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Il viaggio dell’eroe: trasforma la tua storia in un film di Hollywood

Rendi il tuo copywriting ancora più efficace attraverso il viaggio dell'eroe.

Il viaggio dell’eroe: trasforma la tua storia in un film di Hollywood

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Stai perdendo un bel po’ di soldi, proprio in questo momento.

Sai perché?

Non sai come applicare il viaggio dell’eroe alle tue storie e, per questo motivo, non riesci a comunicare in modo efficace i tuoi valori a chi ti segue.

Secondo una ricerca di Origin, lo storytelling (fatto bene) ti permette di aumentare i profitti tra il 5 e l’11%. 

In poche parole, se guadagni 40mila euro ne stai lasciando 4mila per strada!

Però… c’è un problema: raccontare storie è per tutti, ma non è per tutti.

Le persone lo fanno ogni giorno: sia nelle realtà che con l’immensa quantità di strumenti digitali a loro disposizione (Instagram Stories, pagine Facebook, canali Youtube…).

Tuttavia pochi sanno raccontare buone storie, ovvero storie magnetiche, che ispirino all’azione e tengano attaccati allo schermo.

Proprio come uno dei tuoi film preferiti, no?

Harry Potter, Il signore degli anelliMatrix: tutti questi film (e altri ancora), che probabilmente hai visto e rivisto, hanno un segreto in comune.

È uno degli ingredienti del loro immenso successo.

Lascia che ti racconti.

Attenzione: questo post contiene tecniche di narrazione avanzate, sei pronto a diventare uno storyteller migliore?

“Hero’s Journey”: come convertire la propria storia in mito

Nel 1949 Joseph Campbell ha pubblicato “The Hero with a Thousand Faces” (L’eroe dai mille volti, in italiano).

Campbell, studioso di mitologia, ha elaborato in questo libro la teoria del monomito, ovvero del viaggio dell’eroe.

Ha adottato un metodo completamente diverso da quello dei suoi colleghi: mentre gli altri cercavano differenze, lui cercava similitudini.

In sostanza, studiando i grandi miti dell’umanità, fin dall’antichità, Campbell ha rintracciato una struttura ricorrente: un percorso comune che ogni protagonista affronta.

Il protagonista è un eroe.

Attenzione, per “eroe” intendiamo un archetipo: può essere sia una persona che, per esempio, un’azienda.

L’importante è il “viaggio” che intraprende, che lo porta da un punto di partenza a uno di arrivo, trasformandolo.

L’arco narrativo dell’hero journey si può suddividere in tre atti fondamentali:

  1. Partenza. Ci troviamo nel “mondo ordinario” dell’eroe, che riceve uno stimolo a lasciare la sua “comfort zone”.
  2. Iniziazione. L’eroe inizia il suo percorso e attraversa difficoltà, prove e sfide, incontrando alleati, nemici e ostacoli.
  3. Ritorno. Ritorna in un “mondo ordinario”, ma cambiato in qualche modo dal viaggio: ha avuto luogo una trasformazione interiore.

Capisci, no?

Il viaggio è sia esteriore che interiore: il protagonista può passare attraverso luoghi e tempi diversi, ma soprattutto cambia come persona.

Le 12 tappe del viaggio dell’eroe

Christopher Vogler, uno sceneggiatore di Hollywood che ha lavorato per Disney, nel suo “The Writers Journey” ha approfondito la struttura del monomito.

Ha trovato 12 tappe del viaggio dell’eroe:

  1. Mondo ordinario. Incontriamo l’eroe, che è nella sua comfort zone. In Rocky, per esempio, il protagonista ci viene presentato come un pugile mediocre che vive nei sobborghi di Philadelphia.
  2. Chiamata all’avventura. L’eroe deve affrontare qualcosa che fa iniziare il suo viaggio. Può essere un problema, una sfida, un ostacolo da superare. Un po’ come Apollo Creed, campione del mondo di pugilato, che decide di sfidare uno sconosciuto e sceglie proprio Rocky.
  3. Rifiuto della chiamata. L’eroe non è un essere sovrumano: ha paura, è tormentato dai dubbi e non sa se accettare la sfida. Anche Rocky, inizialmente, è riluttante: non ha un allenatore ed è fuori forma.
  4. Incontro con il mentore. Arriva un aiutante: qualcuno che spinge l’eroe a fare un passo in avanti. Per Rocky è Mickey Goldmill, un ex pugile che inizia ad allenarlo, ma non deve essere per forza di cose una persona in carne e ossa.
  5. Superamento della prima soglia. Il mentore porta l’eroe fino a un punto in cui non si può tornare indietro. È il vero inizio dell’avventura, quando entriamo in un mondo speciale. Rocky accetta il guanto di sfida.
  6. Prove, alleati e nemici. Cominciano a susseguirsi le sfide e, allo stesso tempo, l’eroe si costruisce una squadra di alleati. Rocky ha il suo miglior amico, Paulie, e la fidanzata, Adriana (sorella di Paulie).
  7. Avvicinamento alla caverna più profonda. L’eroe si avvicina all’obiettivo. Le prove si fanno man mano più complesse. La “caverna più profonda” è la sua stessa mente, i suoi dubbi e le sue paure.
  8. Prova centrale. Arriva la prova più importante di tutte, quella che sembra possa far gettare la spugna. Vogler descrive questa fase come un “momento nero”. Per Rocky è l’inizio degli allenamenti.
  9. Ricompensa. Dopo questa fase centrale, fatta di ostacoli da superare, l’eroe ottiene qualcosa: Rocky, per esempio, riottiene la fiducia in se stesso. L’obiettivo sembra più vicino.
  10. Via del ritorno. Adesso l’obiettivo si allontana un po’, si ripresentano delle difficoltà. Rocky, all’inizio del combattimento, realizza la difficoltà della sfida che lo aspetta.
  11. Resurrezione. Arriva l’ultimo test prima della conclusione: l’eroe ha l’ultimo e più pericoloso incontro con la morte – il fallimento. Rocky, nonostante Apollo lo tempesti di colpi, resiste e al quattordicesimo round riesce incredibilmente a rialzarsi.
  12. Ritorno con l’elisir. L’eroe, cambiato dal viaggio, trionfante torna a casa. Il “bottino” più importante è il suo cambiamento interiore. Proprio per questo Rocky, nonostante non riesca a vincere, ottiene qualcosa di molto importante: la fiducia in se stesso. Ha battuto i suoi demoni interiori e Adriana gli dichiara il suo amore.

Scrivere storie (anche la tua): 3 consigli pratici per iniziare

Abbiamo appena visto in cosa consista il viaggio dell’eroe e come si possa applicare a un film di grandissimo successo.

Adesso hai una struttura.

Puoi iniziare a cercarla nei libri che ti sono piaciuti di più oppure nei capolavori del cinema che ti sono rimasti più impressi.

E puoi iniziare a scrivere storie che siano tue.

Come?

1 – Scrivi la storia della tua vita

Pensi che non hai nessuna storia da raccontare, vero?

In realtà ti sbagli tremendamente.

Ogni giorno ti capita qualcosa che, potenzialmente, può trasmettere emozioni a chi ti legge o ti ascolta.

Spesso non servono storie “straordinarie”.

L’obiettivo finale di un racconto è comunicare un messaggio, veicolare delle sensazioni, non per forza di cosa descrivere fatti incredibili.

  • Scrivi di cose che ti sono già successe.
  • Tieni un diario.
  • Prendi note quando vedi qualcosa che attira la tua attenzione.

Tutto questo allenamento ti aiuterà a diventare uno scrittore migliore. E ti ritroverai tra le mani molto più materiale di quanto possa pensare.

2 – Struttura (ma non troppo)

Monomito, hero’s journey, viaggio dell’eroe…

Chiamala come vuoi, ma la struttura che abbiamo appena descritto è semplicemente uno dei percorsi possibili.

Capisci, no?

È una delle strade, non la strada.

  • Osserva,
  • esercitati,
  • modifica.

Avere una struttura spesso stimola la creatività, ma, allo stesso tempo, rischia di diventare un carcere.

Il consiglio è scrivere senza pensare ai vari momenti della narrazione e solo in un secondo tempo rivedere tutto.

Ma, tienilo sempre a mente, non devi seguire i “passaggi” uno dopo l’altro.

3 – Fai un indice

Storie di successo, storie che fanno piangere e storie che fanno ridere: puoi scrivere quello che vuoi.

Tuttavia, quando decidi di “usarle”, devi sapere bene quale obiettivo ti faranno ottenere.

  • Creare empatia.
  • Ispirare l’azione.
  • Insegnare qualcosa.

È importante conoscere il proprio pubblico e, soprattutto, conoscere le proprie storie.

Per questo motivo dovresti creare un indice dei tuoi racconti: dividili in base alle emozioni che possono suscitare.

Sei pronto a iniziare?

Applicare il viaggio dell’eroe: la Soap Opera Sequence

Il rapporto che abbiamo con i brand non è così diverso da quello che hanno con le altre persone.

Ci sono brand che ci stanno “simpatici”, altri meno.

Alcuni sono più affini ai nostri valori, altri completamente opposti.

Il problema di molti marchi, inclusi personal brand, è che non sanno come comunicare quello in cui credono.

Non sanno diventare “umani”.

Uno dei metodi per dare vita al nostro business, qualunque esso sia, è raccontare la sua storia alla gente.

Come?

Puoi farlo in vari modi, ma uno dei metodi più potenti e persuasivi è sicuramente la Soap Opera Sequence.

Inserisci questa tecnica nella tua strategia di e-mail marketing. I risultati ti premieranno.

In poche parole, una soap opera sequence è una sequenza di e-mail da inviare a chi si iscrive a una newsletter per raccontare la propria storia oppure quella di un’azienda.

Il termine “soap opera” non è casuale: questa strategia sfrutta proprio una delle tecniche fondamentali che le serie tv impiegano per tenerci attaccati allo schermo – l’effetto Zeigarnik.

L’effetto Zeigarnik è quel meccanismo per il quale ogni puntata finisce in un momento di massima tensione, in modo tale che lo spettatore sia portato a guardare la puntata successiva

Come creare una Soap Opera Sequence: i 4 passaggi che devi compiere

Per ricreare questo effetto è fondamentale strutturare in modo efficace la storia che si intende raccontare.

  1. Ripensa alla tua storia. Rifletti sulle tue esperienze, che siano la tua vita quotidiana oppure il tuo percorso imprenditoriale. Se ti serve, scrivi tutto: ti aiuterà a riflettere.
  2. Individua i momenti fondamentali. Nella vita di ciascuna persona (e di ciascuna azienda) ci sono punti di svolta: incontri casuali, eventi negativi oppure successi. Capisci quali sono i turning point della tua esperienza.
  3. Applica la struttura del viaggio dell’eroe. Ripetiamo? Non devi seguire passo-dopo-passo questa struttura. Tuttavia, comprendendo lo schema fondamentale, riuscirai a scrivere una storia “universale”, molto più appassionante e scorrevole.
  4. Scrivi. Quando hai le idee chiare mettiti a scrivere: puoi scrivere tutto insieme e poi dividere la storia in puntate oppure partire con una struttura più definita. Una buona scelta può essere suddividere la Soap Opera Sequence in 5 puntate, sfruttando l’effetto Zeigarnik in modo da spingere chi ti segue a leggere le varie parti.

Siamo arrivati alla fine del nostro percorso nella narrazione.

Ora,

  • hai capito quali sono i momenti fondamentali della narrazione,
  • conosci uno dei segreti dei film di maggior successo,
  • sai come applicare il viaggio dell’eroe alle tue storie.

Cosa aspetti a cominciare?