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Storytelling per No Profit: 15 tips per raccontare storie che cambiano il mondo

Una strategia di Storytelling per No Profit può davvero cambiare il mondo. In questo post vediamo un esempio concreto e scopriamo come replicarlo.

Storytelling per No Profit: 15 tips per raccontare storie che cambiano il mondo

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Lo storytelling per no profit è uno strumento che, se gestisci un’organizzazione senza scopo di lucro, devi impiegare a ogni costo.

Raccontare storie ti permette di migliorare le raccolte fondi, mobilitare volontari, creare fiducia e aumentare l’engagement sui social media.

Lascia che ti mostri un esempio di come una campagna di content marketing possa cambiare il mondo.

WaterAid, nel 2014, ha lanciato la campagna The Big Dig, per raccogliere £1,200,000 e portare acqua pulita a 170,000 persone in Malawi.

Quello che nessuno poteva sapere allora era che si stava per rivoluzionare la comunicazione delle no profit.

WaterAid, attraverso il blog e canali come Instagram, ha portato i donatori dentro due comunità in Malawi. I sostenitori potevano seguire i lavori, giorno dopo giorno, anche quando fu scavato il pozzo per la gioia dei locali.

Per la prima volta le storie erano raccontate in tempo reale direttamente dalla fonte.

I risultati? Pazzeschi.

La campagna ha raccolto £2,589,984, praticamente il doppio di quanto preventivato. Vedere con i propri occhi i bambini che stavano morendo per la mancanza di acqua pulita ha permesso ai donatori di capire quanto fosse importante il loro aiuto.

Capisci, no?

Ogni no profit ha la possibilità di lasciare un segno nel mondo.

È difficile.

Ma, attraverso le storie, puoi costruire un rapporto di fiducia con chi ti ascolta e creare empatia verso i protagonisti dei tuoi racconti.

Non aspettare.

La tua no profit dovrebbe raccontare storie, da adesso

Una definizione di storytelling potrebbe essere questa:

Una storia è una serie di fatti, raccontati in un ordine preciso, in modo da suscitare emozioni nel pubblico.

Sono le emozioni a dare vita ai fatti.

Pensaci,

i grandi comunicatori della storia sono stati storytellers.

Fin dall’inizio dei tempi fino a Martin Luther King, per arrivare a Steve Jobs (e tanti altri), le storie hanno avuto il potere di catturare la nostra immaginazione.

Queste persone sono state e sono capaci di attirare l’attenzione di milioni di persone.

Le storie influenzano le persone, ciò che provano, i loro atteggiamenti e, di conseguenza, le loro azioni.

C’è una spiegazione certa a tutto ciò.

Sto per rivelarti i risultati di diversi studi scientifici effettuati sul nostro cervello.

Tendiamo a ricordare meglio una storia che dei fatti nudi e crudi. Il motivo è che, quando ascoltiamo una storia, il cervello “si connette” a quello del narratore.

Viviamo in prima persona la storia che stiamo ascoltando, proprio come se fosse reale. Per questo motivo ci sembra di vedere, sentire, toccare le cose che ascoltiamo.

In altre parole,

Le storie creano un contesto.

Attraverso una strategia di storytelling puoi aiutare i donatori a capire qual è il contesto in cui operi e puoi mostrare i risultati delle loro donazioni.

Le storie fanno agire le persone.

Le emozioni sono decisive nel processo decisionale. I dati sono importanti, ma servono quasi esclusivamente a validare ciò che ci dicono le emozioni. Raccontare è il metodo migliore per far provare un’emozione al tuo pubblico.

Le storie creano connessioni.

L’empatia connette le persone, anche a distanza di centinaia di chilometri. Riusciamo a vivere la situazione dell’altro, senza lasciarci prendere da giudizi e opinioni.

Ora, lo avrai capito, lo storytelling può determinare il successo delle tue campagne benefiche.

Le organizzazioni no profit, di solito, hanno  molto “materiale grezzo” da trasformare in storie d’impatto: storie di perseveranza, speranza e nuovi inizi.

È il momento di farle conoscerle al mondo intero.

Come raccontare una storia che cambia il mondo: 15 consigli pratici per fare storytelling

1. Conosci il tuo pubblico

È vero, molte storie sono universali. Una struttura narrativa può funzionare allo stesso modo in due parti diversi del mondo.

C’è comunque una domanda che dovresti farti:

“Con chi sto parlando? E come posso raccontare questa storia affinché gli rimanga il più impressa possibile?”.

La stessa storia può essere raccontata da più punti di vista. Ciascuna angolatura può essere più o meno adatta per fare colpo su un determinato pubblico.

2. Costruisci un “sistema”

Siamo circondati da storie da raccontare.

Allora basta aspettare che ti raggiungano, no?

È l’errore che commettono in tanti.

Le buone storie, quelle che hanno un impatto potenziale altissimo, potrebbero non arrivare mai da te. Devi andare a cercarle.

Come no profit, molto probabilmente, avete delle persone sul campo.

Ecco perché l’idea migliore è creare un sistema che permetta di collezionare storie da sviluppare: una sorta di database narrativo da cui attingere.

Basta un documento in Google Drive.

3. Dai una struttura chiara

  • Inizio.
  • Sviluppo.
  • Fine.

Le parti fondamentali della struttura di una storia sono queste.

All’inizio devi presentare il contesto in cui vive il protagonista. È importante che abbia un obiettivo o un desiderio.

Nello sviluppo, infatti, andrai a raccontare ciò che fa o ha dovuto fare per raggiungere la propria meta.

Alla fine della storia, quindi, mostrerai come le azioni fatte hanno determinato un cambiamento.

Ovviamente questa è una struttura molto basica. Ne esistono di più complesse e interessanti, come quella del viaggio dell’eroe.

Ciò che devi capire, tuttavia, è l’importanza della struttura: senza una direzione chiara, la tua narrazione sarà inefficace.

4. Devi essere chiaro e diretto

Le storie sanno catturare l’attenzione, ma ricorda che anche quella ha un limite.

Tieni sempre ben in mente il tuo obiettivo finale: far sì che l’utente, dopo aver “vissuto” la tua storia, compia una determinata azione.

Quando progetti una storia dovresti pensare, sin da subito, che ci sarà bisogno di una o più fasi di editing.

Assicurati che la tua storia sia semplice da capire e in linea con i valori e gli obiettivi della tua organizzazione.

5. Numeri e fatti? Non subito

Attenzione.

Devi inserire numeri e fatti nel tuo storytelling in modo da validare quello che racconti, ma c’è bisogno di equilibrio.

Certo, potresti parlare per ore di quanto cibo abbiate distribuito o quante famiglia siano state aiutate dal lavoro reso possibili dalle donazioni.

Ma non sarebbe una storia.

In una storia è fondamentale il ruolo delle emozioni, che permettono alle stesse informazioni di rimanere impresse in maniera indelebile.

Tuttavia, non dimenticarlo, omettere completamente numeri, statistiche e dati rischierebbe di far sembrare finta la tua storia.

In sintesi,

Racconta prima la storia, poi confermala con i numeri.

6. Costruisci dei personaggi

Prima abbiamo parlato della struttura della storia.

Hai capito perché è così importante?

Lo ripetiamo.

La struttura rende la tua storia efficace perché fornisce al lettore le “indicazioni” per percorrere il percorso che hai disegnato per lui.

Tuttavia c’è una cosa che non ti ho detto.

Se vuoi avere una storia davvero magnetica, che emozioni chi la ascolta, devi saper creare personaggi super-realistici.

A parte le caratteristiche fisiche e morali, sono due gli elementi che fanno un personaggio umano:

  • debolezze (errori, paure…),
  • evoluzione.

Il tuo protagonista non deve essere perfetto. Il fallimento lo avvicina agli ascoltatori. La chiave di volta sta nel superamento degli ostacoli e nei cambiamenti che determinano nella sua vita.

7. Vai nel dettaglio

A proposito di errori.

Molto probabilmente stai commettendo un errore di comunicazione tanto diffuso quanto banale.

Frasi come “un milione di cani sono abbandonati ogni anno” oppure “migliaia di bambini soffrono la fame” possono far riflettere qualcuno.

Il problema è che suonano troppo generiche.

Il vantaggio di sviluppare un personaggio è l’opportunità di raccontare la storia di una persona nello specifico.

In questo modo il pubblico potrà creare un rapporto empatico con lui. In altre parole, sentirsi nei suoi panni.

Parti dal particolare per parlare del problema generale.

8. Trova un equilibrio

Le organizzazioni senza fini di lucro lavorano a grandi problemi mondali. Per questo motivo potresti aver tra le mani tante storie “dure”.

Nonostante ciò dovresti cercare di portare, quando puoi, esempi di positività.

Dopo aver raccontato una situazione negativa di una determinata persona, mostra come, grazie all’aiuto dei donatori, sia riuscita a uscirne fuori, trovare un lavoro o una casa, vivere una vita migliore.

Non è facile.

Devi riuscire a trovare l’equilibrio tra cazzotti in pieno volto alle coscienze di chi ti ascolta e messaggi di speranza che spingano ad agire.

9. Sfrutta tutti i sensi

Il concetto che devi portarti a casa è che una storia si deve vivere.

Per essere davvero efficace, quindi portare dei benefici concreti, le persone devono riuscirsi a immaginare la situazione che descrivi.

Ecco perché è fondamentale andare a stimolare i sensi: vista, olfatto, tatto, gusto, udito.

Non limitarti a “far vedere”, scendi nel dettaglio e permetti a chi ascolta di sentire profumi, toccare oggetti, assaporare cibi, sentire grida.

A volte bastano le parole. È il potere dell’immaginazione.

10. Includi una call-to-action

Se stai raccontando una buona storia, il tuo pubblico sarà motivato a donare.

Alla fine di ciascuna inserisci una call to action. Ovviamente deve essere relativa alla storia che hai appena detto.

Può essere, per esempio, un bottone per le donazioni: in quel caso è bene che la donazione sia diretta al protagonista (o ai protagonisti) della storia o comunque a qualcuno che vive situazioni simili.

11. Ritaglia storie per ogni mezzo

Quando pensi a una storia devi pensare anche al mezzo attraverso il quale la diffonderai.

Ogni “luogo virtuale” ha le sue regole da rispettare.

Sul tuo sito web puoi costruire delle pagine ricche di immagini, video, dati e, ovviamente, storie che documentino il vostro lavoro.

In un blog, invece, potrebbe essere una buona idea dedicarsi a storie individuali, dando la possibilità ai lettori di scendere più nel dettaglio.

Sui social media, infine, lo storytelling ti può dare una grossa mano a vincere la “la battaglia dell’attenzione”. Gli utenti amano le storie.

Che sia Facebook oppure Instagram non limitarti al copia-incolla: pensa a formati adatti a catturare l’occhio.

12. Fai real-time storytelling

Pensi che avere un editing fenomenale e immagini di altissima qualità sia imprescindibile?

In realtà no.

Le persone vogliono storie autentiche, che siano in grado di emozionare, non per forza di cosa produzioni hollywoodiane.

Ecco perché dovresti considerare di “portarle sul campo”.

Usa le Instagram stories oppure Facebook live: racconta quello che sta capitando, ciò che state facendo, senza filtri.

13. Lo storytelling non è solo parole

Lo abbiamo dato per scontato finora.

Quando parliamo di storytelling non ci riferiamo solo a storie scritte. La verità è che il visual storytelling è esploso negli ultimi anni.

Video e foto sui social, secondo diverse ricerche, sono molto più efficaci di link e post di solo testo: vengono condivisi di più e ricevono più interazioni.

Come abbiamo appena detto possono bastare lavori di buona qualità.

A volte, anzi, capita il contrario: video montati da videomaker professionisti e fotografie scattate con macchine da migliaia di euro non trasmettono emozioni.

Effetti speciali, stacchi mozzafiato e inquadrature spettacolari sono un di più. Ma l’elemento centrale rimane la qualità della storia.

Guarda quest’esempio:

14. Mostra l’impatto delle donazioni

Uno dei modi in cui puoi impiegare il real-time storytelling è questo.

Una volta che le persone hanno donato è giusto mostrare loro cosa è stato fatto di concreto con i loro soldi.

Ciò li rassicura e aumenta la fiducia in chi non ha ancora donato.

Raccontare la storia di un bambino che, grazie al vostro aiuto, è riuscito ad andare a scuola riesce a smuovere più coscienze di freddi dati.

15. Pianifica e traccia

Può capitare che una storia arrivi e debba essere raccontata con urgenza.

Tuttavia, per aver un successo duraturo, la pianificazione dei contenuti deve essere un punto cruciale nella tua strategia di storytelling.

In questo modo puoi organizzare una narrazione unitaria.

Inoltre, dettaglio da tener in considerazione, puoi andare a sfruttare festività o giornate internazionali (e altre ricorrenze) per rafforzare i messaggi che vuoi trasmettere.

Se non bastasse, pianificare ti aiuterà a tracciare, cioè a valutare i risultati di ogni singola storia.

È un’altra attività importante per comprendere i gusti del tuo pubblico e, quindi, fare scelte migliori in futuro.