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Come scrivere un comunicato stampa

Come dovrebbe essere scritto un comunicato stampa per risultare interessante agli occhi dei giornalisti? Quali elementi non dovrebbero mancare…

Come scrivere un comunicato stampa

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Come dovrebbe essere scritto un comunicato stampa per risultare interessante agli occhi dei giornalisti?
Quali elementi non dovrebbero mancare all’interno di questo contenuto?
Qual è il linguaggio corretto da utilizzare per riuscire ad attirare l’attenzione dei media?

Nell’articolo di oggi cercheremo di dare delle risposte a queste domande, partendo da esempi pratici e da comunicati stampa che hanno portato alla pubblicazione di articoli/interviste su media rilevanti.

Prima di tutto, però, focalizziamoci su quello che potrebbe essere un modello “base” di comunicato stampa, andando ad analizzare il formato che dovrebbe avere e le parti da cui dovrebbe essere composto.

L’analisi, in questo caso, si baserà su un contenuto che abbiamo realmente prodotto in Digitalpr.pro, la mia agenzia di digital pr e ufficio stampa, e che ha generato diverse pubblicazioni (tra cui un articolo sul sito di Radio Deejay e su Yahoo Finanza).

Riporterò il testo interamente, in modo che possa essere visionato il modello completo, con uno sguardo anche sul linguaggio utilizzato e sul taglio comunicativo proposto.

COMUNICATO STAMPA RELATIVO A UNA PIATTAFORMA DIGITALE

TITOLO: Arriva l’Uber della musica

[abbiamo utilizzato un titolo immediato, con l’inserimento di un’associazione tra la startup nostra cliente e il colosso mondiale Uber. In questo modo il giornalista avrà subito un’idea chiara della tematica, ancora prima di leggere il testo completo]

SOTTOTITOLO: Yalp è la piattaforma che fa incontrare tutor ed allievi

[nel sottotitolo abbiamo chiarito il focus del progetto – e, di conseguenza, del comunicato stampa]

INTRODUZIONE E FOCUS SUL PROGETTO

Yalp, progetto dell’azienda italiana Nami Lab (www.nami-lab.com) che vede alla guida l’informatico e musicista milanese Simone Geravini, ha dato vita a una nuova applicazione che si occupa di mettere in comunicazione chi vuole imparare a suonare uno strumento con chi è in grado di insegnare.

Grazie a un algoritmo che valuta le competenze musicali e grazie una analisi accurata di queste skills, Yalp (www.yalp.io/app/) è in grado di indicare ad ogni allievo l’insegnante più adatto a lui per eseguire istantaneamente una lezione online.

Attraverso un sistema di “matching” digitale, la piattaforma si trasforma in quello che possiamo definire “l’Uber della musica” ed è in grado di assicurare anche ai principianti assoluti la possibilità di imparare a suonare uno strumento con un Tutor privato online.

[il primo paragrafo del comunicato dovrà essere coerente con il titolo e con il sottotitolo e dovrà riportare il focus di ciò che vogliamo comunicare. In questo modo il giornalista si troverà di fronte a un’introduzione chiara del progetto di cui vogliamo parlare]

NUMERI E FUNZIONAMENTO DELLA PIATTAFORMA 

Un progetto internazionale

La piattaforma, nata in Italia nel 2016, si è espansa rapidamente anche sul mercato internazionale. Ad aprile 2018, Yalp conta oltre un milione di brani analizzati e trascritti in maniera automatica dall’algoritmo di Intelligenza Artificiale. Un vasto archivio musicale i cui beneficiari sono stati gli oltre 500.000 utenti del sito solo nel 2017.

La piattaforma, inoltre, sta riscontrando successo anche al di fuori dei confini italiani. Oltre all’Italia, infatti, i paesi più attivi sono USA, UK, India, Giappone e Germania.

Come funziona Yalp?

Il funzionamento della piattaforma è strettamente legato ad un algoritmo in grado di trascrivere lo spartito (gli accordi) di una canzone in maniera automatica e di analizzare le competenze musicali degli utenti. Questo processo consente di abbinare Tutor e allievi in base al proprio livello musicale.

Come si diventa un Tutor?

Per poter diventare un Tutor su Yalp quello che conta sono le capacità musicali che si possiedono. Per garantire un’elevata professionalità, ogni aspirante insegnante deve compilare un modulo online (www.yalp.io/app/teaching) e inviare un video di una sua performance. Il tutto viene valutato dallo staff di Yalp. Una volta approvata la richiesta, non resta che attendere che il sistema trovi un potenziale allievo ed avvii la video-conferenza per eseguire la lezione online. Tipicamente, la retribuzione di un Tutor è compresa tra i 15 e i 20 €/ora.

Ogni utente invece è un potenziale studente desideroso di migliorare le sue competenze: in base ai suoi comportamenti online su Yalp (ad esempio numero di playback, tipologia di brani suonati, etc..) viene indirizzato verso il Tutor più adatto.

Yalp non richiede delle competenze di base per poter accedere alla piattaforma: anche chi comincia da zero può iniziare un percorso di apprendimento personalizzato.

[per rendere il testo più leggibile e più immediato, nel paragrafo che segue il primo e che sarà dedicato nello specifico ai dettagli, alla storia del progetto, al funzionamento dello stesso e alle informazioni generali, possiamo utilizzare un formato simile a quello dell’intervista, con una serie di domande e risposte]

CONCLUSIONE: RIEPILOGO E RIFLESSIONE FINALE

Lezioni “On Demand”, il vantaggio del digitale

L’incontro tra domanda ed offerta all’interno di un mercato digitale è un trend sempre più popolare. Yalp si presenta come l’Uber della musica, utilizzando uno dei tanti effetti leva offerti dal web: il risparmio di tempo e la valorizzazione delle competenze.

Grazie al suo sistema di valutazione automatica, ad algoritmi di intelligenza artificiale e alla possibilità di tenere lezioni online, la piattaforma è ideale anche per chi non ha accesso a strutture dedicate allo studio della musica o per coloro che preferiscono imparare direttamente da casa.

Questo aspetto consente ai tutor di seguire un numero maggiore di allievi, stabilendo gli orari delle lezioni in base ai propri impegni quotidiani.

Chi segue il la lezione da remoto, invece, è in grado di imparare con un insegnante privato ad un prezzo vantaggioso.

Yalp quindi si configura come un app per suonare e un sistema di e-learning orientato all’apprendimento disegnato attorno agli interessi degli studenti.

La chiusura del comunicato potrà essere dedicata a un riepilogo di quanto espresso nei precedenti paragrafi. In questa fase potrà esserci spazio anche per eventuali dichiarazioni conclusive dei fondatori di un progetto e avremo la possibilità di parlare anche degli obiettivi futuri.

Cercando, quindi, di costruire uno schema legato alla creazione di un comunicato stampa, possiamo individuare le seguenti parti:

  • TITOLO
  • SOTTOTITOLO
  • INTRODUZIONE E FOCUS SUL PROGETTO/NOTIZIA
  • DETTAGLI DEL PROGETTO/EVENTUALI DICHIARAZIONI DEL RESPONSABILE
  • RIEPILOGO E RIFLESSIONE FINALE RIGUARDANTE

Ovviamente, è fondamentale sottolineare che non si tratta di uno schema fisso, ma ogni contenuto potrà poi variare in base alle esigenze e al tema trattato. Scrivere un comunicato stampa non è un’azione che deve seguire regole rigide e preimpostate, ma si tratta di un’attività che deve riuscire a modellarsi e trasformarsi di volta in volta, tenendo sempre conto del contesto (anche mediatico) in cui operiamo e dell’argomento di cui stiamo parlando.

Avere un’idea dello schema da seguire, con delle linee guida generali, però, può facilitare senza dubbio la progettazione e la costruzione del contenuto.

COMUNICATO STAMPA DI UN PRODOTTO FISICO

Il prossimo esempio di cui vi parlerò abbraccia una situazione differente rispetto alla prima e si concentra sul comunicato stampa legato a un prodotto fisico (e non a una piattaforma digitale).

Anche in questo caso condividerò il testo completo, per darvi la possibilità di analizzare nel dettaglio anche le sfumature a livello di taglio comunicativo, esaminando la scelta delle informazioni inserite e dell’ordine con cui sono state disposte.

Si tratta di un contenuto che è stato diffuso nei primi mesi del 2018 e con il quale abbiamo aiutato il nostro cliente a ottenere pubblicazioni su diversi media, tra cui Business Insider, GQ, Corriere della Sera.

TITOLO: nowave: startup italiana realizza occhiali neutri e graduati anti luce blu

[in questa situazione è stato utilizzato un titolo molto più “esplicativo” del precedente, che ci ha permesso di evitare l’introduzione del sottotitolo, concentrando la descrizione del progetto in un’unica frase]

INTRODUZIONE E FOCUS SUL PROGETTO

Avere la possibilità di trascorrere molte ore davanti a uno schermo, mantenendo i propri occhi protetti e “al sicuro”, grazie all’utilizzo di occhiali neutri e graduati anti luce blu: è questa l’opportunità che nowave, startup italiana, ha costruito e ha messo a disposizione degli utenti.

Chi si ritrova per diverse ore al giorno davanti a uno schermo, infatti, può incorrere in una serie di problematiche fisiche e i primi a pagarne le conseguenze sono proprio gli occhi. Il “risultato” di questa dinamica non è rappresentato solo da stanchezza, rossore e affaticamento, ma si configura anche in altri problemi più gravi (tra cui la maculopatia). Tutto questo è dovuto alla luce blu, una luce emessa da tutti i dispositivi tecnologici e dalle lampadine a led.

nowave, che vede alla guida di un team di quattro persone Gino Repetto (41 anni, con un’esperienza pluriennale nel settore farmaceutico ed ottico) e Mauro Piras (28 anni, esperto di marketing), dopo aver preso consapevolezza di questa condizione e dopo aver sviluppato una prima linea di occhiali anti luce blu non graduati, ha ideato e realizzato anche una linea di modelli di occhiali graduati, che sono in grado di proteggere gli occhi dall’esposizione prolungata alla luce blu.

Descrizione della problematica risolta – con un approfondimento ulteriore, dato che si tratta di una tematica collegata alla sfera della salute – e panoramica del progetto e del team: l’introduzione di questo comunicato ha visto un’apertura focalizzata sul connubio “problema – soluzione”.

DETTAGLI DEL PROGETTO E DICHIARAZIONE DELL’IMPRENDITORE

“I nostri occhiali Anti Luce Blu, UV (99%) e Anti riflesso HMC – spiegano Mauro e Gino – bloccano le onde nocive donando immediato sollievo agli occhi. Nei nostri prodotti cerchiamo, in particolare, di unire due elementi fondamentali: la cura per gli occhi e l’amore per il design, con un’attenzione particolare all’aspetto economico (ogni modello dei nostri occhiali graduati, ad esempio, ha un costo che va dai 120€ ai 150€ – mentre per quanto riguarda gli occhiali non graduati il prezzo è di circa 60€).

L’idea di realizzare una linea di occhiali graduati anti luce blu (con lenti Made in Italy), a un terzo del prezzo al quale solitamente vengono venduti, nasce dalla crescente richiesta da parte degli utenti e dalla volontà di portare sul mercato un prodotto eccellente dal punto di vista qualitativo, con un costo nettamente inferiore rispetto ai modelli già presenti.”

In questa fase abbiamo cercato di fornire più dettagli possibili riguardanti il prodotto – inserendo anche il valore economico e la relativa spiegazione di questa scelta. Trattandosi di un prodotto fisico, è fondamentale chiarire questa questione per dare al giornalista una fotografia completa della situazione.

SPIEGAZIONE DEL FUNZIONAMENTO DEL PROCESSO

Dalla prescrizione medica caricata sul sito agli occhiali pronti e consegnati direttamente a un ottico nella città più vicina.

“Il processo per ordinare un paio di occhiali graduati anti luce blu è molto semplice: il primo passo riguarda il caricamento della prescrizione medica nell’apposita area utente del nostro sito e la scelta del modello che si preferisce (è possibile scegliere anche l’opzione dedicata a chi non possiede ancora la prescrizione, ma desidera prenotare una visita in una delle nostre ottiche convenzionate).

L’ordine, una volta effettuato, viene ricevuto dal nostro sistema e il nostro ottico di riferimento – di Genova – produce l’occhiale richiesto, per poi inviare il prodotto a un’ottica convenzionata che avrà il compito di consegnarlo alla persona che l’ha ordinato (al momento sono 20 le ottiche convenzionate su tutto il territorio, ma entro pochi mesi contiamo di avere un’ottica di riferimento in ogni provincia italiana).

Trattandosi di un dispositivo medico personalizzato, sono necessari questi passaggi ed è essenziale il collaudo finale nell’ottica convenzionata più vicina.

Qualora gli occhiali presentassero delle imperfezioni durante la fase di collaudo, il prodotto verrà rispedito immediatamente all’ottico che si è occupato della produzione, per eseguire le opportune modifiche.

Inoltre, abbiamo inserito la possibilità di esercitare il diritto di recesso entro 30 giorni, nonostante il prodotto sia completamente personalizzato.” 

Si tratta di un processo unico in Italia: “non esistono altre aziende nel nostro Paese che hanno un business model uguale a quello sviluppato da noi, che coinvolge due ottici diversi con mansioni specifiche per ottenere un miglior risultato ed un maggior controllo qualità.”

Considerato che il processo di vendita di questo prodotto è molto particolare, abbiamo scelto di dedicare un intero paragrafo all’argomento, con un focus sui dettagli e su ogni passaggio, perché è fondamentale trasmettere al giornalista prima e al lettore, in un secondo momento, la certezza di trovarsi di fronte a una dinamica sicura e non casuale.

CHIUSURA E RIFLESSIONE FINALE

“Salute e design: un connubio che cerchiamo di replicare in ogni nostro prodotto”

Coniugare utilità ed estetica: è questo che i fondatori di nowave vogliono realizzare con l’ideazione e lo sviluppo di ogni linea dei loro prodotti. 

“Solo con la nostra prima linea di prodotti (occhiali non graduati anti luce blu) abbiamo registrato oltre 12mila clienti. L’80% del fatturato proviene dal mercato italiano, il 15% da quello Europeo e il 5% da un mercato extra UE. Nel mese di Giugno 2017 abbiamo aperto anche il primo store monomarca a Genova.”

La chiusura vede protagonista una riflessione sulla visione del progetto e abbiamo scelto di inserire ulteriori numeri a supporto, per far comprendere la validità dell’azienda e dei prodotti.

3 linee guida generali per la scrittura di un comunicato stampa

Riprendendo i due esempi di cui abbiamo parlato, possiamo sottolineare tre punti che rappresentano delle linee guida generali per la scrittura di un comunicato stampa.

  • Avere un focus: il focus del nostro comunicato (coerente con l’obiettivo di comunicazione che ci siamo posti all’inizio della nostra strategia) deve comparire nel titolo, nel sottotitolo e nel primo paragrafo – con una ripresa nella conclusione del testo. Non dobbiamo disperdere energie su più tematiche all’interno dello stesso contenuto, ma dobbiamo avere un unico focus.
  • Mostrare, non dire: cerchiamo di dimostrare e di mostrare la validità del nostro progetto, parlando del problema che risolve, dei vantaggi, dei numeri, dei risultati. Evitiamo di limitarci a “dire”.
  • Non scrivere una sola versione del comunicato stampa: partendo da una versione “di base” del comunicato stampa, cerchiamo di sviluppare più versioni per provare a raggiungere media differenti (sia generalisti che verticali)

Non dobbiamo sottovalutare la scrittura di un comunicato stampa, perché il successo – facendo riferimento al lungo periodo – di una strategia di digital pr si basa proprio su questo elemento.

Non si basa sui “contatti giusti”, sulle amicizie con i giornalisti, sui colpi di fortuna, ma si fonda sulla rilevanza dei contenuti e sulla validità del processo di diffusione che verrà innescato.

I comunicati stampa dovranno essere caratterizzati dalla presenza di elementi mediaticamente interessanti, per riuscire a catturare l’attenzione del giornalista, e dovranno raggiungere – con un approccio corretto – i media realmente interessati.

L’efficacia di un’azione di digital pr, infatti, si costruisce partendo da queste basi e per riuscire a porre delle fondamenta solide è essenziale sperimentare diverse tipologie di produzione di comunicati, esercitarsi nell’individuazione degli elementi mediaticamente interessanti e analizzare attentamente il contesto mediatico, imparando a comprenderlo e a leggerlo nel modo giusto.