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  • 05 Feb 2019 (Aggiornamento)

Google ha un nuovo algoritmo. Elabora le Serp come un essere umano

Rispondere sempre meglio alle richieste degli utenti resta la mission di Google. Per migliorare sempre di più la risposta…

Google ha un nuovo algoritmo. Elabora le Serp come un essere umano

Rispondere sempre meglio alle richieste degli utenti resta la mission di Google. Per migliorare sempre di più la risposta alle richieste degli utenti, Google sta rilasciando il nuovo algoritmo che cambierà per l’ennesima volta i fattori di ranking attraverso i quali i siti web guadagno o meno le posizioni migliori in Serp, per frasi di ricerca e le conseguente posizionamento Google. La novità è descritta nel documento rilasciato da Google Research al link Ask the right question e riguarda il modo di concepire e formulare le query da parte dell’utente, poi prese in esame dall’algoritmo di classificazione.

Il nuovo algoritmo di Google cambierà il modo di concepire la SEO.

La novità del nuovo algoritmo è che è di tipo esperenziale, cioè apprenderà automaticamente – Reinforcement learning approach -analizzando le query, riformulandole e ponendo al motore altre domande correlate. Alla fine sarà lui a scegliere le risposte migliori tra le diverse serie di link forniti dall’algoritmo di classificazione.

Ecco come funzionerà il nuovo meccanismo di creazione delle SERP.

L’utente formula la query al motore di ricerca. Il nuovo algoritmo di apprendimento automatico la riceve e la riformula in più domande correlate, le sottopone all’algoritmo di classificazione che elabora la classifica e la sottopone all’algoritmo di ranking. Quest’ulimo elabora la SERP ma la restituisce all’algoritmo di apprendimento. Sarà lui che sceglierà tra quelle fornite, la risposta migliore tra quelle offerte. In pratica rielaborando la Serp e restituendo all’utente i risultati ritenuti migliori e più pertinenti rispetto alla semantica della query originale.

Di fronte a esigenze informative complesse – dicono a Mountain view -, gli esseri umani superano l’incertezza riformulando le domande, rilasciando ricerche multiple e aggregando le risposte. Ispirati dalla capacità dell’uomo di porre le domande giuste, presentiamo un “agente” che impara a svolgere questo processo per l’utente”.

L’algoritmo è il risultato di un metodo di apprendimento automatico chiamato Reinforcement learning. Questo tipo di algoritmi sono  stati utilizzati in passato per insegnare ai videogiochi come interagire con l’utente. È chiaro per tutti che il nuovo algoritmo stravolgerà la SEO, perché ci sarà un soggetto elettronico intelligente tra l’utente e il motore di ricerca che prenderà decisioni sulla base dell’esperienza intellettiva dell’utente. La non novità più importante è che i fattori tradizionali di ranking, sopratutto i link e la link building, perdono ancora più peso e saranno sempre meno rilevanti per la conquista della posizione migliore, perché quella posizione sarà assegnata dal nuovo algoritmo esperenziale e non da quello di ranking