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  • 06 Feb 2019 (Aggiornamento)

Facebook pubblica i dati positivi del trimestre. Ma i guai non sono finiti

Mark Zuckerberg canta vittoria. I dati del trimestre su guadagni e utilizzo di Facebook sono tutti positivi. Ma indovina. I guai non sono finiti.

Facebook pubblica i dati positivi del trimestre. Ma i guai non sono finiti

Facebook pubblica i dati positivi del trimestre e Mark Zuckerberg esulta a più non posso. I numeri sono tutti positivi ed infatti il titolo decolla in Borsa, battendo tutte le aspettative. Ma i guai non sono finiti. Proprio in queste ore, Facebook torna ad essere accusato di speculare, per carpire le informazioni di comportamento dei giovani attraverso un’app. Ma andiamo con ordine

Quanto ha guadagnato Facebook nel 2018 in reddito e utenti.

I numeri Facebook sono tutti in aumento:

  • Gli Introiti sono stati di $16.9 miliardi contro $12.9 dello scorso anno.
  • L’utile netto della società è stato di $2.38 contro $1.44 dello scorso anno.
  • Reddito netto $6.9 miliardi contro $4.3 miliardi dello scorso anno.
  • Utenti attivi ogni giorno: 1.52 miliardi in media fino a dicembre 2018 con un  +9%.
  • Entrate pubblicitarie da mobile, 93% contro 89% dello scorso anno.
  • Utenti totali 2,7 miliardi di persone al mese tra Facebook, Instagram, Whatsapp, Messenger.

Questi numeri confermano il trimestre record di Facebook. Specie sul numero di utenti attivi e totali, non c’è dubbio che gli uccellacci del malaugurio hanno totalmente sbagliato previsioni.

Il titolo era stato sotto pressione per diverso tempo, ma ha guadagnato il 7% dopo l’exploit di bilancio. I profitti di Facebook sono in aumento ben sopra le previsioni, 61% invece del 49% ipotizzato dagli analisti, guadagnando 6,88 miliardi di dollari. Gli utili ad azione sono stati del 2,38 contro i 2,18 attesi. Le revenue aumentano del 30,4%, passando da 16,4$ miliardi del pronostico agli attuali 16,91$, grazie agli introiti delle campagne advertising da mobile.

Ma oltre ai guadagni, Facebook è in aumento anche con gli utenti medi quotidiani, che sono stati 1,52 miliardi, e con gli utenti mensili, che sono stati 2,32 miliardi, aumentati dell’8.6% dal 2017 e del 1,8% da 3 mesi fa. La monetizzazione delle ARPU sono state pari a 7,37$, rispetto a 7,11$ del pronostico.

L’incremento positivo globale è stato del 21% dal trimestre scorso e del 19% nell’ultimo anno, confermando tutte le scelte fatte da Mark Zuckerberg nel 2018. L’avvento delle stories per Facebook, l’incremento della messaggistica con Whatsapp. Una serie di innovazioni che proseguiranno anche nel 2019, con l’integrazione tra i 3 servizi di messaggistica di proprietà di Menlo Park, Instagram, Messanger, Whatsapp.

Numeri lusinghieri dal momento che fino a Luglio il titolo aveva perso il 34%, scosso dagli scandali sulla fuga di dati, dal RussiaGate, dai bug sulla sicurezza, dai dati negativi di utilizzo della piattaforma. 

Facebook resta sorvegliato speciale da analisti e azionisti. 

Zuckerberg punta tutto sull’innovazione dei servizi e nuove strategie di sviluppo, nel tentativo di lasciarsi definitivamente alle spalle scandali e bad news che lo hanno riguardato. Ma non è così semplice. Adesso, Facebook è accusata di aver sfruttato i ragazzini. Con l’App Facebook Research da scaricare gratis ripagando gli utenti con 20$ per il consenso, ma non autorizzata dallo store Apple, Facebook ha immagazzinato i dati delle attività degli utenti in possesso di un iPhone. In pratica, l’applicazione gira su rete VPN e dirotta i dati degli smartphone, su server di proprietà di Zuckerberg. Ufficialmente l’App serve per studiare le intenzioni di ricerca degli utenti iPhone e Android, allo scopo di fornire sempre migliori servizi.  

Il programma di ricerca va avanti dal 2016 e ha coinvolto utenti tra i 13 e i 35 anni, pagati 20$ in cambio della loro privacy. Così dice TechCrunch. Tutto legale, in ogni caso, anche se dopo l’ennesima fuga di notizie e l’incazzatura di Apple, Menlo Park ha annunciato che Facebook Research per iOS sarà rimossa, ma non è ancora chiaro cosa succederà con la versione disponibile per Android. 

Per dar l’idea di cosa significa sapere cosa fanno milioni di utenti con i loro smartphone, basta ricordare il programma Onavo Protet. Anche in quel caso si trattava di un’App che consentiva a Facebook di entrare negli smartphone degli utenti. In questo modo ha scoperto che Whatsapp veicolava il doppio dei messaggi di Messanger e che Instagram era la piattaforma preferita dai teenager. Non a caso, entrambe sono state acquistate da Mark Zuckerberg, consentendogli di controllare una pericolosa concorrenza.