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Come scrivere dialoghi: tutto quello che devi sapere per conversazioni mozzafiato

Dialoghi avvincenti fanno la differenza tra storia intrigante e noiosa. In questo post vediamo come creare conversazioni mozzafiato.

Come scrivere dialoghi: tutto quello che devi sapere per conversazioni mozzafiato

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Scrivere dialoghi è fondamentale per raccontare storie che incollino i tuoi lettori allo schermo.

Conversazioni realistiche danno maggior ritmo e realismo alla tua storia: in poche parole la rende decisamente più interessante.

Tuttavia è più facile scrivere un dialogo posticcio, “di plastica”.

La verità è che tantissimi copywriter scrivono pessimi dialoghi: sono semplicemente battute a caso, infilzate una dopo l’altra.

Quello che ignorano è che la scrittura di un dialogo è un processo, composto da

  • tecniche
  • regole
  • esercizi.

In questo post andremo a scoprire insieme come si scrive un dialogo realistico, in modo pratico e semplice.

Sei pronto?

Prima di tutto ti spiego i motivi per cui una conversazione ben scritta può trasformare un post.

Perché dovresti scrivere dialoghi nei tuoi post?

Un esperto di content marketing deve sapere che i dialoghi hanno un potere magnetico.

Sai perché?

Il lettore vuole saperne di più: va avanti finché la conversazione arriva alla fine.

Proprio come quando sei a tavola con qualcuno e le ore passano veloci, senza che tu te ne renda conto, tra una chiacchiera e l’altra.

E non è tutto.

– “Un dialogo rende la storia più vivace”, disse lo scrittore.

– “Cosa vuol dire?”, gli risposi.

– “Un romanzo può sembrare un monologo di uno che sta parlando solo. Servono a spezzare questa cantilena, i dialoghi. Capisci?”.

Si fermò per un po’ a fissare la finestra: sembrava cercasse di seguire il sole che si stava tuffando in mare.

– “Quando è ben fatto, il dialogo, dà quel sapore… come dire, di realismo, alla storia. Ti sembra di sentire un’altra voce davvero…”.

Il succo di questo piccolo dialogo (inventato) è che usare i dialoghi ti permette di rompere la monotonia di un racconto o anche di una lunga guida.

Inserire un dialogo lungo il testo è un ottimo escamotage per facilitare la lettura, ma anche iniziare un testo con una conversazione può essere fantastico:

– “Cosa diavolo stai cercando di insinuare?!”, gli gridai contro.

– Mi guardò con gli occhi della sfida e mi rispose: “Lo sai benissimo!”.

Vedi?

Automaticamente il cervello di chi ti legge (o vede un eventuale video che inizia così) vuole sapere cosa ha causato quella situazione e come andrà.

Scrivere dialoghi avvincenti può essere complicato, ma l’importante è fare pratica.

Ecco perché ti consiglio di continuare a leggere.

Scrivere conversazioni migliori: 2 semplici esercizi da fare

1 – Leggi dialoghi già scritti

“Chi vuole diventare uno scrittore deve essere prima di tutto un grande lettore”.

Quante volte te l’hanno detto?

Probabilmente hai pensato che fosse una frase fatta, sicuramente non hai capito cosa dovresti fare di preciso quando leggi un dialogo.

In realtà non si tratta di una metodologia.

Devi imparare a rubare come un artista: è il miglior modo per diventare uno scrittore migliore. Guarda con un occhio curioso, critico, attento a ciò che è già stato scritto.

  • Leggi
  • distruggi quello che hai letto
  • ricostruiscilo a modo tuo.

È l’unica palestra per gli aspiranti scrittori: entri in contatto con la materia viva, senza filtri.

Non è importante cosa tu legga. A volte gli insegnamenti più importanti derivano dalle peggiori letture che facciamo.

Quello che conta è riuscire a trovare qualcosa da riutilizzare tra le righe e, soprattutto, adattarlo al nostro stile.

Provaci.

2 – Ascolta la gente, sempre

La lingua parlata cambia di continuo.

I libri, i film, le serie tv registrano il linguaggio che si parla in un preciso momento storico. Ovviamente più il contenuto è recente e più la lingua sarà simile a quella “reale”.

Ma non c’è niente di meglio che stare a sentire le persone mentre parlano per restare aggiornati.

Quando non hai idee, esci di casa:

  • vai in metro;
  • fai un giro al parco;
  • entra in un supermercato.

Calati nella vita reale.

Chi vuole diventare scrittore deve immergersi nella realtà che lo circonda per raccontarla: è molto facile perdere di vista questo concetto basilare.

Avrai talmente tanti spunti che ti verrà naturale scrivere meglio e di più.

Fai caso ai modi di dire che la gente usa quando chiacchiera, alle parole che sceglie nei diversi contesti, all’ordine in cui le dispone.

Come creare dialoghi realistici: 3 regole che devi seguire

Ora entriamo nella parte viva del nostro discorso: andiamo a vedere cosa devi fare per realizzare dei dialoghi migliori.

1 – Attenzione all’ordine e alla punteggiatura

Sembra banale, ma prima di tutto devi sapere come usare la punteggiatura nei dialoghi.

Per esempio,

  • Quali sono i segni di punteggiatura da usare?
  • Dove va inserita la punteggiatura? Tra le virgolette o fuori?
  • Come si utilizza il trattino lungo? E la virgola?

In questo caso è molto utile leggere dialoghi ben scritti, in modo da avere esempi pratici a cui fare riferimento quando ne hai bisogno.

Tuttavia per iniziare a capirci qualcosa in più puoi leggere questo post.

Ma non è tutto qui.

Prima parlavamo di “ordine” in cui vengono disposte le parole nel parlato: devi sapere, infatti, che c’è grande differenza tra lo scritto e il parlato.

In sintesi, quando scriviamo seguiamo un ordine abbastanza preciso: soggetto-verbo-oggetto. Ci sono ovviamente eccezioni, ma in generale è così.

Quando parliamo, invece, tendiamo a stravolgere quest’ordine – per esempio, anticipando l’oggetto.

“Il gelato, l’ho mangiato ieri insieme a Carlo”.

Capisci, no?

Quando scrivi un dialogo non essere troppo rigoroso nella disposizione delle parole, ma prova a riprodurre fedelmente il modo in cui si parla in realtà.

Sì, è vero: la tentazione di lasciarsi andare a lunghissime descrizioni è sempre forte.

Tuttavia, devi sapere due cose:

  1. spesso sono noiose;
  2. non sempre sono l’ideale per caratterizzare i personaggi.

Pagine e pagine di precise e minuziose descrizioni del carattere possono essere sostituite in maniera semplicissima con dei dialoghi ben strutturati.

Ancora una volta, pensa a quello che accade in realtà: in base a cosa ti fai un’idea di una certa persona?

In base a ciò che dice.

Ecco perché anche i lettori delle tue storie dovrebbero poter avere un’opinione dei personaggi basata su quello che pensano e dicono – oltre a ciò che fanno.

Lavora minuziosamente sui dettagli.

Molto spesso una parola, un lapsus, una gaffe possono rivelare molto più di quello che pensi. Tieni sempre presente che il tuo obiettivo deve essere la mimesi della realtà.

3 – Cala i tuoi personaggi nell’ambiente

Ora, avrai capito quanto è importante scrivere un dialogo realistico – che dia la sensazione di una conversazione che sta avvenendo davanti al lettore.

Eppure spesso troviamo dialoghi infiniti, senza nessuna interruzione, che magari hanno luogo in posti affollati.

Quanto è realistico parlare per oltre un’ora in un ristorante senza essere mai interrotti da un cameriere?

Non creare delle bolle intorno ai personaggi.

Se stanno camminando in strada è giusto che, all’improvviso, il dialogo si interrompa sul più bello perché un camion ricopre d’acqua chi stava parlando.

Spezza, frammenta, riprendi il filo del discorso.

Immagina il dialogo come una linea ondulata, con i suoi alti e bassi – momenti di alta tensione e altri in cui il solito cellulare s’intromette tra le righe.

Adesso non ti resta che prendere carta e penna – oppure il computer – e iniziare a sperimentare.

Fai parlare il tuo foglio!

Ma attenzione a come lo fai.

Scrivere dialoghi è la cosa che, allo stesso tempo, può sembrare più facile ed essere più difficile di tutte.

Come abbiamo appena visto, è importante che il dialogo suoni reale, ma è dannatamente semplice commettere errori.

Quali? Eccone qualcuno (se ne hai altri, scrivili nei commenti):

1 – Far parlare tutti allo stesso modo

Se il tuo personaggio è napoletano, ha 27 anni e fa l’imprenditore, parlerà diversamente da un milanese di 59 anni che lavora in fabbrica, vero?

Ecco, il problema è che molti ignorano queste differenze.

Molto spesso, leggendo, sembra che tutti – italiani, francesi, del nord o del sud – parlino la stessa lingua, senza nessuna differenza.

Ciò produce il terribile effetto di rendere il dialogo di plastica.

Le battute suonano false, irrealistiche, spesso scontate e il lettore non riesce né a capire il personaggio né a credere a ciò che dice.

Stai attento alle differenze tra le varie parlate – occhio, per esempio, alle parole tipiche di un certo posto – e cerca di riprodurle su carta.

Quando parliamo di “dialogo realistico” ci riferiamo a una conversazione scritta in modo tale da sembrare essere avvenuta davvero.

È vero, anche dialoghi del genere sono realistici:

– “Ciao, come va?”

– “Bene, tu?”

– “Anche io, grazie”, le risposi.

Si tratta di un dialogo che suona reale, ma è completamente inutile: non dà nessuna informazione e non crea alcun effetto di suspense.

La soluzione, però, non è cercare esagerazione che sembrino forzate:

– “Ciao, posso avere un caffè?”, gli chiese ansimante, in ansia per quella scena che gli ritornava in mente.

– “Certo, zucchero?”

– “Sì…”, fece fermandosi a fissarlo dritto negli occhi, “grazie”.

Uno degli errori più comuni è proprio cercare un dialogo super-emozionante per poi scadere nel dialogo irrealistico.

3 – Scrivere dialoghi abnormi

Riflettici.

Quanto spesso ti capita di avere conversazioni con persone (reali) che durino diverse decine di minuti o addirittura ore?

Scommetto che molto raramente.

Per questo motivo riempire pagine di dialoghi sul senso della vita e sui perché del mondo è pura fantascienza.

Inoltre, salvo rare eccezioni, è davvero complicato mantenere alta l’attenzione con dialoghi lunghissimi.

La regola è trovare il giusto equilibrio.

Va bene alternare battute brevi a battute un po’ più lunghe, ma nel complesso la struttura deve risultare omogenea.

A un paio di frasi rapide, per esempio, puoi alternare qualche pensiero più articolato in cui concentrare, magari, il senso del discorso.

4 – Inserire troppi dialoghi

Se stai scrivendo una guida o un post per il tuo gruppo Facebook, va benissimo iniziare con un dialogo o inserirne qualcuno di tanto in tanto.

Come ti ho detto, sono un mezzo potentissimo per accendere la curiosità di chi legge.

Nel caso di contenuti di valore, però, è fondamentale andare a inserire delle informazioni che siano utile per quella target audience.

Se su 15 righe su 20 sono di dialogo, c’è qualcosa che non va.

Allo stesso modo, nello storytelling, è importante alternare i dialoghi alla narrazione e alla descrizione (di luoghi, personaggi…).

5 – Mescolare (male) dialogo indiretto e diretto

Il discorso diretto consiste nel riportare le parole dei personaggi – appunto, direttamente. Nel discorso indiretto, invece, si riferisce ciò che è stato detto.

Puoi trasformare un discorso diretto in indiretto, e viceversa, ma l’importante è non mescolarli senza senso.

Se hai iniziato a riportare la conversazione in modo diretto, continua così.

Non esiste una legge universale per scegliere quando usare dialoghi diretti o indiretti.

Un principio che può guidarti è, come ripetuto più volte, l’equilibrio: cerca di scegliere i dialoghi diretti per i momenti più importanti del testo.

Un dialogo indiretto va benissimo per dare informazioni secondarie.

Il dialogo diretto, invece, ha una natura diversa: spezza la narrazione, anche visivamente. Perciò è l’ideale per mettere in risalto i passaggi decisivi.

Conclusione

Ci siamo.

Adesso hai tutti le informazioni che ti servono per iniziare a scrivere dialoghi – che siano per una storia o per un post.

Sai cosa dovresti fare adesso?

Iniziare a buttare giù quante più conversazioni possibili.

Puoi provare anche nei commenti. Ti farò sapere la mia 🙂