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Data journalism: fare giornalismo dei dati con i tool dei migliori data journalist al mondo

In questa guida scoprirai come diventare data journalist e come puoi davvero usare i big data per estrarre informazioni invisibili.

Data journalism: fare giornalismo dei dati con i tool dei migliori data journalist al mondo

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Il data journalism è la risposta è una domanda.

Come è possibile rendere accessibile l’incredibile quantità di dati che la rivoluzione digitale ha messo a disposizione di tutti?

Il paradosso di Internet, infatti, è proprio questo: c’è talmente tanto che selezionare diventa impossibile.

Per questo motivo il giornalismo dei dati si trasforma in una necessità per poter trarre davvero vantaggio dall’apertura garanti dalla rete.

Se sei interessato capire di più su questo mondo, continua a leggere.

In questo post, dopo aver dato una definizione di data driven journalism, andremo a vedere:

  • Come diventare un data journalist
  • Da quali fonti studiare il giornalismo dei dati
  • 9 tool per il data journalism (usati nelle redazioni)
  • 5 esempi di inchieste basate sui dati da leggere.

Sei pronto?

Partiamo.

Che cos’è il Data Journalism?

Il data journalism è il giornalismo “fatto” coi dati.

Fare giornalismo coi dati significa analizzare e interpretare informazioni per arricchire news, sviluppare inchieste e raccontare storie.

Fu Philip Meyer, pioniere del data journalism, a dare vita nel 1969 a questo modo di fare giornalismo.

Inizialmente il nome utilizzato fu quello di Precision Journalism, prendendo spunto dall’omonimo libro di Meyer.

Con il passare del tempo, in ogni caso, il significato di data driven journalism s’è sempre più ampliato.

In uno studio dell’European Journalism Observatory, per esempio, si dà questa definizione – tra le altre proposte:

[…] una forma specifica di presentazione dei dati che vuole rendere graficamente visibili i messaggi, spesso con l’ausilio di un’applicazione Web.

Anche “la pubblicazione dei dati grezzi e delle loro fonti in termini di open data”, sempre secondo l’EJO, è una forma di giornalismo dei dati.

Più avanti parleremo in modo più approfondito della figura del data journalist.

Per il momento possiamo dire che, in poche parole, il suo compito è leggere i dati e ricavarne notizie rilevanti.

Di cosa parla un pezzo di data journalism?

Esistono diversi esempi di data driven journalism.

In realtà non esistono argomenti che sono più o meno adatti a quest’approccio: l’importante è altro.

Il giornalismo dei dati, per definizione, può occuparsi solo di fenomeni che si possono misurare:

  • variazione nell’economia
  • cambiamenti in una classifica sportiva
  • trasformazioni nell’urbanistica.

Rispetto al giornalismo tradizionale le differenze sono poche, ma sostanziali.

Nello studio dell’EJO che abbiamo citato prima si sottolineano queste:

[…] l’importanza attribuita alla visualizzazione, il tasso più basso di selezione giornalistica e una maggiore trasparenza nell’esposizione dei risultati delle indagini. Nel caso delle applicazioni interattive, inoltre, la selezione e l’interpretazione dei dati viene spesso lasciata ai lettori che, da soli, possono interrogare l’applicazione e sviluppare un proprio mindset sui fatti, cliccando, ad esempio, sulle mappe.

Ora che abbiamo chiarito la definizione di data journalism ci siamo.

Stiamo per scoprire un percorso che puoi intraprendere già adesso per diventare data journalist.

Ci sei?

Andiamo.

Come diventare data journalist: 7 cose che devi iniziare a fare subito

1. Sviluppa un’ampia conoscenza di base

Chi vuole diventare giornalista deve avere 2 qualità fondamentali:

Lavorare come giornalista significa dover avere la capacità di leggere un mondo in continuo e rapido cambiamento.

In particolare, poi, un data journalist deve avere anche conoscenze di statistica – oltre a saper usare diversi software.

Ma come si costruisce un bagaglio culturale così ampio?

  • Leggi
  • guarda
  • ascolta.

Prenditi del tempo. Studia un corso di statistica, leggi inchieste di data journalism, segui gli esperti del settore.

Ps: Più avanti trovi 3 fonti da cui puoi iniziare a studiare già oggi.

2. Impara a scrivere bene

Ecco, potresti pensare che i dati siano tutto nel giornalismo dei dati.

Tuttavia saper scrivere un articolo di giornale con stile rimane comunque un’abilità che ti permette di fare la differenza.

È difficile definire cosa significhi “scrivere bene”: ciascuno ha la propria idea.

Ricorda comunque che la scrittura rimane un modo per comunicare: se pensi che scrivere bene voglia dire cercare la parola complicata, sei sulla strada sbagliata.

Capisci, no?

Il segreto è usare parole comuni per creare frasi straordinarie.

3. Impara un po’ di progammazione

Ne parleremo nel dettaglio più avanti.

Microsoft Excel e software simili sono strumenti imprescindibili per lavorare come data journalist.

Molto spesso bastano per portare avanti piccole inchieste e ricerche non troppe complesse.

Tuttavia, c’è da dire, imparare le basi di qualche linguaggio di programmazione ti dà grossi vantaggi.

Non devi diventare un programmatore professionista: ti basterà conoscere il funzionamento di una pagina web o i rudimenti di Python.

In questo modo potrai usare i software in modo più consapevole e trovare informazioni che altrimenti rimarrebbero nascoste.

4. Scopri come lavora un data journalist

La maggior parte dei data journalist concorda su un punto.

Chiunque voglia intraprendere una carriera in questo ambito deve avere una certa dimestichezza con i fogli di calcolo.

Una volta che saprai usare Excel abbastanza bene puoi passare al livello successivo.

Inizia con il capire come lavora davvero un team che si occupa di giornalismo dei dati.

Il Guardian – un ottimo esempio di investigative journalism, fatto bene – ha riassunto così il processo che sta dietro un’inchiesta:

  • Individuazione o raccolta dati da diverse fonti: notizie, dati governativi, inchieste giornalistiche.
  • Studio dei dati: qual è la storia che possono raccontare?
  • Pulizia dei dati: eliminare celle unite e colonne inutili, adattare unità di misura diverse.
  • Calcoli e controlli: è il momento di verificare se effettivamente c’è una storia da raccontare.
  • Presentazione: resta solo da decidere come presentare i risultati (articolo, grafica, mappa, ecc.).

5. Costruisciti una “cassetta degli attrezzi”

Per fare tutto quello di cui abbiamo appena parlato hai bisogno di una serie di software.

Sarebbe inutile elencarli ora tutti: il mio consiglio è iniziare a prendere confidenza con quelli davvero fondamentali.

(Ci arriviamo: troverai presto la lista dei 9 strumenti essenziali per un data journalist).

Per ora ti basta sapere che esistono diversi programmi per pulire, analizzare e rendere visibili i tuoi dati.

Qualche nome?

  • Tabula
  • OpenRefine
  • Tableau
  • Jupyter Notebook.

6. Inizia a costruire una rete di contatti

Se vuoi diventare giornalisti di dati, è importante che ti costruisca una rete di persone che già fanno questo lavoro.

Una rete ben costruita ti permette di:

  • rimanere aggiornato
  • imparare dai migliori
  • farti notare (se sei bravo).

Cosa puoi fare per creare una lista di data journalist da seguire?

Per iniziare individua gli esperti del settore – per esempio, chi ha scritto libri sull’argomento o chi scrive quotidianamente pezzi di data journalism.

Inoltre, per capire come funziona questo mondo, iscriviti alle community online (su Facebook, LinkedIn, Reddit) e partecipa agli eventi che vengono organizzati.

7. Rimani sul pezzo

Te lo ripeto.

L’abilità principale di un bravo giornalista è la capacità di leggere un mondo in continuo e rapido cambiamento.

Per questo motivo, devi capire, dovrai imparare di continuo – e non stancarti di farlo.

Il consiglio principale è iniziare a seguire siti di settore:

  • Dataroom di Milena Gabanelli
  • Data journalism di Agi (Agenzia Giornalistica Italia)
  • FiveThirthyEight
  • ProPublica Nerd Blog
  • Datablog del Guardian.

Leggili abbastanza spesso: cerca di rubare qualche segreto del mestiere e, soprattutto, mettili in pratica.

Il passo successivo è iniziare a fare giornalismo dei dati: potresti aprire un blog e concentrarti su un certo argomento.

Corso in data journalism: 3 fonti per “imparare” il giornalismo dei dati

Per iniziare il tuo percorso nel giornalismo dei dati hai diverse opzioni.

Prima di decidere se scegliere una magistrale in data science oppure un master in data journalism puoi costruirti un piccolo bagaglio di conoscenze praticamente gratis.

Non sai da dove iniziare?

Ecco 3 spunti per trovare informazioni rilevanti:

1. Data Journalism Handbook

Il Data Journalism Handbook è un progetto wiki ideato da un gruppo di giornalisti, hacker e mediattivisti per promuovere la cultura del giornalismo dei dati.

“Cos’è il data journalism? A cosa serve? Cosa si potrebbe fare? Quali opportunità e limitazioni presenta? […] Questo libro è un esperimento per rispondere a queste e altre domande”.

Per chi si avvicina al data driven journalism questo è sicuramente un ottimo punto di partenza.

La versione attuale, la seconda, è composta da 10 capitoli – che spaziano dai metodi per interrogare i dati al come organizzare il lavoro dei data journalist, passando per momenti di introduzione e riflessione.

2. Coursera

Coursera è una piattaforma che offre corsi online gratuiti organizzati da alcune delle migliori università del mondo (MOOC, Massive Open Online Courses).

Molti di questi corsi sono totalmente gratuiti e ce ne sono diversi molto utili per chi vuole fare il giornalista. Ecco qualche esempio:

  • Design and Make Infographics
  • Research Data Management and Sharing
  • Transmedia Storytelling: Narrative worlds, emerging technologies, and global audiences.

I corsi gratuiti, ovviamente, non hanno valore legale. Tuttavia, nel caso in cui si volesse un certificato, si può pagare una piccola cifra per coprire i costi amministrativi.

3. Alberto Cairo

Alberto Cairo è considerato uno dei guru del data journalism nel mondo: ha lavorato nel settore in Spagna, Brasile e Stati Uniti e insegna all’University of Miami.

In giro per il web trovi davvero molto materiale informativo che Cairo ha prodotto negli anni.

Potresti iniziare leggendo i due suoi libri:

  • L’arte funzionale. Infografica e visualizzazione delle informazioni
  • L’arte del vero. Dati, grafici e mappe per la comunicazione.

Inoltre, su YouTube, trovi il suo corso introduttivo al data journalism, realizzato per il Knight Center for Journalism in the Americas dell’University of Texas.

Ti basta cercare “Introduction to Infographics & Data Visualization Course”.

Data journalism tools: 9 strumenti usati nel giornalismo dei dati

Lo avrai capito.

Nel data journalism saper usare in modo corretto i tools per archiviare, organizzare e leggere i dati è imprescindibile.

Per fare questo un data journalist deve avere diverse abilità:

Nello specifico, per riuscire a fare un buon lavoro, serve saper usare una serie di strumenti (software e non solo).

Secondo ICIJ, il consorzio internazionale dei giornalisti investigativi, ci sono 9 tool fondamentali per chi vuole fare data driven journalism.

Creare fogli di calcolo e tabelle pivot: Google Sheets/Microsoft Excel

fogli di calcolo sono lo strumento principale per chi ha a che fare con dei dati.

Per realizzarli i giornalisti ICIJ utilizzano sia Microsoft Excel che Fogli Google.

Tuttavia Pierre Romera, Chief Technology Officer di ICIJ, consiglia di non usare Google Sheets per dati sensibili.

Nel caso in cui si debbano analizzare informazioni delicati è preferibile scegliere Excel (o un altro software offline).

Una volta presa dimestichezza con strumenti del genere, inoltre, è possibile velocizzare di molto il lavoro.

Creare una tabella pivot, per esempio, permette ai giornalisti di estrarre informazioni e analizzare grosse quantità di dati in poco tempo.

In poche parole, le tabelle pivot riassumono i dati, aggregandoli (per esempio, per mesi).

Data Visualization: Datawrapper

Datawrapper è un software di data visualization che permette di creare mappe e grafici senza dover smanettare con la programmazione.

I dati non sono tutto, ma possono essere le fondamenta per capire i problemi molto complessi del nostro tempo.

Mirko Lorenz, Datawrapper.

L’idea che è alla base di questo progetto è che sia irrealistico pensare che tutti i giornalisti sappiano programmare.

Il tool, in effetti, è molto user-friendly: bastano 2 minuti per trasformare i dati in una mappa o un grafico.

Tutto quello che bisogna fare è:

  • importare i dati (da un foglio di calcolo o un link esterno)
  • scegliere un titolo
  • premere “pubblica”.

Data Science: Jupyter Notebook

Jupyter Notebook è un’applicazione web, gratuita e open-source, che funziona un po’ come un Google Drive avanzato.

Permette di creare, condividere e pubblicare documenti che contengono codice sorgente eseguibile, equazioni, testi e immagini.

In sintesi, permette di seguire in tempo reale il lavoro che viene fatto sui dati.

Come puoi capire, è uno strumento fondamentale per i data scientist che lavorano in team – così che riescano a seguire tutti i passaggi e correggere eventuali errori.

Data Cleaning: OpenRefine

OpenRefine è uno strumento open source, simile a Excel, che permette di importare e manipolare dataset di diverse dimensioni.

Questo tool rende più facile pulire i dati grezzi, che spesso:

  • non sono scritti in unico formato,
  • hanno valori duplicati,
  • contengono errori di diverso tipo.

Dopo la fase di data cleaning è possibile andare a lavorare effettivamente sulle informazioni “nascoste”.

Linguaggi di programmazione: Python e R

Conoscerli è sicuramente un valore aggiunto per un data journalist.

Ricordi?

Ne abbiamo parlato prima.

In particolare, Python e R sono due linguaggi di programmazione fondamentali per chi si occupa di giornalismo dei dati.

Molti degli strumenti di cui abbiamo parlato, per esempio, sono scritti in Python – un linguaggio ideale per l’estrazione dei dati e la creazione di database.

YouTube può essere un buon punto di partenza per imparare un linguaggio di programmazione:

Big Data: Talend Studio

Talend Studio è uno degli strumenti che ICIJ ha usato per rendere disponibili le informazioni ottenute dai Paradise Papers ai giornalisti.

Questa soluzione permette di pulire, trasformare e integrare dati come e-mail, documenti Excel, CSV e PDF testuali.

Talend è cloud e open-source e, come sottolineato da Romera, CTO di ICIJ, ciò ha dei vantaggi:

Le soluzioni open source, alimentate costantemente da una vasta community di collaboratori, ci consentono di beneficiare delle ultime innovazioni per l’elaborazione, l’estrazione e a visualizzazione dei dati.

Database: SQL

Un database è un file in cui sono memorizzati e organizzati una serie di dati. In un database relazionale questi dati sono organizzati in tabelle in relazione tra loro.

Per “interrogare” un database, cioè per estrarne dei dati, bisogna usare un query language (linguaggio di interrogazione).

SQL (Structured Query Language), pronunciato “sequel”, è il principale linguaggio di interrogazione – usato anche da ICIJ.

Questo linguaggio, grazie alle sue diverse funzioni, permette di esplorare database relazionali per cercare informazioni.

Per imparare puoi studiare uno dei diversi corsi SQL che trovi online, sia su blog che su YouTube.

Analisi dei dati: Pandas

Pandas è una potente libreria di Python per l’analisi dei dati: permette di lavorare con grandi dataset, rendendo più facile la loro consultazione.

Alcune delle sue funzioni includono:

  • rimozione di celle vuote e duplicati
  • etichettatura dei dati
  • descrizione dei dati.

Per esempio, con Pandas è possibile determinare la lingua in cui è scritto un determinato documento.

Connettere i dati: Neo4j + Linkurious

Neo4j è una piattaforma di graph db che rende più semplice gestire big data. ICIJ, per esempio, l’ha usata per l’inchiesta sui Panama Papers.

Ne parleremo meglio tra poco, quando vedremo alcuni esempi di data journalism.

Ma pensa che il fascicolo dei Panama Papers era composto da 11,5 milioni di documenti digitalizzati, per un totale di 2,6 terabyte.

Strumenti come Neo4j hanno permesso ai data journalist che hanno lavorato al progetto di avere un quadro completo in cui inserire ciascun dato.

In effetti, tool del genere permettono di rintracciare più velocemente collegamenti – per esempio, scoprire se più società off-shore condividono lo stesso indirizzo.

Linkurious, invece, è lo strumento che ha reso ricercabile il database grafico di Neo4j – a questo link è disponibile il motore di ricerca ICIJ riguardo le compagnie off-shore.

Ps: Puoi trovare altri strumenti utili su Journalist’s Toolbox e Data Journalism Tools.

Esempi di data journalism: 5 inchieste da leggere per iniziare

Uno dei consigli per chi vuole diventare copywriter è leggere copy che spacchino.

Allo stesso modo, per chi vuole davvero diventare data journalist, leggere pezzi ben scritti è importante per comprendere come applicare la teoria.

Master, corsi, libri danno un’ottima base di partenza: ma il resto sta tutto nelle tue mani.

Puoi iniziare da questi 5 progetti che hanno vinto o sono stati nominati ai Data Journalism Awards:

• Panama Papers: Gli affari segreti del potere (ICIJ).

Questo è un ottimo libro per avvicinarti all’argomento: racconta la storia del più grande fuga di dati nella storia del giornalismo.

Dai dati emerge un carosello di società fantasma dietro le quali si nascondono uomini e donne in carne e ossa, amici e parenti di politici di grosso calibro, come il violoncellista amico fraterno di Putin e padrino di battesimo della figlia del leader russo o il cugino di Bashar al-Assad.

• Portati via: come l’America sposta i suoi senzatetto (Guardian US).

Negli Stati Uniti, ogni anno, le città distribuiscono gratis a migliaia di senzatetto biglietti di sola andata. Quest’inchiesta ha rivelato cosa accade alla fine del viaggio.

A questo link trovi l’articolo originale, mentre qui puoi leggerne una traduzione in italiano.

• Segui il denaro (Postmedia).

Il quotidiano canadese National Post, con questo progetto di data journalism, ha ricostruito e reso disponibili la lista delle donazioni ai partiti politici.

Le donazioni, in Canada, sono pubbliche, ma non era semplice consultarle. Alcuni dati, per esempio, erano accessibili solo in pdf.

Il risultato di 12 mesi di lavoro è questo database liberamente accessibile.

• Cos’è rimasto di Mosul? (BBC).

Questo lavoro dimostra come è possibile utilizzare le mappe nel data journalism.

BBC ha documentato in questo modo le devastazioni a Mosul, città in Iraq, liberata a luglio 2017 dall’Isis.

• Risultati delle elezioni francesi: la vittoria di Macron in grafici (Financial Times).

Le elezioni sono un argomento per il quale il pubblico è abbastanza abituato a leggere e ascoltare analisi dei dati.

Negli anni il Financial Times, tuttavia, è diventato leader in questo campo, arrivando a offrire una copertura migliore su elezioni di diversi paesi – anche rispetto ai media locali.

Questo, per esempio, è il lavoro fatto per le ultime elezioni in Francia.