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Proofreading: come evitare errori nei tuoi testi con questa strategia in 3 step

Il proofreading è quella cosa che ti permette di evitare errori nei testi e relativi commenti ironici (e non). Ti spiego come si fa, in pratica.

Proofreading: come evitare errori nei tuoi testi con questa strategia in 3 step

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Il proofreading è il tuo alleato numero 1 nella guerra all’errore, perdonabile e non.

Per farla breve, la correzione della bozza è un momento fondamentale della vita di un articolo, libro o post.

Sai cosa c’è di peggio del caldo afoso di un mezzogiorno d’estate mentre sei un treno senza aria condizionata?

Un testo pieno di errori.

Ecco sì, dopo che hai speso ore e ore a fare ricerche, studiare e quindi scrivere, qualche sbaglio di troppo potrebbe distruggere tutto.

La credibilità di tutte le altre parole, giuste, colerebbe a picco come il cellulare che hai dimenticato di toglierti dalla tasca prima di tuffarti.

Che dici, vogliamo cercare di lanciare tutti gli errori, possibili e impossibili, almeno su Marte? Bene, ho una buona notizia per te.

In questo post vedremo:

  • Cos’è il proofreading
  • Perché correggere le bozze è davvero importantissimo
  • Come si fa proofreading (con un metodo preciso e testato).

Sei attento?

Ignora le notifiche nei prossimi minuti e… partiamo!

Cosa è il proofreading?

Il termine “proofreading” viene usato in diversi ambiti e campi, quindi il suo significato varia in base al contesto.

Ma quale può essere una definizione di correzione delle bozze?

La maggior parte delle persone, quando parla di proofread, intende il controllo di eventuali errori ortografici, grammaticali e di formattazione in un testo scritto.

In poche parole, dovrebbe essere l’ultimo passaggio prima di mettere online un articolo, pubblicare un post o inviare un’e-mail.

Nonostante tu lo possa pensare, il proofreading non è la stessa cosa dell’editing: sono due momenti separati.

Differenze tra editing e proofreading

L’editor controlla che il contenuto sia ben organizzato, facile da capire e scritto bene. Rimuove anche gli errori, ma il suo compito è assicurarsi che il testo abbia un senso.

Il correttore di bozze, invece, ricerca tutti gli errori che possono essersi accumulati nelle varie fasi di scrittura (prima stesura, stesure successive, editing).

Oltre ad assicurarsi che il testo sia aderente a eventuali scelte stilistiche, il proofreader corregge imprecisioni come:

  • parole sbagliate
  • errori nella formattazione
  • cattivo uso della punteggiatura.

Mettiamola così: il proofreading è il semaforo verde alla pubblicazione.

Perché la fase di proofreading è fondamentale?

Ora, so che lo stai pensando: Word, Pages e programmi simili hanno funzioni di proofreading.

Vero, il correttore automatico ti dà una grossa mano nell’evitare errori molto grossolani. Tuttavia la lingua è un organismo instabile: cambia di continuo, a seconda di tanti e diversi fattori.

Te la faccio breve. Un software non può riconoscere tutte le sfumature di un linguaggio – specialmente se complesso come l’italiano.

L’errore più grande che potresti commettere è pensare che, poiché sai scrivere bene, gli errori ti stiano alla larga.

Tanti errori sono dovuti alla fretta, altri alla stanchezza, altri ancora alla distrazione – spesso a un mix, letale, di queste 3 cose.

Per questo motivo, prima di rendere pubblico ciò che hai scritto, riguardalo con attenzione.

Se non ne sei ancora convinto, lascia che ti dia 3 buoni motivi per cui fare proofreading a tutti i costi.

3 grossi rischi che potresti evitare con il proofreading

1. Gli errori hanno un costo.

Guardi l’orologio, mancano 15 minuti alla consegna e tu non hai scritto nulla. Il professore, nascosto da due lenti spesse, passa al lato del banco e ti guarda con aria perplessa.

Allora inizi a buttare giù tutto quello che ti passa per la testa, riempi una pagina intera di un intatto foglio bianco e consegni all’ultimo secondo.

Il professore, nascosto da due lenti spesse un po’ più sporche, dopo una settimana torna al lato del tuo banco e ti consegna il compito: 2.

Sei andato fuori traccia.

Quante volte ti è capitato o l’hai visto capitare al liceo? Scommetto spesso. Ora, immagina, quel 2 trasformarsi in commenti negativi, conversioni mancate e costi da sostenere.

Cosa voglio dire?

Farsi scappare un errore, se scrivi testi professionali, può avere un impatto sul rendimento di campagne pubblicitarie, e-commerce e funnel.

Ti lascio pensare cosa vorrebbe dire lasciare un’e-mail sbagliata sulla landing page di un’ad da centinaia di euro al giorno.

2. Un errore è un pugno nello stomaco al tuo brand.

Il danno netto e calcolabile di un’errore come l’e-mail sbagliata, tuttavia, non è l’unico che un’imprecisione può portare a un’azienda.

Cifre sbagliate, strafalcioni grammaticali e frasi costruite a caso distruggono la credibilità.

Devi parlare la lingua del target, quindi potresti dover usare un registro più colloquiale, ma devi comunque evitare gli errori.

Il motivo è che ogni sbaglio è un piccolo terremoto per la reputazione del brand.

Quanto ti fideresti di un sito web scritto in un italiano zoppicante? Te lo dico io, nella migliore delle ipotesi penseresti si tratti di un’azienda distratta.

3. Sicuro di voler rischiare un’incomprensione?

Non tutti gli errori sono uguali. Sembra scontato dirlo, ma una piccola disattenzione può provocare un grosso equivoco.

Come ti dicevo prima, ogni lingua ha tante sfumature di significato:

  • termini ambigui
  • frasi che cambiano senso a seconda del contesto
  • modi di dire settoriali.

Potrei continuare pressoché all’infinito.

A volte un errore ortografico non compromette la correttezza della parola, ma impatta sul significato generale del testo.

Capisci, no?

La parola scritta continua ad avere un senso, ma non è quella che dovrebbe essere lì.

Tuttavia puoi evitare tutte queste spiacevoli situazioni facendo proofreading prima di cliccare su “Pubblica”.

Vuoi sapere come? Lascia che ti spieghi.

Come fare un buon proofreading: i 3 momenti decisivi

Mentre scrivi

1. Crea una struttura

La differenza tra un testo chiaro e un testo incomprensibile è tutta nella struttura.

Il modo in cui sono disposte le informazioni fa la differenza affinché chi legge possa ricevere il nostro messaggio, forte e chiaro.

Prima di iniziare a ticchettare la tastiera fermati a pensare:

  • Cosa vuoi dire?
  • Quali sono le informazioni più importanti?
  • In che modo puoi disporle?

Solo dopo questa prima fase di organizzazione puoi iniziare a mettere mano al tuo editor di testo.

A questo punto puoi decidere di fare come meglio credere:

  • creare uno scheletro di titoli,
  • costruire il testo intorno a un paio di frasi,
  • appuntarti delle parole-chiave.

2. Scrivi tutto quello che sai

La miglior cura per battere il blocco dello scrittore è scrivere. Avere una struttura definita, inoltre, ti aiuterà ancora di più.

Potrebbe sembrarti una costrizione, ma in realtà la mente funziona meglio quando ha dei limiti.

Altrimenti scatta l’effetto Netflix: hai talmente tante informazioni che ti passano davanti da finire con il restare a fissarle senza far nulla.

Immagina di avere davanti il tuo interlocutore e inizia a parlargli dell’argomento che vuoi trattare, proprio come se lo avessi davanti a te.

Curerai la forma più in là, tranquillo.

3. Dai un’occhiata generale

Stai per avvicinarti al momento del proofreading. A questo punto dovresti avere davanti a te la prima stesura del testo.

È come la base grezza di una casa: si tratta del punto di inizio da cui iniziare a creare l’abitazione dei tuoi sogni.

Alzati dalla scrivania, fai quattro passi e poi torna a rivedere ciò che hai scritto per la prima volta.

  • Chiediti se il senso generale è lo stesso che avevi in mente prima di iniziare.
  • Correggi gli errori più evidenti (ripetizioni, lapsus, punteggiatura mancante).
  • Salva la bozza e chiudi la pagina.

Prima di correggere la bozza

1. Fai riposare il testo

Quando guardi la prima stesura del testo, poco dopo averlo scritto, è come fissare un quadro da lontano.

Hai una visione di insieme, ma non noti dettagli, imperfezioni e imprecisioni.

Per far emergere tutto quello che non va c’è bisogno di tempo: per questo dovresti scrivere la bozza almeno un paio di giorno prima della consegna.

Il tempo crea un certo distacco tra la tua mente e le parole, rendendo evidenti ciò che prima ignoravi.

Ovviamente non esistono tempistiche certe: cerca di capire cosa funziona meglio per te.

2. Stampa (o trasferisci su e-reader)

Ok, stampare è una scelta poco eco-friendly: se puoi evitare, fallo. Un’alternativa è un buon e-reader, come Kindle o Kobo.

Sai perché il proofreading non andrebbe fatto al computer?

La lettura digitale è molto più faticosa per gli occhi, più frammentata e facilita la distrazione.

Mentre stai leggendo ti arriva una notifica, apri l’ultima e-mail o finisci senza motivo su YouTube.

Leggere su carta o comunque su un dispositivo dedicato, come un e-reader, permette invece di concentrarsi al massimo.

3. Elimina tutto il superfluo

Quando hai il tuo foglio oppure il tuo e-reader davanti leggi con attenzione più di una volta.

A ogni rilettura elimina ogni frase, parola, virgola di troppo: cerca l’essenzialità per non perdere il ritmo e, quindi, l’attenzione delle persone.

Il superfluo appesantisce la lettura e in un Paese come il nostro dove si legge pochissimo, capisci, è una scelta azzardata.

Mantieni le informazioni essenziali per la comprensione, riduci gli esempi se sono troppi – stesso discorso per le metafore.

Durante la correzione bozza

1. Cerca un problema alla volta

Ti consiglio di lasciare il tuo testo da parte ancora per un po’. Sì, un buon post necessita di tempo: è questo il segreto.

È molto probabile che, ora, il tuo foglio sia pieno di cancellature – oppure che il tuo Kindle sia zeppo di parti sottolineate.

Hai fatto una prima pulizia, ora è il momento di completare l’opera.

Non ti stancare di rileggere finché non sei abbastanza soddisfatto di ciò che leggi. Ti avviso, forse non lo sarai mai del tutto.

(Può tornarti molto, molto, molto utile avere qualcuno che dia un’occhiata al posto tuo).

In ogni caso, mentre leggi, non tentare di correggere tutto a tutti i costi: concentrarti su un aspetto alla volta (formattazione, grammatica, ortografia).

2. Controlla dati, fatti e citazioni

Ci sei, hai un testo quasi perfetto. Yes, “quasi”: manca un’ultima ondata di proofreading a levigare tutto.

Però, occhio, anche questo penultimo passaggio è di importanza cruciale: prima hai controllato di aver scritto tutto bene, ora ti devi assicurare di non aver fatto erroroni (-oni, -oni).

Hai presente quelli che scatenerebbero commenti tipo “Il mio falegname con 3 euro lo avrebbe fatto meglio”? Ecco.

Per questo, forza e coraggio, parti per quest’altra tappa del viaggio del proofreader. Armati di:

  • Google
  • fonti ufficiali
  • libri

e quant’altro possa servirti per confermare la correttezza dei contenuti che hai riportato nel tuo post, articolo o saggio.

Ti lascio qualche consiglio:

3. Riposa, rileggi, repeat

Aspetta, aspetta: te lo prometto, hai finito. Ti tocca ancora chiudere il computer, andare più lontano possibile (magari al mare) e poi sederti di nuovo.

Eccola, la tua routine: niente male, no?

Con gli occhi comprensibilmente sanguinanti, dai – si spera – un’ultima lettura al testo. Ma se noti nuovi errori, che chissà come mai spuntano sempre, ti tocca correggere.

Tuttavia, lo so, sarai stato così bravo che a questo punto il tuo post sarà perfetto.

Allora sì, ora puoi: pubblica.

Conclusioni

Ci siamo, abbiamo finito.

Insomma, quindi, hai capito con cos’ha a che fare il proofreading?

  • Leggere, tante volte e tanto bene (magari piano)
  • Riscrivere frasi poco chiare e poi riscriverle ancora
  • Correggere: punteggiatura, grammatica, lapsus e altro che ora dimentico
  • Formattare meglio il testo, fino alla perfezione (e oltre).

Tutto chiaro?

Fammi sapere nei commenti quali sono le strategie di correzione bozze che usi tu, quando devi scrivere qualcosa di importante.