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  • 30 Gen 2019 (Aggiornamento)

Indagine sulla spesa social content marketing. Sfide e strumenti utilizzati II parte.

Le tendenze per la spesa 2019 riguardano ADS e social content marketing, compreso l’influencer marketing.

Indagine sulla spesa social content marketing. Sfide e strumenti utilizzati II parte.

Questa indagine sulla spesa per il social media marketig nel 2019 segue quella del post che trovi QUI, con il quale ti ho presentato i risultati di un sondaggio condotto dall’omonimo magazine online. 

I risultati del sondaggio al quale hanno risposto 500 marketers americani sono stati raccolti nel  report SMT 2018 Social Spending Survey e divisi in 4 sezioni. Le prime 2 parti nelle quali è stato diviso il report del sondaggio sulla base dei risultati delle interviste erano:

  • Quali sono stati i principali canali social media utilizzati per i marketer nel 2018;
  • Dove si prevede che i Brand pianifichino il loro budget per l’advertising nel 2019;

In questo secondo post ti dico delle altre 2 sezioni: 

  • Quali sono gli obiettivi e gli strumenti principali sui quali puntano i marketers;
  • Quali sono le sfide che i marketers devono affrontare per raggiungere buoni risultati nel 2019;

Obiettivi e rendimento degli strumenti principali per il social content marketing 2019

Con le loro risposte, il 68% degli intervistati ha confermato l’importanza della spesa nell’advertising per conseguire i loro obiettivi principali che sono l’aumento di:

Non sorprende, quindi, che gli annunci ADS attraggano la maggior parte del budget investito in web marketing. Tuttavia, non è detto che l’advertising sia l’unico strumento rilevante.

Secondo un altro sondaggio condotto da Blogging Statistics 2018 di Orbit Media, i marketers che dedicano più tempo alla ricerca e alla pubblicazione di contenuti originali e che collaborano con giornalisti, scrittori ed editori professionisti ricevono una ritorno significativamente migliore dal loro lavoro e dall’investimento che fanno. 

Infatti, anche i dai del report SMT confermano che l’attività sulla quale si concentrano  maggiormente i marketers intervistati è la produzione di contenuti, mentre l’advertising si piazza al secondo posto.   

In fin dei conti l’attività di advertising ben condotta è pur sempre uno strumento pubblicitario, ma non proprio di marketing. Il mondo non aspetta un’altra bella campagna pubblicitaria ma piuttosto novità, informazioni nuove, contenuti utili, anche se non sempre è possibile. 

Ed è per questo che la pubblicità è utilizzata ed è anche logico che gli investimenti siano sempre più alti di anno in anno ma solo per via delle continue riduzioni di copertura di Facebook, per esempio. I brand sono praticamente costretti a spendere di più in ADS. Questa tendenza indotta potrebbe anche generare migliori risultati, ma la ricerca suggerisce che investire il tempo per creare contenuti sostanziali può essere altrettanto importante, se non di più. 

Quali sono le sfide che i marketers devono affrontare per raggiungere buoni risultati nel 2019

In sintesi, le opportunità offerte dagli strumenti di advertising dei social network sono importanti, ma il contenuto mantiene invariata la sua rilevanza insieme ai professionisti in grado di crearli, rispettando la sintonia del mercato e massimizzando l’appeal. 

Il dato associato a questo aspetto è quello relativo all’utilizzo delle risorse che impiegano i Brand, per la produzione del content marketing, oltre che per le attività di advertising. In larga parte le risorse impiegate sono interne, al secondo posto si piazza l’utilizzo di risorse esterne, come le agenzie, e con largo distacco i brand sono soliti impiegare consulenti. 

Un aspetto apparentemente contraddittorio è dato dalla previsione dell’aumento della spesa pubblicitaria verso il marketing influencer.

Ciò è dovuto all’avvento delle stories nelle diverse piattaforme e all’esteso utilizzo che ne fanno gli utenti. Le stories sono diventate un elemento chiave della comunicazione digitale, ma non è facile utilizzare questo formato dal punto di vista pubblicitario.

Anche per questo motivo, sempre di più i brand si rivolgono agli utenti che hanno già dimostrato di sapere come ottimizzare le stories per creare contenuti migliori e più risonanti su ciascuna piattaforma.

Tutte la maggiori piattaforme social network stanno cercando non solo di facilitare l’utilizzo delle stories, ma si stanno anche adoperando per eliminare gli aspetti controversi e ambigui. Instagram, per esempio, sta cercando di elaborare strumenti per segnalare follower ed engagement falsi venduti da presunti social influencer. 

Facebook ha espanso i suoi branded content tag e ha introdotto lo strumento brand collabs manager. Twitter sta cercando di bloccare bot automatici e i falsi account. Tutte queste azioni avranno un impatto positivo per l’influencer marketing, che può portare risultati positivi ai Brand se i marketers coinvolti saranno capaci di selezionare correttamente il giusto influencer e misurare la portata effettiva delle sue prestazioni.