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Articolo di giornale: guida completa per scriverne uno perfetto

In questa guida scopriamo come scrivere e strutturare un articolo di giornale, con consigli per migliorare il tuo stile giornalistico.

Articolo di giornale: guida completa per scriverne uno perfetto

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Vuoi imparare a scrivere un articolo di giornale?

Sei nel posto giusto.

In questo post andremo a vedere insieme tutto ciò che ti serve per scrivere un buon articolo:

  • Come si fa un articolo di giornale
  • Come strutturare un articolo giornalistico
  • Cosa devi sapere per migliorare la tua scrittura giornalistica.

Partiamo subito.

Per approcciarci all’argomento nella giusta prospettiva andiamo a precisare di cosa parliamo.

L’articolo di giornale è un testo che, come obiettivo fondamentale, ha quello di informare il pubblico riguardo un determinato fatto.

Per essere utile in questo senso deve avere alcune caratteristiche, che analizzeremo lungo questa guida.

Come scrivere un articolo di giornale: la prima cosa che devi fare

Per scrivere un articolo giornalistico devi partire dalla base.

Verifica, prima di tutto, che l’argomento di cui vuoi andare a parlare non sia una fake news.

Esistono diversi metodi per verificare una notizia, ma sostanzialmente si tratta di una questione di approccio.

Cosa voglio dire?

Cadere nella trappola delle bufale online è più semplice di quanto tu possa pensare: anche i migliori possono sbagliare.

Per ridurre al minimo gli errori è necessario essere dubbiosi.

Indagare a fondo permette sia di distinguere una vera notizia da una falsa che di offrire ai lettori un servizio migliore.

Quando leggi una news su internet – al di là se tu voglia scriverne o meno – fatti delle domande:

  • La fonte è affidabile?
  • Chi è l’autore dell’articolo?
  • Qual è la data di pubblicazione?
  • Questa notizia è riportata anche da altri media?

Capisci, no?

Non fermarti all’apparenza: le fake news puntano proprio a generare un grosso impatto emotivo per diventare virali.

Oggi come oggi la fase di selezione delle notizie è uno dei compiti principali di un giornalista.

Dedicaci il giusto tempo.

Una volta che avrai controllato l’accuratezza della notizia e raccolto delle informazioni per presentarla al tuo pubblico puoi andare avanti.

Struttura di un articolo di giornale: i 3 passaggi fondamentali della scaletta

Sai quali sono le principali parti di un articolo di giornale?

Fondamentalmente sono 3:

  • attacco
  • sviluppo
  • conclusione.

Attacco.

L’attacco sarebbe l’introduzione del pezzo che stai scrivendo. Per iniziare un articolo di giornale puoi tenere a mente la regola delle 5 W.

In poche parole, un buon attacco dovrebbe dare risposta a 5 domande:

  1. Chi? (Who?)
  2. Che cosa? (What?)
  3. Quando? (When?)
  4. Dove? (Where?)
  5. Perché? (Why?).

Stai attento.

Non devi rispondere in modo meccanico a queste domande – daresti l’impressione di star scrivendo un compito in classe.

Al contrario, magari anche a posteriori, dovresti assicurarti che la tua introduzione dia un quadro completo.

Dopo aver permesso ai lettori di addentrarsi nella notizia puoi passare ad analizzarla in maniera più approfondita.

Per lo sviluppo puoi prendere come riferimento il principio della piramide rovesciata:

  • informazione fondamentale
  • informazioni molto importanti, ma non fondamentali
  • informazioni utili e/o complementari.

In altre parole, devi disporre gli argomenti in base alla loro rilevanza.

Se avrai rispettato la regola delle 5 W, nell’introduzione saranno già condensate le informazioni indispensabili.

Perciò nello svolgimento puoi permetterti di dare ulteriori argomentazioni per comprendere e contestualizzare il fatto.

A questo punto dobbiamo fare una precisazione.

Sei ancora attento?

È davvero importante.

Ogni notizia va letta, cioè interpretata, in un determinato modo: ogni lettura, perciò, è parziale.

Non esiste una narrazione del tutto imparziale, ma devi comunque ricerca una certa obiettività.

Svolgimento.

Per questo motivo, nello svolgimento, devi:

  • presentare punti di vista diversi riguardo la notizia
  • tenere i fatti lontani dalle opinioni.

Se vuoi scrivere un articolo di giornale, devi capire che il tuo obiettivo è permettere al lettore di farsi un’idea propria.

Ovviamente, per esempio, la sensibilità di ciascun giornalista può mettere in risalto un elemento invece di un altro.

Capisci cosa intendo?

Basta un aggettivo per far trasparire un’opinione.

Ciò chiaramente non è un male: è anche compito del lettore tenere a mente che ogni articolo rappresenta una visione del problema.

Conclusione.

Anzi, c’è di più: nella conclusione puoi chiudere con tuo commento.

Occhio, devi comunque mantenere aderenza ai fatti e, per farlo, dovresti avere una conoscenza molto approfondita dell’argomento.

Nel caso di giornalisti molto esperti diverse persone aspettano i loro articoli proprio per conoscere la loro interpretazione.

Il pezzo di un giornalista finanziario, per esempio, può aiutare un investitore in una scelta da fare.

Ti consiglio, almeno all’inizio, di limitarti a fornire una sintesi e a presentare possibili sviluppi di ciò che hai trattato.

Se ti occuperai di un tema nel tempo, tuttavia, svilupperai anche tu una certa padronanza che ti permetterà di diventare più autorevole.

Ora, ci siamo.

Hai il tuo articolo di giornale pronto:

  • una bella introduzione che risponde alle 5 W,
  • uno sviluppo organizzato secondo il principio della piramide rovesciata,
  • una puntuale conclusione.

Non manca niente, vero?

Sbagliato!

In realtà manca la parte più importante di tutte, quella senza la quale il tuo lavoro andrebbe sprecato: il titolo.

Come devi scegliere il titolo di un articolo giornale: tutto quello che devi sapere

Potresti scrivere un articolo perfetto, ma se nessuno lo leggesse sarebbe tutto inutile.

Il titolo è il ponte che deve portare del lettore dal punto in cui si trova verso ciò che gli vuoi far sapere.

Apriamo una piccola parentesi.

In questo post stiamo parlando, principalmente, di giornalismo online: le regole della titolazione per un giornale cartaceo sono leggermente diverse.

Quello che rimane uguale è l’obiettivo: stimolare la curiosità degli utenti.

Per farlo si possono usare diversi metodi:

  • giochi di parole
  • figure retoriche
  • discorsi diretti
  • domande e risposte
  • clickbaiting (sconsigliatissimo!).

Nell’attuale mercato editoriale la scelta del titolo è davvero il momento decisivo per la sorte di un articolo.

Buona parte degli introiti di un giornale online provengono proprio dalle visualizzazioni ricevute.

Ciò significa che chi sa come scrivere un titolo efficace parte con una marcia in più.

Allo stesso tempo, però, la ricerca ossessiva del titolone può essere controproducente – il lettore, per esempio, può tendere a catalogare una notizia come fake solo dal titolo.

Parti da un presupposto.

Alcune persone si faranno un’idea del contenuto dell’articolo a partire dal titolo. Molte altre, addirittura, si fermeranno a quello.

Un bravo giornalista, perciò, deve saper scrivere titoli che comunichino già l’informazione essenziale senza rivelare troppo.

Lo so, non è facile.

Eppure è l’unico metodo per creare un’alternativa alla foresta di titoli allarmistici che ci circonda.

Scrittura giornalistica: 3 consigli per migliorare il tuo stile giornalistico

Per scrivere un articolo che rispetti lo stile giornalistico tieni a mente questo ABC:

  • Accuratezza
  • Brevità
  • Chiarezza.

Accuratezza.

La parola d’ordine è precisione.

Quando stai scrivendo un pezzo assicurati più volte possibile che quello che dici corrisponde alla realtà.

Riportare una notizia sbagliata è pericoloso:

  • tradisce la fiducia del pubblico
  • può creare un caso di diffamazione.

Chi vuole comunicare ha un ruolo importantissimo nel funzionamento della società: non sottovalutare questo compito.

Controlla fino allo sfinimento nomi, numeri, luoghi e qualunque altro elemento che sia alla base della tua storia.

Brevità.

Se una parola è superflua, tagliala.

Pensa al giornalista come un alleato che guida il lettore a districarsi nella giungla quotidiana delle cose che succedono.

Cosa fa una guida?

Cerca di indicare il percorso migliore e più veloce.

Quando ti rendi conto di aver scritto una frase troppo lunga, con diverse subordinate, lavora di forbici per accorciarla.

Vai alla ricerca dell’essenzialità.

Chiarezza.

Scrivere semplice non significa scrivere male:

  • evita parole complicate
  • stai lontano da termini gergali
  • usa metafore e figure retoriche solo se utili.

Saper spiegare le cose in modo accessibile è più complicato di quanto tu possa pensare.

Per poter puntare alla semplicità devi avere ben chiaro ciò che vuoi dire: prima di iniziare a stendere l’articolo organizza i fatti devi presentare.

Il tuo obiettivo è non lasciare domande in sospeso nella mente del lettore.

Prima di chiudere questa pagina fermati un attimo.

Leggi prima questi consigli preziosissimi.

Ti lascio qui il decalogo del giornalista di Piero Ottone, tra le altre cose ex direttore del Corriere della Sera:

 1) Scrivi sempre la verità, tutta la verità, solo la verità;

2) Cita le fonti. Se la tua fonte vuole restare anonima, diffida;

3) Verifica quel che ti dicono. Se non puoi verificare, prendi le distanze;

4) Non diffamare il prossimo, ed evita frasi tipo: “Sembra che quel tale abbia rubato…”, “Si dice che il tal altro abbia ammazzato…”;

5) Non obbligare il lettore a leggere una colonna di roba prima che cominci a capire cosa è successo;

6) Non fare lunghe citazioni tra virgolette all’inizio di un pezzo senza rivelare subito chi sia il suo autore (il metodo non crea suspense, come forse crede il giornalista: dà solo fastidio);

7) Non mettere mai tra virgolette, nei titoli, frasi diverse da quelle che sono state pronunciate;

8) Evita le iperboli e le metafore come bufera (“il partito è nella bufera”), giallo (“il giallo di Ustica”), rissa (“ed è subito rissa tra x e y”), fulmine a ciel sereno, scoppiato come un bomba;

9) Prima di scrivere nel titolo che Londra è nel panico, va’ a Londra e controlla se otto milioni di persone sono davvero uscite di testa;

10) Non dire mai: “L’obiettività non esiste”. È l’alibi di chi vuole raccontare palle.