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Come scrivere in italiano colloquiale: 7 segreti per rivoluzionare il tuo copywriting

Diventare copywriter persuasivi significa saper cucire le proprie parole addosso alle persone. Essere avvertiti come genuini, autentici, concreti. Cosa…

Come scrivere in italiano colloquiale: 7 segreti per rivoluzionare il tuo copywriting

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Diventare copywriter persuasivi significa saper cucire le proprie parole addosso alle persone.

Essere avvertiti come genuini, autentici, concreti.

Cosa significa?

Per essere scrittori versatili, capaci di comunicare a qualunque tipo di pubblico, si dovrebbe conoscere:

  • italiano formale;
  • linguaggio parlato;
  • linguaggio dei giovani, ecc.

Quando c’è da rivolgersi al pubblico in un italiano colloquiale fallo. Non credere sia semplice. Usare correttamente un linguaggio gergale, per esempio, necessita di grande attenzione.

Dovresti saper comunicare il tuo messaggio al pubblico nel modo più semplice possibile e più affine al linguaggio parlato da chi ti “ascolta”.

Non puoi comunicare allo stesso modo con un manager pluri-laureato e con un bambino.

Ecco perché sul tuo sito web dovresti essere in grado di mescolare stili diversi.

Ma ora basta chiacchiere. Sei pronto?

In questo post vedremo:

  • perché non esiste l’italiano;
  • come imparare a scrivere l’italiano che parliamo tutti i giorni;
  • 7 modi per sfruttare il linguaggio colloquiale e aumentare la leggibilità dei tuoi testi.

Partiamo!

Varietà della lingua italiana: perché non esiste l’italiano

A essere più precisi, non esiste un solo tipo di italiano.

Pensaci,

  • Usi lo stesso linguaggio in ogni occasione?
  • Parli allo stesso modo a un amico e al tuo capo?
  • Quando sei in famiglia non usi espressioni dialettali?

Praticamente chiunque a scuola ha vissuto l’incubo della “matita rossa”. La grossa mano della professoressa lentamente cade sul foglio scarabocchiato e… tac, 4! “Un errore grave”, ti dicevano, vero?

È che i libri di grammatica ti inducono a pensare che esista una sola tipologia di lingua italiana corretta.

Eppure quello è un linguaggio astratto, che nella realtà è difficile ritrovare. In gergo tecnico si chiama italiano standard.

E no, quell’italiano formale, artificioso, deciso a tavolino non esiste…

La realtà è che ciascuna lingua è “viva” e cambia in base a diversi fattori. Ecco perché esistono più varietà di italiano (che differiscono dallo “standard”):

varieta italiano

Ciascuna persona usa più varietà di una stessa lingua – in questo caso, l’italiano – che vanno a formare il proprio repertorio linguistico.

La variante che ci interessa di più, come avrai capito, è quella diamesica.

Italiano parlato: come parliamo italiano (e come lo scriviamo)

Quando scrivi ti rivolgi al foglio (o al documento di testo). Chi scrive e chi riceve sono in posti diversi. Perciò dare sfumature di significato è più difficile.

Nel parlato, invece, la comunicazione verbale è sempre accompagnata da una comunicazione non verbale:

  • intonazione della voce;
  • gesti;
  • espressioni del viso.

Chi parla può dialogare con l’interlocutore e modificare la comunicazione in base alla reazione del destinatario.

Per esempio, ha la possibilità di chiarire un concetto.

Eppure la più grande differenza tra italiano orale e scritto non è questa.

Quando si parla si usano frasi più brevi e semplici, evitando spesso la subordinazione (tipica dello scritto).

La scrittura comporta più cura di contenuto e forma: si ragiona di più sulle cose da dire, sui vocaboli da usare.

La comunicazione orale, in poche parole, è più spontanea:

  • pensi meno a quello che dici;
  • usi più termini comuni e modi di dire.

Le 5 caratteristiche più importanti dell’italiano orale

Prova a fare attenzione a una discussione oppure a una lezione universitaria.

Noterai alcune particolarità del linguaggio parlato.

Per scrivere  come se stessi avendo una conversazione con il tuo lettore devi essere perfettamente consapevole di queste caratteristiche.

E non finisce qui.

Per scrivere un racconto autentico, veritiero, genuino è importante costruire dialoghi realistici. Non puoi ignorare le differenze concrete tra lingua scritta e lingua orale.

Analizziamole insieme.

Maggiore frequenza dei pronomi personali. “Io”, per esempio, ricorre molto spesso – a volte, come tema sospeso, ovvero senza che abbia un legame col resto della frase (“Io, lascia che ti dica…”).

Utilizzo più accentuato dei dimostrativi. Spesso gli aggettivi dimostrativi sono usati con un valore vicino a quello dell’articolo. Per rafforzare il significato possono essere usati insiemi ad avverbi (questo qui, quello lì…).

Riduzione di modi e tempi verbali. Il congiuntivo, per esempio, è molto meno usato – tende essere sostituito dal presente e l’imperfetto indicativo. Ma il fenomeno interessa anche altri modi e tempi, come per esempio il passato remoto – al posto del quale viene impiegato il passato prossimo.

Particolarità nella sintassi. In linea di massima si può dire che nella comunicazione orale è più importante il messaggio che il modo in cui viene trasmesso. La sintassi del parlato, perciò, è caratterizzata da:

  • andamento paratattico: frasi brevi, collegate da congiunzioni coordinanti (e, ma, però, così, allora);
  • dislocazione (a destra o a sinistra): l’ordine logico della frase SVO (soggetto-verbo-oggetto) può essere non rispettata, anticipando o posticipando un elemento;
  • concordanze anomale: per esempio, mancati accordi di genere (“sono arrivati le forze dell’ordine”);
  • interruzioni;
  • frasi sospese;
  • autocorrezioni.

Lessico ridotto. È molto meno avvertita la necessità di trovare sinonimi. Si preferiscono parole comuni che abbiano un significato generico. Inoltre, rispetto alla lingua scritta, è più tollerato l’uso di termini volgari.

7 consigli per scrivere in italiano colloquiale, aumentare la leggibilità (e non solo)

Scrivere in tono colloquiale ti avvicinerà al lettore. Sarai avvertito come meno “astratto”. Di conseguenza sarà più divertente (e semplice) leggere quello che hai da dire.

Pensaci,

preferisci discutere di come usare la stampante oppure leggere un manuale incomprensibile?

Avviso!

Tutto quello che ti stiamo per dire aumenterà la leggibilità del tuo copywriting.

(Maneggiare con cura!)

Usa parole semplici. Smetti di scrivere per impressionare qualcuno (chi?). Scrivere bene significa combinare parole comuni per stampare immagini straordinarie nelle menti dei lettori. Purtroppo spesso perdiamo l’abitudine alla semplicità: cerca di riacquistarla, a ogni costo.

Dai del “tu” al lettore. È fondamentale per trasformare il tuo testo in una conversazione reale. Rivolgersi direttamente a chi sta leggendo crea la sensazione di una comunicazione “personale”. Per rendere tutto più interattivo fai domande: comportati come se davanti a te ci fosse qualcuno.

Sii bre-. Ok, qui forse abbiamo esagerato ?. Però, ricorda, quando puoi taglia parole superflue o anche interi pezzi di frase inutili. Una frase non dovrebbe andare oltre le 25 parole.

Dai ritmo. Non scrivere blocchi di testo enormi: ammazza la voglia di leggerti. Immagina che le frasi brevi siano un acceleratore e i periodi più lunghi un freno. Crea un’alternanza intelligente.

Racconta storie. Quando parli ti viene naturale raccontare qualche episodio legato a quello che stai dicendo. Le storie appassionano i lettori, non dimenticarlo.

Sfrutta esempi, similitudini e metafore. Un esempio aiuta a comprendere meglio di centinaia di parole. Una similitudine o una metafora permette di fissare un concetto più facilmente di un paio di paragrafi.

Creati una personalità. Non rincorrere un certo stile di scrittura, verrà da sé. Inizia a usare parole ricorrenti, racconta storie di un certo tipo, cerca il tono più congeniale al tuo pubblico.