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Resilienza: l’arte di essere pronti a tutto!

La resilienza è il profumo della vita! Di cosa parlo? Di una delle qualità migliori che dovresti possedere ed allenare!

Resilienza: l’arte di essere pronti a tutto!

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Questo è uno di quei post che dovresti stampare e appendere sopra la tua scrivania o di fronte ai tuoi occhi e leggerlo tutte le volte che puoi.

Credo che al suo interno ci sia il vero segreto per trasformare la propria passione in un lavoro ma non solo.

Dentro questo articolo c’è il segreto per dare forma ai tuoi sogni nel mondo reale, diventando la persona che vuoi davvero essere.

No, come avrai capito, in questo articolo non si parla di strategie di web marketing.

In questo post di parla dell’unico tool davvero importante per la tua vita e per il tuo lavoro: te stesso.

Questo post è infatti dedicato alla resilienza!

Vediamo di analizzare questa componente e di capire quanto possa gravare nella nostra intera vita.

Cosa è la resilienza?

Per resilienza faccio riferimento a quella determinata caratteristica di far fronte a eventi negativi in maniera positiva e ottimista.

Il mondo è pieno di esempi, tanto tra gli umani, quanto tra le piante e gli animali.

In fondo, se provi a riflettere un attimo, tutti noi siamo frutto della resilienza biologica dei nostri antenati.

Abbiamo iniziato a camminare su due “zampe” perché era più semplice utilizzare le restanti due “zampe anteriori” per tenere in mano delle armi rudimentali o per trasportare provviste.

Abbiamo sviluppato un linguaggio, prima fatto solo di gesti e solo dopo fatto di vocali e lettere sonore per comunicare con i nostri simili.

Gli esempi sono davvero molteplici.

Ma perché abbiamo sviluppato tutte queste competenze?

Perché altrimenti, saremo già belli che morti.

Proprio così.

la-resilienza

Senza aver sviluppato la capacità di brandire delle armi con le nostre mani, non avremmo mai avuto la possibilità di fronteggiare bestie feroci a distanza.

Senza una comunicazione scritta e verbale, non avremmo mai avuto la possibilità comunicare con qualcuno distante da noi.

Questi esempi ti mostrano quanto la resilienza sia stata e sia tutt’ora fondamentale per sopravvivere in un mondo in continuo cambiamento e dove, purtroppo e per fortuna, non possiamo controllare davvero ogni cosa.

Proprio per questo, rispondere in modo creativo e positivo alle sfide che ogni giorno ci parano la strada, diventa l’unica possibilità che abbiamo.

Ma lascia che ti faccia degli esempi più vicini al nostro mondo.

La resilienza ed il Digital Marketing

La resilienza fa parte del nostro stesso sangue, è inutile negalo.

Se è vero che siamo composti per il 70% di acqua, credo che il restante 30% sia composto da resilienza (e vari sali minerali).

Riesci a ricordati l’ultima volta in cui hai trovato un ostacolo durante il tuo percorso all’interno del mondo digital?

Io me lo ricordo perfettamente.

Il mio primo ostacolo è arrivato nel momento in cui ho dovuto creare dal zero il mio nuovo blog.

Purtroppo, non avevo ancora scoperto la guida presente sul Blog Marketers e mi sono ritrovato quindi a dover affrontare tutto da solo.

Chi mi conosce sa perfettamente che io sono la persona più lontana da un web designer.

Io faccio il copywriter e di grafica, forme ed eleganza non ci ho mai capito niente.

A stento riesco a scontornare le immagini su Photoshop, nient’altro.

Quindi, come avrai capito, mi sono trovato davanti a qualcosa di apparentemente più grande di me e che avrebbe richiesto davvero moltissimo tempo.

Ero di fronte a un bivio: fare da solo o chiedere a qualcuno.

Ma come le storie più romantiche, ero senza budget e non avrei mai chiesto a qualcuno di farmi un blog gratis.

Così ho utilizzato questa situazione negativa per sfidare me stesso e imparare qualcosa di nuovo.

Morale della favola?

Dopo tre settimane di sbattimento e di notti insonni, il mio blog ufficiale era online e io avevo imparato tante di quelle competenze che sarebbe difficile imparare in una vita intera.

Sono sicuro che anche tu ti sarai ritrovato in questa situazione.

Come hai reagito?

Perché trovo che il vero switch mentale sia proprio qui, nel modo in cui reagiamo.

Ricordi quando parlavo dell’utilizzo delle Mappe Mentali per poter davvero imparare e ragionare in modo rapido e produttivo?

Bene, anche in questo caso tutto dipende da noi e dal nostro modo di vedere il mondo.

Cosa significa essere resilienti?

La resilienza in psicologia viene definita come la capacità di riprendersi dalle situazioni difficili, sfuggendo dal rischio di trasformare ogni esperienza negativa in un peso impossibile da sopportare.

Essere resilienti significa quindi sviluppare una spinta emotiva che ci permette di prendere il meglio anche dalle situazioni difficili e trovare delle soluzioni anche quando sembra che l’unica direzione giusta, sia dritta verso un muro di cemento armato.

Inoltre, sviluppare una capacità simile ti permetterà di abbassare il livello di stress e di ansia e di questo ne abbiamo tutti bisogno, non credi?

Imparare a essere resilienti, significa prendere le redini della tua vita e guidarla verso obiettivi che tu per primo hai creato e che ovviamente, vuoi realizzare.

Resilienza: come allenarla?

Non possiamo dirci resilienti se ciò a cui badiamo è il giudizio altrui e nella nostra mente continuano a vivere frasi del tipo “non posso farcela”, “non sono abbastanza bravo per….”, “gli altri sono migliori di me”.

Possiamo infatti anche leggere 10 libri al mese sulla crescita personale e sul self help, ma se prima non cambiamo il nostro mindset, difficilmente riusciremo a vedere dei risultati positivi nella nostra vita quotidiana.

Come puoi quindi mettere in pratica tutto questo, migliorando la tua percentuale di resilienza?

Prima di tutto dobbiamo definire tre fattori principali che sono connessi al nostro essere più o meno resilienti.

Questi tre pilastri, sono alla base di una pratica costante quando parliamo di resilienza.

Fattore individuale

Il primo fattore principale riguarda te stesso e come ti poni nei confronti degli eventi con i quali hai a che fare ogni giorno.

resilienza-fattore-individuale

In particolare è dimostrato che il peso del tuo essere resiliente rispetto al mondo è la somma di queste componenti:

  • Ottimismo
  • Autostima
  • Capacità di problem solving
  • Capacità di comunicazione
  • Senso dell’umorismo
  • Strategie di coping
  • Empatia.

Sarai consapevole anche tu che gli ottimisti riescono ad affrontare e superare determinati problemi in modo più proficuo rispetto ai pessimisti.

Per dirla in modo meno scientifico: di fronte a un problema non puoi piangerti addosso ma cercare di trovare una via alternativa e di imparare dai tuoi errori.

L’autostima qui diventa determinante.

Se continuerai a crederti inferiore rispetto agli altri, difficilmente potrai superare gli ostacoli che incontrerai sul tuo percorso.

In fondo ricordati sempre di una cosa: non hai niente di meno e niente di più rispetto agli altri.

Quindi non buttarti la zappa sui piedi.

Utilizzala nel modo migliore piuttosto.

Un’ottima pratica, è sicuramente legata alle strategie di coping.

Cosa sono le strategie di coping?

Quando parlo di coping, faccio riferimento all’insieme di risposte automatiche e costruite nel corso del tempo che scattano di fronte a situazioni di estrema difficoltà e stress.

È il modo in cui abbiamo gestito determinate esperienze nel tempo che ci ha permesso di sopravvivere nel corso di questi anni.

Se ritieni quindi che la tua gestione dello stress e degli eventi negativi sia carente, prova a cercare degli esempi da cui trarre ispirazione.

Il cambiamento è un momento duplice della nostra crescita perché è la somma di un cambiamento interno e degli esempi esterni più utili per noi.

Ma passiamo adesso al secondo e terzo pilastro.

Fattore sociale e relazionale

C’è poco da dire: il luogo in cui vivi e le persone che frequenti ti rendono la persona che sei.

Molto spesso infatti, siamo portati a prendere i medesimi atteggiamenti delle persone che vivono accanto a noi e li imitiamo alla perfezione.

Prova a pensare a tutte le volte in cui hai reagito come avrebbe fatto tua madre o tuo padre.

È proprio in questi momenti che devi fermati e capire se la tua reazione allo stress si frutto di un tuo ragionamento o di un atteggiamento che qualcuno ha seminato in te.

Proprio per questo motivo, quello che ti consiglio è di circondarti di persone che sappiano motivarti e che ti mostrino costantemente una via per risolvere i problemi e per gestire lo stress, trasformandolo in pura energia che potrai sfruttare per andare avanti.

Ovviamente, parlare di società senza parlare di legami personali è impossibile.

La rete di amici e familiari è basilare per la nostra resilienza.

Se lo stress e la negatività erano il pane quotidiano della tua famiglia, difficilmente sarai in grado di risolvere i tuoi problemi senza cadere nella disperazione.

Nello stesso modo, vivere in un gruppo di persone poco motivate e poco propense a rendere i propri sogni realtà, difficilmente ti permetterà di superare le nostre sfide personali.

Impara quindi a scegliere correttamente i tuoi amici e le persone con cui desideri lavorare perché il 50% del tuo successo dipenderà soprattutto da loro.

Conclusione

Siamo giunti al termine di questo post sulla resilienza che, come hai avuto modo di leggere, rappresenta la caratteristica più importante non solo in ambito lavorativo, ma soprattutto personale.

Aspettavo questo momento da troppo tempo, sai perché?

Perché volevo usare una delle frasi più belle di sempre, presa in prestito da Bruce Lee.

In quel caso, si parlava delle arti marziali, ma la metafora va benissimo anche nel nostro caso.

“Non essere un’unica forma, adattala e costruiscila su te stesso e lasciala crescere: sii come l’acqua. Libera la tua mente, sii informe, senza limiti come l’acqua. Se metti l’acqua in una tazza, lei diventa una tazza. Se la metti in una bottiglia, lei diventa una bottiglia. Se la metti in una teiera, lei diventa la teiera. L’acqua può fluire, o può distruggere. Sii acqua, amico mio.”

Detto in parole semplici: impara ad adattare il tuo lavoro ed il tuo percorso ad ogni evenienza e vedrai che troverai sempre una soluzione.

Ci leggiamo alla prossima,

Rocco.