelta delle parole chiave: lo Strumento di pianificazione delle parole chiave.

Grazie al Keyword Tool, puoi vedere quante ricerche sono state fatte per una o più parole chiave e le loro combinazioni più rilevanti. Inoltre, puoi utilizzarlo per trovare qualche sinonimo da inserire nel tuo testo per ampliare la ricchezza di significato (di cui non ci occupiamo qui nello specifico, ma che rappresenta un fattore di posizionamento sui motori di ricerca).

seo tool semrush screenshotMa quando mi sono reso conto quanto sia importante posizionarsi nelle nicchie che mi interessano, ho deciso di fare un salto di livello e utilizzare uno strumento professionale: SEMRush, considerato da molti il miglior tool disponibile oggi sul mercato.

Con SEMRush puoi fare cose incredibili, che vanno ben oltre la semplice ricerca delle parole chiave.  Per esempio, puoi andare su un sito web e scoprire quali parole chiave utilizzano i tuoi competiror, e questo da solo è un già un vantaggio incredibile per trovare buone parole chiave e giustifica la spesa per il programma (che già nella versione gratuita offre spunti davvero interessanti).

2. Sfrutta la tecnica della SEO Long Tail

Il concetto di Long Tail (coda lunga) è stato coniato da Chris Anderson in riferimento alla tendenza dell’economia ad abbandonare i “pochi prodotti e pochi mercati” per spostarsi verso le nicchie.

Applicato alla SEO, Long Tail si riferisce a una strategia ben precisa: concentrarsi su parole chiave molto specifiche, con elevati tassi di conversione e poca competizione, composte da più di tre parole.

Qualunque strategie SEO vincente usa la tecnica della Long Tail. Non ci sono altre strade per scalare la “montagna” della SERP.

Ecco un’immagine che riassume il concetto:

seo long tail

Come puoi vedere, nella parte alta della curva (a sx) si trovano le keyword composte da 1, 2 o 3 parole. Queste generano un volume di ricerche elevato, ma con un maggiore competizione e un tasso di conversione più basso. Nella parte della “coda”, invece, si trovano le Long Tail Keyword, parole chiave composte da più di tre parole, con un volume più basso ma un tasso di conversione più alto.

Il concetto è semplice. Facciamo un esempio:

La parola chiave “scarpe” ha un volume di ricerca decisamente più alto della parola chiave “dove comprare scarpe da donna a Milano”, ma questo non ha un valore reale per il posizionamento.

Se sono un negozio di scarpe da donna a Milano, infatti, il mio interesse è quello di intercettare traffico organico specifico che ha intenzione di acquistare scarpe in un negozio a Milano, mentre chi cerca “scarpe” ma si trova in un’altra parte d’Italia è fuori dal mio gruppo di potenziali clienti, così come sono fuori quelli che cercano “scarpe” ma cercano scarpe da uomo. Inoltre, le concorrenza dei competitor che cercheranno di posizionarsi per la parola chiave “dove comprare scarpe a Milano” sarà sicuramente inferiore che per “scarpe”.

Il vantaggio di usare la tecnica della Long Tail è duplice:

  • puoi raggiungere un pubblico con intenzioni specifiche.
  • la concorrenza è minore (e dunque sono minori i costi SEO, in termini o di denaro o di tempo).

E non solo.

Se ci rifletti un attimo, cercando di posizionarti per “dove comprare scarpe a Milano”, stai già lavorando per posizionarti anche per le parole chiave “dove comprare scarpe”, “scarpe a Milano” e “scarpe”.

Prendi la più lunga (la “Long”) e tiri su tutto il resto.

Ogni strategia SEO che porta a risultati concreti segue questo percorso: partire della Long Tail Keyword e posizionarsi via via per parole chiave meno articolate (sempre che ne valga la pena 🙂 ).

3. Scrivi un titolo ottimizzato SEO e persuasivo

tecniche SEO base per mettere il turbo al tuo inbound marketingIl titolo di un blog o di una pagina rappresenta uno degli aspetti più importanti per arrivare alla SEO perfetta. Un post che si posiziona nelle prime posizioni sui motori di ricerca ha un titolo strutturato secondo alcuni criteri ben precisi e non può essere tralasciato in una strategia SEO.

Il titolo è la parte più importante di un post perché è proprio lì che andrai a inserire in primo luogo le parole chiave che hai identificato nella prima fase di ricerca.

Inoltre, pensa che in media 8 persone su 10 leggeranno solo i titoli dei tuoi post, mentre solo 2 su 10 continueranno a leggere il resto dei contenuti. Questo principio dell’ 80/20 formulato da Copyblogger ci illumina sul fatto che i titoli sono spesso il momento di “vita o morte” per ogni post del blog.

Come scrivere titoli che convertono il maggior numero di utenti possibile e ottimizzati SEO?

Segui queste regole SEO base:

  1. Scrivi un titolo di massimo 70 caratteri, eviterai così che venga “tagliato” nei risultati di ricerca. Puoi verificare come apparirà il titolo che hai scritto utilizzando questo tool gratuito.
  2. Inserisci le parole chiave nel titolo, cercando di ordinarle da sinistra a destra per importanza. I motori di ricerca danno n peso maggiore alle parole nel titolo seguendo il verso standard di lettura.
  3. Mantieni il titolo “naturale”, cercando il giusto compromesso fra SEO e copywriting.
  4. Analizza la SERP di Google e confronta il tuo titolo con quello dei principali competitors.

4. Ottimizza il contenuto e i sottotitoli

C’è chi preferisci scrivere prima il contenuto e poi il titolo. Meglio o peggio? Dipende, ma se non hai tanta dimestichezza con l’argomento, scrivi prima il titolo. In questo modo avrai chiaro come strutturare i contenuti e non rischierai di disattendere le aspettative che il titolo ha dato al lettore.

Esistono infinite tecniche, metodi  ed esempi su come strutturare un contenuto efficace e ottimizzato.

Puoi decidere di utilizzare un modello di copywriting più strutturato, o partire dalla semplice ma super-efficace “struttura in tre atti”.

Si tratta di un classico metodo di gestione delle trame che, applicato a un post o una pagina web, divide il contenuto in tre parti: introduzione, sviluppo del soggetto e conclusione.

L’introduzione è la parte più rilevante, sia da un punto di vista SEO che persuasivo.

Inerisci nell’introduzione sia la parola chiave principale (evidenziandola con il bold) sia almeno 2 o 3 parole chiave secondarie.

Nel resto del contenuto, inserisce sistematicamente le parole chiave con una densità di circa 1/100 (una combinazione di parole chiave ogni 100 parole). Ma attento a non esagerare! I motori di ricerca vogliono qualità e naturalezza, ed esagerando con il numero di parole chiave si rischia di entrare in quella zona buia della SEO dove il mostro delle “penalizzazioni” prende il sopravvento.

seobook analisi keyword densityPer controllare la keyword density delle tue pagine, puoi utilizzare il keyword density tool realizzato da Seobook. Semplice e gratuito, ti darà una mano importante soprattutto per evitare sovra ottimizzazioni.

Per una buona SEO inserisci la parola chiave anche nei sottotitoli.

Anche qui, però, non esagerare. Limitati a inserire la parola chiave principale nel primo sottotitolo (H2) e usa gli altri sottotitoli per inserire le parole chiave secondarie.

5. Rendi i tuoi URL SEO friendly

Il passaggio successivo per un’ottimizzazione SEO base è semplice e consiste nel creare l'URL della pagina o del post a mano, cioè senza utilizzare l'URL che WordPress genera automaticamente.

Ti basta cliccare sull’url nel pannello WordPress e modificarlo usando una delle tecniche più consigliate:

comporre l'URL utilizzando le parole chiave principali del titolo, separati da trattini.

Google concorda sul fatto che un post non può avere più di 4 o 5 parole chiave, il che è abbastanza logico. Che senso avrebbe pensare ad un post con 10 parole chiave?

E non solo, perché come dimostra uno studio realizzato da Quicksprout, le pagine che si posizionano nei primi 10 risultati di ricerca contengono in media 37 caratteri, meno che quelle che si posizionano nei risultati successivi.

6. Usa l'Alt tag nelle immagini

esempio alt tag immagine wordpress

Un piccolo trucco aggiuntivo per ottimizzare in ottica SEO i tuoi contenuti è quello di approfittare dell’alt tag delle immagini (il “testo alternativo” che appare nella finestra di editing delle immagini di WordPress). I motori di ricerca considerano il testo alternativo un fattore rilevante per il posizionamento, e non solo per le ricerche di immagini (dove ovviamente il peso specifico è maggiore) ma anche, e soprattutto, per il contenuto che stai proponendo.

E’ importante che la prima immagine della pagina abbia queste due caratteristiche:

  • descrivere il contenuto
  • contiene come alt tag immagine la parola chiave principale

Le altre immagini della pagina, invece, dovranno contenere le parole chiave secondarie selezionate in precedenza.

Un piccolo appunto sulla relazione tra immagine, contenuto e SEO, frutto della mia esperienza personale.

Analizzando centinaia di articoli scritti negli ultimi anni, mi sono accorto che il posizionamento migliora se l’immagine principale dell’articolo descrive visivamente il contenuto stesso, come in questo esempio:

SEO esempio relazione immagine contenuto

Il primo risultato, in questo caso come in altri, è quello in cui l’immagine ha un contenuto descrittivo  in linea con il titolo e il contenuto della pagina.

 

Con queste 6 strategie SEO base, metterai il tuo progetto sulla buona strada per migliorare il posizionamento e ottenere nuovo traffico.

Ricorda però che la SEO è una strategia a medio e lungo termine, soprattutto se parti da zero.

Su un sito web già avviato, invece, le modifiche avranno sicuramente un effetto più rapido.

A patto che non manchi mai il fattore principali di ogni strategia SEO e di marketing (non solo web) in generale: creare contenuti di valore per gli utenti.

Emanuele Amodeo

Web Marketer e consulente, da sempre curioso e poi studioso di Internet, creo, sviluppo e gestisco business online e aiuto imprese e professionisti a fare lo stesso. Per costruire idee e i progetti amo intrecciare ambiti e competenze non convenzionali (filosofia, psicologia, sociologia, estetica, neuroscienze) con il marketing.

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