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Ecco come lavorare da freelance all’estero

Ti ho già detto in questa guida al lavoro freelance, quali sono le migliori professioni da svolgere in autonomia…

Ecco come lavorare da freelance all’estero

Ti ho già detto in questa guida al lavoro freelance, quali sono le migliori professioni da svolgere in autonomia e ti ho anche detto in questo altro post qual è per il modo migliore di fare il freelance senza Partita IVA, pur pagando le tasse. Ma finora quello che sai riguarda il modo in cui puoi fare il freelance in Italia.

Adesso, invece, ti suggerisco alcuni consigli e trucchi essenziali per dare il via alla tua carriera da freelance in un altro paese con fiducia, affrontando la burocrazia e gli uffici delle imposte, sapendo quali sono le competenze necessarie per avere successo.

Lavorare da freelance all’estero

Prima di scegliere la meta estera da dove lavorare da freelance, ci sono alcune condizioni di base da soddisfare:

  • Devi conoscere bene almeno la lingua inglese
  • Devi avere un visto di ingresso breve o a lungo temine per i paesi extra UE
  • Devi dotarti di un’assicurazione sanitaria
  • Devi essere sicuro di trovare facilmente una connessione WiFi veloce

Senza la conoscenza della lingua inglese hai poche chance di fare il freelance

Conoscere bene l’inglese è ormai una condizione quasi imprescindibile per lavorare in Italia, figurarsi all’estero. Anche se dovessi scegliere un paese nel quale la lingua ufficiale non è l’inglese, è molto probabile che quello che hai scelto sia un luogo anglofono o i cui abitanti hanno appreso l’inglese da fonti come la Tv o il cinema (tieni conto che l’Italia è uno dei pochissimi paesi in cui i film non sono proiettati in lingua originale, cioè l’inglese). In questo caso, l’inglese ti serve per risiedere bene all’estero a prescindere dal fatto che, nella maggior parte dei casi sia in Italia che all’estero, un freelance lavora con committenti con cui comunica regolarmente in lingua inglese. Esercitati sempre con l’apprendimento della lingua inglese in tutti i modi possibili. O frequentando un corso madrelingua, o guardando film in lingua originale o frequentando amici che parlano regolarmente in inglese.

Ecco come fare per viaggiare regolarmente da freelance con un visto per l’estero

L’Italia non impedisce a nessuno di spostarsi per lavoro in un altro paese, a parte il fatto di non avere carichi penali. Prima di pensare qualsiasi cosa è buona norma recarsi al consolato del paese straniero nel quale hai intenzione di trasferiti, per chiedere un visto di ingresso. La maggior parte degli Stati riconoscono la cittadinanza o il permesso di soggiorno a lungo termine, se sei coniugato/a con un cittadino/a del paese nel quale vuoi trasferiti o che ha diritto di residenza.

In genere, per ottenere un visto di lavoro in un paese estero è necessario avere un’offerta o contratto di lavoro scritto e firmato da una società che risieda in quel paese. Ma sono sempre più numerosi i paesi nei quali si stanno sviluppando politiche migratorie speciali, pensate per accogliere lavoratori stranieri freelance che svolgono libere professioni senza contratto.

Le regole variano da paese a paese in base al tipo di politica di accoglienza adottata ma molti sono orientati ad offrire una sorta di visto freelance, che consente di lavorare e risiedere legalmente anche senza contratto di lavoro. In Europa, la Francia e la Germania hanno questo tipo di visto. Altri paesi, invece, sono totalmente aperti. Gli Emirati Arabi Uniti, ad esempio, hanno previsto “zone franche economiche” a Dubai, nelle quali un libero professionista dall’estero può facilmente iniziare la sua attività, senza nemmeno essere tenuto a pagare l’imposta sul reddito. In tutti gli altri casi, dopo aver ottenuto il visto d’ingresso dovrai provvedere a registrare il tuo lavoro da freelance, presso l’ufficio commerciale locale.

Il visto di entrata ha un costo che varia da paese a paese. In genere, un visto d’ingresso costa da 100 a 400 euro.

La maggior parte dei visti di viaggio ti consente di rimanere in un paese per 3 mesi. Se rimani solo per 3 mesi sarai considerano un viaggiatore, pur continuando a svolgere la tua attività. Ma se rimani oltre i 3 mesi, ed entro i 6 mesi, devi chiedere il visto da freelance e registrare la tua attività per pagare le imposte sul reddito nel tuo paese di residenza. Altrimenti incorri in gravi sanzioni.

L’assicurazione sanitaria per un paese estero

Tra le cose necessarie da avere per poter lavorare da freelance all’estero oltre al Passaporto valido e al visto d’ingresso, c’è l’assicurazione sanitaria privata. Anche se stai andando in un paese con un servizio sanitario nazionalizzato, dovrai essere residente per diversi mesi prima di poterne usufruire. Molto spesso dovrai dotarti di un’assicurazione sanitaria privata internazionale. Siti come World Nomad e IMG Global offrono piani personalizzati per i viaggiatori. Puoi anche cercare preventivi su nowcompare.com e expatfinder.com.

Assicurati di avere disponibile una connessione veloce WiFi

Alcune professioni sono più adatte di altre per il lavoro da freelance a distanza. Tuttavia, sono tutte professioni che hanno assoluto bisogno di una connessione WiFi per le call di lavoro con gli altri colleghi, per sviluppare progetti al computer, per inviare velocemente file di diversi megabyte. Quindi, ovunque tu abbai intenzione di andare, assicurati di avere disponibile una connessione Wi-Fi.

Come puoi essere pagato per il lavoro freelance all’estero?

Ci sono molte opzioni per essere pagato all’estero per le tue mansioni da freelance. Puoi utilizzare i servizi bancari internazionali come Western Union, MasterCard o Paypal. Ma il vero problema è essere in regola con le tasse e avere sempre chiaro il tasso di cambio applicato dalle diverse istituzioni finanziarie. TransferWise è la soluzione per la zona Dollaro, Euro, Sterlina. Puoi avere un conto senza confini e la gestione di 27 valute diverse.

La sede di lavoro all’estero. Lo spazio di co-working

Una delle parti più belle del lavoro da freelance è la libertà. Non c’è nessuna sede fissa, nessun orario, nessun capo dal quale essere controllato. Per paradosso, l’unico inconveniente è proprio la solitudine. Se non ti va di lavorare da solo da casa, la soluzione è lo spazio coworking.

Gli spazi co-working replicano efficacemente l’ambiente dell’ufficio con il WiFi e il servizio caffè, senza le seccature dell’ufficio. Tra l’altro i co-working sono diventati ottimi spazi di socialità, che offrono nuove occasioni di lavoro e la possibilità di sviluppare in comune idee, conoscenze e competenze nuove. Per trovare spazi di co-working vicino a te prova WeWork o fai una normale ricerca localizzata su Google per “spazi di coworking

Come fai a determinare la tua tariffa di lavoro freelance?

Il primo errore da non commettere è quello di sottovalutarti o sovraccaricarti di lavoro. Sei in un mercato competitivo ma più che puntare su una tariffa inferiore ai tuoi concorrenti, devi cercare di essere affidabile, puntuale, efficace. Punta sul tuo profilo web, sui tuoi strumenti web. Punta sulla descrizione dellla tua attività da freelance nella tua scheda Google business, sullo storytelling nel tuo sito web, sui tuoi account social per difondere le tue competenze. Punta sulle recensioni dei tuoi clienti. Sono utilissimi feedback che ti regalano credibilità e affidabilità, da vendere agli altri tuoi nuovi clienti. Più sei puntuale e preciso, più i tuoi clienti lo apprezzeranno. La professionalità è un requisito più apprezzato di una tariffa sottocosto. Un principio che vale sia in Italia, sia all’estero.