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In questo articolo scoprirai se vale la pena impegnarsi a raccogliere commenti autentici da inserire nel proprio sito e nelle landing page oppure se sia possibile ottenere gli stessi risultati con commenti “inventati” e quindi più semplici da realizzare.

Riprova Sociale Commenti veri o inventati

Cosa è la riprova sociale?

Quando cerchi un oggetto o un servizio, sia una racchetta da tennis o un corso di marketing, se all’interno dell’annuncio che lo pubblicizza vedi i commenti di persone che l’hanno provato e ne sono soddisfatte, (meglio se si tratta di persone che conosci o che ritieni influenti in quello specifico settore), allora l’annuncio avrà un tasso di conversione nettamente maggiore rispetto ad uno senza review.

Ecco, questa è la riprova sociale: convincere qualcuno della bontà e dell’utilità di un prodotto o servizio, grazie all’opinione positiva di altri.

I commenti

È un tema molto delicato quello dei commenti. Possiamo, però, trovare due “scuole di pensiero”, o forse è meglio definirle due mentalità diverse.

Per parlarne, però, bisogna contestualizzare dove questi commenti andranno inseriti e se parliamo di articoli o di pagine di vendita.

Prima di analizzarle, ci tengo a precisare che non ho raccolto alcun dato reale: questo l’articolo è frutto di alcune mie considerazioni personali e di un pizzico di buon senso applicato.

Il commento perfetto

Esiste il commento perfetto? Sì e no, perché è il contesto che ti fa da guida, indicandoti quale commento pubblicare o meno.

Se parliamo di un articolo, come questo per esempio, il commento perfetto è argomentato, presenta alcuni spunti interessanti e stimola il dibattito.

Non è importante che chi commenta sia o meno d’accordo con l’autore oppure che sia riconoscibile: l’importante è che apporti valore al contenuto dell’articolo e sia in grado di stimolare il dialogo.

Ovviamente, se la persona è riconoscibile, si crea, a lungo andare, una sorta di community, in quanto gli utenti che frequentano assiduamente un sito/pagina Facebook/forum tendono a riconoscersi fra loro.

Commento perfetto

Se il tuo sito è neonato e gli articoli in esso presenti sono interessanti e pubblicizzati nella giusta maniera, i commenti arriveranno da soli; a mio parere, non c’è nulla di male nel dare una spintarella con commenti interessanti generati da te.

Può essere di aiuto sia nell’aprire delle discussioni, sia in ottica SEO.

Ovvio che in un’ottica di medio e lungo termine non puoi pensare di auto-commentare tutti i tuoi articoli, sia perché sarebbe troppo impegnativo in termini di tempo, sia perché i commenti reali tendono a sviluppare una community attorno al tuo brand, indispensabile per crescere.

Se, invece, parliamo della riprova sociale all’interno di una lettera di vendita, una landing page o altro, allora le caratteristiche sono diverse, ed è proprio di questo aspetto che voglio parlare.

Analisi di un commento

Quali sono le caratteristiche che IL commento deve avere?

Quando si parla di riprova sociale volta a dare credibilità ad un prodotto o servizio, bisogna partire dal presupposto che chi commenta deve essere riconoscibile e fornire un commento utile a convincere il possibile acquirente.

 

esempio di commento poco utile

esempio di commento poco utile

 

Il commento qui sopra (opportunamente censurato), nonostante riporti ad un utente reale, con tanto di nome, cognome, una foto che lo ritrae e profilo Facebook, non dà qualcosa in più a chi vuole acquistare il tuo prodotto e la sua utilità è quindi nulla.

Ipotizziamo di voler vendere un corso di Web Marketing, e di inserire all’interno della pagina di vendita un commento di un famoso influencer del settore, il quale non solo ne parla molto bene, ma mette in risalto alcuni particolari risultati che potresti avere frequentando il corso. Sarebbe un ottimo incentivo, non ti pare?

Voglio, però, usare questo articolo per fare una considerazione più spinta che, sicuramente, si presta a ricevere polemiche.

I commenti reali sono indispensabili?

Sono moltissimi quelli che inseriscono commenti ed opinioni fasulle all’interno delle proprie pagine di vendita, per motivazioni più o meno condivisibili, come un servizio/corso appena partito, che non può avere recensioni positive, in quanto nessuno ha ancora avuto modo di provarlo; oppure le motivazioni possono anche essere poco etiche.

Ma c’è davvero differenza fra commenti reali e commenti generati ad arte?

Non parlo di usare influencer, che ovviamente possono fare la differenza – e non escludo che possano dare un aiuto anche dietro pagamento o semplicemente per simpatia o amicizia – ma di commenti di persone comuni che non necessariamente conoscono chi è interessato al tuo servizio.

L’opinione che mi sono fatto, in questi anni di attività, è questa: un commento realizzato “ad hoc” ha lo stesso valore di un commento lasciato da uno sconosciuto, ma solo se parliamo di una pagina di vendita che nasce e muore lì (la vendita in affiliazione di una crema seno o per curare il raffreddore).

Se, invece, parliamo di un servizio continuativo, con alle spalle una strategia di personal branding o di brand awareness, ovviamente questo ragionamento e la spiegazione del prossimo paragrafo decadono.

Motivazioni

Quando parlo o scrivo, mi piace avere dati reali su cui basarmi, altrimenti parlerei solo di aria fritta. Frugando un po’ sul sito dell’ISTAT, puoi facilmente vedere come nel 2015 le persone che hanno letto almeno un libro sono meno del 50%, dove per libri si intende testi non attinenti al lavoro che si fa. D’altronde, non penso la percentuale cambi di molto considerando anche quest’ultimi.

Motivazioni

Se sommi a tutto ciò la percentuale imbarazzante di analfabetismo funzionale e la dimestichezza degli italiani con gli apparati informatici (di cui non cerco nemmeno i dati, perché è palese che, in Italia, se sai usare PayPal, sei considerato un mezzo Bill Gates), puoi facilmente fare una constatazione: come direbbe sgarbi, statisticamente il tuo normale cliente è una capra.

Certo, devi prendere in considerazione anche altri fattori, come il fatto che, se vendi prodotti digitali, è ti stai rivolgendo ad una persona che probabilmente legge con frequenza sopra la media e, se vuoi vendere determinati prodotti (come un corso avanzato di Google Analytics), parlerai ad una persona probabilmente acculturata e in grado di valutare attentamente tutti gli aspetti della tua lettera di vendita.

Ma nei settori più comuni pensi davvero che il tuo cliente tipo sia in grado di verificare se un commento è reale oppure realizzato ad arte? Ne dubito.

Tiriamo le somme.

La mia opinione è la seguente: sì, utilizzare commenti reali porta enormi benefici, soprattutto nel medio e lungo termine, e se miri a creare una community intorno al tuo prodotto o servizio (cosa che consiglio assolutamente) è la strada giusta.

È, altresì, vero che è possibile utilizzare commenti inventati, se utilizzati con parsimonia e con il giusto contesto, ed ottenere comunque dei benefici che nel breve termine ti porteranno lo stesso risultato dei commenti genuini.

Vale però la pena usare le proprie energie nel generare commenti o testimonianze video fasulle (ho sempre parlato di commenti scritti, ma la stessa cosa vale per i video ovviamente), oppure con lo stesso sforzo (ed un prodotto realmente di valore) potremmo ottenere dei commenti reali sicuramente più apprezzabili?

Se vuoi dire la tua, come sempre, lascia un commento qua sotto.

Roberto Tarzia

Nato fotografo, cresciuto informatico, inizio a pensare che morirò sul web ;) ! Aiuto aziende e professionisti a sviluppare la strategia più efficace per promuoversi in internet.

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