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Scrittura creativa: come diventare la Serie TV preferita dei tuoi clienti con lo Storytelling

In questo post scopriamo i migliori consigli di scrittura creativa e storytelling per copywriter che ti permetteranno di scrivere storie avvincenti.

Scrittura creativa: come diventare la Serie TV preferita dei tuoi clienti con lo Storytelling

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Sai che la scrittura creativa può essere lo strumento più potente di un copywriter per diffondere un’idea o vendere qualcosa?

Immagina, puoi far diventare la tua vita, un case study, il processo di produzione di ciò che vendi, la storia che c’è dietro la tua azienda la serie tv preferita dei tuoi clienti.

No, non stiamo esagerando…

La verità è che… non bastano più i fatti!

Quando andiamo a comprare qualcosa siamo ormai tutti abituati a sentire lunghi elenchi di caratteristiche che lo fanno sembrare perfetto.

“Sì, ma il mio prodotto è effettivamente il migliore”.

Lo hai pensato, vero?

Potresti anche pubblicizzare un prodotto rivoluzionario. Davvero, potrebbe essere qualcosa in grado di cambiare la vita delle persone. Nonostante questo rischi seriamente di ottenere un misero insuccesso. Soprattutto se nessuno ti conosce, devi saper comunicare come i grandi brand.

Non ti basta un buon piano di marketing. Deve essere eccezionale.

E cosa distingue i grandi brand dalle piccole aziende al limite della sopravvivenza?

Non raccontano esclusivamente il loro prodotto. Non si limitano a dirti perché dovresti sceglierlo rispetto a un altro concorrente. La loro comunicazione esprime valori, emozioni e situazioni in cui i clienti amano rispecchiarsi.

La potenza dello storytelling è che permette di calare dati e caratteristiche in un contesto reale. In altre parole puoi permettere al tuo pubblico di immaginare il momento in cui avrà il tuo prodotto – che non deve essere per forza “fisico”.

Sarebbe fantastico poterlo fare anche per i nostri progetti, no?

Ecco perché in questo post andremo a vedere insieme come sfruttare le tecniche di scrittura creativa per aumentare le tue probabilità di successo del 297%. Prima capiremo come scrivere bene in italiano, quindi analizzeremo i passi per scrivere un racconto avvincente.

Sei pronto? Partiamo!

Imparare a scrivere bene: scrivere meglio in 3 mosse

Scrivere bene è fondamentale per rendere coinvolgente e appassionante una storia.

Non è facile definire in maniera univoca definire chi “scrive bene”, ma – questo sì, è sicuro – per provarci dobbiamo liberarci da tutto quello che ci hanno insegnato.

Nessuno nasce scrittore. Sì, certo, si può avere una certa predisposizione, che aiuta. Ma la verità è che tutti possono imparare a scrivere meglio.

Esistono tonnellate di articoli e libri sull’argomento. I consigli di scrittura di Umberto Eco, per esempio, sono citati allo sfinimento. Qualcuno le interpreta come “regole”: in realtà la scrittura è una forma d’espressione più libera di quanto vogliano farti credere.

Anzi, è importante trovare delle tue specificità per renderti unico e diverso dagli altri. Tuttavia, per partire da una buona base, ecco qualche dritta sullo stile:

1 – Avere le idee chiare

Il primo dei consigli per scrittori non è un consiglio di scrittura vero e proprio.

Sei sorpreso?

Invece questa è la chiave che farà fare un salto in avanti ai tuoi testi. Probabilmente lo fai già, ma non ci dai particolare importanza e peso.

Potremmo parlare per ore di grammatica, sintassi e lessico. Ma devi sapere che una scrittura chiara passa da un pensiero ben definito. Non esiste corso di scrittura creativa che tenga.

Il peccato originale di un testo brutto, ripetitivo e poco scorrevole, molto spesso, è la scarsa (o nulla) conoscenza dell’argomento da parte di chi scrive.

Quando hai davanti il foglio bianco e sei preso da un classico blocco dello scrittore, fai una cosa molto semplice: fermati a pensare.

  • Riesci a schematizzare facilmente quello che vuoi dire?
  • Sai individuare quali siano i punti più importanti del tuo discorso?
  • Perché qualcuno dovrebbe leggerti?

Se non sai cosa vuoi dire e non padroneggi bene l’argomento, la forma è l’ultimo dei problemi. Leggi, approfondisci, applica e impara.

2 – Usare parole chiare e semplici

Diverse persone sostengono che conosciamo bene qualcosa quando riusciremmo a farlo capire anche a un bambino.

Ecco perché uno dei sintomi più evidenti di scarsa padronanza dell’argomento è l’abbondanza di tecnicismi, nozioni teoriche, citazioni.

Semplicità non vuol dire banalità.

Una delle eredità che parecchi si portano dietro dagli anni della scuola è la convinzione che imparare a scrivere bene voglia dire conoscere parole complesse da infilare qua e là nei propri testi.

Altri ancora sono abituati per lavoro a usare una sintassi complessa e un lessico praticamente incomprensibile.

Il problema è che spesso perdiamo l’abitudine alla semplicità.

Chi scrive per le masse deve avere bene in chiaro che il suo obiettivo è uno e uno soltanto: comunicare. Farsi comprendere, trasmettere un messaggio, possibilmente “stamparlo” nella mente dei lettori.

Non stai scrivendo una poesia ermetica oppure un documento in linguaggio burocratico.

Quindi?

  1. Se esiste una parola per definire un concetto, usala
  2. Se trovi un sinonimo più preciso, usalo
  3. Se esiste un’altra parola più semplice di quella, usala

Un bravo scrittore usa parole comuni in modo non convenzionale per creare immagini dal grande impatto emotivo.

3 – Eliminare tutto il superfluo

Immagina il tuo testo come una rovente pista d’atletica in estate con un punto di partenza, un traguardo e un numero di ostacoli variabile.

Iniziando a leggere il tuo pubblico si posiziona al punto di partenza.

Ma le innumerevoli distrazioni che ci circondano infiammano il terreno e rendono complicato terminare la corsa. Tanto più se gli ostacoli sono tanti, disseminati ovunque e difficili da superare.

Ma chi li lascia lungo il percorso?!

Tu.

Sono le lunghissime frasi in cui accumuli concetti e che, alla vista, sembrano praticamente infinte. E sono gli interminabili giri di parole, le metafore che ti sembrano così di buon gusto oppure i sinonimi incomprensibili anche dizionario alla mano.

Elimina tutte le possibili difficoltà che possa incontrare il tuo lettore:

  • Esprimi un solo concetto per frase, poi metti un punto
  • Evita le perifrasi quando puoi usare una sola parola
  • Stai attento a non ripetere troppe volte la stessa idea lungo il testo

Pensa al processo di scrittura come alla costruzione di un muro: aggiungi solo i mattoni necessari per arrivare all’altezza richiesta.

Come scrivere storie: i 5 momenti della narrazione

Per imparare a scrivere un racconto avvincente il miglior corso possibile è… leggere quanto più possibile con un occhio critico.

È una cosa che ripetono tutti. Potresti pensare che questo concetto sia abusato. Molto semplicemente nessuno ti spiega cosa si voglia realmente dire.

Lo abbiamo detto prima: per scrivere bene è necessario avere le idee chiare.

Tradotto in termini pratici, per scrivere storie hai bisogno di una struttura. La ritrovi in qualunque libro che leggi, in ogni film o serie tv che guardi. Si tratta di quella serie di meccanismi che rendono avvincente la narrazione. Ritrovarli, analizzarli e imparare a usarli è quello che intendiamo con “occhio critico”.

Un buon punto di partenza è il triangolo di Freytag.

Lo scrittore tedesco Gustav Freytag, analizzando i drammi greci, ha individuato una struttura ricorrente (in 5 momenti). In poche parole ha notato che il racconto segue una linea: arrivata al punto di massima altezza, scende fino alla conclusione della vicenda.

Ma quali sono esattamente i 5 punti dell’arco drammatico di Freytag?

1 – Contesto

In sintesi, si tratta dell’introduzione alla storia, dove sono date tutte le informazioni necessarie ad addentrarsi nel racconto.

Immagina di dare una serie di piccole e rapide pennellate che lascino intravedere gli elementi principali del tuo quadro.

In un libro questo primo momento non dovrebbe superare un paio di capitoli. Se, invece, stai scrivendo una storia per una strategia di marketing, cerca di tenerti nel limite di pochi paragrafi.

Presenta il protagonista della storia: chi è, cosa fa, quanti anni ha. Parla dei suoi desideri e delle sue ambizioni. Delinea i problemi che gli si pongono di fronte.

Il tuo obiettivo deve far essere lasciare che il lettore s’immedesimi nel personaggio.

Nel caso in cui tu fossi un formatore potresti raccontare il percorso che ti ha portato a diventare un esperto. Introducendo te stesso, per esempio, racconteresti della situazioni in cui ti trovavi, di cosa ti piaceva e quali erano i tuoi pensieri ricorrenti.

2 – Conflitto

Una buona introduzione deve trasportare a questo punto, che è lo snodo principale della storia: quello in cui succede qualcosa che la rende interessante da raccontare.

Deve essere un evento che smuove la situazione iniziale.

Siamo portati a pensare che debba essere un evento traumatico. D’altronde, le narrazioni di tanti libri e film sono incentrate su “tragedie”. In realtà questa è tutt’altro che una regola generale.

Un evento rivelatore, restando sull’esempio del formatore, potrebbe essere una conferenza particolarmente illuminante che fa nascere nell’animo la voglia di entrare in un determinato mondo. Con tutti i problemi da risolvere, che saranno oggetto di narrazione.

Su PennaBlu sono ben analizzati i vari tipi di incidente scatenante che possiamo ritrovare nella narrativa. Sono principalmente quattro:

  1. Desiderio o aspirazione del protagonista
  2. Missione o incarico del protagonista
  3. Problema da risolvere
  4. Incidente scatenante non identificabile

3 – Climax

È la punta del triangolo, il momento di massima tensione della storia, quando si arriva a una (nuova) svolta decisiva.

Nel cammino verso l’obiettivo finale il protagonista trova diversi ostacoli – sono quelli che, in fin dei conti, rendono la storia interessante.

Visualizza ancora il triangolo. Lo vedi?

Siamo proprio vicini alla punta. A qualche passo, ma il personaggio non può saperlo. A un certo punto gli eventi “precipitano”: la montagna apparentemente diventa troppo ardua da scalare.

Il climax non deve durare troppo, altrimenti rischia di annoiare, risultare ripetitivo o poco realistico. È la notte buia prima dell’alba.

D’un tratto tutto quello che lo aveva spinto a partire crolla. Mentre sta lavorando alla fondazione della sua prima azienda, per esempio, si scontra con l’immensa burocrazia italiana. Gli servono soldi oppure nuovi soci. È sul punto di mollare, ma…

4 – Chiusura

Ma si rimbocca le maniche e trova una soluzione che gli permetta di continuare a macinare chilometri e risultati.

Rientrando nella metafora del triangolo: ci stiamo appena lanciando sul lato opposto, sulla discesa della montagna. Ovviamente attenzione a “fare piano”: sei solo all’inizio.

Hai appena raccontato le disavventure che lo hanno portato sull’orlo del baratro. Si saranno venute a creare una serie di situazioni negative che adesso bisognerà risolvere.

Parla del processo che lo ha portato a “sconfiggere il nemico”.

Non servono imprese grandiosi. Non deve sconfiggere draghi, salvare principesse o, più banalmente, comportarsi da supereroe. Basterà lasciare alle persone l’opportunità di entrare nella quotidianità di ciò che racconti (un po’ come nelle stories di Instagram).

5 – Conclusione

Si scioglie la tensione narrativa. Il protagonista ritorna a un punto di stabilità, raggiunto dopo il lungo percorso fatto durante l’esposizione.

Lavora molto bene al finale della tua storia.

Alle persone piace sognare. Questo è il momento adatto per dipingere loro un futuro diverso, più bello, proprio come lo desiderano.

Se hai parlato di te stesso, fai vedere cosa fai ora, come vivi, quali sono i vantaggi che la tua scelta iniziale ha comportato.

Sii sempre realistico.

Sia che tu stia lavorando al tuo personal brand sia che stia raccontando la storia di un’azienda l’importante è rimanere genuini, autentici, vicini a chi ti ascolta.

Non descrivere cose irrealizzabili per la massa. Va bene, ti abbiamo appena detto che alle persone “piace sognare”, ma perché la tua strategia abbia successo devono anche potersi rispecchiare in ciò che dici.

Diventa un riferimento, restando umano.

Conclusione (+ BONUS)

Abbiamo finito.

Adesso sai come sfruttare le tecniche di scrittura creativa nel marketing. Allenati ad applicare i consigli di scrittura: idee chiare, parole facili combinate in maniera innovativa e frasi semplici. Uno stile scorrevole e l’applicazione del triangolo di Freytag ti aiuteranno a mettere una marcia in più al tuo storytelling.

Prima di lasciarti andare, tuttavia, vogliamo darti un’ultima dritta per tenere i tuoi lettori incollati allo schermo proprio come fai con la tua serie tv preferita.

(Ora inizierai a farci ancora più caso…)

Sai come fanno?

Sfruttano l’effetto Zeigarnik. In sintesi, secondo le ricerche della dottoressa Bluma Zeigarnik, per la mente umana è più facile continuare e concludere un’azione già iniziata. L’applicazione più comune nella narrativa è il cliffhanger.

Il termine si riferisce soprattutto alla tecnica impiegata nei telefilm per la quale le puntate si chiudono sempre nel momento di massima suspence. In questo modo gli spettatori sono indotti a guardare l’episodio successivo per “sapere cosa succede”.

Ricrea lo stesso effetto nei tuoi testi.

Il tuo obiettivo deve essere far sì che il tuo pubblico legga per intero ciò che scrivi. Struttura bene i paragrafi: non troppo lunghi, di massimo 3-4 righe e composti da frasi brevi. Alla fine di ogni paragrafo inserisci un elemento che porti a leggere quello successivo. Il motivo è molto semplice.

“Scivolando” nel testo, senza neanche accorgersene, il lettore arriverà alla fine o comunque al punto da te desiderato.