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  • 11 Ott 2019

Strategie vincenti per ottenere backlinks senza outreach

Non è un segreto che in passato fare SEO significava sostanzialmente ottenere backlinks al proprio sito e così è…

Strategie vincenti per ottenere backlinks senza outreach

Quick links

Non è un segreto che in passato fare SEO significava sostanzialmente ottenere backlinks al proprio sito e così è stato per diversi anni.

Con il passare del tempo, gli algoritmi di Google sono molto cambiati e i SEO Specialist si sono concentrati anche sui fattori On-Page, velocità di caricamento, user experience, scansionabilità delle pagine e molto altro.

Oggi (come in passato) è ancora possibile ottenere la prima posizione senza alcun backlink, ma entrano in gioco molte variabili, tra cui in primis la competitività della nicchia di mercato.

Nonostante tutti i cambiamenti degli ultimi anni, la SEO Off-Page, ossia i links e tutto quanto è esterno al sito, gioca un ruolo ancora decisivo nel determinare la visibilità di un sito nelle SERP di Google.

Proprio per questo, allo stato attuale, riuscire a ottenere links verso il nostro sito è sicuramente un lavoro importante per migliorare il posizionamento su Google, soprattutto in settori particolarmente competitivi.

Prima di iniziare a ottenere un backlink verso il proprio sito è fondamentale assicurarsi di essere pronti, ma vediamo esattamente in che modo.

Uno degli errori più comuni nei siti di principianti è l’assenza di reindirizzamenti tra le varie versioni del sito, ossia visitando http://esempio.it non si viene mandati automaticamente su https://www.esempio.it perché non è stato predisposto un redirect 301 adeguato.

Per compiere questa operazione, ad esempio, nel file .htaccess di Apache basta aggiungere:
RewriteEngine on
RewriteCond %{HTTP_HOST} !^www\.(.*)$ [NC]
RewriteRule ^(.*)$ https://www.esempio.it/$1 [L,R=301]

Puoi verificare la situazione del tuo sito usando un tool gratuito come httpstatus.io per tracciare il funzionamento corretto dei reindirizzamenti.

redirect 301 su Yahoo

In ottica di link building, senza questo accorgimento, il tuo sito potrebbe ricevere alcuni backlinks naturali verso un URL e altri verso lo stesso URL senza www o senza https, risultando nella pratica due indirizzi diversi.

Questa situazione, oltre a una dispersione di link juice (valore passato dal link alla pagina di destinazione), provoca anche problemi di contenuti duplicati che andrebbero assolutamente evitati.

La seconda questione a cui fare attenzione prima di iniziare qualsiasi campagna di acquisizione links, è la verifica di usare la “canonicalizzazione” su tutte le pagine del sito, per assegnare comunque link juice all’URL corretto in caso di eventuali contenuti doppi.

Per assicurarsi quindi di avere nel sito una sola versione corretta ed ufficiale di uno specifico contenuto, basta inserire nella sezione la seguente riga:
<link rel=”canonical” href=”https://www.esempio.it/pagina.htm” />

 

esempio di rel canonical in codice HTML

A questo punto possiamo iniziare a ottenere i primi links verso il nostro sito ed esistono decine e decine di metodi diversi, con il solo limite della propria creatività, ma di seguito vedremo quelli più semplici per chi parte da zero.

Il metodo principe per fare link building e probabilmente uno dei più antichi è sicuramente il cosiddetto “outreach”, ossia il contatto con altri webmasters per chiedere di inserire un backlink verso il nostro sito.

Si tratta di una delle situazioni più odiate e evitate da chi inizia, anche se effettivamente procura grandi risultati se il metodo viene applicato nel modo giusto.

Il primo motivo di dissuasione è sicuramente la frustrazione di non ricevere alcuna risposta, magari rimanendo in attesa per giorni o persino settimane con la speranza che l’interlocutore sia soltanto occupato.

Se dovessimo invece avere la fortuna di essere presi in considerazione, c’è sempre la paura del rifiuto e in questo caso è giustificata, dato che generalmente una campagna di questo tipo procura, nella migliore delle ipotesi, solo un 10-30% di risposte positive.

In terzo luogo, questo tipo di strategia di link building richiede tempo sia per l’identificazione dei siti target, sia per la discussione con l’interlocutore sui termini dell’accordo, senza dimenticare poi l’attesa per verificare l’avvenuto inserimento del link nel sito.

Ciò significa che l’outreach non è di certo un metodo immediato né veloce, ma d’altra parte se fatto nel modo corretto può procurare grandi vantaggi in termini di link di altissima qualità e soprattutto contestuali all’argomento del proprio sito.

Nella mia esperienza i motivi che generalmente provocano pessimi risultati in una campagna di outreach sono legati al tentativo di automatizzare il processo.

Se pensiamo a come interagiamo ogni giorno con la nostra casella di posta elettronica, possiamo fare caso al fatto che cestiniamo immediatamente molte e-mail solo perché non sono minimamente personalizzate e ci sembrano semplicemente SPAM, come nell’esempio sottostante.

esempio di messaggio inefficace

Per dare un tocco di maggiore interesse, basterebbe usare un oggetto accattivante e inserire il nome del destinatario nel corpo del messaggio, dato che la cura del contenuto del messaggio è essenziale perché deve fornire un reale motivo all’interlocutore per essere interessato alla nostra proposta.

Questa persona deciderà di pubblicare un link o un contenuto altrui solo se riterrà concretamente che il nostro contenuto o link possa essere di grande utilità per i propri lettori.

Vediamo invece un esempio di proposta vincente che potrebbe avere buone probabilità di essere considerata dal destinatario.

esempio di messaggio vincente

In questo esempio è evidente che non si tratta di un messaggio automatico e sussiste un reale interesse nella collaborazione, con un vantaggio reciproco: un backlink per il mittente e un contenuto utile per i lettori del destinatario.

A questo punto sarà ormai chiaro cosa è e come funziona l’outreach, con tutte le sue complessità per il raggiungimento dell’obiettivo.

Possiamo adesso procedere ad analizzare i metodi di link building che con l’outreach non hanno nulla a che fare.

Non si tratta di una vera e propria strategia diretta, perché è naturale che nel momento in cui il nostro sito offre contenuti di altissima qualità venga automaticamente linkato da altre persone.

D’altra parte, dobbiamo essere realisti e se questa situazione può accadere in molte nicchie di mercato, soprattutto in Italia è un fenomeno ridotto, a mio avviso a causa del numero di blog molto inferiore rispetto all’estero.

L’esempio classico è quello del principiante che crea decine di contenuti fenomenali e non vedendo links o risultati nel giro di 6 mesi si scoraggia e abbandona il progetto. La causa dell’insuccesso non è di certo da ravvisare nel contenuto pubblicato, ma al contrario nell’assenza di una strategia più sostenibile di acquisizione backlinks.

In parole povere, non è consigliabile affidarsi a questo metodo come unica strategia di link building, anche se l’obiettivo di pubblicare esclusivamente articoli di qualità è e sempre sarà imprescindibile, dato che è un’operazione per farci apprezzare dal nostro pubblico, prima che dai motori di ricerca.

Ma cosa sono i fantomatici contenuti di qualità?

Per non essere retorici, un contenuto è davvero di qualità quando lascia il segno, viene ricordato, condiviso sui social network in modo virale o comunque riesce a suscitare un forte interesse nel pubblico.

Per essere ancora più concreti, spesso queste caratteristiche si ritrovano in vere e proprie guide oppure in articoli che includono elementi multimediali.

Vediamo subito qualche esempio.

Infografiche

L’infografica è una rappresentazione visiva di dati e generalmente ha a che fare con statistiche o checklist che creano un impatto immediato nel lettore, grazie alla cura grafica e all’originalità nella rappresentazione delle informazioni.

Il fatto che questi contenuti siano immagini li rende facilmente condivisibili sui social network, riuscendo potenzialmente a creare un effetto virale.

Testi con GIF animate rilevanti

Recentemente va sempre più di moda l’utilizzo di GIF animate per presentare brevi sequenze di operazioni, soprattutto nel mondo tecnologico. Ad esempio è possibile creare un’animazione per mostrare come funziona il motore di un’automobile o la respirazione nel corpo umano.

Si tratta di contenuti così particolari e d’impatto che risultano essere molto apprezzati dal pubblico che per l’entusiasmo decide di condividerli con i propri conoscenti.

Guide di oltre 2000 parole

Non è un segreto che le guide approfondite contengono così tante informazioni da risultare utili a chi sta svolgendo una ricerca per risolvere un problema o capire a fondo un argomento complesso.

Proprio per questo gli articoli di oltre 2000 parole si propongono come vere e proprie risorse al servizio del pubblico per rispondere a un’esigenza formativa e tendono a essere condivise con maggiore facilità rispetto ai classici post.

Casi studio e ricerche con numeri e dati oggettivi

L’ultima tipologia di contenuti che risulta essere in cima alle preferenze del pubblico è il cosiddetto ‘caso studio’ o qualunque contenuto che riporti dati e statistiche.

Tali articoli diventano vere e proprie fonti per ulteriori approfondimenti da parte di giornalisti o blogger nel medesimo settore, considerando che una delle regole fondamentali in questo campo è la citazione dell’origine dei dati.

Social network

Uno dei metodi più sottovalutati, ma ancora efficaci, è l’uso delle proprietà che già abbiamo o che possiamo costruire ad hoc.

In particolare, è ormai essenziale avere account a nome del nostro brand su un social network come Twitter e nella maggior parte dei casi viene offerta la possibilità di inserire il link diretto, anche se di tipo nofollow.

Per fare qualche esempio, puoi creare account inserendo il link al tuo sito su:

  • Twitter
  • Pagina Facebook
  • Instagram
  • Pinterest

Ad esempio vediamo di seguito un esempio di link nella sezione bio di un account Twitter.

Twitter BIO

Purtroppo questo metodo è di scarsa diffusione o comunque non produce risultati perché spesso ci si ferma alla creazione del profilo che viene poi abbandonato.

Al contrario, con un costante utilizzo, interazioni e crescita di followers, è possibile ottenere nel giro di pochi mesi un account autorevole nella propria nicchia di mercato, aumentando il valore del link che avevamo inserito qualche tempo prima e procurando vantaggi al nostro sito, soprattutto in ottica di trust.

Proprietà Web 2.0

Un’altra possibilità molta sottovalutata è l’uso delle cosiddette Web 2.0 properties, ossia quelle piattaforme gratuite che consentono di avviare un blog, usando un sottodominio di un forte brand.

Ecco una breve lista delle più famose:

  • WordPress.com
  • Tumblr.com
  • Blogspot.com
  • Medium.com

Ad esempio vediamo di seguito un esempio di link contestuale in un profilo del sito Medium.com

Profilo Medium

Ovviamente non è consigliabile creare decine di blog solo per inserire links, perché, oltre a rischiare di passare alla Black Hat SEO, si disperderebbero gli sforzi e l’interesse nell’aggiornamento periodico.

Al contrario, è possibile focalizzarsi su una o due proprietà al massimo, per pubblicare periodicamente articoli rilevanti con il proprio sito principale e qualora fosse il caso, inserendo un link diretto verso una pagina di approfondimento già presente nel proprio sito.

Anche in questo caso, non bisogna abbandonare questi blog, ma cercare di aggiornarli con periodicità e soprattutto interagire con commenti o qualsiasi altro modo che possa farli notare, per aumentarne l’autorevolezza e di conseguenza il link juice passato al nostro sito principale.

Per concludere, nonostante l’outreach resti una delle strategie più efficaci per fare link building, abbiamo visto degli approcci alternativi che sono comunque in grado di procurare backlinks al nostro sito anche partendo da zero, senza alcuno storico alle spalle.

Articolo scritto da Federico Magni di www.seoprof.it.