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Guida SEO: introduzione all’ottimizzazione per motori di ricerca

Guida introduttiva all'ottimizzazione SEO per i motori di ricerca.

Guida SEO: introduzione all’ottimizzazione per motori di ricerca

Quick links

La SEO fa riferimento a tutte quelle attività inerenti l’ottimizzazione per i motori di ricerca al fine di migliorare la visibilità dei siti web nei risultati organici. L’acronimo sta ad indicare Search Engine Optimization.

In questa guida andremo ad affrontare tutti gli argomenti necessari per introdurti al concetto di ottimizzazione SEO ed iniziare fin da subito a migliorare il posizionamento del tuo sito web senza dover spendere soldi in Ads.

Essendo Google il motore di ricerca più utilizzato dagli internauti, questa guida prenderà in esame le attività richieste dall’algoritmo di casa Mountain View.

Il funzionamento di Google

Per iniziare a comprendere la SEO occorre fare un passo indietro e chiedersi: “Come funziona Google?”. Sebbene possiamo affrontare in modo esaustivo alcuni degli aspetti ritenuti rilevanti per il motore di ricerca numero uno al mondo, non avremo mai un quadro completo di tutti gli elementi presi in considerazione per posizionare una risorsa sul web.

Nessuno conosce il funzionamento esatto dell’algoritmo di Google (ad eccezione di Google stessa) e nessuno può darti la certezza assoluta di posizionare il tuo sito web per una o più parole chiave. Diffida dai sedicenti consulenti SEO che promettono risultati strabilianti in tempi record.

Il funzionamento del motore di ricerca può essere esemplificato nelle seguenti fasi:

  • scansione o crawling: è il processo mediante il quale i crawler di Google (programmi specializzati) scansionano il web alla ricerca di nuovi contenuti. Proprio come un ragno, si muovono attraverso la rete di link che tessono una volta entrati nelle pagine (ecco perchè vengono definiti anche spider);
  • indicizzazione: mentre la fase di raccolta prosegue, viene avviato il processo di archiviazione dei dati all’interno del data center. Una libreria infinitamente grande di dati provenienti dal web;
  • posizionamento o ranking: è la fase in cui vengono mostrati i risultati all’utente in seguito ad una ricerca. L’ordine in cui vengono presentati i dati dipende da numerosi fattori di posizionamento;

seo e google ADS

La mission di Google recita quanto segue:
“La nostra missione è organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e utili.”

Sembrerebbe che Google sia un grande benefattore, in realtà l’intento di fornire informazioni bene organizzare, accessibili e utili rappresenta il mezzo per raggiungere il fine primario, ossia la monetizzazione.

Più Big G è in grado di mostrare risultati pertinenti rispetto all’intenzione di ricerca, maggiore sarà la sua frequenza di utilizzo e quindi la fidelizzazione dell’utente nell’usare il suo prodotto. Più l’utente usa Google, maggiore è la possibilità di vendere inserzioni sponsorizzate alle aziende su Google Ads (ex Google Adwords). L’intento finale rimane quello di qualunque azienda, ossia generare utili.

Possiamo dunque dire che l’ecosistema Google si muove su due macro fronti:

  • il processo di catalogazione e posizionamento delle risorse sul web;
  • il processo di monetizzazione del traffico di ricerca;

Questi due aspetti compongono rispettivamente il mondo della SEO e della SEA (Search Engine Advertising). L’unione di questi due mondi da vita alla SEM (Search Engine Marketing).

Black Hat SEO e White Hat SEO

black hat SEO VS White hat SEO

Come tutte le aziende Google impone le sue regole da seguire scrupolosamente. Chi decide di non rispettarle finisce nel limbo o si arricchisce.

Se decidi di seguire le regole messe a disposizione nella guida introduttiva alla SEO di google sarai certo di non rischiare penalizzazioni che potrebbero compromettere la visibilità del tuo sito web. Creerai contenuti di qualità, il tuo impegno e la tua costanza saranno ripagati nel tempo perchè hai contribuito a rendere internet un posto migliore. Questo è ciò che fanno i White Hat SEO, cioè i SEO col cappello bianco, che puntano a risultati duraturi in tempi più o meno lunghi.

Se hai il coraggio di osare, vuoi sperimentare e comprendere fino in fondo il funzionamento degli algoritmi di Google non puoi non fare il cattivo ragazzo. Applicare tecniche Black Hat SEO vuol dire andare contro le regole ed effettuare operazioni al mero scopo di manipolare i risultati di ricerca. Tali tecniche hanno, infatti, lo scopo di accrescere in modo innaturale il Page Rank di una risorsa sul web (ossia incrementarne artificialmente il valore percepito). Il tuo sito web potrebbe avere una crescita esponenziale in un periodo relativamente breve, in cui potrai guadagnare anche bene, per poi sprofondare nell’oblio o in alcuni casi continuare a beneficiare degli ottimi posizionamenti. Fino a quando Google non deciderà diversamente.

Violare le regole vuol dire andare incontro a possibili penalizzazioni.
Violare le regole vuol dire anche realizzare potenziali guadagni.

Non ti dirò cosa è giusto fare, non è il mio compito. Sai che esistono due strade, spetta a te decidere quale intraprendere.

Le Penalizzazioni

Come detto, trasgredire alle regole di Big G comporta punizioni più o meno severe. Ogni anno il motore di ricerca progredisce, lasciando sempre meno spazio a tecniche che fino a qualche tempo fa funzionavano, ad esempio il keyword stuffing.

Esistono penalizzazioni automatiche (messe in atto dall’algoritmo di Google) ovvero penalizzazioni manuali (operate da parte del team anti spam). Mentre nel primo caso non conoscerai mai il motivo del declassamento, nel caso di penalizzazione manuale ti verrà notificato l’intervento attraverso la Search Console. Accedi alla sezione Traffico di ricerca > Azioni manuali. Riceverai un messaggio che ti notifica il motivo della penalizzazione.

Le penalizzazioni possono incidere in modo più o meno concreto sul tuo posizionamento, comportando il declassamento di una o più risorse del tuo sito web per una o più keywords, sino alla completa esclusione dai risultati di ricerca.

Le fasi dell’ottimizzazione SEO

Una buona attività SEO è contraddistinta da due fasi:

  1. Fase di analisi strategica
  2. Fase di implementazione tecnica

In fase di analisi si sviluppano tutte le attività relative alla ricerca e pianificazione che porteranno il sito web ad emergere nelle SERP. In questa fase rientrano il lavoro di keyword research, la creazione del piano editoriale e l’ideazione della struttura del sito.

La fase di implementazione tecnica prevede, invece, tutte le attività operative volte a rendere un sito facilmente scansionabile, dunque indicizzabile ed infine posizionabile. Rientrano in queste lavorazioni le ottimizzazioni On-Site, On-page, Off-Page nonchè la Local SEO.

Ricerca delle parole chiave

keyword research

E’ il principio di tutto. Puoi scrivere i migliori contenuti (secondo il tuo punto di vista), ma se non comprendi le reali esigenze della tua utenza non verrai mai trovato. Per questo è opportuno rispondere alle seguenti domande:

  • Con quali parole gli utenti cercano il tuo prodotto/servizio?
  • Che tipologia di contenuto si aspettano di trovare?
  • Qual’è il linguaggio più consono da utilizzare?
  • Come si comportano i miei competitor?

Gli elementi da prendere in considerazione durante la fase di keyword research fanno riferimento a:

  • Volumi di ricerca: le ricerche su base mensile che vengono effettuate dagli utenti;
  • Rilevanza: intesa come capacità di rispondere all’intento di ricerca o query intent;
  • Difficoltà: indica quanto è difficile posizionare una keyword in una determinata SERP;

Per provare a posizionare un progetto neonato è opportuno prendere in considerazione parole chiave specifiche, ossia quelle in grado di risolvere problemi concreti. In tal senso ci viene in aiuto la teoria della long tail, secondo la quale all’aumentare dei termini utilizzati per comporre una ricerca, aumenta la specificità della richiesta e di conseguenza la propensione a compiere un’azione specifica (acquisto, lettura di un articolo approfondito, richiesta contatto).

Le parole chiave a lunga coda sono caratterizzate dal fatto di avere minori volumi di ricerca e minore competitività. Tuttavia i contenuti posizionati per chiavi di lunga coda, se sommati, possono superare un contenuto ottimizzato per un’unica chiave di ricerca con volumi più elevati e con una competitività maggiore.

Sul mercato esistono numerosi tool SEO in grado di aiutarti in questa fase di analisi. Ecco alcuni dei più conosciuti ed utilizzati:

  • keyword planner di Google Ads: se non pianifichi una campagna potrai solo vedere una forbice di ricerche non precisa;
  • Seozoom: offre una versione freemium, concedendoti di effettuare un numero limitato di ricerche (e con alcune limitazioni) prima di richiederti la sottoscrizione ad un piano premium;
  • Semrush: anch’esso in versione freemium, limita il numero di ricerche ed offre tool davvero interessanti per l’ottimizzazione SEO;
  • Keywordtool.io: il nome stesso la dice tutta, consente di trovare facilmente chiavi di ricerca correlate rispetto ad una focus keyword. Restituisce i relativi volumi di ricerca e la competitività anche sottoscrivendo il pacchetto base.

Per approfondimenti ti invito a leggere l’articolo: Come fare una Ricerca di Parole Chiave per la tua strategia SEO

Creazione del Piano Editoriale

Il piano editoriale è in assoluto lo strumento cardine attorno cui realizzare la strategia di visibilità dei contenuti. Senza saresti come una nave in tempesta senza la bussola. Non conosci la rotta, non sai dove ti trovi e quanto ti manca per raggiungere la tua meta.

Un buon piano editoriale ti aiuta nel cadenzare le scadenze di rilascio e pubblicazione dei contenuti, fornisce informazioni utili circa il Tone of Voice da utilizzare con la tua audience, consente di condividere gli obiettivi di visibilità e di business con il team di autori.

Iniziare un progetto web senza un piano editoriale equivale ad affidare il tuo successo al caso. Puoi sfidare la buona sorte ed eccellere o ridurre il rischio di fallimento e focalizzarti sulla pianificazione strategica.

Ideazione della struttura

Dopo aver individuato le keywords rilevanti per il tema che vogliamo sviluppare, è opportuno ideare una struttura che favorisca il processo di scansione e posizionamento delle “risorse” che compongono il tuo sito web.

Una struttura è efficace se in grado di rendere facilmente accessibili i contenuti da noi ritenuti strategici.

Una struttura è efficiente se consente di raggiungere i contenuti strategici con il minor impiego di risorse possibile.

Per questo motivo uno dei segreti della buona riuscita di un progetto web risiede proprio nella capacità di creare una struttura SEO che favorisca il flusso di valore verso i contenuti centrali.

La SEO Silo è una delle tecniche più utilizzate al fine di aumentare la rilevanza semantica per un determinato tema. Se applicata correttamente può ridurre notevolmente i tempi di posizionamento del tuo sito web e, alle volte, farti ottenere risultati di visibilità migliori rispetto a competitor più autorevoli e strutturati.

SEO On-site

seo on site

Con il termine SEO on-site si intendono tutti i fattori inerenti a:

  • architettura;
  • autorevolezza;
  • hosting e velocità;
  • stato di salute;
  • tempo;

Architettura

Come abbiamo discusso precedentemente il tuo sito deve avere una struttura performante al fine di ottenere buoni risultati in termini di visibilità nei motori di ricerca.

Il tuo obiettivo primario deve essere quello di collocare le risorse strategiche quanto più vicino possibile alla home page. Questo perchè la pagina iniziale del tuo sito dovrebbe essere quella con maggiore Juice (il valore intrinseco di una risorsa nel web) e di conseguenza quella in grado di trasferire maggiore valore alle pagine strategiche.

Quanto più una risorsa si trova distante dalla Home (in termini di clic, anche detto click depth) minore sarà il suo valore in termini strategici e conseguentemente anche in ottica di posizionamento.

Autorevolezza

Ciascuna pagina presente nel web ha un valore per il motore di ricerca. Tale valore viene espresso convenzionalmente attraverso l’utilizzo della metrica del Page Rank, ormai ufficialmente abbandonata da Google a causa dei tentativi dei SEO di manipolarne artificialmente il valore.

Per far fronte al declassamento del Page Rank, molte aziende hanno creato algoritmi proprietari al fine di stimare il valore attribuito da Google alle pagine web. Tra i più famosi possiamo citare PA e DA di Moz (Page Authority e Domain Authority), UR e DR di ahrefs (URL Rating e Domain Rating), ZA di Seozoom (Zoom Authority). E’ importante sottolineare che tali indicatori sono pur sempre relativi, in quanto nessuna azienda (ad eccezione di Google stessa) ha completa conoscenza di come venga attribuita autorevolezza ad una risorsa web.

L’autorevolezza di una pagina influisce nel suo posizionamento. Maggiore è l’authority di una risorsa, tanto più alte sono le possibilità che il suo contenuto si posizioni per una o più keywords.

Parte dell’aurevolezza di una pagina web viene trasmessa alle risorse ad essa collegate tramite link. Il link ha la funzione di trasmettere il Juice (ossia parte del valore della pagina linkante) e trasmetterlo alla risorsa linkata. Per questo motivo avere un’architettura di link interni ottimizzata può facilitarti nell’ottenere risultati in termini di visibilità sui motori di ricerca.

Hosting e Velocità

La scelta del servizio di Hosting, ossia lo spazio fisico dove ospitare il tuo sito web, è fondamentale. Se il tuo sito risulterà spesso irraggiungibile a causa di problemi legati al server potresti seriamente compromettere i tuoi risultati in termini di posizionamento.

Altro fattore imprescindibile per posizionare una risorsa sul web è la velocità di caricamento. Cambiano le abitudini di fruizione del web, l’utente medio è sempre più distratto da milioni di stimoli provenienti dal mondo esterno, dai social network e dalle notizie offerte dai differenti media.

Essere in grado di catturare l’attenzione è di fondamentale importanza e riuscire a farlo velocemente lo è ancora di più. Se il tuo sito web impiega un tempo medio di caricamento superiore ai 5 secondi rischi di perderlo per sempre. Non soltanto, un tempo medio di caricamento elevato influisce negativamente su fattori rilevanti per il posizionamento come la frequenza di rimbalzo, il tempo medio di permanenza ed il numero medio di pagine visualizzate per sessione.

Per questo motivo in Marketers abbiamo deciso di affidarci alla soluzione hosting con rapporto qualità/prezzo tra le migliori in circolazione. Che c consenta di scalare le nostre risorse a seconda delle necessità e che abbia un’assistenza H24 per ogni possibile evenienza. Se anche tu vuoi massimizzare i risultati ti suggeriamo di adottare Siteground.

Stato di salute

Ogni sito web ha necessità di comunicare costantemente con Google. Per farlo il motore di ricerca ha creato uno strumento apposito per i webmaster.
Questo strumento è la Search Console.

Questo tool, da molti sottovalutato, hai il grande vantaggio di aprire un canale di comunicazione diretta tra i proprietari dei siti web e Google. Attraverso la search console è, infatti, possibile monitorare eventuali errori rilevati all’atto del processo di indicizzazione, monitorare eventuali penalizzazioni, comunicare istantaneamente la messa online di una nuova pagina web, facilitare la comprensione della struttura di un sito attraverso la sitemap.

Chiaramente queste sono solo alcune delle funzionalità avanzate messe a disposizione da Big G, per maggiori approfondimenti ti invito a leggere la nostra guida alla search console di Google.

Tempo

L’autorevolezza è un fattore che si acquisisce nel tempo. Più un sito è longevo, maggiore è la percezione di solidità e serietà agli occhi di Google.

Purtroppo è un fattore su cui non puoi avere un diretto controllo, ma puoi partire col piede giusto ed impegnarti affinché il tuo progetto non sia di breve durata, ma di lungo respiro.

SEO On-page

seo on page

Con il termine SEO on page si fa riferimento all’attività di ottimizzazione delle pagine che compongono il tuo sito web. Nello specifico si prendono in considerazione tutti i fattori ritenuti rilevanti per il posizionamento di una risorsa sul motore di ricerca.

In questo articolo ti illustrerò alcuni dei fattori che hanno maggiore incidenza per poi andarli ad approfondire successivamente.

Title

In html è contrassegnato dal tag <title>.
E’ un comando che non viene mostrato agli utenti, ma serve ai motori di ricerca per definire l’argomento del contenuto. E’ molto importante che il titolo contenga la parola chiave per cui vogliamo posizionare la risorsa.

H1

In html è contrassegnato dal tag <h1>.
Viene mostrato all’utente e solitamente è presente solo una volta nel corpo di un testo ottimizzato in ottica SEO. Tuttavia nessuno ti preclude la possibilità di utilizzare più di un H1 all’interno del tuo post.

L’H1 può essere diverso rispetto al title, ma deve anch’esso contenere la parola chiave principale.

H2, H3…H6

In html sono contrassegnati dai tag <h2>, <h3>…<h6>.
Vengono mostrati all’utente e servono per creare la gerarchia all’interno del contenuto. Hanno la funzione di titolare una sezione ed aiutare la leggibilità del testo.

Le intestazioni secondarie possono contenere la focus keyword e/o le keywords secondarie o correlate.

Immagini e Alt Text

Le immagini rivestono un ruolo importante nel posizionamento di una risorsa. Creare immagini uniche ed ottimizzate per il web può aiutarti a migliorare la visibilità del tuo progetto grazie alle migliaia di ricerche che ogni giorno vengono fatte su Google Images.

Inserire l’alt text nell’immagine (ossia il testo alternativo che viene mostrato quando il motore di ricerca non carica l’immagine) aumenta l’accessibilità e dunque la fruizione dei tuoi contenuti.

Ti suggerisco di inserire la parola chiave al massimo in un’immagine.
La funzione dell’alt text è quella di descrivere il contenuto al suo interno. E’ impensabile che tutte le tue immagini possano rappresentare la stessa cosa nello stesso momento, altrimenti che senso avrebbe mettere più di un’immagine?

I link interni rivestono un ruolo fondamentale al fine di far comprendere al motore di ricerca quali siano le risorse strategiche.

Ricorda di linkare i tuoi articoli e non lasciare contenuti orfani (ossia privi di link in ingresso da altre risorse del tuo stesso sito).

Creare una struttura oculata di link interni ti garantirà ottimi risultati in termini di visibilità.

Il link a risorse esterne, al contrario di ciò che si pensa, sono un valido supporto al posizionamento del tuo contenuto. Ciò che è importante è l’autorevolezza della risorsa che stai linkando.

Se ad esempio sto scrivendo un articolo sul calcolo combinatorio e volessi fare un link ad una risorsa Wikipedia in cui si spiega la formula starei sicuramente facendo bene. I motivi sono essenzialmente 2:

  1. Linko ad una risorsa pertinente e di approfondimento rispetto all’argomento che sto trattando;
  2. Linko ad una risorsa autorevole.

Non precluderti la possibilità di linkare risorse esterne. I link sono il fondamento del web. Piuttosto chiediti se la risorsa che vuoi linkare sia pertinente ed autorevole rispetto all’argomento trattato.

URL

I link delle tue pagine devono essere riconoscibili all’occhio umano. Mantenere una struttura dei link del tipo www.miodominio.it/p=?482 non facilita né l’utente né il motore di ricerca.

Utilizza quello che in gergo tecnico vengono definiti URL parlanti.
Inserisci la keyword anche nel link per aumentare la possibilità di clic nei risultati di ricerca.

Description

In html è contrassegnata dal tag <meta name=”description”>. Non viene mostrata agli utenti.
E’ molto utile per aumentare la probabilità di essere cliccati una volta che la nostra risorsa compare in SERP.

La presenza della keyword nella description non è un fattore differenziale, tuttavia può essere d’aiuto nell’orientare la scelta dell’utente in quanto verrà mostrata in grassetto.

Rich Snippet

Anche conosciuti come dati strutturati.
Seguendo le indicazioni presenti sul sito schema.org è possibile comunicare al motore di ricerca l’entità della risorsa.

Se ad esempio il mio articolo descrive una ricetta culinaria dovrò implementare il codice che mi consente di comunicare gli ingredienti, l’immagine, i tempi di cottura, le dosi, la descrizione ed altro ancora.

Se correttamente implementati, i dati strutturati mostreranno in SERP le vostre risorse in modo da essere più evidenti rispetto ai classici risultati di ricerca testuali.
Saranno, infatti, arricchiti di informazioni utili come immagini, stelline e meta dati.

Non ci sono evidenze empiriche che mostrino come l’utilizzo di Rich Snippet impatti direttamente sul posizionamento di un sito web. Tuttavia ci sono settori in cui l’utilizzo è imprescindibile (vedi i food blog).

SEO Off-page

seo off page

Le attività di SEO off page attengono fondamentalmente ad un’unica e complessa materia. La link building.

Ottenere link naturali (ossia spontanei) non è assolutamente semplice. Il timore di beccarsi una penalizzazione dal motore di ricerca per link in uscita ha spinto molti webmaster a limitare se non addirittura azzerare i link in uscita.

La SEO off page vede due grandi schieramenti. Chi difende a spada tratta la meritocrazia e quindi ritiene che i link debbano arrivare nel tempo grazie alla qualità del lavoro svolto (si parla in questo caso di Link Earning) ovvero chi pensa che i link naturali siano un’utopia e che quindi bisogna ricorrere all’acquisto su portali già affermati (si parla in questo caso di Link Building).

Vediamo nello specifico di cosa si tratta.

Fa riferimento alle attività di acquisizione naturale dei link. Le strategie, in questo caso, attengono alla creazione di contenuti “epici”, tali per cui la condivisione diventa una semplice conseguenza dell’ottimo lavoro svolto.

Si lancia l’esca per catturare la preda (il sito che ti linkerà).
Esistono diverse tecniche per attirare l’attenzione dei tuoi lettori e spingerli alla condivisione del tuo contenuto:

  • creare una guida tecnica esaustiva che risponda alle esigenze di una nicchia di mercato e/o di una community che segui;
  • creare un’infografica eccezionale che illustri ad esempio come risolvere un problema, una ricerca scientifica, faccia scattare un’emozione nel lettore, sveli dei segreti, una guida passo passo o sia di ispirazione;
  • creare un video virale;
  • creare un corso online;
  • organizzare un evento a carattere locale/nazionale;

Di contenuti da creare per la tua audience ne esistono a volontà. L’unica regola che devi seguire è quella dell’originalità e della pertinenza rispetto al mercato a cui ti rivolgi. Se trovi il canale giusto per comunicare il tuo contenuto straordinario (ad esempio la condivisione sui social) allora i link al tuo post aumenteranno in modo esponenziale e potresti riuscire ad attirare l’attenzione anche di operatori di settore.

Fa riferimento a tutte le attività inerenti all’acquisizione di link in modo non spontaneo.
I link hanno il compito di trasferire valore tra le risorse e proprio perchè rappresentano uno dei fattori più importanti per determinare la visibilità di un sito web è nato un florido mercato di compra/vendita.

In generale puoi fare link building attraverso diverse tecniche come:

  • Siti di Article Marketing;
  • Guest Post (gratuiti o a pagamento);
  • Directory;
  • PBN (private blog network);
  • Link da commenti;
  • Link da profili di registrazione dei siti;
  • Schemi di link;

A prescindere dalla tecnica che viene utilizzata per creare link in ingresso bisogna essere dei professionisti. Gli algoritmi di Google sono talmente avanzati (vedi Penguin) che sono in grado di sterilizzare la forza del link (nel migliore dei casi) se non addirittura penalizzare sia il sito linkante che il sito ricevente.

Fare link building vuol dire saper equilibrare col giusto mix il profilo backlink di un sito. Devi conoscere bene la tua concorrenza e saperti muovere entro quella sottile linea che può seriamente compromettere la visibilità del tuo progetto sui motori di ricerca.

Local SEO

local seo

La local SEO attiene a tutte le attività volte a migliorare la visibilità di un progetto web all’interno di una specifica zona geografica nella quale opera l’impresa stessa.

A tal fine si lavora su chiavi di ricerca locali che, pur avendo volumi di ricerca inferiori rispetto alle chiavi di ricerca generiche, risultano essere maggiormente specifiche ed estremamente mirate al target di interesse.

Ad esempio posizionare un sito per la keyword “pizzeria ancona” sarà più semplice rispetto al posizionamento per la keyword generica “pizzeria”. Non soltanto, posizionando il sito per la parola chiave contenente la città sarò sicuro di andare a colpire un pubblico, nella mia stessa zona, interessato ad acquistare il prodotto/servizio che vendo.

Per facilitare le attività di Local SEO, Google ha messo a disposizione dei webmaster un tool estremamente potente in grado di far comparire la propria attività all’interno del servizio Google Maps. Attraverso Google My Business hai, infatti, la possibilità di verificare la tua attività inoltrando al motore di ricerca le informazioni inerenti a:

  • nome attività;
  • sede o sedi dell’attività;
  • orari di apertura/chiusura inclusi giorni festivi;
  • fotografie dei locali dell’attività;
  • sito web ufficiale;
  • numero di telefono dell’attività;

Essere inclusi all’interno di Google My Business ti da grandi vantaggi tra cui:

  • maggiore visibilità nelle SERP;
  • visibilità all’interno del motore di ricerca Google Maps;
  • darai la possibilità agli utenti di votare il prodotto/servizio offerto attraverso il rating dell’attività (stelline);
  • potrai rispondere alle domande che ti vengono fatte dagli utenti che navigano ed hanno bisogno di conoscere maggiori dettagli sulla tua attività prima di venirti a trovare;
  • sarai facilmente contattabile telefonicamente grazie alla funzione clic to call che viene messa a disposizione degli utenti che trovano la tua attività su Google;

Se hai un’attività aperta al pubblico ti suggerisco di non perdere tempo ed iniziare a studiare una strategia di Local SEO.

Barnacle SEO

Il primo a declinare la definizione di Barnacle SEO fu Will Scott nel 2008.
La strategia sfrutta i siti che Google maggiormente apprezza per frequenza di scansione, indicizzazione e posizionamento dei relativi contenuti.

Sfruttando, infatti, canali come Facebook, Trip Advisor, YouTube, Instagram è possibile intercettare un traffico che difficilmente sarebbe venuto a conoscenza del tuo Brand.

Sfruttando la risonanza dei Social Network o dei comparatori di prezzi ad esempio è possibile ampliare la voce del tuo progetto e raggiungere un pubblico notevolmente maggiore rispetto a quello che otterresti inizialmente da Google.

Gli aggiornamenti Algoritmici

aggiornamenti algoritmici

Come ogni azienda Google evolve e per farlo ha bisogno di rivedere il sistema con cui elabora i risultati di ricerca. Il fine ultimo è quello di garantire una migliore esperienza per i propri utenti, soddisfacendo il loro intento di ricerca.

Per far ciò deve costantemente rivedere i propri algoritmi e pulire dalle SERP quei risultati ottenuti con tecniche scorrette o Black Hat, che non fanno altro che inquinare la qualità dei risultati.

Tra gli aggiornamenti più impattanti nella storia della SEO troviamo sicuramente Google Panda e Google Penguin. La loro introduzione ha consentito di penalizzare tutti quei siti che ottenevano buoni posizionamenti attraverso l’utilizzo di di schemi di link provenienti, ad esempio, da PBN o da siti di scarso valore col solo scopo di manipolare il Page Rank.

Gli aggiornamenti algoritmici sono in costante evoluzione e bisogna sempre tenersi aggiornati. Il modo migliore è quello di seguire il Webmaster Central Blog di Google nonchè il canale ufficiale Youtube Google Webmasters dove Matt Cutts (ex ingegnere capo del team anti spam) rilascia periodicamente video sui core update.

Il rapporto SEO WordPress

WordPress è la piattaforma CMS (Content Management System) più diffusa per lo sviluppo dei siti web.

Seppure il lavoro di creazione di un sito web venga reso più semplice dalla presenza di temi pronti ed esteticamente impeccabili, l’ottimizzazione SEO riguarda anche alcuni aspetti del codice spesso sottovalutati dagli sviluppatori.

Fare SEO con un CMS significa saper riconoscere il bene dal male.
Comprendere quali siano i fattori da analizzare prima di scegliere un tema (il front-end non è tutto) o di installare un plugin.

Esistono numerosi tools e plugins in grado di estendere le funzionalità native di WordPress e renderlo più allineato alle indicazioni dettate da Google. Il più diffuso è sicuramente WordPress SEO by Yoast.

SEO Tools

strumenti seo

Per svolgere un’accurata attività SEO occorre avere a disposizione una buona suite di strumenti. Sul mercato sono presenti strumenti SEO gratuiti e a pagamento.

Questi strumenti semplificano notevolmente la vita di un webmaster in quanto offrono dati indispensabili per il processo di ottimizzazione, ricerca parole chiave, analisi della concorrenza, analisi del profilo backlink, test di performance e molto altro.

Difficilmente troverai un unico tool in grado di svolgere egregiamente tutte le operazioni richieste al fine di ottimizzare un sito web. Per questo motivo è indispensabile saper cogliere il meglio che ogni strumento offre.

Misurazione dei risultati

La misurazione dei risultati di operazioni e/o campagne SEO passa dall’analisi dei dati.
Per questo motivo è essenziale padroneggiare l’utilizzo degli strumenti di web analytics.

Esistono diversi tools che ti consentono di monitorare i dati online. Anche in questo caso alcuni sono gratuiti, altri richiedono un pagamento.

Tra i tool di misurazione indispensabili troviamo sicuramente Google Search Console e Google Analytics.

I due strumenti assolvono funzioni diverse ma estremamente correlate (è infatti possibile collegare i tool per avere rapporti più dettagliati).

Grazie alla Google Search Console possiamo valutare lo stato di salute del nostro sito, ossia gli eventuali errori rilevati in fase di indicizzazione dei contenuti. E’ inoltre possibile monitorare le parole chiave con cui il nostro sito ottiene maggiori Clic e Impressioni Totali. La Search Console è uno strumento unico in quanto rappresenta il canale diretto di comunicazione con Big G.

Google Analytics assolve la funzione di monitoraggio del traffico sul nostro sito web. La sua configurazione attraverso il più recente tool Google Tag Manager, consente di monitorare pressoché ogni percorso eseguito dall’utente. In Analytics è possibile creare dashboard personalizzate al fine di avere i dati sempre raccolti ed organizzati sotto un’unica schermata. Attraverso questa funzione puoi realizzare report dettagliati ed utili per valutare il valore del traffico organico che stai canalizzando.

Ma non finisce qui, grazie all’introduzione di Google Data Studio potrai trasformare i tuoi dati in report grafici estremamente customizzabili e comprensibili anche per i meno tecnici. Il segreto del successo sul web risiede anche nella capacità di saper leggere i dati e condividerli con i reparti interessati, così che tutti possano prendere parte al processo di ottimizzazione avendo come unico riferimento il comportamento degli utenti.

In conclusione

Questa macro guida rappresenta l’introduzione di un percorso ideato per aiutarti nel processo di ottimizzazione SEO del tuo sito web.

Se hai deciso di dedicarti al mondo della SEO, occorre impegnarsi nello studio approfondito della materia e comprendere quali siano i fattori che incidono maggiormente nel processo di posizionamento delle risorse.

Per questo motivo è indispensabile rimanere sempre aggiornati sulla materia e sviluppare la capacità di anticipare i continui cambiamenti messi in atto da Google per prevenire eventuali cali di ranking, ma soprattutto per anticipare la concorrenza e padroneggiare le SERP.

Ricorda, infine, che il tuo obiettivo da SEO webmaster deve essere sempre quello di ottenere maggiore visibilità e traffico organico qualificato proveniente dai motori di ricerca.