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Landing page: come creare e ottimizzare le pagine più importanti per un vero marketer

Landing page: come creare e ottimizzare le pagine più importanti per un vero marketer

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Come marketer siamo abituati ad affrontare una serie infinita di sfide.
Generare lead, attirare traffico, creare prodotti, venderli…
Tutte si concludono con una landing page le cui conversioni decidono se abbiamo vinto o perso.

In passato quando dovevo creare una di queste pagine mi veniva il panico. Che cavolo dovevo scriverci???
Anche dopo ore di lavoro, continuavo ad avere gli incubi chiedendomi: i miei testi saranno abbastanza convincenti? La grafica è buona o sembrerà l’opera di un dilettante?

Se anche tu ti sei trovato in questa situazione, da oggi potrai dormire sonni sereni.

Per evitare di vivere nel dubbio permanente ho studiato a fondo l’argomento e messo a punto una procedura che sto per condividere con te.
In questa guida troverai:

  • un percorso completo per realizzare una landing page efficace,
  • i migliori strumenti per crearla,
  • 5 tattiche per ottimizzare le tue conversioni.

Infine, potrai accedere a una speciale Checklist in cui sono riportati tutti gli elementi fondamentali da inserire in una landing page che funziona (ma di questo ne parliamo dopo…).

Per cominciare, se sei agli inizi del tuo percorso come marketer, eccoti una definizione veloce.

Landing page: una pagina che guida i visitatori a prendere una decisione (comprare un prodotto, iscriversi a una mailing list o richiedere un appuntamento, etc.).

Ora, passiamo a qualcosa di più succoso…

Il piano di battaglia per creare una landing page efficace

Come creare una landing page funzionale

“I guerrieri vittoriosi prima si assicurano la vittoria e poi danno battaglia.
I guerrieri destinati alla sconfitta prima danno battaglia e poi cercano la vittoria.” 

Sun Tzu

Creare una landing page non è facile. Qualsiasi sia il tuo scopo, assicurati di prepararti al meglio.
Per avere un buon piano di battaglia devi definire con attenzione la tua strategia e valutare 5 fattori.

Li vediamo fra un secondo, prima permettimi di darti un consiglio, basato sull’esperienza del Buon Vecchio Zio Sam (che sarei io :p).

SCRIVI il tuo piano di battaglia (meglio se usi un Google Doc, poi ti spiegherò perché).

Nell’immediato hai tutto chiaro in testa, ma fra qualche mese, quando dovrai riprendere in mano il lavoro e rivederlo, perderai un sacco di tempo se devi andare a memoria.

Bene, hai aperto il Google Doc? Ottimo!

Andiamo a vedere quali sono i 5 elementi fondamentali per una buona analisi strategica.

  1. Pubblico Specifico
    A chi si rivolge la tua pagina?
    La tua landing page deve mirare a colpire il gruppo più specifico possibile di persone. In questo modo le conversioni saranno incredibilmente superiori.
    L’ideale è creare diverse landing page per diversi tipi di clienti.
    Se questo non ti è possibile (per limiti tecnici o economici), identifica il tuo cliente ideale e crea una pagina pensata solo per lui.
  2. Azione Desiderata
    Cosa ti aspetti che facciano i visitatori sulla tua pagina?
    Vuoi che comprino un prodotto? Che si iscrivano alla tua mailing list? Che partecipino a un sondaggio?
    La risposta dipende da quello che offri.
    In generale ricorda che è meglio dare un numero limitato di alternative, idealmente non più di tre.
  3. Benefici
    Quali benefici ricaveranno i visitatori se compiono l’Azione Desiderata?
    Quando descrivi i benefici, in questa fase e poi nel copy definitivo, non girarci intorno. I vantaggi migliori sono quelli misurabili. Più dettagli precisi inserisci, più sarà facile per il tuo pubblico comprendere il valore dell’offerta.
  4. Informazioni indispensabili
    Cosa devono assolutamente sapere i tuoi visitatori per compiere una scelta coerente con i loro desideri e le loro paure?Più conosci il tuo pubblico, più sarà facile individuare quali dati orienteranno le loro decisioni verso l’Azione Desiderata.
    Per esempio, quali garanzie o bonus offri? Ci sono delle circostanze particolari che possono incoraggiare i visitatori verso l’Azione Desiderata?
  5. Percorso ideale
    Quale percorso seguiranno i lettori della pagina?
    In particolare devi definire 3 passaggi cruciali.

    1. Accesso: da dove arriveranno i tuoi visitatori? Con quali aspettative?
    2. Sulla pagina: cosa faranno quando vedranno la landing page? Qual è l’Azione Desiderata? Cosa li spingerà ad agire?
    3. Uscita: cosa succederà quando lasceranno la pagina? Se hanno compiuto l’Azione Desiderata vedranno una thank-you page? Con quale messaggio?

Definire questi elementi è fondamentale per avere chiaro cosa devi fare per considerare pronta la landing page. Inoltre, ti sarà utile nel momento in cui analizzerai le conversioni per valutare dove intervenire per migliorare i risultati.

Come ti dicevo all’inizio, rifletti su questi fattori e soprattutto SCRIVILI, così saranno chiari in qualsiasi momento.

Come creare una landing page, procedura passo passo

Quando hai definito il tuo piano di battaglia sei pronto per iniziare a creare sul serio la tua landing page.

Questi sono i passi da seguire:

  1. realizzare la Bozza della landing page,
  2. scegliere lo strumento ideale per pubblicarla online,
  3. inserire tutti gli elementi grafici nella versione definitiva.

Intanto, vediamo perché ti ho detto di usare Google Doc per scrivere l’analisi strategica.

1. La Bozza

Per creare il tuo piano di battaglia hai usato un Google Doc. In questa fase continuerai a usarlo come una Bozza.

Avere tutte le informazioni utili in un unico documento significa:

  • meno tempo perso,
  • meno confusione.

Per separare l’analisi strategica dal resto ti basta iniziare a scrivere la Bozza della landing pagei in una nuova pagina.

Come creare un landing page

Google Doc è perfetto perché ti permette di fare correzioni in modo rapido, inoltre puoi usare la funzione dei commenti per segnarti appunti e confrontarti con altri sul copy o sull’impaginazione.

Come creare una landing page passo passo

ATTENZIONE Forse hai dei dubbi su cosa DEVI o NON DEVI inserire nella landing page. Per questo ho creato un bonus speciale: Landing Page Checklist.
Usalo per verificare velocemente quali elementi devi includere ogni volta che crei una nuova pagina. La puoi scaricare qui: Landing Page Checklist

Più sotto ti spiegherò i 3 modi  più semplici per migliorare il tuo copy, per ora preoccupati solo di scrivere tutti i testi della pagina.
Quando hai finito, rileggi il tutto varie volte.

Ricorda: lunga o breve la landing page deve accompagnare il lettore verso l’Azione Desiderata.

Ti consiglio di seguire il consiglio di Stefano Mini  (uno che un paio di cose sul digital marketing le ha studiate e testate):
“TUTTE le sezioni [della landing page] DEVONO collegarsi a quella prima e a quella dopo. La [landing page] non è divisa in blocchi stagni, è un flusso continuo. Se non riesci a collegare una sezione all'altra in maniera naturale, NON pubblicare MAI una [landing page].”

(NB Stefano parlava di pagine di vendita, ma il concetto è valido per qualsiasi landing page)

2. Scegli lo strumento giusto per la tua landing page

strumenti per la landing page

Quando hai scritto e verificato il testo della tua landing page è il momento di tirar fuori l’artiglieria pesante.
Sei pronto per scegliere lo strumento con cui creare la tua landing page?

Ti consiglio 4 strumenti che ho testato e secondo me sono le migliori soluzioni.

Probabilmente in futuro ne usciranno di nuovi. Oppure strumenti che oggi hanno perso terreno miglioreranno e diventeranno il nuovo standard.
Per questo motivo prima di decidere è importante avere delle linee guida.

Scegli lo strumento che:

  1. ti permette di risparmiare tempo,
  2. ti aiuta a migliorare le conversioni,
  3. fa quello che ti serve al prezzo migliore.

Ecco le soluzioni che preferisco:

  •  Unbounce
    Questa è secondo me la soluzione più potente, e ovviamente è anche la più costosa all’interno di questa lista.
    Ti permette una totale personalizzazione della tua landing page, quindi qualsiasi sia lo scopo della tua pagina, con Unbounce lo puoi fare.
    Si tratta di un software su abbonamento (il termine tecnico è SaaS, Software as a Service). Quando paghi l’abbonamento hai accesso a una piattaforma online che ti permette di creare la tua pagina, quando tutto è pronto premi il tasto “Pubblica” e la pagina è attiva online. Non devi installare nulla e la pagina è supportata sull’hosting di Unbounce.
    Come puoi intuire oltre alla possibilità di personalizzare la pagina, non hai nessuna rottura di scatole legata a installare software e gestire i possibili conflitti tra i plugin.
    Ricorda però che è un servizio su abbonamento, quindi se decidi di interrompere i pagamenti tutte le tue landing page verranno disattivate.
  • LeadPages
    Attualmente credo sia lo strumento più usato per creare landing page (almeno questo è il claim della società). È semplicissimo da usare, perfettamente integrato con tutti gli altri servizi di web marketing ed è il più economico tra gli strumenti di questo tipo. La caratteristica principale sono i template già pronti che ti permettono di creare una landing page ben fatta in pochi minuti. Ovviamente se vuoi qualcosa di molto personalizzato, questo non è lo strumento da usare.
    Come nel caso di Unbounce, anche questo è un SaaS, un software su abbonamento che ti risparmia tutti i lavori di installazione e manutenzione, ma ti obbliga a pagare qualcosa ogni mese.
  • KickOffLabs
    Come i precedenti anche questo strumento è un servizio su abbonamento per creare landing page (stessi vantaggi e svantaggi da questo punto di vista).
    L’ho incluso nella lista perché ha 2 caratteristiche interessanti.
    La prima è la prova gratuita di 30 giorni, puoi iniziare a usarlo senza pagare un euro e senza carta di credito per un mese. In certi casi (magari per piccoli test iniziali) questo può tornarti utile.
    La seconda è la funzione “Viral Boost” un sistema ti permette di creare dei contest per incoraggiare i tuoi visitatori a promuovere la tua pagina tra i loro amici e conoscenti.
  • OptimizePress
    Questa è una soluzione diversa dalle precedenti, perché è un software che acquisti una volta e puoi usare all’infinito, e questo è un evidente vantaggio.
    Lo svantaggio è che devi arrangiarti tu a installarlo, occuparti degli eventuali aggiornamenti e gestirne l’interazione con gli altri software che usi sul tuo sito.
    Sul versante della creazione della landing page OptimizePress ti garantisce un controllo pressochè totale sulla pagina, a patto che tu sappia usare anche un po’ di codice. Se sei un programmatore OptimizePress è perfetto, altrimenti penso sia più pratico e veloce usare una delle altre soluzioni.

Ricorda che non sei obbligato a scegliere uno strumento e usarlo per tutta la vita. Sentiti libero di provarli e sfruttarli a seconda della situazione.
Quando hai scelto lo strumento, inizia a trasferire i testi che dala Bozza all’interno della landing page vera e propria.

3. Immagini e grafica

Quando hai inserito il copy, impostando font, allineamento e posizionamento dei vari blocchi è il momento di aggiungere gli elementi grafici.

Alcuni (come me) preferiscono creare la Bozza con tutti o quasi gli elementi grafici e poi trasferire il tutto nella versione definitiva, altri curano la grafica solo alla fine. Procedi come preferisci, ma se lavori con una squadra inserire quanti più dettagli nella Bozza è meglio, perché ti permette di condividere in anticipo il risultato finale.

Quando curi la grafica della tua landing page, ricorda 4 principi fondamentali spiegati all’interno del Landing Page Conversion Course.

  1. Incapsulare
    Poni gli elementi più importanti (nel 99,99% dei casi la Call-To-Action) in un’area chiaramente separata dal resto della pagina.Incapsulazione in una landing page
  2. Contrasto e colore
    Come spiega Peep Laja, fondatore di ConversionXL:“Non esiste un colore che migliora le conversioni”.Concentrati invece sul contrasto dei colori, in modo da aiutare il visitatore a focalizzarsi sulle parti importanti della pagina.
    In generale scegli una sfumatura (e le sue varianti) come principale e un colore di contrasto per gli elementi che vuoi risaltare.Contrasto colori in una landing page
  3. Indizi direzionali
    Il testo deve accompagnare il lettore attraverso un percorso fino alla Call-To-Action finale. Lo stesso deve fare la grafica.
    Ecco 2 sistemi utili:

    • frecce, indica esplicitamente la CTA o l’elemento su cui vuoi attirare l’attenzione del lettore,
    • occhi, come esseri umani siamo programmati a seguire lo sguardo delle altre persone. Se nella landing page c’è   la foto di una persona, il lettore tenderà a guardare nella stessa direzione in cui sono puntati i suoi occhi.

    Per esempio guarda come Luca Orlandini (l’autore di Landing Page Efficace) sfrutta entrambi questi indizi direzionaliCome creare una landing page

  4. Spazi vuoti
    Non avere paura di riempire ogni spazio della pagina. Lascia aree vuote, in modo che per il lettore sia facile focalizzare i vari elementi, soprattutto i più importanti.Trucchi per creare una landing page

Come migliorare le conversioni di una landing page

Quando hai completato la tua landing page non pensare di aver finito il lavoro. A questo punto inizia l’ottimizzazione della pagina.

Non ti preoccupare non ti lascio da solo. Qua sotto trovi i 5 modi per ottimizzare la tua landing page. Continua a leggere…

1. Evita gli Errori Comuni

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Questi errori potrebbero sembrarti ovvi. Sentiti libero di saltare al punto 2. Purtroppo vedo anche marketer esperti commettere alcuni di questi errori, quindi li ho inseriti per evitare ogni pericolo.

  • Mandare traffico alla homepage
    La tua homepage è una sorta di landing page generica, tutti quelli che ti citano per un motivo o per l’altro manderanno le persone a quella pagina. Questo non significa che TU debba imitarli.
    NON mandare traffico (specie quello a pagamento) sulla tua homepage. Crea pagine specifiche per i gruppi di visitatori a cui ti rivolgi. Le tue conversioni aumenteranno e sarà anche più facile tracciare i risultati di ogni singola strategia di marketing.
    Per esempio in un recente quest post, Dario Vignali non ha mandato il traffico direttamente alla sua homepage, ma su una landing page pensata per i lettori di quell'articolo.
    homepage-landing-page
  • Mostrare la barra di navigazioneLa landing page serve per mettere le persone davanti a una domanda specifica in cui la risposta è Accetto/Rifiuto. Se inizi a mettere link ad altre pagine, aumenti le variabili e riduci l’efficacia della pagina.
  • Pagina non adatta al mobile
    Quando crei una landing page, verifica SEMPRE come si vede sullo smartphone.
    Ricorda che una larga parte dei visitatori vedrà la pagina da mobile, quindi devi assicurarti che sia presentabile in entrambe le versioni.
  • Nessun test
    I migliori copywriter al mondo non basano il loro successo sul talento, ma sui test e sull’analisi dei risultati.
    Quando pubblichi una landing page, devi sempre analizzare i risultati e come puoi migliorare le conversioni modificando alcuni elementi chiave.
    Per farlo mi raccomando….

2. Analizza la pagina

analisi-pagina

Quando arriva il momento di migliorare una landing page, come trovi i giusti dati per analizzare le conversioni?

Cosa ha bloccato le persone? Hanno cliccato sul pulsante “compra”? Oppure non hanno nemmeno letto le prime 10 righe della pagina?

Strumenti come Unbounce, Leadpages e KickOffLabs ti aiutano a monitorare i risultati di conversione finale della landing page (nel caso di OptimizePress invece dovrai lavorare con Google Analytics).

Oltre a questo, però, ti consiglio di usare un altro paio di servizi di monitoraggio .

      • Heat Maps, per vedere dove cliccano i visitatori,
      • Content Analytics, per verificare che percentuale della pagina leggono i visitatori.

Queste informazioni nel loro insieme ti saranno molto utili per capire cosa testare e come migliorare la landing page.

3. Lavora sul copy della landing page

kiss-e-pas

Il copy della landing page è determinante, tanto che molti marketer fanno pagine di solo testo senza usare immagini (e ottengono ottimi risultati).
Per migliorare il tuo copy puoi lavorare su 3 aspetti: titolo, KISS e PAS.

Il titolo
Il titolo o headline è il più importante elemento del tuo copy. Se lo sbagli perdi il lettore in partenza. Verifica di averne uno efficace, che “obbliga” il lettore a leggere le righe successive.

Se non sei sicuro di cosa scrivere ricorda che l’unica risposta certa arriva dai test. Il titolo è il primo elemento che devi andare a verificare attraverso un A/B Test.
Come? Te lo spiego al punto 5 😉

KISS e PAS
Scrivere copy non è facile, specie se sei alle prime armi. Ti consiglio di seguire 2 formule (KISS e PAS), che si sono mostrate efficaci per moltissimi copywriter di successo.

KISS (keep it simple stupid / falla facile stupido)
Non complicare i tuoi testi più del necessario. Molti si preoccupano di scrivere lunghe landing page, perché in certi casi questo migliora le conversioni, ma si dimenticano alcuni fattori importanti:

      • più lunga è una pagina, maggiori sono le possibilità di sbagliare, inserendo parti che distolgono l’attenzione del lettore. Per esempio lo storytelling è molto utile per aumentare le conversioni, ma se non sai raccontare una buona storia è meglio lasciar stare e concentrarsi unicamente sul beneficio che prometti e su come i lettori lo possono ottenere.
      • In certi casi, semplice e breve è meglio. Se offri un contenuto speciale in cambio dell’iscrizione alla newsletter è inutile tirarla per le lunghe, rischi solo di confondere o annoiare il lettore. Lui vuole trovare in fretta dove mettere la mail in modo da scaricare il bonus.Vuoi un esempio pratico? Dai un occhio alla landing page dove puoi scaricare il bonus legato a questo post: Landing Page Checklist .

Un ottimo modo per risolvere qualsiasi dubbio sul copy è seguire la formula PAS: Problema, Agitazione, Soluzione.

La formula prevede che tu inizi presentando il problema che che assilla i tuoi lettori. Puoi farlo già nel titolo (Problema).

A questo punto evidenzi cosa significa convivere tutti i giorni con questa difficoltà. Più riesci a “scuotere” il lettore sul piano emotivo meglio è (Agitazione).

Infine, arrivi bello come il sole a proporre la tua Soluzione.

Puoi usare questa formula nei testi brevi (perfino nei pop-up) e la puoi sfruttare a ripetizione nelle pagine più lunghe.

4. La psicologia della conversione

Attraverso la tua landing page fai un lavoro di persuasione e per riuscirci al meglio devi assicurarti di inserire le giuste  leve psicologiche.

Quelle che assolutamente dovresti sfruttare come marketer sono 3: scarsità, riprova sociale e prova gratuita.

Vediamole insieme con qualche esempio…

Scarsità
Secondo molti questa è la leva più efficace, perché impone un limite alla libertà di scelta della persona.

La forma più comune è il limite di tempo.
Guarda come lo usa Dario Vignali:

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L’altro limite molto sfruttato è quello sulla quantità disponibile. In questo i portali di prenotazione online sono maestri:scarsita-booking

La scarsità è efficace quando genera nel visitatore la paura di perdere un’opportunità e lo obbliga ad accelerare il processo decisionale.

Riprova sociale
Mostrare che altri si fidano e usano il tuo servizio facilita le conversioni. Il visitatore percepisce quello che gli proponi come più affidabile.
Il sistema più semplice per innescare la riprova sociale è mostrare le opinioni o i commenti di altre persone che usano il servizio, meglio ancora se sono conosciute dal pubblico a cui ti rivolgi.

Per esempio nella homepage di Italian Indie abbiamo inserito come testimonial Dario Vignali, Marco De Veglia e Andrea Giuliodori, 3 imprenditori molto ammirati da chi segue il nostro podcast.social-proof
Prova gratuita
Quando vai in gelateria puoi chiedere un piccolo assaggio del nuovo gusto prima di metterlo nella vaschetta. Il gelataio ti accontenta per toglierti la paura di ordinare qualcosa che non ti piacerà.
Puoi usare lo stesso trucco anche sulla tua landing page in modo da eliminare ogni rischio per il visitatore e aiutarlo a intraprendere l’Azione Desiderata.prova-gratuita

5. A/B Test

E finalmente ci siamo, il passo decisivo per migliorare la tua landing page: TESTARE.
Per farlo dovrai attuare un A/B Test.

Samu parla come mangi!

In realtà, non è niente di complicato. Si tratta di creare una copia della pagina originale, con qualche piccola variazione, e vedere quale delle due ottiene le migliori conversioni.split-test
Ecco come devi operare per creare un’A/B Test:

      1. nel Google Doc che hai usato come Bozza, inserisci una lista di tutte le alternative di copy, colori, immagini e le altre ipotesi che pensi potrebbero funzionare,
      2. con gli strumenti che ti ho indicato per creare la tua landing page è piuttosto facile impostare un’A/B Test,
      3. ricordati di testare una sola variante per volta altrimenti, non potrai mai sapere quale elemento è determinante sulle conversioni,
      4. inizia a testare gli elementi che risultano più importanti sulla base delle metriche che hai registrato (per esempio, se vedi che molti leggono la pagina, ma pochi cliccano sul pulsante finale, prova a cambiare la CTA)

Infine, ricorda che se poche decine di persone vedono una landing page i risultati che ottieni hanno scarso valore. Per capire se i risultati dei tuoi A/B Test hanno un significato statistico puoi usare questo calcolatore.

calcolatore-statistica

Un ultima cosa…

A questo punto hai tutte le informazioni per creare un landing page che funziona.

Ricordati di scaricare la Landing Page Checklist, per verificare quali elementi devi inserire sulla tua pagina.

Infine, se hai dei dubbi o delle domande scrivile nei commenti qua sotto, io e il team di Marketers.Media faremo del nostro meglio per risponderti.

Come scegliere il dominio | Cosa devi sapere

Come scegliere il dominio | Cosa devi sapere

Vuoi lanciare il tuo progetto online ma non sai come scegliere il dominio giusto che fa per te? Ti spiego cosa devi tenere in considerazione per non fare errori nella scelta del nome che accompagnerà la tua idea negli anni a venire.

Cosa devi sapere per scegliere un dominio

Pensa in prospettiva

La prima cosa che devi fare è identificare la percezione che desideri i tuoi utenti abbiano del tuo lavoro.

Mi spiego meglio: se vuoi promuovere te stesso come persona, nell'ottica di implementare una forte strategia di personal branding,  allora potrebbe avere un senso utilizzare il tuo nome e cognome per promuoverti.

E' una tecnica rodata, utilizzata da migliaia di persone in tutto il mondo, dall'autore americano Seth Godin all'italianissimo Dario Vignali.

Puoi vederla come una scelta logica per professionisti che promuovono particolari abilità legate alla loro persona, come per esempio uno sportivo, un consulente o un coach.

Se stai avviando un business online può però diventare un'arma a doppio taglio, in quanto lega indissolubilmente te alla tua attività, rendendovi un'unica cosa e limitando la tua libertà d'azione in  caso dovessi ingrandirti, obbligandoti, nel peggiore dei casi, ad un re-branding.

Valuta il Search Intent

Non è stupido pensare di utilizzare una chiave di ricerca a corrispondenza esatta per il sito internet della tua attività e, addirittura, come brand vero e proprio.

Se hai effettuato lo studio delle parole chiave, dovresti già avere un'idea di quali sono i termini più cercati dai tuoi utenti, puoi quindi pensare di chiamare il tuo nuovo motore di ricerca per locali vegani “dovemangiarevegano.it” piuttosto che “Da Vegan di Mario Rossi”.

Come utilizzare le chiavi di ricerca

Questa scelta ti aiuterà in ottica SEO, in quanto Google, ad oggi, tende a prediligere leggermente siti che nel nome riprendano la chiave di ricerca, e così facendo per i tuoi utenti sarà facile identificare esattamente di cosa tratta la tua attività.

Volendo essere pignoli, nel 2012 Google ha aggiornato i suoi algoritmi, penalizzando pesantemente chi utilizzava questa tecnica per promuovere contenuti di SPAM, copiati o non affini ai termini di ricerca usati, ma stai tranquillo, non utilizzando trucchi e facendo un lavoro di qualità avrai buoni risultati e non incapperai in nessun problema.

Una volta scelto il dominio giusto potrai partire con la realizzazione del sito o del blog, in tal senso ti consiglio questo articolo di Emanuele su come creare un blog con pochi soldi.

Estensione di dominio

Molti si fermano a questo punto, presi da non so esattamente quali dubbi.

Il mio consiglio è quello di perderci poco tempo ed applicare questo schema, a prescindere da quale sia la tua attività:

  • Prediligi il .com, è internazionale e lo conoscono tutti.
  • Se il .com non è disponibile utilizza un'estensione locale, ad esempio il .it per l'Italia.
  • In taluni casi può essere necessaria un'estensione descrittiva (.shop, .academy) ma usala come ultima scelta, gli utenti non sono abituati ad usarle e non danno alcun vantaggio in ambito SEO; inoltre più sono complicate da scrivere più il tuo utente potrà cadere in errore.

Ti sarà utile per non perdere tempo in scelte inutili, che alla fine non apportano alcun risultato concreto.

Qualche regola base

Si tratta più che altro di utilizzare il buon senso, il dominio deve essere mnemonico, ovvero facile da ricordare, breve da scrivere, possibilmente nella lingua di riferimento del tuo mercato.

Evita quindi trattini, nomi in lingue miste (mysticvegano.com, alimentazionepower.com ecc.) o dalla lunghezza imbarazzante del tipo ortofrutticolonaturalevalleimagnaedintorni.com .

Mi piacerebbe avere la tua opinione su questo tema, se sei d'accordo o in disaccordo ti prego di lasciare un commento qua sotto, sarà mia premura rispondere.

 

Lavorare in proprio può renderti indipendente?

Lavorare in proprio può renderti indipendente?

Pensi che metterti in proprio, e non avere un capo, ti renda automaticamente libero?
In questo articolo scoprirai che non è proprio così, se non fai le cose col giusto metodo potresti semplicemente diventare il dipendente di te stesso.

Lavorare in proprio può renderti indipendente?

Cosa vuol dire lavorare in proprio? Pro e Contro

Se non hai mai avuto modo di lavorare da solo, allora probabilmente non sai realmente cosa vuol dire lavorare in proprio in Italia.

Chiariamoci, non sto parlando di fare qualche lavoretto, tipo dipingere la staccionata del vicino in stile Huckleberry Finn, ma di avviare una tua professione che ti permetta di mantenerti in maniera continuativa.

Non per niente uno dei temi caldi di questi ultimi anni è il concetto di “lavorare da casa” che è stato approfondito, in maniera molto interessante, anche dal nostro Emanuele, in questa Mega Guida che ti spiegherà come fare a lavorare da casa sfruttando l’online.

I principali lati positivi nel lavorare in proprio sono:

Vantaggi e svantaggi del lavorare in proprio

  1. Nessun capo che ti sta col fiato sul collo
  2. Flessibilità negli orari: scegli tu quando e a che ritmo lavorare
  3. Remunerazione in base alle tue capacità ed al tuo impegno

Non dimentichiamoci però i lati negativi

  1. Gestione dei clienti (che possono essere ben peggio di un capo)
  2. Se non lavori, non guadagni: niente mutua o aiuti sociali da parte dello stato
  3. Essenzialmente, sei solo, non c’è nessuno a motivarti o tirarti su di morale

Questi sono solo alcuni degli aspetti da tenere in considerazione e possono variare anche molto, a seconda del lavoro che vuoi intraprendere, dalla tua organizzazione e strategia.

Voglio focalizzarmi proprio su questi due ultimi punti, in quanto una buona strategia, coadiuvata da un’altrettanto buona organizzazione, possono aiutarti in maniera considerevole.

Scegli il tuo cliente ideale

Ogni libro di marketing che si rispetti tratta l’argomento “nicchia di mercato”, ma questo non è un libro ed io preferisco approfondire un altro aspetto.

Evita i clienti che ti daranno solo rogne.

Quando selezioni il tuo cliente ideale, metti in conto che non debba essere un cliente che continua ad assillarti tramite qualsiasi canale sociale o privato; piuttosto lascialo perdere.

Uno dei più grandi problemi di chi si vuole mettere in proprio è cercare di prendere qualsiasi lavoro, pensando che in questo modo riuscirà quantomeno a racimolare lo stipendio.

Non trasformare i tuoi clienti nei tuoi titolari, cerca di rimanere in target e fa in modo che i clienti restino tali e siano solo quelli che corrispondono ai tuoi canoni, in questo modo non dovrai perdere giorni a risolvere problemi, inseguire creditori e quant’altro.

All’inizio ti sembrerà di buttare via “opportunità”, in verità ti stai solamente liberando dalle problematiche.

Pianifica gli imprevisti

È inevitabile, lavorando in proprio, di avere degli imprevisti, ma se gestiti preventivamente potranno essere superati in maniera più o meno indolore.

Cerca di slegare i tuoi profitti dal tuo tempo, ovvero cerca di avere delle rendite passive che possano sostenerti in caso tu, per qualsiasi motivo, non possa fisicamente lavorare.

Troverai questo concetto ripetuto diverse volte all’interno del portale Marketers, e viene riproposto anche nella nostra guida su come promuovere un infoprodotto, se hai tempo, dacci un occhio.

Lavorare per te stesso non vuol dire lavorare da solo

Internet ti può dare la fantastica opportunità di far crescere un tuo business personale in completa autonomia, questo però non significa che tu debba trasformarti in un eremita.

Diventare indipendenti con internet

Anzi, è fondamentale che tu inizi a circondarti di persone che condividono la tua stessa passione e che possono supportarti in caso di bisogno… l’essere umano è una creatura – più o meno – socievole ed ha bisogno di rapportarsi con altre persone per poter dare il meglio di sé.

Questo è il concetto alla base della filosofia Marketers, partecipa ad eventi, crea il tuo mastermind, senti persone diverse ed interessanti.

Non rimanere solo, perché inevitabilmente la cosa avrà una ricaduta sul tuo lavoro e sul tuo morale.

Se hai dubbi o vuoi condividere con noi la tua esperienza non esitare, lascia un commento qua sotto e sarò felice di risponderti!

Canali di promozione: quali usare?

Canali di promozione: quali usare?

In questo articolo vediamo insieme quali sono i migliori canali di promozione e alcune strategie low budget per lanciare il tuo progetto.

Canali di promozione: quali usare?

Trend 2016: Social e Multimedia

Lo so, è la solita minestra riscaldata ma è sempre bene precisarlo: negli ultimi anni i risultati migliori li hanno dati le campagne multimediali.

La promozione tramite fotografia e video sta andando fortissimo e, a mio avviso, questo trend sarà presente molto a lungo.

Alle persone piace vedere il proprio interlocutore, piace mettere in mostra i retroscena della pripria vita; diciamolo pure: se Facebook ha avuto successo, è perché in fondo alla maggior parte delle persone piace farsi gli affari degli altri.

Se non l’hai ancora fatto fino ad ora, installa Snapchat ed Instagram, acquista un corso economico del tipo Instagram on fire e buttati nella mischia; il tutto dopo aver pianificato un’adeguata strategia di comunicazione, naturalmente.

Non si vive di soli social

Ebbene sì, non esistono solo i social network.

Hai mai pensato di contattare 10 persone di una nicchia complementare alla tua e proporgli dei guest-post? Potreste averne vantaggio entrambi.

È necessario che tu ti muova con criterio, selezionando le giuste persone e presentandogli un’offerta interessante.

Le newsletter sono morte

Sì, certo, come no! In verità, la mailing list è uno degli asset più importanti che puoi avere.

Ovviamente, parlo di liste vere, non di utenti ignari, acquistati da qualche sito cinese che li profila e te li serve belli e pronti a 10cent/cad.

Canali di promozione: quali usare? 2

Quando lavori con le liste mail è utile che tu tenga a mente una regola ben precisa: non si possono vendere e non si possono acquistare i contatti mail.

Il mio consiglio è trovare una persona con una buona reputazione e una buona lista mail, e proporgli una collaborazione: tu gli fornisci il prodotto o servizio e lui lo propone alla sua lista.

Cosa ci guadagna? Il 50% dei ricavi e un buon tasso di conversione che è, ovviamente, utile anche a te.

Se sei agli inizi e non hai una tua lista con la quale ricambiare, è possibile che tu debba accontentarti di un 40/60, ma come inizio è buono.

Affiliazione

I canali di affiliazione sono relativamente nuovi in Italia, ma nel resto del mondo producono fatturati veramente interessanti.

Valuta di proporre il tuo prodotto in affiliazione, ma prima informati su come gestirlo al meglio. Se conosci bene l’inglese, puoi dare un’occhiata al forum n°1 nel mondo nel settore affiliazioni: una vera e propria bibbia delle affiliazioni.

Promozione Offline

Valutala con attenzione: io l’ho quasi totalmente abbandonata per varie ragioni, fra cui costi troppo alti in rapporto ai risultati, nonché per la scarsa tracciabilità degli utenti.

Rimane, comunque, un metodo di promozione efficace in alcuni contesti.

Per esempio, la tessera punti per i parrucchieri e per le palestre, è un ottimo motivo per farsi lasciare la mail e fidelizzare il cliente.

E tu che metodo usi per promuoverti? Hai preferenze o hai individuato canali particolarmente profittevoli?

Come sempre, sono felice di ascoltare la tua opinione, perciò, se ti va, lascia un commento qui sotto.