Seleziona una pagina

In questo post scopriamo la storia di Jeff Goins, che da direttore marketing è diventato uno scrittore best-seller e ha guadagnato migliaia di dollari.

Chiunque scriva è in guerra. Si tratta di una guerra interna, sottile, quasi invisibile: è l'ostacolo principale per diventare uno scrittore.

(Non importa cosa si scriva: blog, articoli di giornale, libri). 

È la guerra contro il foglio bianco.

Tutti scriviamo e tutti ci siamo passati. Che tu scriva libri oppure il tuo blog o dei report aziendali sai benissimo di cosa sto parlando. Di quel momento in cui ti siedi e inizi a fissare l'immensa distesa bianca che ti trovi di fronte agli occhi.

Il blocco dello scrittore è il nostro principale nemico, pensala così. Ci sono diverse tattiche per vincerlo: alcune funzionano, e bene, altre no.

Per nostra fortuna, però, ci sono persone come Jeff Goins. Oggi ha un suo blog e guadagna decine di migliaia di dollari.

Prima di tutto…

Chi è Jeff Goins?

Jeff Goins

Jeff Goins

È più cose, ma per iniziare diciamo che è uno scrittore.

Scrive un blog e ha scritto diversi libri, sia e-books che cartacei. Ciò che caratterizza Jeff è che insegna agli altri come diventare uno scrittore professionista.

A 27 anni la sua vita è letteralmente cambiata.

Lavorava come direttore del marketing in un'azienda. Amava scrivere, aveva sempre sognato di diventare uno scrittore, ma non era più tempo di sogni: era un adulto.

Insomma, sì, sarebbe stato bello diventare uno scrittore, guadagnare e vivere scrivendo. Ma continuava a ripetersi: “Non succederà mai”.

Il suo errore era proprio quello.

Lo ha capito parlando con un suo amico, che gli aveva chiesto: “Qual è il tuo sogno, Jeff?”.

“Non ne ho”, gli rispose. “Vorrei fare lo scrittore, ma è impossibile”.

“Jeff, tu non devi voler fare lo scrittore. Tu sei uno scrittore. Devi solamente scrivere”.

Questa è stata la discussione decisiva per convincerlo ad aprire il suo blog. Ha passato un anno a intero a scrivere, anche due o tre volte al giorno, e ha pubblicato qualcosa ogni giorno.

Dietro la sua decisione, c'è quella che è…

La lezione FONDAMENTALE per chi vuole diventare uno scrittore

Iniziare a pensare di essere uno scrittore professionista.

Sembra scontato, ma in realtà non lo è. Ecco perché rendersene conto può cambiare radicalmente l'approccio di ciascuno.

“Quando ho iniziato a farlo”, racconta Jeff, “ho preso la scrittura più sul serio e ho iniziato a lavorare meglio”

Devi sapere che lui aveva già un blog. Abbandonarlo non è stato semplice: sai che dietro un progetto, qualunque esso sia, c'è sempre tanto lavoro.

Jeff ha capito una cosa: era uno scrittore amatoriale.

Pensava da scrittore amatoriale. Si comportava da scrittore amatoriale. Di conseguenza, scriveva da scrittore amatoriale.

Aprire un nuovo spazio, dove iniziare da zero, gli ha dato una spinta importante per diventare un professionista.

Ma come ha fatto a guadagnare?

Dopo un anno di duro lavoro, nel quale Jeff ha regalato tanto valore, è riuscito a costruirsi una robusta mailing list. Aveva circa 10mila contatti, ma non sapeva bene che farsene.

Guadagnava poco, giusto qualche centinaio di dollari. (Niente, rispetto a quello che guadagna oggi). Aveva una Ferrari tra le mani, senza saperlo, e la guidava come una utilitaria.

L'accelerata è arrivata dopo un consiglio molto semplice: chiedere alle persone cosa volessero.

Lasciamo che te ne parli lui:

“Ho fatto un sondaggio tra i miei lettori, domandando cosa desiderassero da me. Per mia sorpresa molti di loro mi hanno risposto che avrebbero pagato per avere i miei consigli in un e-book o in un video-corso. Ho messo insieme un PDF e ho iniziato a farlo pagare.

Ho inviato una mail ai miei iscritti, scrivendogli che offrivo l'e-book a $2,99. Con quel primo e-book ho fatto $1,500 in un week-end. Era la metà del mio stipendio mensile. Non potevo crederci.

 

Quei soldi mi hanno cambiato la vita, perché mi hanno dimostrato che era possibile guadagnare”

I guadagni sono aumentati, di volta in volta:

  • Con il suo secondo e-book, “You Are a Writer: So Start ACTING Like One”, ha guadagnato $16,000
  • Con il corso su come costruire un pubblico on-line, invece, ha incassato $25,000 al primo lancio e $36,000 al secondo, cinque giorni prima di Natale

tribe writers screenshot

Intanto, mentre gestiva il suo blog per il secondo anno, ha scritto due libri cartacei (Wrecked e The Art of Work). La sua autorità, ovviamente tra gli aspiranti scrittori, il suo pubblico, ha conosciuto una incredibile impennata.

La regola NUMERO UNO per diventare uno scrittore e vivere scrivendo

“Quando inizi a dire che sei qualcosa, cambi”

Lo ripete spesso, Jeff: che tu voglia diventare uno scrittore, un imprenditore oppure un medico è un consiglio validissimo.

Ma basta?

Ovviamente no. Quando apri un blog, oppure un business in generale, vorresti occuparti di tutto. È la stessa cosa che è capitata a Jeff:

“Volevo l'attenzione dalla gente, ma non ero concentrato sul dare”

Inizia a pensare meno a te stesso.

Se vuoi attenzione, devi dare attenzione. Devi aiutare le persone, devi renderti utile. Funziona così in qualsiasi ambito.

Chiaro, non puoi dare qualunque cosa al tuo pubblico. Devi dargli ciò che vogliono:

devi trovare un focus.

La scrittura è arte, ma non solo: è comunicazione. Devi avere ben chiaro cosa vuoi dire, come lo vuoi dire e a chi vuoi dirlo.

Ma come si fa a scegliere il nostro focus?

È una scelta che può portare ansia: è il focus giusto? Non è facile saperlo in anticipo, in effetti. Jeff, per esempio, lo ha capito dopo diversi anni di blogging:

“All'epoca avevo un piccolo pubblico, forse 25 o 50 persone. Facevo attenzione a cosa rispondessero. Ho notato che ogni volta che parlavo di scrittura, di come non sembrare stupido quando si scrive qualcosa, e così via la risposta era di 5 o 10 volte maggiore rispetto a un articolo sulla leadership o la motivazione”

Jeff non sta parlando di un singolo argomento sul quale scrivere, martellando, giorno dopo giorno. Rischi di far annoiare i tuoi lettori, dopo un po'. Ti serve sviluppare una visione del mondo, una lente attraverso la quale guardare il mondo.

Una visione del mondo si scopre, non si sceglie. È un lavoro che puoi fare solo tu. Prova a pensare, per esempio, a cosa ti dà fastidio riguardo un certo argomento: ecco, puoi provare a iniziare a parlare di quello.

I 3 consigli di Jeff per lasciare il lavoro e inseguire il tuo sogno

1. Conosci te stesso

Parker Palmer, un autore e attivista che si occupa di educazione, community, leadership e spiritualità, ha scritto:

“Prima di dire alla vita cosa voglio farci, devo ascoltarla per farmi dire chi sono”

La vita di Jeff “gli ha detto” che era uno scrittore. Ma ci ha messo tempo per ascoltarla e mettere in pratica quello che aveva capito.

Prenditi del tempo, quindi, concentrati e capisci chi sei davvero.

Scegliere male rovinerebbe i tuoi piani. Non avere fretta.

2. Sfrutta il tuo ambiente

Aspettare l'occasione giusta è la migliore scusa per rinviare le migliori decisioni. Una volta che sei convinto di qualcosa, trova un modo e falla.

Sfrutta qualcosa a cui hai già lavorato oppure un progetto a cui ti stai dedicando.

Il primo prodotto di Jeff, per esempio, è basato su un discorso che ha tenuto, gratis, per un'università locale.

3. Costruisci un ponte

Metti un mattoncino alla volta, non guardare troppo in là. Almeno, non da subito. Fai piccoli passi, evitando di lanciarti nel buio.

Jeff richiama il concetto di Minimum Viable Product di Eric Ries. Costruisci qualcosa di piccolo, che non ti porti via troppo tempo e ti permetta di capire se è quella la strada giusta.

Se la risposta è affermativa, continua a costruire. Calibra meglio il tiro, migliora il tuo prodotto e pensane di nuovi.

Bonus: Come lavora Jeff (+ 2 consigli su ispirazione e procrastinazione)

La scrivania di Jeff Goins (Copyblogger)

La giornata di Jeff inizia appena sveglio. Scrive di mattina presto, quando è concentrato al massimo.

Usa un MacBook Pro da 13″ e, talvolta, una vecchia macchina da scrivere. I programmi che usa sul Mac sono TextEdit, già incluso in OSx, e Ommwriter – “quando voglio liberarmi dalle distrazioni”.

(Il sottofondo musicale, di solito, è Spotify. Preferisce la musica “ambient” – in particolare, la playlist “Explosions in the Sky“).

La mattinata continua con la lettura. Passa almeno un'ora a leggere, senza pretendere necessariamente di imparare qualcosa. Lo fa perché gli piacciono i buoni libri.

(E magari, poi, può capitare di rubare qualche “segreto del mestiere”).

[Prima di scrivere], a volte, prego. Più spesso, dico a me stesso di chiudere il becco e scrivere

Non è importante quanto e per quanto tempo scrive. (Anche se in genere, dice, scrive per almeno 2-3 ore). Il suo sistema di lavoro è insieme rigido e flessibile:

  • rigido, perché s'impone, appunto, di scrivere ogni giorno, senza fermarsi
  • flessibile, perché non ha un limite di parole: anche poche sono un successo

Jeff pensa che la perserveranza sia la caratteristica principale di un grande scrittore. Se si vuole scrivere di più e meglio, c'è solo una strada: fare pratica, di continuo.

(Stando ai suoi straordinari risultati, ha fatto abbastanza pratica).

Sì, stai pensando che ci sono giorni in cui non riesci a scrivere niente e altri, invece, in cui rimandi all'infinito.

Lascia che sia Jeff Goins a dirti la sua su procrastinazioneispirazione

“Non credo nel blocco dello scrittore. C'è una differenza tra essere bloccati ed essere vuoti.

Alcune volte quando ci sentiamo bloccati, abbiamo bisogno di fare altro che non sia scrivere. Altre volte abbiamo solo paura.

Esorto le persone a non preoccuparsi se non sono abbastanza bravi. “Essere bravi” è sempre una questione soggettiva, che dipende da genere, pubblico e contesto.

James Joyce era criticato dai contemporanei. Time Magazine, di recente, l'ha votato come una delle 100 persone più influenti del 20esimo secolo.

La mia musa, fine, è la convinzione che non scrivo solo per me stesso“.

“Se posso procrastinare o fare qualcos'altro oltre a scrivere, lo faccio.

Così mi metto in una situazione nella quale devo scrivere per forza. Significa avere una data di scadenza o dover andare in un posto senza WiFi”.

 

Felice Lanzaro

Share This