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Come aumentare mi piace e followers su Instagram utilizzando i giusti hashtag

Come aumentare mi piace e followers su Instagram utilizzando i giusti hashtag

In questa guida riscopriamo la “potenza” degli hashtag. Scopri la strategia e i migliori tool per aumentare i mi piace e i followers del tuo profilo Instagram.

Sei su Instagram anche tu?

Ottimo, Instagram ha 700 milioni di utenti. Non è il momento di fare gli asociali.

Vuoi scoprire come aumentare mi piace e followers senza perdere tempo?

Grandioso, te lo dico subito: utilizzando gli hashtag.

Ebbene sì. Se il tuo scopo è raggiungere utenti in target non puoi fare a meno di una ricerca accurata degli hashtag per il tuo profilo.

Come fare?

Ci arriviamo subito, ma partiamo dal principio.

L’importanza dell’engagement

Prima di vedere come aumentare mi piace e followers su Instagram utilizzando i giusti hashtag, cerchiamo di capire cosa ha più valore e cosa ne ha meno.

Ti sembrerà folle ma su Instagram il numero di seguaci è importante solo se ha un engagement che gli va dietro.

Engagement che?

L’engagement è il livello di coinvolgimento degli utenti rispetto al tuo profilo.

Tradotto significa: la quantità media di like e commenti relazionata al numero di follower.

aumentare mi piace e followers su instagram

Per calcolare l’engagement devi sommare i like delle ultime dieci foto, scartare la più recente, dividere il dato ricavato per dieci, dividere nuovamente il risultato ottenuto per il numero dei tuoi followers ed infine moltiplicare per cento, in questo modo otterrai la percentuale definitiva.

Processo troppo macchinoso e lungo?

Puoi dirlo, eh.

Lo penso anche io, difatti, utilizzo l’Instagram Money Calculator che come Money Calculator non è affidabile (magari lo fosse!) ma per calcolare l’engagement è perfetto.

Secondo le statistiche questo è un engagement da considerarsi buono:

< 1.000 followers 8%
< 5.000 followers 5.7%
< 10.000 followers 4%
< 100.000 followers 2.4%
100.000 + followers 1.7%

Tu come sei messo?

Tieni bene a mente questa cosa: su Instagram l’engagement deve diventare il tuo migliore amico.

Il coinvolgimento dei tuoi seguaci è fondamentale.

Hai diecimila seguaci ma solo trenta like per foto? Houston abbiamo un problema!

Brand e aziende (quelle che fanno girare i soldi) danno maggior valore all’engagement rispetto alla grandezza dell’account, alias il numero di followers.

Preferiscono puntare su micro-influencer con seguaci molto coinvolti, piuttosto che su pagine popolate da seguaci fantasma.

Il motivo è semplice.

Maggiore è il legame follower-influencer e maggiori sono i profitti che un post può generare.

Fin qui ci siamo?

Ci resta solo da capire come aumentare in modo sano – e non forzato – questo maledetto engagement.

No. Non pensarci nemmeno.

Acquistare like e followers fake è un’azione altamente negativa per il tuo account e la sua crescita. Non solo serve a nulla, ma ti penalizza pesantemente.

Non ci cascherà nessuno. Anche se fai finta di niente.

Brand, aziende, anche solo uno smanettone social qualunque sanno riconoscere subito un account onesto da un account che imbroglia.

Se compri like o seguaci paradossalmente il tuo engagement sarà più basso e, di conseguenza, la tua visibilità ai minimi storici.

Nessuno può venderti followers attivi e reali anche se a tutti i rivenditori piace promuovere i loro servizi affermando il contrario.

E’ normale che una volta acquistati se ne freghino dei tuoi contenuti.

Sì ma allora come puoi far crescere l’engagement senza barare e in modo proficuo?

Ci sono alcune scorciatoie valide come:

– Postare meno frequentemente durante il giorno (così i tuoi utenti focalizzeranno l’attenzione su meno contenuti).
– Seguire profili della tua stessa nicchia.
– Bombardare di like altri account in target.

Eh sì, è impegnativo.

Ma vuoi la buona notizia adesso?

Esiste un metodo che ti consente di risparmiare tutto questo tempo.

E’ più lento ma sicuramente più efficace ed è per distacco il modo migliore per creare una community super coinvolta che inizia a seguirti perché davvero ama i tuoi contenuti.

Esatto, sto parlando degli hashtag!

Sono estremamente sottovalutati eppure hanno un reach potenzialmente illimitato.

Ricordi? Siamo 700 milioni ad utilizzare questa piattaforma. 😉

Tramite gli hashtag puoi raggiungere persone interessate ai tuoi contenuti ma che ancora non si sono accorte di te.

Ed è anche il metodo più sicuro e senza limiti per aumentare mi piace e followers su Instagram.

In che senso senza limiti?

Per salvaguardare il suo spirito genuino, Instagram ha imposto dei limiti nelle azioni che un account può compiere nell’arco di una giornata.

Esempio: non puoi mettere più di 60 like all’ora, non puoi seguire più di 60 persone all’ora e… sì, esatto, non puoi smettere di seguire più di 60 persone all’ora.

ALT!

Ti ho detto una piccola bugia, in realtà un limite c’è anche con questo metodo: puoi usare solo 30 hashtag per post.

Ma niente di grave.

Trenta sono più che sufficienti per raggiungere una buona fetta di pubblico se seguirai tutte le indicazioni che troverai in questo articolo.

Approfondiamo l’argomento.

Cosa sono gli hashtag e come si utilizzano

Sei pronto?

Facciamo come a scuola. Partiamo dalla definizione.

L’hashtag (#) è l’etichetta utilizzata su alcuni social network come aggregatore tematico.

In parole povere serve agli utenti per trovare facilmente foto, video e messaggi su un tema o un contenuto specifico.

Su Instagram devi utilizzare gli hashtag con un unico scopo: mostrare i tuoi contenuti a più persone possibili!

Come?

Finendo in Popular Page.

categorie di hashtag

Cos’è la Popular Page?

Quando ricerchi un hashtag qualsiasi, Instagram ti mostra 9 foto principali, in evidenza rispetto a tutte le altre.
Queste prime 9 foto sono i Top Post che formano la Popular Page.
Ttutti gli altri scatti, sempre con quell’hashtag, vengono inseriti invece in una sezione che prende il nome di Recent Post.

Finire in Popular Page significa ottenere grande visibilità e quindi buona probabilità di incrementare mi piace, follower e altre interazioni come commenti e repost, aumentando così l’engagement.

Riassumendo:

  • Top Post

E’ la sezione dove tutti vorremmo finire. Se un tuo post finisce qui dentro viene visualizzato da migliaia e migliaia di persone. Un tuo post ha ricevuto cinque volte più like rispetto alla media? Significa che con alta probabilità è finito in Popular Page.

  • Recent Post

E’ la sezione che contiene ogni post che ha utilizzato un determinato hashtag.
Ogni volta che qualcuno pubblica un’immagine, quest’ultima finisce automaticamente nei Recent Post, slittando verso il basso quando un altro utente pubblica una foto utilizzando lo stesso hashtag.

Tutti gli hashtag sono uguali?

Assolutamente no.

La classificazione degli hashtag

Gli hashtag vengono classificati a seconda del numero di shares, ovvero di condivisioni di quella determinata etichetta.

Abbiamo quindi:

Hashtag Popolari – 5M+ condivisioni (es. #love)

Hashtag Semi Popolari – 500k – 5M condivisioni (es. #lovequotes)

Hashtag Meno Popolari – 100k – 500k condivisioni ( es. #lovemydad)

A rigor di logica gli hashtag meno popolari, quindi con meno condivisioni, offrono meno visibilità ma, allo stesso tempo, sono molto meno competitivi.

Traducendo significa che è molto più facile finire nei Top Post di hashtag meno popolari rispetto a quelli più utilizzati.

La strategia degli hashtag

Passiamo ora al piano di guerra, alla strategia pratica per ottenere maggiore exposure utilizzando i giusti hashtag.

Il piano tattico è molto semplice.

Ogni tipologia di hashtag ha uno scopo ben preciso per questa ragione è necessario fare un mix.

Utilizzando tutte le categorie i tuoi contenuti cominceranno a guadagnare visibilità partendo dalla sezione Recent Post degli hashtag Meno Popolari.

Questo succede perché minori sono le condivisioni, maggiore è la permanenza del post tra le prime foto della sezione Recent Post.

Più i tuoi post rimangono nella Recent Post di alcuni hashtag, più avranno possibilità di ottenere like e commenti e, di conseguenza, di finire nella Popular Page di quella categoria o addirittura di quella un gradino più sopra.

Questo effetto a catena potrebbe portarti addirittura nei Top Posts degli hashtag popolari.

Teoria studiata, passiamo alla pratica.

Come creare liste perfette di hashtag

Innanzitutto parliamo al plurale perché avrai bisogno, come tutti, non di una sola lista ma di più liste da alternare e sostituire gradualmente, in modo da andare dietro all’engagement del tuo profilo ottenendo un risultato più performante.

E’ importante catalogare ogni post con le giuste etichette (#).

Non puoi postare la foto di un piatto di spaghetti per poi utilizzare hashtag di un’altra nicchia, non ha senso e non porta alcun beneficio al tuo account.

Ci sono vari modi per raccogliere hashtag utili alla causa.

utilizzare gli hashtag su instagram

In primo luogo puoi clamorosamente spiare i tuoi competitor.

Tranquillo, è assolutamente legale.

E lo fanno tutti. 😉

Osserva le loro liste e annotati da qualche parte gli hashtag da loro utilizzati. Puoi cominciare proprio a seguirli per essere sicuro di non perderti alcun post e alcuna lista.

In alternativa puoi sfruttare gli strumenti di ricerca che proprio Instagram mette a tua disposizione. Basta cliccare sulla voce “Hashtag” (o “Tag” a seconda degli aggiornamenti) ed inserire le keyword inerenti alla tua nicchia: a questo punto sarà la piattaforma stessa a suggerirti degli hashtag plausibili.

Non hai capito?

Facciamo un esempio.

Digitando “Sport”, Instagram ti propone:

#sport #sportswear #sportlife #sportwear #sportcar #sports etc…

Puoi formare delle buone liste partendo da questo sistema, non rapido ma sicuramente gratuito ed efficiente.

RICORDA: fai un mix dei vari tipi di hashtag. Non usare solo hashtag molto popolari e, quindi, competitivi ma non usare nemmeno solo hashtag poco ricercati. Le tue liste devono contenere hashtag di tutte e tre le categorie.

Ma siamo sicuri che questo metodo funzioni?

Certo!

Quando usi materiale di tutte e tre le categorie, le tue immagini guadagnano subito visibilità in più nei Recent Post.
Questo si traduce in maggiori like, maggiori commenti e, con il tempo, maggiori follower.
In questo modo i tuoi post hanno più probabilità di finire nelle varie Popular Page dei singoli hashtag.

NOTA: gli account con engagement basso dovrebbero avere più hashtag poco popolari, al contrario, gli account con un buon engagement, per esempio 400 like o più a foto, dovrebbero utilizzare più hashtag popolari.

Cosa ti consiglio di fare?

Uno dei trucchi più utilizzati dagli esperti di Instagram consiste nel raggruppare gli hashtag in base al numero minimo di like che serve loro per finire tra i Top Post.

Mi spiego meglio.

Ogni hashtag ha una competitività diversa.

Questa famosa competitività si misura in base ad una unità di misura piuttosto particolare: il numero di like minimo per approdare in Popular Page.

Esatto, ti basta visitare la pagina di ogni hashtag e segnarti su un pezzettino di carta il numero più basso di like tra le 9 foto sponsorizzate nei Top Post.

Ecco che in pochi secondi puoi riuscire a farti un’idea piuttosto chiara del livello di competitività di ogni hashtag.

Fatta questa premessa, secondo che criterio dovresti raggruppare i diversi hashtag?

Il mio consiglio è di creare 3 gruppi diversi.

Nel gruppo 1 raccogli gli hashtag con cui hai ottime probabilità di finire nella sezione Top Post. Quindi tutti gli hashtag per i quali il tuo engagement medio è maggiore del livello minimo per accedere ai Top Post.

Nel gruppo 2 raccogli gli hashtag per i quali il tuo engagement medio è uguale o leggermente inferiore del livello minimo per accedere ai Top Post.

Nel gruppo 3 raccogli gli hashtag che necessitano di moltissimi like per portarti in Top Post, quindi tutti quegli hashtag con un livello minimo di like per accedere ai top post molto più alti rispetto al tuo engagement medio.

Un esempio pratico?

Se hai un account travel/nature con 1500 like di media per foto, potresti raggruppare 3 gruppi di hashtag con queste linee guida:

Gruppo 1
800-1500 like minimo per finire nei Top Post.
Esempio: #instavacation #travelblog #travellife

Gruppo 2
1500-2000 like minimo per finire nei Top Post.
Esempio: #bestplacestogo #postcardsfromtheworld #destinationearth

Gruppo 3
2000-4000 like minimo per finire nei Top Post.
Esempio: #teamtravelers #places­_wow #thebestdestinations

Una volta che avrai raggruppato un bel pò di hashtag per ogni gruppo in questa maniera, non ti resterà che stilare la tua lista di 30 hashtag selezionando il 70% di hashtag dal primo gruppo, il 20% di hashtag dal secondo e il 10% dal primo.

Questa strategia, ovviamente, và seguita tenendo sempre in considerazione il proprio livello di engagement.

Se il tuo numero di like medio aumenterà, di pari passo dovrai adattare anche i tuoi hashtag in modo tale da massimizzare la tua visibilità utilizzando hashtag sempre più competitivi.

E se non sei ancora un top player su Instagram? Non preoccuparti.

Ti basterà selezionare e ricercare hashtag con un numero di like minimo per accedere ai top post adatto al tuo livello di engagement attuale!

Strumenti utili per ricercare gli hashtag

Oltre alle due modalità suggerite sopra, è possibile creare liste di hashtag utilizzando strumenti e applicazioni specifici.

Ne abbiamo scelti alcuni per te. Perché non li provi?

Display Purposes

Display Purposes

E’ uno dei tool più utilizzati per ricercare gli hashtag senza perdere tempo.

Fa tutto il lavoro sporco al posto tuo.

Come funziona?

Il suo algoritmo compie una ricerca ottimale di hashtag basandosi su hashtag inseriti dall’utente.

In pratica, tu digiti nella barra di ricerca alcune keyword (il consiglio è di non inserirne più di 3) della nicchia che ti interessa e Display Purposes ti restituisce un numero X di hashtag tra Hashtag Popolari, Hashtag Semi Popolari e Hashtag Meno Popolari.

Facciamo un esempio.

Vuoi pubblicare su Instagram una foto delle Dolomiti? Scrivi nella barra di ricerca #dolomiti #montagne .

Il tool ti mostrerà automaticamente 30 hashtag inerenti alla nicchia da te scelta. In questo caso, #dolomites #altoadige #alpes #alpi #altoadigedascoprire etc…

Ma c’è di più. Come detto sopra il programma ti indicherà accanto ad ogni hashtag la “pertinenza” e la “popolarità” in relazione alle keyword digitate.
In questo modo potrai vedere in che categorie finiscono gli hashtag che vai a prendere.

Top-Hashtags

Top Hashtags

Questo tool ti mette già in primo piano gli hashtag più utilizzati (quindi più competitivi) a livello mondiale.

Puoi sicuramente lasciarti ispirare.

Compiere la selezione è davvero molto semplice, ti basta infatti digitare nell’apposita barra di ricerca la parola chiave che ti interessa, cliccare su “top” e vedere i risultati.

E’ molto facile da usare ma, purtroppo, non ha una vasta scelta di hashtag, soprattutto tra i meno competitivi.

Usalo se ti serve ricercare solo all’interno delle nicchie più grandi.

Websta.me

Websta

Tool completamente gratuito che ti permette di avere statistiche utili per la crescita del tuo account.

Per utilizzarlo è necessario fare il login, dopodiché ti si aprirà un vero e proprio mondo con la panoramica generale del tuo profilo.

Come strumento è leggermente più complesso rispetto ai precedenti ma, anche qui, per selezionare gli hashtag si passa dalla barra di ricerca.
Dopo aver digitato la keyword, Websta.me ti mostrerà gli hashtag relativi alla parola da te inserita, con tanto di numero di condivisioni.

Keyhole.co

Keyhole

Questo tool è molto originale e diverso dagli altri. Non ti serve per compiere una vera e propria ricerca di hashtag ma ti serve per vedere quanto un determinato hashtag è utilizzato in un preciso momento.

Sembra difficile, vero?

In realtà ti basta accedere al sito, scegliere se tracciare su Twitter o su Instagram (volendo entrambi i social), digitare la keyword nella barra di ricerca e cliccare invio. Dopo un paio di secondi, a volte minuti – ahimè può metterci un po’ – ti comparirà un grafico che ti mostra l’utilizzo di quella keyword negli ultimi giorni e anche negli ultimi minuti, in tempo reale.

Ora che siamo alla fine di questo articolo dovresti avere un’idea più chiara sul funzionamento degli hashtag e sul loro utilizzo ottimale.

Ma ho una buona e una cattiva notizia.

Come al solito partiamo dalla cattiva.

Saper utilizzare gli hashtag non è per niente sufficiente per avere successo su Instagram.

Esistono tonnellate di altre informazioni preziose che fanno la differenza e che il 99% degli Instagrammer non conosce o ignora completamente.

Qual è la bella notizia?

Puoi trovare tutto su instadvanced.net!

E’ un blog interamente dedicato ad Instagram con l’unico scopo di aiutare artisti, celebrity e imprenditori a espandere la loro visibilità su Instagram.

Da dove puoi partire?

Come aumentare mi piace su Instagram 

Trucchi per avere più seguaci su Instagram 

– Come diventare famosi su Instagram 

Ci vediamo su Instadvanced!

Un abbraccio!

Personal branding per cantanti, musicisti e DJ

Personal branding per cantanti, musicisti e DJ

In questa guida vediamo come un artista cantante, musicista o dj può curare il proprio personal branding online per avere successo.

Cosa hanno in comune Apple, McDonald’s, IKEA, Lady Gaga, gli U2 e Calvin Harris?

Sono tutti dei BRAND.

Se hai intenzione di avere successo come cantante, musicista, DJ o produttore, devi trasformarti anche tu in un brand.

Ma cos’è un brand esattamente?

Definizione da Wikipedia:

La marca (o brand) è un nome, simbolo, disegno, o una combinazione di tali elementi, con cui si identificano prodotti o servizi di uno o più venditori al fine di differenziarli da altri offerti dalla concorrenza.

Un brand è quello che rende differente, per esempio, un supermercato da un altro.

E i più grandi musicisti, cantanti e DJ, così come le grandi marche di automobili, fast food o abbigliamento, hanno un marchio molto forte.

Un brand ha degli elementi funzionali ed emotivi che creano una relazione tra clienti (nel nostro caso fans) e il prodotto o servizio (la tua musica o le tue esibizioni dal vivo).

Ecco perché tutti i cantanti, musicisti e DJ devono assolutamente svilupparne uno: chiunque ascolta la tua musica, crea una connessione emotiva con il tuo personaggio.

In parole povere:

tu sei il brand. Che ti piaccia o no.

Coltivarlo in modo tale che renda al massimo delle sue potenzialità, è il minimo che tu possa fare.

A proposito, ti suggerisco di leggere anche questa guida qui su Marketers:

Come gestire la Reputazione Online per sviluppare un business sul web

Ora, la prima domanda che devi fare a te stesso è:

la mia musica riesce a farsi notare nonostante l’agguerritissima concorrenza online ed offline?

La risposta probabilmente sarà negativa.

Ma la soluzione esiste ed applicarla non è impossibile come pensi!

La concorrenza è agguerrita, certo, ed il deficit dell’attenzione sui social è un aspetto da tenere in considerazione.

Internet è colmo di aspiranti star della musica!

Viviamo nell’era dello sharing sfrenato su Facebook, Twitter, Youtube, Soundcloud, Snap e Twitter. Il segreto per il successo è trovare la propria dimensione e la propria nicchia.

Fare “branding” significa essenzialmente raccontare la tua storia in modo tale che essa ti contraddistingua dagli altri musicisti, e ti consenta di connetterti con i tuoi fans.

E’ una delle più efficaci strategie di marketing per un artista, tra quello che ho discusso anche nel mio blog wearemoum.com. Definire il tuo brand e costruire un piano di marketing intorno ad esso, dirigerà il modo in cui tu comunichi con i tuoi seguaci e come i tuoi contenuti “risuoneranno” al meglio con loro.

Definisci il tuo brand

definizione del brandIl tuo brand è la tua storia.

Definiscilo focalizzando cosa ti ispira, cosa ti spinge a fare musica e cosa ti differenzia dagli altri:

  • Quali sono i temi dei tuoi testi?
  • Quali sono i tuoi valori più importanti come artista?
  • Cosa ti ispira?
  • Come descriveresti il tuo stile musicale?
  • Come vorresti che il tuo pubblico descrivesse i tuoi spettacoli dal vivo?

Pensa al linguaggio ed al tono che ti rappresenta al meglio, lo stile grafico e l’immagine che più ti appartiene.

Sii unico in quello che fai, e incorpora al meglio quei tratti distintivi della tua personalità che ritieni condivisibili con i tuoi fans.

Più riesci ad esternare la tua personalità e più la tua presenza online (ma non solo) contribuirà a creare un tuo marchio riconoscibile ed apprezzato.

La strategia di marketing per il tuo brand

strategia personal branding cantanti musicisti dj

Ora che hai individuato gli elementi che devi condividere con il tuo pubblico, trova gli elementi con i quali farlo e come “vendere” la tua musica al meglio.

Il tuo brand deve essere il fulcro della tua strategia di marketing: tutto ciò che condividi, pubblichi e promuovi deve essere in linea con i valori ed il linguaggio che hai definito precedentemente.

Creare un brand riconoscibile potrebbe sembrare difficile, in realtà è facilissimo.

Te lo spiego con un piccolo esercizio: prendi carta e penna.

Porterò ad esempio i Muse.

Può non piacerti la loro musica, ma è innegabile si tratti di un gruppo musicale di fama mondiale.

Elenca poi le prime 5 parole che ti vengono in mente pensando a loro.

Ecco qui alcune parole che mi sento di associare ai Muse:

Profondo Raffinato Malinconico Melodico Possente

Queste parole sono probabilmente simili a quelle che hai pensato associandole a loro.

Queste parole che hai scritto sono definite come gli attributi del brand.

Ora prova a fare lo stesso esercizio con te stesso.

Scrivi una lista di parole che pensi si possano associare a te ed alla tua musica. Una volta che avrai finito, avrai creato l’identità del tuo brand.

Per gli artisti che valorizzano il brand, la parola “auto-promozione” può sembrare azzardata.

Passare il tempo a studiare strategie di marketing potrebbe erodere gli sforzi ed il tempo necessari a migliorare la propria musica o esercitarsi sullo strumento o  sulla propria voce.

In realtà, se vuoi che il tuo lavoro si faccia notare nel mare magnum di musica là fuori, questa è una delle parti più importanti.

Quando inizierai a promuoverti online, probabilmente ti sentirai invadente quando condividerai i tuoi contenuti sui social.

O forse non saprai cosa postare per catturare l’attenzione dei tuoi fans.

Ma se non utilizzi una corretta strategia di marketing, stai perdendo la possibilità di connetterti con i tuoi fans.

Lavorare sugli attributi del brand

branding attributi

Ora che hai identificato gli attributi principali del tuo brand, dobbiamo capire come poterli usare.

Prima di tutto la lista non è definitiva: altre parole possono essere aggiunte o rimosse. E’ una lista flessibile. Devi però avere una certa coerenza nella tua immagine.

Durante le lezioni di marketing all'università ho imparato una cosa fondamentale: i consumatori non amano il cambiamento.

Quando si abituano ad un brand e lo scolpiscono nella loro mente, ogni tipo di cambiamento, anche se piccolo, diventa difficile da digerire.

Prova a pensare se la Lamborghini si mettesse a produrre utilitarie.

Ne rimarresti spiazzato, no?

In altri termini il tuo brand deve essere “consistente“.

La Voce

In termini editoriali la voce è il tono di quello che scrivi. Letteralmente.

Chiudi gli occhi e pensa alle parole scritte sui tuoi profili: come suonano?

Il lessico ed il linguaggio scritto di un musicista classico sono probabilmente differenti da quelli di un rapper.

Ecco: il tuo compito è allineare la tua voce alle parole che definiscono il tuo brand.

Quali contenuti proporre per rafforzare il tuo brand?

Una volta che avrai identificato il tipo di contenuti che il tuo brand deve pubblicare, inizia a creare una scaletta (o calendario editoriale) da seguire con delle idee ricorrenti.

Il tuo obiettivo finale è attirare l’attenzione dei tuoi fans. Postare esclusivamente la tua ultima canzone non porterà grossi risultati. Il content mix deve essere vario, consistente (again!) e si deve basare su più piattaforme di comunicazione.

Il contenuto “personale” è quello che cattura di più l’attenzione dei tuoi followers.

Qui di seguito voglio elencarti una serie di “contenuti tipo” che un musicista dovrebbe postare sui suoi canali di comunicazione per connettersi con i propri fans e costruire un’immagine di brand solida e duratura.

  • 15 secondi di preview video del tuo prossimo brano / album caricate in modo nativo (ossia non su una piattaforma di hosting video come YouTube) su Facebook, Twitter o Instagram;
  • Foto o Video di esibizioni dal vivo passate: alcuni degli esempi più utilizzati dagli artisti sono il #throwbackthursday (#TBT) o il #flashbackfriday (#FBF), ossia postare, di Giovedì e Venerdì, una foto, un video, con relativo hashtag, che riprenda un evento avvenuto in anni o mesi precedenti e che riveste particolare importanza per l’artista, andando a creare una intimità con la sua base di followers.
  • Foto o Video di sessioni in studio o sala prove;
  • Selfie durante degli eventi particolari e in compagnia di altri artisti con cui stai collaborando (è evidente come questo possa aiutarti ad espandere il fan base sfruttando la visibilità dell’altro artista);
  • Condividi notizie importanti relative al mondo musicale e che richiedano un coinvolgimento dei followers;
  • Condividi un video, l’album o un brano di un artista che ti ispira particolarmente o di altri artisti emergenti come te e che vuoi supportare;
  • Condividi chicche più “tecniche” relative alla strumentazione che utilizzi in studio o suggerimenti musicali per chi, tra i tuoi fans, vorrebbe intraprendere la tua stessa carriera;
  • Chiedi ai tuoi seguaci un’opinione relativa a quale brano hanno apprezzato di più e perché;
  • Chiedi l'iscrizione ad una mailing list in cambio del…tuo album (si, hai letto bene). Se stai iniziando e devi costruire ancora il tuo brand, allora regalare il tuo miglior prodotto si può rivelare una strategia incredibilmente efficace;
  • Coinvolgi i fans su Instagram, YouTube o Facebook chiedendo quale cover desiderano che tu canti. Non serve avere milioni di followers né scomodare Justin Bieber. Julia Nunes è un esempio di artista emergente che ha iniziato condividendo su YouTube delle celebri cover accompagnata esclusivamente dal suo ukulele. La qualità delle sue esibizioni l’ha portata alla ribalta ed a siglare dei contratti con importanti etichette discografiche https://www.youtube.com/user/jaaaaaaa;
  • Collabora con qualche video-maker emergente per creare un video-clip della tua ultima canzone. Se non ne conosci nessuno nella tua città, puoi sempre trovarli su alcuni gruppi specifici su Facebook o facendo una ricerca su Instagram o Google;
  • Usa creatività nei video di Facebook, YouTube o Instagram (possibilmente convidivendoli su tutte le piattaforme: per esempio potresti trovare dei musicisti che cercano visibilità come te e fai suonare loro alcune parti di un tuo brano o di una cover di un brano famoso, in un video (tastiere/chitarre/batteria etc..) con un file audio separato, poi in post produzione raggruppi il tutto come se si trattasse di un’unica band che suona dal vivo. Così facendo avrai creato un contenuto virale che verrà poi ricondiviso sia dai tuoi fans che da quelli degli altri collaboratori / musicisti. Questa strategia è anche chiamata “collaboration cover” e riscuote particolare successo su YouTube e su tutti gli altri canali social. Questo è uno degli esempi più famosi:

Come vedi le opzioni sono illimitate e il tuo compito è testare e sperimentare quale content mix ti consente maggiormente di creare engagement con i tuoi fans.

Enfatizza soprattutto quei contenuti che “ingaggiano” maggiormente i tuoi fans a interagire con te e premiali quando lo fanno, rispondendo il più possibile.

Questo aumenterà il tasso di conversione dei tuoi followers da FAN a SUPERFAN.

Come i social media possono essere fondamentali

social network musica

Se hai passato più di 5 minuti su un qualsiasi social media, ti accorgerai di come gestire un brand su di essi sia particolarmente impegnativo ed equiparabile ad un lavoro full-time.

Questo dipende anche dal fatto che il numero di social media è sempre più in aumento.

C’è tanto lavoro dietro nel postare quotidianamente dei contenuti interessanti per i tuoi followers, ma fatto con criterio si può rivelare anche molto divertente.

Non esistono social media uguali. Ogni piattaforma ha un tipo di pubblico diverso. Per ciascuno va utilizzato uno stile visual e narrativo differente. E ciò significa che non tutti i social potrebbero risultare efficaci per il tuo brand.

Si, ma quale social usare?

Non c’è una risposta definitiva in questo caso. Il mio consiglio è iniziare a comprendere meglio quale social può adattarsi al meglio al tuo stile e quindi vale la pena aprire un account su ciascuno di essi e testare i tuoi contenuti e come essi vengono recepiti dal tuo pubblico.

Il mio suggerimento è iniziare, ovviamente, con Facebook visto il bacino potenzialmente illimitato di pubblico. Youtube, Instagram e Snapchat sono altrettanto efficaci perché consentono di affiancare alla musica anche l’aspetto visual che sta diventando sempre più fondamentale.

Twitter si può rivelare altrettanto efficace, sopratutto se lo segui quotidianamente interagendo con i tuoi fans e colleghi musicisti su base quotidiana e se condividi spesso dei contenuti che suscitino engagement con i tuoi followers. Soundcloud è un’altra piattaforma molto importante, evidentemente, poiché mette al centro di tutto la cosa più importante: la musica. Un altro social, che consiglio sopratutto ai DJ, è MixCloud dove è possibile caricare un set intero, facendo così capire come potrebbe essere un tuo dj set in una serata dal vivo.

Per approfondire l'argomento “social”, ti suggerisco questo post dove puoi scoprire cosa vuol dire fare un uso consapevole delle piattaforme social ed in che modo possono essere un danno per la tua attività:

Sfruttare i social media per distruggere il tuo brand [Ecco come non farlo]

La regola dei 1000 fans

regola 1000 fansPer comprendere al meglio come poter creare un brand musicale di successo è bene conoscere il modello dei 1000 True Fans elaborato da Kevin Kelly:

Un creatore, come un artista, un musicista, un fotografo, artigiano, performer, designer, animatore, video maker o autore, in altre parole chiunque faccia dell’arte un lavoro, necessita di solo 1000 fans veramente fedeli per intraprendere una carriera di successo.

Qui di seguito un breve riassunto:

Un vero fan è definito come colui/colei il quale acquista qualsiasi cosa tu produca. Che è disposto a guidare per 200 km pur di vedere un tuo concerto o esibizione. Che non ha problemi ad acquistare il tuo album ri-masterizzato anche se ha la versione originale in bassa qualità. E’ quello che ha la tua pagina Spotify sempre aperta sullo smartphone, che ti seguirebbe ovunque pur di avere un autografo, che compra le tue t-shirt, la tazza da caffè ed il cappellino. Non aspettano altro che il tuo nuovo lavoro, questi sono i veri fans. 

Per concludere ti ricordo che tutte queste strategie sono efficaci solo se supportate da contenuti e da musica che piace. Inizia a focalizzare l’attenzione su questo aspetto, poi il resto verrà autonomamente.

E tu cosa ne pensi? Hai altre strategie da consigliare per costruire il tuo brand musicale? 🙂

Dirette Live e strategia di Marketing

Dirette Live e strategia di Marketing

Il 2016 verrà ricordato, probabilmente, sia per l'esplosione dei podcast che per le dirette streaming. In questo articolo voglio analizzare come poter utilizzare quest'ultime per migliorare il tuo business online.

Sfruttare i video e lo streaming nel proprio business

In molti pensano che questo nuovo trend sia passeggero, una moda del momento destinata a scemare fino a scomparire, non appena la gente si sarà stufata di pubblicare i video delle proprie vacanze online.

Io penso che, come tutti i nuovi strumenti, anche per questo ci vorrà del tempo per essere capito e assimilato a dovere.

Mamma, mamma, guardami!

C’è poco da voler discutere, tutti noi abbiamo sofferto di manie di protagonismo in gioventù (e non solo); nel nostro subconscio rimane sempre, più o meno presente, quel voler essere notati rispetto alla massa.

È normalissimo e fa parte non solo della natura umana, ma dell’istinto di sopravvivenza che vuole farci emergere rispetto agli altri per “far colpo”.

Ad oggi, gli strumenti per potersi mostrare in diretta, sono alla portata di tutti e, come tutte le cose, devono essere usati con cognizione di causa, senza esagerare: il passo fra interessante ed eccessivo è infatti molto breve.

Le regole del gioco

Cambiano i mezzi, non cambiano però le regole del business online, tutto quello che fai deve essere misurato, analizzato e ponderato.Come utilizzare lo streaming nel marketing

Fare le cose “a caso” ti farà perdere tempo, sia che si parli di scrivere 10 articoli la settimana, sia che si parli di girare video in diretta streaming, senza dati oggettivi, non andrai lontano e non vedrai risultati tangibili.

Ricordati quindi non solo di misurare, ma di chiedere feedback ai tuoi utenti, in modo da capire se ti stai muovendo nella giusta direzione e, se quello che stai mostrando, effettivamente interessa a qualcuno.

Gli strumenti

Quali sono i principali servizi che ci permettono di andare online?

In Italia possiamo parlare di un duopolio.

Da un lato abbiamo sicuramente SnapChat, APP per cellulari nata nel 2011, con un valore attuale stimato intorno ai 10 Miliardi di dollari.

Dall’altro abbiamo Facebook Live, lanciato per i soli personaggi pubblici nel 2015 e che ad oggi è disponibile a chiunque ne voglia fare uso (da pochi giorni anche su desktop).

A seguire troviamo Twitter, proprietaria del servizio Periscope che, almeno da noi, non ha ancora avuto un grande successo e, personalmente, dubito riuscirà a competere con gli attuali player.

Come utilizzare i video live

Prima di iniziare a pubblicare video come se non ci fosse un domani, ti consiglio di fermarti un attimo e cercare di capire come poter utilizzare al meglio questi servizi.

Come ben sai il più grande portale video al mondo è YouTube, con il quale puoi aprire gratuitamente un canale e pubblicare video che saranno indicizzati e messi a disposizione degli utenti fin quando vorrai mantenerli online.

SnapChat, invece, ti permette di pubblicare video che rimarranno online per sole 24 ore, prima di essere definitivamente cancellati.

Sfruttare Snapchat nel marketing

Questa differenza modifica completamente il paradigma di utilizzo.

Mentre con YouTube è importante fare video “utili”, che trattano tematiche di interesse e devono essere quantomeno un minimo curati, sia dal punto di vista del contenuto che della forma, con SnapChat è inutile prestare tanta attenzione, in quanto la piattaforma nasce per dare “scorci di vita reale”, ovvero per mostrare un determinato momento che verrà poi eliminato.

Questo rende SnapChat perfetto per condividere il lato più umano del tuo business, mostrare ai tuoi utenti il dietro le quinte della tua azienda o del tuo lavoro, in modo da aumentare la sinergia e rimanere sempre “sul pezzo”.

Non è per tutti

Alcune persone sono naturalmente più inclini a mostrare la propria vita ed il proprio lavoro, anzi, gli piace condividere i propri attimi, che siano dei pensieri su un determinato argomento oppure l’apertura di un pacco appena arrivato da Amazon.

Fra questi sicuramente ci sono Marco Montemagno, che ha fatto dei video il suo principale mezzo di comunicazione, oppure Giulio Gaudiano (lo trovate su SnapChat come “giuliogaudiano”), che pubblica giornalmente video riguardanti sia la sfera privata che professionale.

Potrebbe però non essere il tuo caso, valuta con attenzione il tipo di messaggio che vuoi trapelare e se sei in grado di utilizzare questi strumenti in maniera continuativa, se così non fosse valuta qualche altro strumento più vicino al tuo modo di porti oppure una strategia di diverso tipo per far crescere il tuo sito… ti consiglio, per esempio l'articolo di Emanuele riguardante la link building.

Spero questo articolo possa esserti stato utile, se hai voglia di condividere la tua esperienza con queste (o altre) piattaforme, non esitare e lasciare un commento qua sotto!

Linkedin nella tua strategia social

Linkedin nella tua strategia social

In questo articolo scoprirai come inserire Linkedin all’interno della tua strategia social e come utilizzarlo come canale di lead generation.

Aumentare le conversioni

Usa la testa, usala bene

Quando si parla di social network la gente tende a trattare l’argomento all’acqua di rose, ovvero non dandoci la dovuta importanza.

La strategia social è una delle cose più importanti e più complesse che si possa affrontare in un’attività di marketing, lo sanno bene colossi come RTL102.5 (vedi il caso Foibe) o Barilla (“no famiglie gay negli spot”) che hanno dovuto gestire orde di utenti arrabbiati per questo o quel motivo.

Linkedin non fa eccezione, deve essere usato con attenzione in modo da trasmettere il giusto messaggio agli utenti che ti seguono.

Un esempio di società che è riuscita a gestire bene il canale social viene da Ikea, che grazie ad un ottimo senso dell'humor ha trasformato la brutta esperienza di un suo cliente in un post virale di sicuro effetto, se hai voglia di farti una risata prova a leggere la storia di Claus 🙂

Differenziazione: non siamo tutti uguali

Non puoi pensare di utilizzare Linkedin allo stesso modo della tua pagina Facebook o del tuo account Twitter, questo perché il pubblico di riferimento è differente e di conseguenza il messaggio deve essere comunicato in una diversa maniera.

Strategia social

La personalizzazione dei canali social è fondamentale e molto impegnativa, per questo motivo consiglio di usare solo quelli necessari e non buttarsi su ogni strumento presente sul mercato.

È quindi ovvio che su Linkedin il messaggio deve essere veicolato in maniera più formale, possibilmente coadiuvato da un commento articolato, che faccia capire al tuo interlocutore che sai esattamente cosa stai dicendo.

Tutto questo, all’interno di un’oculata strategia di personal branding, può veramente fare la differenza, soprattutto se lavori in ambito B2B.

Consigli di automazione

Un buon compromesso per veicolare il tuo messaggio su più piattaforme è utilizzare un programma come PostPickr: scrivi il tuo messaggio, inserisci link o fotografie e selezioni su quali social verrà pubblicato.

Ipotizziamo tu abbia un blog, con pubblicazione settimanale, e che tu voglia condividere automaticamente i tuoi articoli.

Basterà creare un processo con il quale dirai al servizio di pescare casualmente un articolo da te pubblicato (oppure solo l’ultimo, oppure di prendere i messaggi inseriti nella tua pagina Facebook e ri-condividerli su Linkedin e Twitter… le opzioni sono veramente tante).

Il mio consiglio è di modificare l’introduzione al post per ogni social che vai ad usare, in maniera che sia in linea con la piattaforma di riferimento.

Qui sotto puoi vedere un esempio, come puoi notare il messaggio pubblicato su Twitter e quello invece messo su Linkedin sono diversi e personalizzati.

Come promuoversi su linkedin

Come utilizzare linkedin per promuoversi

Ovviamente valgono le basi del marketing, quindi largo uso di immagini, A/B test quando possibile, verifica dei feedback da parte degli utenti e un occhio di riguardo a Google Analytics.

Potrai così scoprire cose interessanti, ad esempio i tuoi contatti LinkedIn potrebbero essere più interessati ad uno specifico argomento piuttosto che ad un altro, ed una volta arrivati al tuo articolo potrebbero essere più propensi a visitare una pagina presente nel tuo menu piuttosto che uscire subito.

Social ed Advertising

Vale la pena ricorrere alle inserzioni a pagamento per condividere un tuo stato o un tuo articolo?

Non c’è una risposta certa, dipende dal numero di contatti, dalla strategia che stai adottando e da altri fattori che esulano dal tema principale dell’articolo.

A grandi linee posso però dirti che vale la pena pubblicare un post sponsorizzato solo se la pagina di atterraggio è stata costruita a dovere per convertire l’utente e convincerlo quindi ad acquistare un tuo servizio, piuttosto che ad iscriversi alla tua newsletter.

Difficilmente può valere la pena condividere degli articoli generici solo per fare brand awareness.

 Update

Un altro modo per “rimanere sul pezzo”, ovvero per ricordare ai tuoi contatti che esisti, è quello di fare periodici aggiornamenti al tuo profilo.

Ogni volta che cambi l’immagine, aggiungi una competenza o una collaborazione, i tuoi contatti vedranno l’aggiornamento fra le notifiche, non rischierai quindi si dimentichino di te… usa questa tecnica con parsimonia, nessuno vuole vedere una tua nuova immagine al giorno.

Se hai un consiglio o un’esperienza da condividere ti prego di lasciarla nei commenti qua sotto,sarò felice di leggerla e magari di confrontarmi con te!

Guida facebook Ads: come creare una campagna che genera risultati

Guida facebook Ads: come creare una campagna che genera risultati

Guida all'utilizzo di facebook Ads. Impara a impostare le tue campagne per ottenere guadagni superiori alle spese con lo strumento pubblicitario di facebook.

Guida facebook Ads come creare una campagna

In questa guida imparerai a creare una campagna pubblicitaria su facebook Ads partendo da un principio: ottenere ricavi superiori alle spese.

Per esempio: se investi €1000, devi guadagnare  almeno €1000+€1.

Tenendo fermo l’obiettivo, vedremo  come costruire una campagna su facebook ads partendo dalle basi, per approfondire poi alcuni aspetti per un’ottimizzazione avanzata.

Facebook è una piattaforma con un potenziale di clienti praticamente infinito e sfruttando le strategie e le tecniche giuste si può trasformare in una fonte di traffico straordinario, e quindi di guadagni.

Ricorda però: per arrivare ai primi risultati ci vuole del tempo.

L’errore più grande che fanno i Marketers alle prime esperienze è tirare le somme dopo qualche giorno di lavoro e abbandonare per mancanza di risultati.

Ogni singola campagna e ogni singola inserzione dovrà essere analizzata, modificata, testata e sperimentata più volte, fino a trovare il giusto equilibrio per avere un ROI positivo.

Il ROI positivo è quel “ottenere ricavi superiori alle spese” che all’inizio ho posto come obiettivo. Tecnicamente, indica il return on investment. In pratica, è un valore che ti permette di misurare l’efficacia delle tue campagne, cioè capire se guadagni più di quanto spendi.

Semplificando al massimo per gli scopi di questa guida, calcoliamo il ROI* come:

ROI= Ricavi/capitale investito

ROI facebook Ads= Ricavi/spesa pubblicitaria

*In questo caso lasciamo fuori altre spese che andrebbero considerate in un'ottica generale di business, come tempo, attrezzature, ecc.

La spesa pubblicitaria sarà un valore uguale per ogni tipologia di campagna, mentre i ricavi variano in base al tipo di business. Per esempio, i ricavi potrebbero derivare dall’incremento di clientela in un locale, o da programmi di affiliazione, o dalla vendita di infoprodotti… Ma su questo sono sicuro che sai già come vuoi generare le tue entrate.

A proposito: se la tua strategia prevede la vendita di infoprodotti, ho scritto questa guida sulla vendita di infoprodotti con diversi consigli pratici che ti possono tornare utili.

PICCOLO CONSIGLIO

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Bene, definito l’obiettivo (ROI positivo) e come calcolarlo, passiamo alla pratica.

N.B. In molti si chiedono se per la propria campagna pubblicitaria sia meglio facebook Ads o Google Adwords. Se hai dubbi, ti consiglio di leggere questo post di Roberto Tarzia sulle migliori piattaforme di advertising.

Se ti interessa approfondire le migliori strategie di Facebook Advertising puoi accedere gratis al nostro gruppo Facebook privato. Troverai strategie, consigli e tips.

Lo trovi facendo click su questo link: https://marketers.academy/facebookadvanced

Guida facebook Ads: come creare un campagna

come creare una campagna con facebook ads

Il primo aspetto da tenere a mente è che gli utenti non navigano su facebook per comprare.

Il motivo è un altro, e precisamente soddisfare due esigenze sociali di base: il bisogno di appartenenza e la necessità di auto-rappresentazione.

Queste due esigenze, insieme ad altri aspetti socioculturali di minore importanza, sono state individuate in uno studio realizzato da Ashwini Nadkarni e Stefan G. Hofmann della Boston University.

Quindi, per coinvolgere i tuoi utenti devi creare valore.

Secondo aspetto: lascia perdere i “mi piace” della tua pagina.

Il tuo business su Facebook deve avere l’obiettivo di generare il maggior numero di conversioni offrendo il massimo del valore, e quindi un ROI positivo. I “mi piace” sono una conseguenza naturale di un buon lavoro. Chi si preoccupa di acquisire like in maniera artificiale ha già perso in partenza.

Se le tua strategia su facebook crea realmente valore per i tuo i utenti, questi non esiteranno a mettere il tanto atteso “like”.

Terzo aspetto: hai notato che i tuoi post hanno drasticamente ridotto la portata?

Bene, il lavoro adesso è più difficile. Devi generare interazione e coinvolgere gli utenti.

Come? Offrendo qualità e, quindi, come detto prima, ottenendo anche nuovi mi piace.

Per ottenere questi risultati il segreto di ogni campagna è la segmentazione.

Sì, la segmentazione è il protagonista indiscusso del successo di facebook Ads, anche se viene sottovalutata in molte occasioni. In questo caso però è una parte fondamentale che fa la differenza fra una campagna produttiva e una improduttiva.

Anche se facebook è un social network che raggiunge potenzialmente miliardi di utenti, è normale che la quasi totalità di loro non è minimamente interessato al tuo prodotto o servizio. Per questo, pensare di investire su tutta la comunità è una semplice follia. Neanche le aziende che hanno a disposizione budget milionari usano questa strategia.

Per creare una campagna efficace la chiave è concentrare la comunicazione su settori specifici in cui gli utenti sono più reattivi, in modo da massimizzare la visibilità delle inserzioni e ottimizzare le conversioni.

guida facebook ads segmentazioneLa parola d’ordine è dunque: segmentazione.

Solo così si può raggiungere l’obiettivo minimo di ogni campagna pubblicitaria, cioè un ROI positivo.

La segmentazione dei potenziali clienti è un aspetto del marketing che esiste da sempre. Differenze etniche, di genere e di età, sono da sempre fattori rilevanti per la creazione di una campagna.

Con l’avvento del web marketing e delle tecnologie annesse è cambiato tutto. La segmentazione si è evoluta e le variabili si sono moltiplicate, aumentando così la possibilità di segmentare con maggiore precisione ed efficacia i messaggi.

Facebook ti fornisce degli strumenti avanzati per la segmentazione e saperli usare correttamente è il segreto di una campagna di successo.

A questo punto la domanda sorge spontanea:

Come si fa una corretta segmentazione?

Sfruttando il più possibile i parametri di segmentazioni messi a disposizione da facebook Ads.

Più una campagna è specifica e ben indirizzata, maggiore sarà il tasso di conversione e maggiori saranno i ricavi.

Sfruttare i parametri significa innanzitutto una cosa: lascia perdere tutti i processi di pubblicizzazione automatici e concentra le tue energie nella creazione manuale di campagne facebook.

Quello che ti serve è il massimo controllo possibile sulle variabili.

Vediamo adesso come creare una campagna su facebook Ads e mettere in pratica una segmentazione efficace:

Per creare una campagna apri facebook business manager e scegli l’obiettivo della campagna.

La nuova veste grafica del power editor divide gli obiettivi in 3 gruppi di obiettivi, ognuno con i suoi sotto obiettivi:

  1. Aumentare la notorietà del brand o della tua azienda:
    • Metti in evidenza i tuoi post.
    • Promuovi la tua pagina.
    • Raggiungi le persone vicine alla tua azienda.
  2. Trovare clienti potenziali per la tua azienda:
    • Indirizza le persone al tuo sito web.
    • Ottieni installazioni della tua applicazione.
    • Incrementa la partecipazione al tuo evento.
    • Ottieni visualizzazioni video.
    • Raccogli contatti per la tua azienda.
  3. Incrementa le conversioni o le vendite per la tua azienda:
    • Incrementa le conversioni sul tuo sito web.
    • Incrementa l’interazione con la tua applicazione.
    • Fai in modo che le persone richiedano la tua offerta.

Ecco come appare la schermata per la selezione dell’obiettivo:

come creare una campagna facebook ads - obiettivi

In questa guida prendiamo come esempio una campagna finalizza a indirizzare le persone al tuo sito Web.

Dopo aver scelto l’obiettivo, ti verrà chiesto di inserire un nome per la campagna. Scegli un nome con cui puoi ricordare facilmente cosa stai promuovendo. All’inizio potrà sembrare inutile, ma quando le campagna inizieranno a moltiplicarsi avere dei nomi sarà fondamentale per orientarti.

guida facebook ads - nome campagna

A questo punto è il momento di passare alla segmentazione.

Per il tipo di obiettivo scelto, puoi programmare questi segmenti, cercando di valutare con analisi critica i diversi aspetti.

Analizziamo singolarmente:

  1. Definisci il tuo pubblico.

come creare una campagna facebook ads - pubblico

La prima serie di opzioni per affinare il tuo pubblico riguarda le informazioni demografiche di base. In particolare:

  • Il paese (o i paesi) in cui vuoi che vengano visualizzati gli annunci.
  • La lingua. Anche se imposti come luogo l’Italia, è fondamentale selezionare come lingua “italiano”.
  • L’età. Hai un pubblico giovane, adulto o di soli teenager? Puoi scegliere qualsiasi fascia di età.
  • Il genere. Questo è forse uno dei parametri più importanti di questa fase. Uomini e donne si “aspettano” prodotti e servizi diversi e il loro modo di reagire è diverso.

NOTA: Se i tuoi annunci includono foto, inserisci foto di donne per il pubblico femminile e foto di uomini per il segmento maschile.

  • Dati demografici. In questa sezione puoi definire il pubblico in base a informazioni sulla loro istruzione, occupazione, composizione familiare e stile di vita. Per esempio, se stai promuovendo dei pacchetti vacanza per coppie, sarà opportuno selezionare solo gli utenti con una situazione sentimentale specifica (sposati e fidanzati), eliminando i single.
  • Interessi. Gli interessi sono una delle migliori opzioni di targeting di facebook Ads, in quanto consentono di indirizzare le persone in base alle informazioni del profilo. Questo include le loro simpatie e interessi, le applicazioni che usano, le pagine a cui hanno messo “mi piace” e tanti altri (puoi anche usare come parametro i fan dei tuoi competitor). Inizia digitando un interesse e apparirà un elenco di opzioni. È inoltre possibile fare clic su “Sfoglia” per vedere alcune grandi categorie suggerite da facebook. Dopo aver aggiunto alcuni interessi, facebook te ne raccomanderà altri simili. Inserisci più di un interesse per obiettivo in modo da avere un portata sufficientemente ampia.
  • Comportamenti. Questa opzione ti consente ti selezionare il pubblico in base alle abitudini o intenzioni di acquisto, all'uso del dispositivo o ad altre attività. Questi dati vengono raccolti da facebook analizzando molti fattori e dati esterni. Ad esempio, è possibile indirizzare le inserzioni agli utenti attualmente in viaggio o che stanno progettando la prossima vacanza, o ai soli amministratori di pagine facebook. Questi parametri sono da selezionare con cura e da testare fino a raggiungere la combinazione ottimale.

NOTA: Quando utilizzi queste opzioni avanzate, tieni sempre a mente le differenze culturali e sociali del paese target. Inoltre, monitora sempre la grandezza del pubblico dopo ogni modifica e fai attenzione a non limitare troppo la portata degli annunci.

  1. Scegli i posizionamenti delle tue inserzioni.

Nella sezione posizionamenti devi scegliere dove far apparire le tue inserzioni. Puoi scegliere tra:

  • Sezione notizie dei dispositivi mobile
  • Instagram
  • Audience Network
  • Sezione Notizie dei computer
  • Colonna destra dei computer

come creare una campagna facebook ads - pubblico

Solitamente la colonna di destra è l'opzione più economica, anche se risulta la meno visibile. Per quanto riguarda le altre opzioni, il posizionamento nella “Sezione Notizie del computer” è ancora oggi il più costoso, perché è quella che in media garantisce più visibilità, ma nel tempo il mobile sta guadagnando terreno, per cui è importante individuare il canale più adatto in termini di costi-rendimento e valutare l’opzione migliore.

Capitolo a parte per Instagram, che non trattiamo, rimane l’Audience Network, che posizione le tue inserzioni nella sezione Notizie dei dispositivi mobili e nelle applicazioni e siti Web per dispositivi mobili di partner approvati che fanno parte dell'Audience Network di facebook. Una scelta a volte sorprendente dal punto di vista dei risultati, soprattutto per i CPC più bassi delle altre posizioni.

Come scegliere il posizionamento più adatto per la tua campagna facebook Ads?

Non esiste una risposta univoca. Dipende dal tipo di business e dal tipo di prodotto o servizio che stai promuovendo.

Il primo passo, in ogni caso è valutare se ci sono vincoli a priori.

Per esempio, se stai promuovendo la tua nuova app per Android, è inutile far visualizzare l’annuncio nella Sezione Notizie del computer.

In generale, esclusi i canali estranei al tuo tipo di business, ti consiglio di iniziare con il maggior numero di posizionamenti utili, poi valutare il rendimento delle diverse inserzioni (misurando portata, clic, CTR e conversioni) e infine selezionare gli annunci più performanti.

  1. Definisci il budget e programma le inserzioni.

In questa sezione devi definire il budget che vuoi investire e il modo in cui verrà speso.

Subito un consiglio: per cominciare, usa la regola del 30/70.

Se il tuo budget totale è 100, per il primo lancio investi 30 e testa i vari risultati.

Seleziona solo le inserzioni che raggiungono un ROI positivo, e su queste investi il restante 70.

Se la prima ottimizzazione non porta i risultati sperati, ripeti l’operazione.

Quindi, imposta gli altri parametri:

  • Durata: periodo di visualizzazione dell’inserzione.
  • Tipo di ottimizzazione dell’inserzione: puoi scegliere fra clic, visualizzazioni e copertura (l’opzione clic è la migliore per la grande maggioranza dei casi).
  • Tipo di offerta: CPC o CPM (anche qui, almeno che tu non stia facendo una campagna di branding, l’opzione “clic” è la migliore per la maggior parte dei casi).

Quindi clicca su “continua”.

  1. Crea le tue inserzioni.

come creare una campagna facebook ads - inserzioni

In questa sezione dovrai dare sfogo alla tua creatività per creare inserzioni di valore per i tuoi utenti.

Una strategia efficace su facebook Ads devi prevedere la creazione di un buon numero di inserzioni, che vanno testate, analizzate e ottimizzate.

Per cominciare, crea almeno 10 inserzioni diverse utilizzando anche i diversi formati (carousel, video, immagine, ecc.) e valuta il loro rendimento per la prima fase (che corrisponde all’investimento del 30% del budget).

Quindi, analizza i dati e seleziona solo i 5 annunci che rendono meglio.

Ripeti l’operazione sui 5 annunci, e mantieni attivi solo i 2-3 annunci più efficaci.

Ricorda: l’obiettivo è avere un ROI positivo. Quindi, esegui il processo di modifica/ottimizzazione più volte sui diversi annunci fino al raggiungimento dell’obiettivo.

Suggerimenti per ottenere un maggior numero di clic sui tuoi annunci

suggerimenti facebook ads

  1. Inizia la tua compagna coinvolgendo il pubblico della tua fan page.

Perché spendere soldi per clic freddi quando è possibile concentrarsi sui propri fan? Rispetto a un pubblico che non ti conosce, ci sono molte più possibilità che il tuo pubblico risponda alla tua campagna . I tuoi fan saranno reagiranno meglio ai tuoi annunci rispetto ad altre persone, e saranno più propensi a commentare, condividere, ecc.

I vantaggi di questo approccio? Aumento del CTR, CPC più basso, rilevanza più alti nei punteggi e l'enorme vantaggio della “social proof”. Promuovere i contenuti per il tuo pubblico e poi promuovere lo stesso annuncio per un pubblico diverso significa che verranno mantenuti commenti, reazioni e mi piace che il post ha già ricevuto. Questo avrà un effetto sorprendente sul pubblico che non ti conosce.

  1. Fai sempre degli A/B test dei tuoi annunci.

Qualcuno crede che leggendo guide e manuali su facebook Ads si possa arrivare alla formula perfetta per la creazione dell’annuncio perfetto.

Beh, questo è impossibile.

Non si può stabilire in anticipo se un annuncio funzionerà meglio di un altro.

Quindi, una volta che hai lanciato una campagna, prima di estenderla a un pubblico più ampio, esegui degli A/B test e ottimizza il rendimento delle inserzioni.

Ecco tre esempi di test:

  • Variazioni nel titolo dell'annuncio.
  • Variazioni delle immagini dell’annuncio.
  • Variazioni nel copy dell’annuncio.

Ma gli A/B test vanno eseguiti anche sul pubblico e le offerte.

Sfrutta al massimo questo step di ottimizzazione testando:

  • I destinatari della campagna: prova diverse età e interessi.
  • L'importo dell'offerta: automatica o manuale.
  • Il tipo di fatturazione: CPC o CPM.
  1. Usa facebook pixel per personalizzare il tuo pubblico.

facebook pixel

Con il pixel di facebook la qualità delle tue campagna facebook salirà notevolmente: ti basta inserire il codice sul tuo sito web e puoi creare diversi segmenti di pubblico personalizzati in base al comportamento degli utenti sul sito.

Per esempio, puoi lanciare una campagna rivolta solo agli utenti che hanno visitato una determinata pagina; o a quelli pronti ad acquistare un prodotto ma che hanno abbandonato il carrello; o ancora, rivolta solo a coloro che hanno scaricato il tuo lead magnet, ecc. Questo si chiama remarketing, una tecnica di marketing online che garantisce tassi di conversioni decisamente più alti di una campagna non ottimizzata.

In questo modo, infatti, riuscirai a essere molto più specifico con le creatività degli annunci e con il segmento del pubblico. I tuoi annunci saranno più rilevanti, otterrai molti più clic e abbasserai il prezzo che devi pagare per ciascuno di essi.

Qui trovi una guida dettagliata per imparare a configurare e utilizzare il Pixel di facebook.

  1. Sponsorizza i post che hanno ottenuto una risposta organica positiva.

I post che hai pubblicato sulla tua pagina e che hanno il maggior numero di reazioni sono il contenuto migliore da promuovere su facebook ads, e riescono a ottenere più clic a un costo inferiore. Facebook tende infatti a premiare i contenuti che trovano naturalmente l’approvazione degli utenti. Il motivo è semplice: se gli utenti interagiscono, allora stai offrendo qualità.

  1. Ottieni il massimo e semplifica la creazione degli annunci e dei test con AdEspresso.

ottimizzare facebook ads con adespresso

Se vuoi portare le tue campagne facebook a un livello superiore, semplificando contemporaneamente la creazione degli annunci, AdEspresso è un compagno fedele che dopo averlo provato non potrai più abbandonare.

AdEspresso è un gestore di campagne pubblicitarie di facebook. L'equivalente di TweetDeck per Twitter, ma super specializzato.

Le possibilità offerte da questo strumento sono sorprendenti.

AdEspresso ti consente di consente di creare centinaia di A/B test di un annuncio con estrema facilità.  Basta inserire più versioni delle diverse componenti di un annuncio facebook – il titolo, il testo, le immagini, ecc – e il programma crea automaticamente centinaia di annunci distinti con tutte le possibili combinazioni di questi elementi, insieme ad altri fattori come il genere, il posizionamento e altri criteri di targeting (pensa che una tipica campagna con AdEspresso contiene più di 200 annunci distinti).

Il vero vantaggio di questo programma è l’ottimizzazione.

Poiché ogni annuncio si rivolge solo a un sottoinsieme particolare dei criteri, AdEspresso può confrontare statisticamente quali fattori portano alla percentuale di clic più elevate e ottimizzare automaticamente i tuoi annunci nel corso del tempo.

  1. Ottimizza, testa, crea… converti!

Per finire, vediamo altri suggerimenti per aumentare al massimo le performance dei tuoi annunci su facebook:

  • Ottimizza la dimensione e il peso delle immagini in modo che non vengano tagliate nell’anteprima:
    • Clic sul sito, conversioni su sito, risposta a evento:  1200 x 628 pixel.
    • Immagini nella sezione Notizie: 1200 x 900 pixel
    • Immagini nella colonna destra: 254 x 133 pixel
    • Like sulla pagina: 200 x 444 pixel
  • Il copy deve essere diretto. Crea un tuo stile pensando sempre al tuo pubblico. Il tuo annuncio non deve sembrare un annuncio (paradossi dell’Internet marketing… 🙂 ), ma un semplice post sulla tua pagina.
  • Includi sempre una call to action nei tuoi annunci.
  • Se possibile, utilizza immagini originali o acquistale da siti che offrono immagini ad alta qualità.
  • Utilizza il testo nelle immagini, ma attenzione: facebook approverà l'annuncio solo se c’è meno del 20% di testo sulle immagini .
  • Se hai poco budget, investilo su un paio di giorni e non allungare la tua campagna.

Considerazioni finali? Come ti sarai accorto leggendo questa guida su facebook Ads, non ci sono segreti per una campagna di successo.

Devi creare, testare, ottimizzare… e ancora creare, testare e ottimizzare fino a raggiungere un ROI positivo.

Raggiunto l'obiettivo, potrai aumentare il budget d'investimento e generare nuove entrate.

E tu, quali tecniche di ottimizzazione vincenti hai usato per le tue campagne? Scrivile nei commenti qui sotto.

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Ecco il link: https://marketers.academy/facebookadvanced

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