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Come aggiornare i vecchi post in ottica SEO sfruttando le news

Come aggiornare i vecchi post in ottica SEO sfruttando le news

In questa guida analizziamo una tecnica SEO semplice da attuare per aggiornare i vecchi post del tuo sito o blog che sfrutta le news per generare nuovo traffico.

Una parte del lavoro di ottimizzazione SEO consiste nell'aggiornare i vecchi post o articoli per migliorare il posizionamento e aumentare le visite.

Quanti post hai lasciato nel “dimenticatoio” del tuo blog?

Quanti post stanno perdendo traffico e posizioni?

Il problema è che troppo spesso ci si concentra sulla creazione di nuovi contenuti, dimenticando che abbiamo già tanto materiale a disposizione su cui lavorare con un potenziale ancora inespresso.

Sto parlando dei vecchi post che si posizionano su Google oltre la seconda pagina.

In questa guida voglio mostrarti come aggiornare i vecchi post del tuo blog in ottica SEO per recuperare posizioni e aumentare il traffico in ingresso.

In particolare, voglio mostrarti una tecnica di aggiornamento che sfrutta la news come trampolino di lancio per la rinascita di un vecchio contenuto.

Vediamo nei dettagli come fare.

Come aggiornare i vecchi post con la “Tecnica del momento giusto”

Ci sono diversi modi per aggiornare un contenuto e ci sono diversi tempi per farlo!

In molti si concentrano sui “modi”, ma spesso ciò che può fare migliorare il posizionamento di una pagina aggiornata è il momento dell’aggiornamento.

Per spiegare il concetto, partiamo dai risultati:

esempio aggiornamento post

Ecco cosa è successo aggiornando un vecchio post nel “momento giusto”: un incremento degli accessi dell’807%, con effetto quasi immediato (un paio di giorni) dopo l’intervento di aggiornamento.

Certo, un solo caso – o anche solo un centinaio – non bastano per formulare una legge ma la procedura che ti mostrerò continua a darmi i suoi frutti.

Una legge inoltre è ormai assodata nel mondo SEO: maggior valore dai agli utenti, più sarai premiato da Google.

Questo è in linea con la tecnica che stiamo analizzando:

aggiungere valore a un vecchio contenuto per fornire nuove informazioni aggiornate e di qualità agli utenti.

La cosa più straordinaria di questa tecnica è la sua semplicità.

Non si tratta di trovare chissà quale combinazione di elementi magici che gli esperti SEO non vogliono confidare a nessuno (anche perché, che io sappia, non esiste nulla del genere).

 

momento giusto aggiornare postIl segreto è aspettare il momento giusto e cogliere l’occasione.

Questa tecnica si può usare in diversi casi e per metterla in pratica ci vogliono 2 strumenti:

  • Una pagina/post da aggiornare
  • Google News

Forse hai già capito, ma rendiamo esplicito il principio:

Cosa è la tecnica del momento giusto (nome da me inventato per riferirmi al concetto)?

La tecnica del momento giusto è una tecnica SEO che consiste nello sfruttare le notizie più popolari in rete per aggiornare un vecchio contenuto e migliorare il suo posizionamento organico nella serp.

In pratica – per riassumere – si procede così:

  1. Individuare una news con un argomento attinente al post da aggiornare
  2. Aggiornare i vecchi contenuti con le nuove informazioni
  3. Promuovere il nuovo contenuto

Semplice quanto tremendamente efficace!

Vediamo adesso come svolgere in pratica tutti i passaggi necessari.

UN PICCOLO SUGGERIMENTO

Marketers è molto più di una Community, Marketers nasce con l’obiettivo di fornire know-how e strumenti a tutti coloro che voglio creare il proprio business digitale. Puoi accedere anche tu al nostro gruppo privato e scoprire come costruire il tuo Business Online.

2 regole da sapere prima di aggiornare i vecchi post

Una delle paure più grandi di chi mette mano a vecchi contenuti è la possibilità di mandare all'aria la propria strategia di link building e perdere le azioni social.

La paura è fondata!

Magari hai speso tanto tempo a mettere in pratica delle strategie per ottenere backlink di qualità e non vuoi fare questo downgrade.

Niente panico.

Per evitare eventuali effetti collaterali successivi all'aggiornamento segui queste due regole:

backlink interrotti

REGOLA 1: Puoi aggiornare tutto del tuo post, tranne il Permalink

Quando si tratta di aggiornare i vecchi post, la regola di base che si può cambiare tutto ciò che riguarda il post tranne il suo Permalink (ed è per questo che si chiama Permalink, in quanto destinato ad essere un collegamento permanente al post).

Finché si dispone di una struttura dei Permalink del tipo “nome post”, come questa (ovvero senza data):

www.tuosito.it/nome-post/

sei libero di aggiornare ogni elemento ad accezione del Permalink, compresa la data.

In questo modo il contenuto tornerà nella parte superiore del tuo blog e del feed RSS.

Se invece la struttura dei tuoi Permalink contiene la data:

www.tuosito.it/gg-mm-aa/nome-post/

c’è un altro elemento che NON puoi modificare: la data.

Ed ecco la seconda indicazioni:

modificare data postREGOLA 2: Se nel tuo Permalink appare la data, NON aggiornare la data del tuo post.

Se cambi la data, infatti, si modificherà automaticamente anche il Permalink con effetti negativi sul posizionamento di quel contenuto.

N.B In realtà esiste una soluzione alternativa. Si può modificare il Permalink e impostare dei redirect in modo da ripristinare i collegamenti interrotti. Consiglio questa procedura solo a utenti esperti che sanno dove mettere le mani.

Come aggiornare i vecchi post in 8 passaggi

Passiamo alla pratica e vediamo quali sono le azioni da compiere per aggiornare un vecchio post.

1. Seleziona i contenuti da ottimizzare

Per prima cosa devi attrezzarti per intercettare le notizie che utilizzerai come fonte per aggiornare i tuoi vecchi post.

google alertsIo utilizzo principalmente due fonti diverse:

  1. Google Alerts, uno strumento gratuito messo a disposizione da Google per ricevere via email le nuove pubblicazioni che riguardano parole chiave specifiche che possiamo selezionare.
  2. Le mie letture, se hai un sito o un blog sicuramente dedicherai del tempo a informati sulle novità del tuo settore.

Per utilizzare queste due fonti devi prima fare una ricerca preliminare tra i tuoi vecchi post e selezionare quelli che pensi possano avere ancora valore per il tuo progetto.

Per esempio:

  • vecchi post con alto tasso di conversione che adesso non generano più traffico
  • contenuti sempreverdi con alto contenuto di valore
  • post che mostrano un calo costante nelle visite di Analytics

Fai una ricerca all'interno del tuo blog, seleziona i post che vuoi aggiornare e segna per ogni post la parola chiave principale di riferimento.

In seguito utilizza queste parole chiave per iniziare il monitoraggio delle news:

  • Apri Google Alerts e crea un alert per ogni parola chiave
  • Tieni d’occhio le news di settore che vedi ogni giorno su blog, social, ecc.,

2. Aspetta il “momento giusto” per l’aggiornamento

momento giusto per aggiornare vecchi postAdesso devi attendere il “momento giusto” per mettere mano ai tuoi vecchi contenuti:

Devi attendere che esca una news con argomento correlato a quello di uno dei tuoi vecchi post.

In base a quanto hai fatto prima, il momento giusto arriva quando:

  • ricevi una notifica da Google Alerts con una news rilevante per i tuoi post
  • leggi/senti/vedi una news rilevante per i tuoi vecchi post

3. Procedi con l’aggiornamento

Adesso hai il materiale per aggiornare il primo dei tuoi vecchi post che hai selezionato in precedenza.

L’idea di base è di utilizzare le nuove informazioni che hai recuperato dalla news e inserirle per ampliare ed aggiornare il vecchio contenuto.

Una precisazione: non si tratta di trasformare un contenuto in una notizia dell’ultima ora!

Per esempio, se devi aggiornare un vecchio post con la recensione del software Y, non dovrai raccontare che “è uscita una nuova funzione bla bla bla…”, ma potrai semplicemente arricchire la descrizione delle funzionalità di Y.

Inoltre, il tuo intervento di aggiornamento non deve limitarsi all'inserimento delle nuove informazioni che hai recuperato, ma deve diventare l’occasione per un restyling completo del contenuto.

Per organizzare al meglio il lavoro, ho diviso l’aggiornamento in tre fasi: contenuto, SEO, ripubblicazione.

Vediamo singolarmente.

► Aggiorna il contenuto

aggiornare il contenutoPrima di iniziare a modificare il testo, poniti queste domande: Come posso adattare il contenuto agli interessi del mio pubblico? Come posso migliorare il testo per distinguermi rispetto ai competitor?

Questi punti sono fondamentali. Quando parliamo di aggiornare vecchi post per posizionarli meglio su Google e migliorare la SEO, dobbiamo ricordare di mettere al primo posto gli utenti, sempre! Il resto seguirà naturalmente.

Procedi con l’eliminazione delle parti di testo obsolete e con l’aggiunta di nuovo contenuto in base ai dati che hai raccolto in precedenza.

Correggi eventuali errori di ortografia che potrebbe passare inosservato la prima volta e prova a migliorare la leggibilità del testo. Assicurati che il testo sia comprensibile ed organizzato in frasi e paragrafi brevi, elimina per quanto possibile le forme passive e usa proposizioni semplici, del tipo soggetto-predicato-complemento.

N.B. Puoi trovare alcune tecniche di copywriting da utilizzare per i tuoi contenuti in questa guida: 3 modelli di Copywriting per scrivere un testo iper-persuasivo

Aggiorna il titolo, se lo ritieni opportuno, ma fai attenzione che l'url originale non venga modificato (le 2 regole viste in precedenza). Aggiungi dei sottotitoli e se necessario dividi il testo in sezioni più piccole.

Controlla che i link funzionino ancora e aggiungine di nuovi (sia interni che esterni) se questo aggiunge valore per l’utente. Inserisci infine un invito all'azione alla fine del testo per chiedere ai tuoi lettori di commentare e condividere il tuo post.

► Fai un check SEO

SEO checkSe stai aggiornando un vecchio post avrai a disposizione una buona mole di dati sulle sue prestazioni sui motori di ricerca.

Google Analytics è uno strumento imprescindibile per comprendere l’andamento del sito. Se non lo hai già fatto, ti consiglio di configurare tutte le funzioni di Analytics in modo da poter sviluppare il tuo business sulla base di dati reali.

Qui trovi una super guida di Irene Tondi sull’argomento: Come installare, configurare e dominare Google Analytics: la guida definitiva.

Nell’articolo di Irene fai attenzione a due argomenti in particolare: il collegamento di Google Analytics e Search Console, e la Configurazione degli obiettivi. Il primo ti permetterà di analizzare con maggiore profondità l’andamento delle parole chiave, il secondo di valutare le modifiche da fare in base ai risultati raggiunti.

Analizzando l’andamento del post che vuoi ottimizzare, ti troverai davanti uno di questi due scenari:

SENARIO 1: Hai raggiunto un buon posizionamento per alcune parole chiave e puoi intervenire per migliorarlo.

In questo caso non modificare le keyword che avevi scelto nella prima pubblicazione del post ma concentrati sulla creazione di contenuti di “qualità” rivolti agli utenti, comprese le risorse grafiche (infografiche, immagini e video). Valuta poi caso per caso se inserire ulteriori parole chiave secondarie riferite al nuovo argomento ma con cautela per evitare una sovra ottimizzazione del testo.

SENARIO 2: Il posizionamento del contenuto che vuoi aggiornare è crollato o non è mai decollato.

In questo caso la news che hai intercettato in precedenza diventano l’opportunità per ottenere traffico da un contenuto “in fin di vita”.

Rivedi le parole chiave che hai utilizzato per costruire il post con una nuova ricerca. Concentrati sulle Long Tail (keyword a coda lunga) e focalizzati sulle intenzioni di ricerca degli utenti. Anche se queste ricerche hanno un volume più basso saranno più facili da posizionare e ti consentiranno di ricevere traffico di qualità.

ottimizzazione SEO

N.B. Trovi altre indicazioni sulla ricerca delle parole chiave e le Long Tail in questo post al punto 1 e 2, ma anche il numero 6 può tornarti utile: 6 tecniche SEO base per mettere il turbo al tuo inbound marketing.

Dopo aver terminato la nuova ricerca, riscrivi buona parte del contenuto in base ai dati raccolti, senza dimenticare la possibilità di aggiungere risorse multimediali come foto e video.

►Ripubblica il post e promuovilo

promuovi contenutoAdesso che hai tutto pronto, cambia la data di pubblicazione e aggiorna il post.

Puoi scegliere infine di inserire un breve commento alla fine del post per spiegare che il contenuto originale è stato pubblicato in una certa data ed aggiornato in un secondo momento. Così i visitatori non rimarranno perplessi davanti a commenti precedenti la data di pubblicazione.

Rimane un ultimo passaggio importante: promuovere l'articolo sui social network o inserirlo nella tua strategia di email marketing, in modo da raggiungere il maggior numero di utenti possibile.

Attendi 48-72 ore e verifica i risultati, valuta gli obiettivi raggiunti ed eventuali nuovi interventi.

Come indicizzare un sito: Guida all’indicizzazione su Google

Come indicizzare un sito: Guida all’indicizzazione su Google

In questa guida imparerai a indicizzare correttamente un sito web su Google in maniera semplice e veloce, in modo da farlo apparire tra i risultati del motore di ricerca.

Il primo incontro tra un nuovo sito web o un blog e il motore di ricerca è l’indicizzazione.

Vuoi che il tuo sito appaia tra i risultati di ricerca su Google.

In che modo?

Come vedremo in questa guida, indicizzare un sito web è molto più semplice di quanto si possa immaginare.

Diciamo fin da subito una verità che andrebbe ricordata sempre: Google indicizza i siti web praticamente da solo, in maniera automatica!

O meglio, questo è quello che accade quando imposti correttamente il tuo sito web.

L’unica cosa di cui ti devi preoccupare è di rendere accessibile il tuo sito al motore di ricerca, il che significa:

fai in modo che il motore di ricerca possa scansionare il tuo sito, analizzare il contenuto delle pagine e inserirlo tra i risultati nel motore di ricerca.

In questa guida voglio mostrarti come eseguire correttamente questo processo di indicizzazione per rendere visibile il tuo sito nel minor tempo possibile.

Cosa significa indicizzare un sito web?

La prima cosa da fare per indicizzare un nuovo sito web è capire esattamente cosa si intende per “indicizzazione”.

L’esperienza mi insegna che questo termine viene spesso frainteso.

L’errore più comune è confondere l’“indicizzazione” con il “posizionamento”.

Sono due cose correlate, ma completamente diverse!

Con indicizzazione sui motori di ricerca si intende “il rendere visibile un sito web o un blog tra i risultati che restituisce un motore di ricerca (indipendentemente dalla posizione)”.

Con posizionamento, invece, si intendono “tutte quelle tecniche mirate a far un sito web nella posizione migliore possibile tra i risultati per determinate parole chiave”.

L’indicizzazione è la base (senza quella non si può posizionare alcunché), il posizionamento viene dopo e riguarda l’abilità di far salire il proprio sito o una pagina tra le prima posizioni su Google o altri motori di ricerca.

Ci occupiamo dunque subito di indicizzazione e poi, nell'ultima parte di questa guida, ti indicherò qualche consiglio per iniziare a lavorare sul posizionamento e su come portare traffico verso il tuo sito.

Le 2 cose da fare per indicizzare un sito web in 24 ore

indicizzare sun sito su search console

Entriamo subito nel cuore della questione.

Per velocizzare l’indicizzazione di un sito web da parte di Google ti basta eseguire questi due passaggi:

  1. Assicurati che il tuo sito sia accessibile ai motori di ricerca
  1. Imposta il tuo sito sulla Search Console

Il punto numero 1 potrebbe non richiedere nessun intervento. Se hai creato il tuo sito web senza smanettare con le impostazioni, non dovresti avere problemi.

N.B. Abbiamo visto come impostare correttamente la visibilità di un sito WordPress in questa Guida su come creare un blog, utile anche per chi ha già il proprio blog e vuole verificare gli step di setup.

Per verificare se il tuo sito è accessibile ai motori di ricerca devi accedere al file Robots.txt e controllare che le impostazioni siano corrette.

Procedi così:

Digita nella barra degli indirizzi l’url del tuo sito seguito da Robots.txt, come in questo esempio:

www.nomesito.it/robots.txt

In questo modo ti apparirà il contenuto del file.

Normalmente dovrebbe appare un codice di questo tipo:

User-agent: *
Disallow: /wp-admin/

Se è così, non hai alcun problema e puoi passare al punto 2 relativo a Search Console.

Se invece il file Robots.txt ti restituisce un codice di questo tipo

User-agent: *
Disallow: /

significa che il tuo sito è bloccato e devi intervenire.

Se ti trovi in questa situazione, segui le indicazioni che trovi più avanti in questa guida nel capitolo “Come risolvere il blocco dell’indicizzazione provocato dal Robots.txt”.

Indicizzare un sito tramite Google Search Console: i passaggi da seguire

Questa è la fase di indicizzazione vera e propria.

Vediamo quali sono i passaggi da seguire.

Prima di cominciare, prendi in considerazione questo suggerimento:

Verifica che il contenuto delle pagine che vuoi indicizzare sia originale.

Quando Google visiterà il tuo sito per procedere con l’indicizzazione la presenza di contenuti già pubblicati su altri siti web potrebbe bloccare il processo. Google vuole offrire qualità agli utenti che effettuano ricerche e tende a bloccare i contenuti duplicati.

N.B. Un contenuto viene considerato duplicato se contiene più del 30% di testo copiato, ma l’ideale è far scendere questa percentuale a 0.

A questo punto sfrutta la Search Console di Google per segnalare il sito.

La Google Search Console è un tool gratuito che offre risorse per i webmaster e la possibilità di  monitorare il rendimento di un sito nelle ricerche.

Puoi accedere alla Search Console da qui: https://www.google.com/webmasters/tools/home?hl=IT

N.B. Se non hai ancora verificato il tuo sito su Search Console e non sai come fare, qui trovi tutte le indicazioni: Google Search Console: guida base all’ottimizzazione SEO.

Prossimo passaggio: inviare la Sitemap a Google.

  • Vai su Scansione -> Sitemap e clicca su AGGIUNGI/TESTA SITEMAP
  • Inserisci l'url della tua sitemap (che può essere diverso da quello che vedi nell'immagine.).
  • Clicca su Invia.

inviare sitemap a google

Et voilà, il gioco è fatto. Hai inviato la sitemap a Google.

N.B. Cos'è la sitemap? Non altro che un indice dei contenuti del tuo sito che serve per facilitare la comprensione dei contenuti stessi da parte del motore di ricerca.

Non hai una sitemap sul tuo sito?

Se usi WordPress, puoi crearla con il plugin Yoast SEO. Vai su Sitemap XML e genera la sitemap del tuo sito.

In alternativa, puoi creare la tua sitemap su questo sito: https://www.xml-sitemaps.com/ e inserirla manualmente tramite FTP nella root del tuo dominio.

Dopo aver inviato la Sitemap, invia le pagine del tuo sito a Google per l’indicizzazione.

Procedi così:

Sulla Search Console nella barra laterale sinistra vai su Scansione -> Visualizza come Google e ti apparirà una pagina simile a questa:

search console visualizza come google

Qui aggiungi sia le singole pagine che vuoi indicizzare, sia – e soprattutto – la tua home page (lasciando il campo dell’url vuoto).

Facendo clic su RECUPERA E VISUALIZZA, dopo il caricamento, e poi sull'url inviato (nel caso della home page il simbolo “/”) potrai vedere il risultato dello scan da parte di Google.

Per terminare il processo di invio per l’indicizzazione, clicca su “Richiesta di indicizzazione”.

Flagga la voce “Non sono un robot” e seleziona la voce “Esegui la scansione di questo URL e dei relativi link diretti”.

Due consigli:

  1. Invia a Google prima la tua home page (lasciando il campo url vuoto) e tra le opzioni seleziona “Esegui la scansione di questo URL e dei relativi link diretti”.
  2. A seguire ripeti la stessa operazione con le pagine principali del tuo sito, questa volta selezionando la voce “Esegui la scansione solo di questo URL”.

Indicizzazione eseguita correttamente!

Il tuo Robots.txt non blocca il sito, hai inviato la sitemap e segnalato le tue pagine a Google. Non ti resta che aspettare 24/48 ore e il tuo sito sarà indicizzato correttamente da Google!

Come verificare se un sito è indicizzato su Google?

Adesso non ti resta che verificare se il tuo sito è stato indicizzato correttamente da Google.

Esiste un metodo semplice e veloce per fare la verifica.

Vai su Google e nella barra di ricerca digita il comando “site:” seguito dall'url del tuo sito, come in questo esempio:

site:marketers.media

come verificare l'indicizzazione di un sito

Se vedi il tuo sito tra i risultati, l’indicizzazione è avvenuta con successo.

Inoltre, adesso che hai impostato la Search Console inizierai a ricevere dati sulla Search Console stessa. Questo è un altro segnale che l'indicizzazione è avvenuta correttamente.

Come funziona l’indicizzazione di un sito web?

come funziona indicizzazione googleHo inserito questo capitolo di approfondimento dopo la parte “operativa”. In realtà si dovrebbe comprendere bene cosa si sta facendo prima di farlo.

Abbiamo detto che indicizzare un sito significa far si che appaia tra i risultati che restituisce il motore di ricerca….

Ma cos'è esattamente l’indicizzazione? Come funziona l’“indicizzare” da un punto di vista tecnico?

Immagina una grande biblioteca dove ogni giorno migliaia di persone portano nuovi libri.

Il bibliotecario vuole sui suoi scaffali soli libri di qualità verificati e quindi, ogni volta che arriva una nuova proposta, la legge e valuta se inserirlo o meno nella sua biblioteca.

Con i motori di ricerca (Google in questo caso) è lo stesso.

Attraverso uno spider (o crawler), un programma automatico in grado di scandagliare tutti i dati e le risorse del web, Google individua i siti web presenti in rete e i relativi contenuti.

Google, attraverso il suo crawler chiamato “Googlebot”, analizza approfonditamente il sito e i relativi contenuti col fine di comprenderne la qualità, i dati raccolti vengono inviati all'indice del motore di ricerca (indicizzazione) e organizzati (posizionamento) in base a delle parole chiave (keyword) e un peso (rank) relativo al loro valore.

Il risultato di questo processo è la SERP di Google per come la vediamo ogni giorno quando effettuiamo una ricerca.

Altre tecniche di indicizzazione: invio url e backlink, Bing e Yahoo

Oltre alla procedura analizzata sopra, esistono altre tecniche per indicizzare un sito web.

La prima e la più semplice si riferisce all'utilizzo del box che troviamo in questa pagina dedicata.

Ogni motore di ricerca (Google, Bing, ecc.) ha la sua pagina per inviare la richiesta di indicizzazione.

Ecco i link:

Richiesta indicizzazione Google: https://www.google.com/webmasters/tools/submit-url?continue=/addurl

Richiesta indicizzazzione Bing/Yahoo: http://www.bing.com/toolbox/submit-site-url

Devi solo inserire l’url del tuo sito e inviare la richiesta.

Una seconda opzione è l’utilizzo dei link.

Lo spider di Google sfrutta i link per esplorare il web e navigare da un contenuto a un altro.

Se il tuo sito riceve un link da un altro sito, allora è probabile che Google si “accorga” della sua presenza e proceda all'indicizzazione.

La terza opzione riguarda la condivisione sui social network.

Qui vale la stessa logica dei link.

Se condividi il tuo sito sui social aprirai un “canale” in ingresso che favorirà la scansione del tuo sito da parte del motore di ricerca.

In particolare, impostando i vari acccount su Facebook, Instagram, Twitter, ecc., potrai sfruttare la possibilità di inserire il link al tuo sito web tra le informazioni del profilo e manderai un segnale “social” a Google.

Come risolvere il blocco dell’indicizzazione provocato dal Robots.txt

Facciamo un piccolo passo indietro.

All'inizio di questa guida avevamo individuato i due passaggi fondamentali per indicizzare un sito.

Il primo riguarda la verifica del file robots.txt che, se non correttamente configurato, blocca l’accesso sul sito al motore di ricerca.

Quando il file Robots.txt blocca il sito contiene un codice di questo tipo:

User-agent: *
Disallow: /

Come già starai pensando, per eliminare il blocco devi modificare questo file.

Se usi WordPress, ti basta andare su Yoast SEO alla voce “Strumenti” e quindi su “Modifica file”.

Adesso modifica il Robots.txt sostituendo quello che trovi con:

User-agent: *

Disallow: /wp-admin/

Se non usi WordPress o vuoi svolgere la modifica manualmente, devi accedere alla cartelle del tuo sito tramite FTP, aprire il file Robots.txt e modificarlo come un normale testo.

Per fare questo io uso Filezilla, un software che mi permette di collegarmi al server sul quale è ospitato il mio sito e modificare i singoli file.

Dopo aver scaricato il programma, inserisci i dati per accedere (che ti sono stati inviati via email quando hai acquistato il server), accedi alla cartella principale del tuo sito e individua il file Robots.txt.

Scaricalo, aprilo con il blocco note, modificalo inserendo la dicitura corretta e ricaricalo tramite Filezilla sovrascrivendo il vecchio file.

Dopo l’indicizzazione, il posizionamento: come portare traffico al tuo sito web!

come posizionare un sito web

Il passo successivo all'indicizzazione è il posizionamento.

Devi posizionare le pagine del tuo sito per determinate parole chiave per ottenere traffico.

Insomma, devi iniziare a fare un po’ di SEO 🙂

Ti consiglio di iniziare con qualcosa di semplice e che puoi mettere in pratica subito.

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Potrai fare una bella scorpacciata di SEO e traffico, casi reali e strategie concrete che puoi applicare al tuo sito.

E non dimenticare di dare un'occhiata alle varie sezioni qui su Marketers, dove trovi guide e consigli per sviluppare il tuo sito e il tuo business online.

 

SEO link building: 6 tecniche per ottenere backlink di valore

SEO link building: 6 tecniche per ottenere backlink di valore

Analizziamo 6 tecniche pratiche di link building da inserire nella propria strategia SEO per migliorare il posizionamento di una pagina o un sito web e ottenere più visite.

Seo link building

La link building è una tecnica che viene utilizzata in ogni strategia SEO.

Un tempo l’algoritmo di Google era più semplice e dei buoni backlink erano una garanzia per posizionare il proprio sito web e aumentare il numero di visite.

Oggi la situazione è più complessa, i fattori di posizionamento SEO si sono moltiplicati e ci vuole più abilità per ottenere i risultati sperati.

La buona notizia è che se il lavoro di costruzione dei link è fatto a dovere, si ottengono risultati concreti ed evidenti.

La domanda è:

qual è il modo migliore per fare link building e ottenere backlink di qualità verso il nostro sito?

Quando ci si trova a pianificare una strategia SEO per posizionare un progetto web, la costruzione dei link appare una questione complessa e ci poniamo milione di domande sull’argomento. Questo post nasce per rispondere a queste domande indicando una serie di consigli pratici per fare link building e ottenere risultati.

Con l’arrivo di Panda, uno degli aggiornamenti più “incisivi” dell’algoritmo di Google, in molti nell’ambiente si sono cominciati a chiedere se era possibile fare una buona SEO solo generando contenuti di qualità e di valore, ignorando i link.

La risposta è: dipende!

Secondo Rand Fishkin, autorità sacra del settore, è possibile ma solo in alcuni casi o scenari. Se la nicchia in cui vogliamo posizionarci ha una certa competizione, sarà quasi impossibile raggiungere le prime posizioni nella SERP dei risultati di ricerca solo con contenuti di qualità.

Inoltre, questo sarebbe un paradosso che smentisce la tesi:

se un contenuto è di qualità e dà valore agli utenti, perché nessuno lo linka?

Fare link bulding significa creare valore

link building naturale

Mi stupisce come ancora oggi diversi blogger e marketer affidano la propria strategia di link building unicamente ai link a pagamento. Contattano un sito web, concordano un prezzo per un post con un link all’interno e il gioco è fatto.

Comprare backlink non è sbagliato in assoluto, il punto è che Google è sempre più abile a scoprire link artificiali (il su citato Panda) e se non si procede con cautela, si rischia di penalizzare il proprio sito.

Ecco perché se hai letto un po’ in giro sul web, sicuramente hai trovato una certa insistenza sul concetto di “link building naturale”.

Il principio è giusto, i link si devono “meritare” come conseguenza della produzione di contenuti di valore. D’altra parte, però, ogni strategia di link building è artificiale proprio in quanto strategia (che quindi viene pianificata a tavolino e implementata artificialmente).

La verità sta nel mezzo. Una buona strategia SEO prevede di fare link building creando valore (quindi naturalmente) per ottenere link da altri siti web (anche in maniere “artificiale”).

Prima di vedere come fare nella pratica, rispondiamo a una domanda fondamentale:

quanti backlink devo ottenere?

Devi pensare che i nuovi link che guadagni con la tua strategia di link building devono essere costanti. Se il sito è nuovo, la creazione di questi collegamenti deve essere lenta e il più naturale possibile, in modo che Google non la percepisca come link building artificiale.

Ma è anche importante sapere che molte delle tecniche SEO di link building non funzionano più come una volta. Quindi, metti da parte directory, commenti sui forum, ecc.

PICCOLO CONSIGLIO

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6 tecniche di SEO link building

link building

Passiamo all’azione. Esaminiamo nel dettagli 6 tecniche di link building che puoi usare fin da subito per potenziare la tua strategia SEO e provare a migliorare il posizionamento del tuo sito per ottenere più traffico.

1. Crea grandi contenuti che attirano link

Questa è la prima cosa da fare per ottenere link. Dopo tutto, cosa motiverà un'altra persona a regalarti un link se non la qualità? Il tuo contenuto, null’altro.

Si dice che il contenuto è re (Content is King). Questo è vero, ma si potrebbe correggere in: la creatività è il re.

Si possono avere grandi contenuti, ma se ci si focalizza sugli stessi problemi e sullo stesso taglio di altri blog, che cosa ti distinguerà? Perché qualcuno dovrebbe mettere un backlink verso il tuo sito e non un altro? Nel marketing questo è noto come USP, Unique Selling Proposition. Anche se lo chiami in modo diverso, non importa. Assicurati solo che il tuo sito offre qualcosa che gli altri non fanno.

Se non sai come cominciare, qui trovi 10 tecniche per trovare nuove idee per scrivere nuove contenuti.

2. Sfrutta il principio di reciprocità: linka altri blog

link building reciprocità

Questa è una delle tecniche per ottenere link che quasi nessuno utilizza. Perché è efficace? Al giorno d’oggi sono pochi i blogger che non monitorano costantemente il proprio programma di analisi dei dati del sito web (quasi sempre Google Analytics). Se notano del traffico in ingresso da un nuovo sito, è molto probabile che vadano a vedere di che si tratta.

A questo punto entrano in gioco i contenuti di qualità che hai creato. Se vengono percepiti così dai blogger che visitano il tuo sito, non esiteranno a linkarti in futuro o almeno a lasciare un commento, un segnale che in futuro potresti ottenere qualcosa (vedi i punti 3 e 4).

Questo processo si verifica sulla base di una cosa chiamata “reciprocità” che, secondo  Robert Cialdini, è uno dei sei principi della persuasione. In sostanza, è la tendenza delle persone a sentirsi “in debito” con qualcuno che ha fatto qualcosa per loro.

3. Realizza un’intervista

Conosci persone influenti del tuo settore? Puoi proporgli una collaborazione attraverso un’intervista.

Ci sono diversi modi per farlo, ma il più comune (e semplice) è il contatto via e-mail o attraverso un social network. Chiedi loro se sono interessati e se accettano, invia la lista di domande (cerca di non farne più di 5 o rischi di essere noioso).

Dopo aver ricevuto le risposte, organizzale in un articolo e invialo all’intervistato per metterlo a conoscenza che il contenuto è online. E’ quasi certo che condividerà il tuo nuovo articolo e ci sono buone possibilità che lo collegherà con un link a qualcuno dei suoi post.

Ci sono due cose molto importanti con cui si può aumentare esponenzialmente la probabilità di ottenere backlink tramite un’intervista:

  • Il tipo di domande che fai. La qualità è più importante della quantità, tanto che anche da una sola domanda è possibile creare ottimi articoli e ottenere molti link in ingresso.
  • Le persone che intervisti. Più sono competenti e offrono valore, maggiori saranno i link e le visite.

4. Fai rete con altri blogger “complementari”

Questa tecnica è molto utile e facile da fare. L’idea è entrare in contatto con altri blogger che trattano un argomento simile al tuo ma che non sono tuoi competitor diretti.

Se per esempio il tuo blog parla specificatamente di smartphone, potresti contattare altri blogger che trattano di tablet e pc. Oppure, se il tema del tuo blog è “come usare WordPress”, potresti contattare blogger che si occupano di SEO e affiliazioni.

Il fine è quello di creare una rete in cui dare e ricevere backlink di qualità utili per il nostro progetto. Contatta più blogger possibili per creare una rete di almeno 10 persone, definisci il tipo di relazione (numero di link, tipologia, modalità di implementazione, ecc.) e inizia a sfruttare queste relazioni per creare link intelligenti.

E’ importante tenere a mente due cose:

  • I blog non devono trattare lo stesso argomento ma essere complementari. In caso contrario ci sarebbe un conflitto di interessi che rende impossibile l’inserimento di backlink.
  • Non si tratta di uno scambio di link. Se si mette in pratica la logica “tu dai un link a me, io ne do uno a te”, l’effetto di entrambi i link si annulla.

5. Link Building con facebook Ads

Questo modo di ottenere backlink è poco diffuso ma se usato correttamente può portare grandi risultati. L’idea è quella di sfruttare gli annunci di Facebook Ads per mostrare i tuoi contenuti di valore alle “persone giuste”.

Per fare link building con le inserzioni Facebook sfruttiamo la possibilità di targettizzare con precisione il pubblico degli annunci. In base al tuo settore, devi cercare di raggiungere le “persone giuste” selezionandole in base al loro posto di lavoro.

Ad esempio, è possibile utilizzare gli annunci Facebook per rivolgerli ai giornalisti e ottenere una backlink da un loro articolo. Se il tuo progetto si muove nell’ambito della tecnologia, puoi riferirti a riviste online come Wired, Millionaire, Focus, Dday, ecc. Se invece sei nel campo della moda, puoi riferirti a riviste come Style, Elle, Amica, Vanity Fair, ecc.

L’importante è selezionare correttamente il pubblico delle inserzioni.

Ecco un esempio pratico delle voci che si possono selezionare per individuare un pubblico di giornalisti in ambito moda:

seo backlink con facebook ads

Se vuoi impostare la tua strategia di backlink attraverso i social, ti segnalo questa Guida su Facebook Ads.

6. Ottenere link con la tecnica della Guestographic

La Guestographic è una tecnica di link building che punta tutto in maniera esclusiva sulla creazione di valore. Si tratta di utilizzare le infografiche in modo alternativo a quello comune.

Invece di pubblicare un infografica e aspettare che qualcuno la condivida, si pubblica l’infografica direttamente su un altro sito (con la “tangente”).

In altre parole, stiamo facendo guest posting con le infografiche.

Questa tecnica è stata descritta da Brian Dean su Backlinko e si riassume nei seguenti passaggi:

Fase 1: creazione dell’infografica

Crea un’infografica di qualità che offre un valore unico per i tuoi lettori. Il design è una parte fondamentale di ogni infografica. La gente condividerà il tuo contenuto se è affidabile, con dati chiari e bello da vedere.

Fase 2: trovare i siti a cui  presentare il tuo contenuto e contattali

Fai una ricerca delle parole chiave per trovare siti web interessanti da cui ottenere backlink. Dopo averli individuati, contattali con una mail di questo tipo:

Salve, questa è la mia nuova infografica:

[link Infografica]

Sono molto interessato a condividere la mia infografica sul vostro sito. Sarò felice di creare un’introduzione unica e originale per dare ancora più valore al contenuto qualora la collaborazione vada in porto.

Grazie,

[tuo nome]

Se la richiesta viene accettata, passa al punto successivo.

Fase 3: Ottenere il backlink

La maggior parte degli utenti inserisce il link sotto l’infografica, automatizzando il processo quando qualcuno la incorpora in un post sul blog.

Questo tipo di link non è l’ideale agli occhi di Google. Va bene quando il collegamento è spontaneo, ma per ottenere un backlink di qualità in questo caso si può fare di meglio.

Il modo migliore per ottenere backlink utilizzando un’infografica è il link contestuale. Un collegamento contestuale è un collegamento ipertestuale inserito direttamente nel testo, come i classici link interni che inseriamo nelle pagine. Quando scrivi il contenuto originale da inviare con l’infografica, aggiungi  un collegamento ipertestuale che punta al tuo dominio.

Bene, adesso non ti resta che mettere in pratica questi suggerimenti e iniziare a creare la tua strategia di link building!

L’ideale è alternare i diversi modi per ottenere link in ingresso in modo da rendere il tutto il più naturale possibile.

Ricorda però che questo non basta. L’ottimizzazione SEO di un sito web o una pagina richiede diverse pratiche che, insieme alla link building, ti consentiranno di posizionare il tuo sito web dove desideri.

Il processo potrà risultare lungo, soprattutto per parole chiave con alti livelli di competizione, ma non esiste altra via per mettere in campo una strategia SEO efficace.

Prima di lasciarci, se il tuo obiettivo è aumentare le visite al tuo sito web, ti consiglio di leggere queste due guide:

Inoltre, qui su Marketers Media trovi diversi contenuti con consigli e strategie per migliorare i risultati del tuo progetto web, che puoi trovare facilmente utilizzando il menu in alto.

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Aumentare le visite del blog con questi 3 trucchi di SEO optimization [Guida Marketers]

Aumentare le visite del blog con questi 3 trucchi di SEO optimization [Guida Marketers]

Vuoi portare nuovo traffico al tuo blog migliorando la SEO? In questa guida analizziamo 3 processi di ottimizzazione che utilizzano tutti i blogger di successo per i propri progetti e che aumenteranno esponenzialmente le visite al tuo sito web.

aumentare visite blog

Come posso aumentare le visite del mio blog con la SEO?

Tutti noi che lavoriamo sul web ci siamo posti questa domanda centinaia di volte.

Ma non esiste una risposta unica e definitiva. La SEO è un’arte complessa.

Per questo, in questa guida ti voglio parlare di 3 tecniche di ottimizzazione SEO che puoi mettere in pratica subito per aumentare le visite del tuo blog e che si integrano positivamente in qualunque strategia SEO.

L’idea è quella di sfruttare una dimensioni e due metriche che chiunque può misurare gratuitamente sul proprio sito usando dei tool di web analytics gratuiti:

  • Le ricerche interne sul sito
  • La velocità di caricamento
  • Il CTR delle pagine

A volte non facciamo caso all’incredibile valore che hanno questi semplici dati, ma per una strategia SEO sono come oro.

Inoltre, puoi ripetere queste operazioni con regolarità e ottimizzare periodicamente il tuo blog per ottenere più traffico organico.

Non ti sto qui a elencare i centinaia di studi e ricerche che dimostrano i risultati straordinari che si possono ottenere ottimizzando il proprio blog con queste tecniche. Troppe volte pesiamo alla SEO come chissà quale diavoleria informatica.

Invece, anche la SEO avanzata spesso è una SEO semplice, ma dai risultati sorprendenti.

Se non hai una conoscenza base di ottimizzazione SEO, ti consiglio comunque di leggere prima questa guida su alcuni principi SEO base e integrarla con quello che imparerai in questa pagina.

Perché tu vuoi raggiungere il massimo dei risultati, vero? 🙂

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1. Aumenta le visite del tuo blog sfruttando le ricerche interne al sito

Troppo spesso quando si parla di ottimizzazione SEO e parole chiave tutta l’attenzione si concentra su analisi del traffico organico, ricerche su Google, trends, Semrush, ecc.

Tutto assolutamente corretto.

Ma c’è un altro motore di ricerca che può fornirti informazioni preziose: la ricerca interna del sito.

E non soltanto perché la possibilità di cercare le informazioni all'interno del tuo sito è una funzione importante importante per gli utenti (in particolare se il sito contiene molte pagine) ma soprattutto perché la ricerca interna del sito web funge come fonte di dati per ottimizzare i contenuti.

Quasi banale quanto iper-efficace.

aumentare visite blog con la ricerca interna

Attraverso un programma come Google Analytics è possibile controllare come gli utenti utilizzano la ricerca interna, quanti la usano, quali parole o frasi vengono usate per la ricerca di informazioni o prodotti e a quali risultati corrispondono.

Per esempio: hai un blog sulla “SEO”, e gli utenti che utilizzano la keyword “SEO tool” sulla ricerca del tuo sito non trovano nulla o trovano un risultato che non corrisponde alle intenzioni di ricerca. In questo caso potrai intervenire per ottimizzare un contenuto già esistente, per esempio dove parli della SEO in generale,  o aggiungere un nuovo contenuto, dove potresti trattare dei migliori tool per la SEO.

Questo è solo un piccolo esempio, che illustra però due vantaggi straordinari che derivano dall’uso della ricerca interna:

  1. Puoi trovare gli argomenti che gli utenti vogliono leggere sul tuo sito.
  2. Puoi scoprire nuove parole chiave da inserire nei tuoi articoli per ottimizzarli.

Il tutto perfettamente in linea con l’obiettivo di questa guida: aumentare le visite del tuo blog.

Ma andiamo nello specifico:

Il primo passo per l’ottimizzazione SEO del proprio blog attraverso la ricerca interna è l’analisi.

Apri Google Analytics e seleziona la scheda “Termini di ricerca” che si trova su Comportamento -> Ricerca su sito -> Termini di ricerca.

aumentare visite blog con ricerca interna

A questo punto vedrai nella schermata la lista dei termini di ricerca sul tuo sito.

Il primo processo di ottimizzazione consiste nel verificare se gli utenti trovano contenuti che rispondono alle loro ricerche.

Seleziona un primo gruppo di termini di ricerca (lavora sempre partendo da gruppi di pochi termini, in modo da poter tenere sotto controllo l’intero quadro della situazione) cominciando dai primi 50 termini (per numero di ricerche).

Seleziona quelli con il “tempo dopo la ricerca” più basso e rispondi a queste domande:

  1. il tempo medio è più basso che sull'intero sito?
  2. il tempo medio è più basso di quello necessario per leggere la pagina?
  3. il termine di ricerca trova una “risposta” nella pagina a cui rimanda la ricerca?

Se la risposta è “sì” per almeno due di queste domande, procedi con l’ottimizzazione:

Aggiungi informazioni rilevanti circa gli argomenti che indicano i termini di ricerca e amplia la tua pagina con nuovo contenuto che risponde alle intenzioni di ricerca.

Ritornando all’esempio precedente:

hai un blog sulla SEO. Tra i termini di ricerca appare la voce “Competitor SEO”, che rimanda a un post che hai pubblicato dove si tratta l’argomento di analisi delle parole chiave ma senza riferimenti alla concorrenza. Noti che il tempo di permanenza sulla pagina è sensibilmente basso.

Ecco la situazione: l’utente cerca informazioni sull’analisi SEO dei competitor, che tu però non hai sul tuo blog.

Detto, fatto. Procedi aggiornando il contenuto con le informazioni che l’utente sta cercando. Aggiungi nuovi paragrafi alla tua pagina sul tema (in questo caso “Competitor SEO”) con nuove informazioni e inserisci immagini che descrivono le nuove keyword.

Per completare questo primo step di ottimizzazione sfruttando la ricerca interna in maniera efficace, aggiungi almeno il 25% di nuovo contenuto e aggiorna la data del tuo post prima di salvare.

Adesso puoi passare allo step successivo.

Usare i “no-results” per l’ottimizzazione SEO di un blog

Se hai già esperienza con i dati che fornisce Google analytics rispetto alla ricerca interna, avrai notato che tra questi sono presenti una serie di termini “no results”. Questi termini corrispondono alle ricerche interne effettuate dagli utenti che non hanno restituito alcuni risultato.

Sì, avrai già capito…

Ci sono delle parole chiave che interessano ai tuoi utenti ma che tu non hai ancora sfruttato.

aumentare visite blog con i no-results

Una tecnica SEO efficace al 100% consiste nell’identificare i termini di ricerca “no-results” e ottimizzare il proprio blog partendo da questi dati.

Comincia aprendo la schermata “Termini di ricerca” su Google Analytics e nel box di ricerca scrivi “no-results”.

In questo modo avrai una lista di tutti i termini rilevanti per questo step di ottimizzazione.

A differenza del caso precedente, qui ti consiglio di lavorare con le parole chiave singolarmente, cominciando da quelle con il numero di ricerche uniche più elevato.

A questo punto, puoi scegliere due strade:

  1. Utilizzare i termini no-results per scrivere un nuovo contenuto ottimizzato SEO per quella parola chiave.
  2. Ottimizzare contenuti già presenti in base a queste keyword.

Per il punto 2, procedi come per l’ottimizzazione precedente (25% di nuovo contenuto e aggiornamento data).

Se invece i termini che hai trovato corrispondo a nuovi argomenti che meritano di essere trattati singolarmente, procedi producendo un nuovo contenuto focalizzato su questa keyword.

Questo processo di ottimizzazione ti porterà una serie di vantaggi:

  • offrire agli utenti contenuti che sicuramente rientrano nei loro interessi
  • aumentare le visite del blog generando nuovo traffico organico attraverso il nuovo contenuto
  • aumentare le visite del blog generando nuovo traffico alle altre pagine del blog (sfruttando sia i link interni che la maggiore completezza di informazioni rilevanti rispetto a una certa tematica)

I risultati di questo tipo di ottimizzazione sono straordinari.

In pochi giorni, se tutto è stato eseguito correttamente, vedrai il traffico organico del tuo blog in rapida ascesa.

Allora sono sicuro che anche tu, come me, non ti dimenticherai di ripetere questo processo regolarmente nel corso del tempo e dare sempre nuova linfa SEO al tuo blog.

2. Aumenta la velocità del tuo blog, senza sei fuori!

Nessun blog che voglia posizionarsi con successo con una strategia SEO può fare a meno di un blog veloce e performante.

Questa regola non lascia spazio a equivoci.

Se vuoi scendere in pista e gareggiare con le Formula 1, non puoi accontentarti né di una Mercedes né di una Porsche. Hai bisogno di vettura da F1.

In particolare, hai bisogno di almeno due cose:

  • Un motore da Formula 1
  • Una carrozzeria da formula 1

Tradotto in linguaggio SEO:

  • Il miglior hosting
  • Il miglior tema

L’accoppiata hosting + tema, insieme ad alcuni accorgimenti, ti permetterà dipartire in pole position e giocarti la gare con le prime della classe.

Anche i recenti cambiamenti dell’algoritmo dichiarati da Google vanno in questa direzione: la velocità di caricamento di un sito web è estremamente importante sia per il posizionamento sui motori di ricerca che per la user experience. Tutto quello che BigG ama di più.

Ci sono molti strumenti per analizzare la velocità di caricamento di una pagina web, ma non puoi cominciare con ciò che importa di più proprio a BigG: lo strumento Pagespeed Insights.

aumentare visite blog con pagespeed insight

Anche se ci sono altri strumenti in grado di analizzare la velocità di caricamento come ad esempio:

aumentare visite blog con gtmetrix

GtMetrix, cosi come Pingdom (immagine sotto) sono molto semplici da usare e consentono di analizzare vari aspetti di un sito web per scoprire quali aree dobbiamo migliorare per aumentare la velocità di caricamento.

aumentare visite blog con pingdom

Come puoi vedere dalle immagini, è possibile raggiungere un tempo di caricamento inferiore ai 6 decimi di secondo (che significa “sito più veloce del 97% di tutti i siti web testati 🙂 ).

Quello che mi piace di più di questi strumenti è la possibilità di avere una ripartizione di tutti gli elementi che vengono caricati sul nostro sito per rilevare quali influenzano negativamente le performance.

Suggerimenti per ottimizzare la velocità di caricamento del tuo blog

Per procedere con l’ottimizzazione del tuo blog, comincia dunque con un’analisi del sito attraverso i tre strumenti di cui abbiamo appena parlato.

Solitamente le prime azioni di ottimizzazione che dovrai intraprendere sono queste (ma potrai individuare tu stesso quelle che servono per il tuo blog grazie ai tool):

  • Utilizzare un plugin per il caching e la compressione del tuo blog (io solitamente con WordPress uso W3Total Cache o Wp Super Cache).
  • Utilizzare Cloudflare per migliorare la gestione del DNS, la sicurezza e la velocità di caricamento.
  • Ridurre le chiamate effettuate alle pagine; unifica tutti i CSS in un file e fai tutto il possibile per fare lo stesso con i JavaScript.
  • Comprimere le immagini e specificare le dimensioni.
  • Attiva il Lazy Load per ritardare il caricamento di immagini quando è necessario (un plugin gratuito molto utile che svolge questa funzione automaticamente è Bj Lazy Load).

Ma soprattutto…

Quello che molti marketers sottovalutano, ma che rappresenta il vero segreto per poter aumentare le visite di un blog:

scegli un server perfomante.

Senza un buon server, tutte le tecniche SEO, le strategie di content marketing, copywriting, ecc., ecc., diventano assolutamente inefficaci.

Scegliere un buon hosting significa migliorare la velocità di caricamento, che si traduce in un miglior posizionamento su Google, più traffico e miglior user experience.

Per questo da un paio d’anni ormai utilizzo SiteGround, e lo abbiamo scelto anche per Marketers.

aumentare visite blog con un top serverHo conosciuto SiteGround per caso un paio d’anni fa in un periodo di “sperimentazioni”, e sono rimasto subito sorpreso dalla facilità di registrazione e configurazione. All'atto dell'iscrizione, il team di SiteGround mi ha anche accolto con una e-mail personale solo per assicurarsi che tutto andava bene.

Il messaggio di benvenuto mi ha impressionato, ma un buon hosting si sceglie per i risultati.

E i risultati sono stati subito evidenti.

I blog che caricavo su SiteGround erano tutti notevolmente più performanti di quelli testati su altri hosting.

I 3 tool di analisi citati sopra non mentono. Prova tu stesso e condividi i risultati nel box commenti in fondo a questa pagina. Sicuramente sarà utile a molti altri marketers come te.

Con un server di qualità, avrai sistemato il motore del tuo blog.

Adesso, però, hai bisogno di una carrozzeria con il massimo dell’aerodinamica:

un tema performante.

Scarta tutto ciò che è gratuito, questo aspetto è troppo importante per il tuo progetto web.

Se il tuo obiettivo è aumentare le visite del tuo blog, devi scegliere un tema che ti consenta di raggiungere questo risultato, veloce e ottimizzato per la SEO.

Una scelta ottimale è scegliere uno dei temi WordPress premium che puoi trovare su ThemeForest, uno dei più grandi marketplace al mondo del settore.

Tutti i temi che troverai, consentono di avere un’anteprima. Sfruttala per fare un test con i tool di analisi citati sopra e verifica le performance del tema prima di acquistarlo.

Altro consiglio: leggi le recensioni e i commenti per valutare se il tema presenta problemi e verifica che non ci siano incompatibilità con eventuali plugin che vuoi installare.

In realtà, la grande maggioranza dei temi che trovi su ThemeForest sono di ottima qualità, ma una selezione non fai mai male.

Se invece vuoi una soluzione ancora più performante, è il momento di scegliere un tema con framework Genesis realizzato da StudioPress.

aumentare visite blog con tema performante

Perché Genesis è il top?

  • Perché è iper-ottimizzato per la SEO
  • Riduce il tempo di caricamento della pagina in modo significativo
  • E' molto facile da configurare
  • Ti dà un'immagine molto professionale ed elegante
  • Gli aggiornamenti avvengono in modo indipendente e con 1 click
  • Tutti i temi sono al 100% responsive
  • Ha una comunità di sviluppatori molto attiva
  • Già più di 100.000 siti web utilizzano lo utilizzano

Forse conosci già il Framework Genesis, o forse no.

Vista l’importanza di questo aspetto per aumentare la velocità del tuo blog, due parole sono d’obbligo.

Che cosa è un framework?

Immagina che il tuo blog ha due strati. Nello strato inferiore c’è il framework, la “base” per il controllo dei tuoi temi.

Senza entrare in troppo tecnicismi, si tratta di una serie di file su un programma che rende il vostro sito WordPress più sicuro, affidabile e veloce.

Poi, nel livello superiore c’è il tema.

In questo strato superiore, abbiamo altri file che servono per modificare esteticamente tuo blog. (Colori, font, ecc…).

Il principale vantaggio di lavorare con due strati separati è che l'aggiornamento viene effettuato in modo autonomo per le due componenti,  facilitando notevolmente le cose sia per gli sviluppatori che per gli utente.

Perché scegliere Genesis per il proprio blog?

Semplicemente, perché stiamo parlando dell’enfant prodige dei temi WordPress ( per questo abbiamo scelto uno dei temi di StudioPress anche per Marketers.)

Massima velocità, massima sicurezza ed estetica da paura altamente personalizzabile.

Tutto quello di cui abbiamo bisogno per aumentare le visite del blog ottimizzandolo in ottica SEO.

3. Aumentare le visite migliorando il CTR

L’idea di questo processo di ottimizzazione SEO è semplice:

migliorare il click-trought-rate (CTR) delle pagine lavorando sulle meta decription per aumentare le visite organiche del tuo blog.

Facciamo subito una precisazione: non è certo che il CTR influisca direttamente sulla SEO, ma come ha dimostrato uno studio di MOZ, CTR e posizionamento sulla SERP sono variabili co-dipendenti.

Questo significa che ottimizzando il CTR riuscirai ad aumentare le visite del tuo blog in due modi diversi:

  1. Con un miglior posizionamento SEO
  2. Con un maggior numero di click sui risultati (a parità di posizione)

In realtà, l’aumento di visite seguirà la logica inversa:

Migliorando il CTR aumentano i click sui risultati di ricerca e questo, a sua volta, farà salire la pagina tra i risultati (facendo crescere ancora di più il numero di click).

Un po’ tortuoso, ma estremamente efficace.

Questo processo di ottimizzazione funziona impostando un A/B test delle meta description (una o più di una) per un periodo di un mese.

Tre variabili, ognuna in fase di test per 10 giorni.

Alla fine dei 30 giorni di test, analizzi i risultati e scegli la variante con le migliori perfomance.

Il primo passo, dunque, è l’analisi e la selezione delle pagine su cui realizzare il test.

Apri la Search Console di Google e seleziona la scheda “Analisi delle ricerche”.

aumentare le visite modificando il CTR

 

 

Spunta il parametro CTR, leva la spunta da Click, seleziona Pagine e imposta come intervallo di date gli ultimi 10 giorni.

A questo punto avrai davanti un elenco delle pagine del tuo blog con il relativo CTR.

Seleziona la prima pagina da ottimizzare. In questa guida ci riferiamo a una sola pagina, ma puoi ripetere l’operazione per ogni pagina del tuo sito.

Il consiglio è cominciare con le pagine con il CTR più basso, ma puoi lavorare contemporaneamente su più pagine.

Adesso ti serve una tabella per appuntare i dati che andrai a modificare, come questa che vedi nell'immagine:

CTR test SEO

Se vuoi usare questo modello, puoi scaricarlo direttamente da questo link.

Inserisci dunque i dati e completa la colonna “VARIANTE 0”.

A questo punto dovrai creare altre 3 versioni della meta description della pagina che hai deciso di ottimizzare.

Scrivi le nuove tre versioni negli appositi spazi.

Il resto del test è semplice:

Mantieni ogni modifica per dieci giorni. Per ogni modifica appuntati le variazioni del CTR, e dopo aver testato le tre nuove variante seleziona quella con il CTR più alto.

Questo, come anticipato, ti porterà un doppio vantaggio:

  1. Come primo effetto un CTR più alto significa più click sul tuo risultato (a parità di posizione sulla SERP)
  2. Più click sul risultato, a sua volta, significa inviare un “segnale” a Google in vista di una scalata del ranking

5 consigli per scrivere meta descrizione che convertono

consigli per aumentare visite blog

Il risultati del test che abbiamo appena visto saranno tanto migliori quanto più efficaci saranno le meta descrizioni che riuscirai a scrivere.

In questo caso soltanto i test ti daranno una risposta definitiva su quale copy funziona meglio, ma esistono dei trucchi che ti consentiranno di ottenere il massimo dei risultati.

  1. Includere i dati che non sono menzionati nel titolo. Ad esempio, se il titolo della pagina è il nome di un libro, nella descrizione è possibile inserire il nome dell'autore e altri dati.
  1. Usa al massimo 3 parole chiave, 1 principale e due secondarie. Le parole chiave potrebbero non avere un influenza diretta sui motori di ricerca, ma sono fondamentali per gli utenti. Per fare click, l'utente ha bisogno di vedere parole rilevanti. Queste parole dovrebbero essere associate con la sua intenzione di ricerca. Le parole giuste al posto giusto fanno la differenza tra un risultato in SERP che viene trascurato e uno che ottiene un click.
  1. Elenca il vantaggio (o i vantaggi) piuttosto che il “che cosa”. Gli utenti saranno più propensi a cliccare se percepiscono un vantaggio concreto che deriverà dalla lettura del post.
  1. Inserisci un invito all’azione. L’utente è pigro, una call to action nella meta descrizione ti aiuterà a “smuovere” la sua attenzione.
  1. Non utilizzare le virgolette.  Google le taglierà fuori.

Utilizza queste semplici regole per generare nuovi test e aumentare il più possibile le visite al tuo blog.

Combinando questo processo di ottimizzazione con i due visti in precedenza, i risultati sono garantiti e senza rischi.

Aspetto un commento a tal proposito 🙂

Questa guida ti è stata utile? Se sì, ti chiedo in cambio di condividerla sui social e darmi una mano a diffondere il contenuto.

UNA COSA CHE DOVRESTI FARE SUBITO

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Tutta la SEO in 600 caratteri [Non hai scuse, ti bastano 3 minuti]

Tutta la SEO in 600 caratteri [Non hai scuse, ti bastano 3 minuti]

In questo articolo scoprirai come ottimizzare i tuoi articoli in modo che siano “SEO oriented”, così da migliorare il tuo sito o blog agli occhi dei motori di ricerca. Perché “Content is the King” ma ti assicuro che “Ottimizzato è meglio”, e adesso vediamo il perché.

Tutta-la-SEO-in-600-caratteri-web

I caratteri non sono tutto

Quando scriviamo un articolo dobbiamo sempre tenere a mente parecchie informazioni. L’errore che molti fanno è adottare un approccio prettamente tecnico, focalizzandosi esclusivamente sulle parole chiave e sulla lunghezza dell’articolo, anziché su altri importanti parametri che a volte si danno per scontati.

Contesto

Il contesto – la cui importanza è spesso sottovalutata – è un elemento fondamentale di qualsiasi strategia di Marketing e di approccio al pubblico. Nella sua analisi, è quindi consigliabile prendersi un po’ di tempo per farsi le seguenti domande.

Cosa si aspetta il mio pubblico da quello che sto pubblicando?

Se stai vendendo un’auto, probabilmente la tua audience non vorrà leggere 5 pagine di dati tecnici che, essenzialmente, non è nemmeno in grado di interpretare, ma sarà curiosa di conoscere la tua opinione sulle caratteristiche dell’auto, i suoi punti di forza, i suoi difetti e come esce dallo scontro coi suoi diretti competitor.

Gli elementi che si aspetta di trovare sono: video recensioni, fotografie, consumo medio e il prezzo al pubblico. Allo stesso modo, vorrà informazioni riguardo dove poter acquistare l’auto, se ci sono concessionari nella sua zona che offrono sconti, e così via.

Piattaforma

Il tono di voce, la lunghezza e la complessità di organizzazione dei contenuti devono essere in linea con la piattaforma in cui pubblichi il tuo articolo.

Se stai scrivendo su Pulse – la piattaforma blog di Linkedin – potrai probabilmente scendere più nel tecnico, in quanto gli utenti in questione sono professionisti che lavorano nel tuo stesso ambito o in uno attiguo.

Se scrivi su Facebook, invece, sarà necessario utilizzare un linguaggio più semplice e un tono of voice più informale.

Con Twitter il tuo compito sarà dare informazioni sintetiche e integrate da un link che punta al tuo blog o sito, dove approfondisci l’argomento.

Google come la suocera che non vorresti

Devi vedere Google come la suocera che nessun marito vorrebbe e che, non solo vuole il meglio per sua figlia i suoi utenti, ma anche che le cose siano come vuole lui. Pena l’insindacabile penalizzazione di posizionamento.

Tutta-la-SEO-in-600-caratteri-web-2

Perciò, evita furbate, come ripetere una quantità spropositata di volte la parola chiave con la quale vuoi posizionarti oppure utilizzare un titolo d’effetto che non rispecchia il contenuto del tuo post, perché la penalizzazione è sempre in agguato.

La lunghezza non conta, anche se…

È vero, non è importante che il tuo articolo sia lungo 1.000 o 10.000 battute, perché la cosa più importante è il contenuto e come viene curato in ogni suo aspetto.

Tieni conto che 400/500 battute sono il minimo sindacale per dar modo ai motori di ricerca di analizzare i tuoi contenuti.

Inserisci, quindi, un numero moderato di immagini (possibilmente dal peso ridotto ) utili ad integrare il tuo contenuto, rispettando le seguenti regole

– inserisci link a fonti autorevoli e ad altri tuoi articoli correlati;

– utilizza il grassetto per sottolineare le parole o i concetti chiave e usa dei sinonimi, per far capire meglio il concetto ai tuoi utenti e a Google o chi per esso.

Link, link ovunque!

Sono anni che Google penalizza pesantemente chi utilizza link a caso, per questo è fondamentale utilizzarli in maniera sensata.

Esistono tre tipologie di link.

  1. I backlink: quei link provenienti da altri siti, che rimandano ad un articolo o una pagina del tuo sito.

È importante che arrivino da siti attinenti il tuo settore. Se – per esempio – sei un’agenzia di viaggi, potrebbero essere utili dei link provenienti da un travel blogger oppure dal sito di una compagnia aerea.

Ovviamente, i backlink sono i più difficili da avere e richiedono uno sforzo maggiore, perché comprarli su qualche marketplace dedicato non porta nessun beneficio ma solo problemi.

  1. Link in uscita dal tuo sito web.

Anche se come tecnica è meno utilizzata, devi sapere che i motori di ricerca vedono di buon occhio i link in uscita che danno un valore aggiunto all’utente. Se parli di alimentazione, potresti linkare una ricerca universitaria che approfondisce la correlazione tra carni rosse e cancro.

  1. Link interni fra gli articoli del tuo sito

Ebbene sì: è importante anche curare i link che ci sono tra gli articoli del tuo sito. Una buona strategia potrebbe essere realizzare degli articoli di poche battute, di tipo informativo, che linkano degli articoli di approfondimento. I motori di ricerca apprezzeranno molto questa pratica.

E tu che tecniche utilizzi per ottimizzare il tuo sito internet? Se ti va, raccontaci la tua esperienza.

 

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