HomeGuadagnare OnlineLavoro OnlineCome farti pagare da Freelance, a partire dal preventivo. Ecco la guida perfetta

Come farti pagare da Freelance, a partire dal preventivo. Ecco la guida perfetta

Adesso che sai come diventare Freelance e sai anche come gestire l’aspetto fiscale del tuo lavoro da libero professionista,…

Come farti pagare da Freelance, a partire dal preventivo. Ecco la guida perfetta

Adesso che sai come diventare Freelance e sai anche come gestire l’aspetto fiscale del tuo lavoro da libero professionista, devi capire come fare un preventivo e quanto farti pagare il lavoro Freelance. 

È strano a dirsi ma quando si svolgono lavori creativi, dare un valore alla propria attività non è una cosa semplice. Ma se lavori da Freelance, questo aspetto è fondamentale. Adesso ti dico come devi procedere. 

Per farti pagare da Freelance, devi fare un perfetto preventivo

La prima cosa che devi fare è chiariti le idee e chiarirle sopratutto al committente che ti sta davanti.

Si lo so, hai paura di chiedere troppo o troppo poco, ti vergogni anche un pò di chiedere soldi (non l’hai mai fatto, non è quello che vuoi fare) e non c’è un listino al quale fare riferimento, perché il tuo lavoro da remoto è il frutto del tuo ingegno.

Partiamo da un dato di fatto: Tu sei un professionista! Il cliente che hai davanti non chiede di meglio che avere di fronte un professionista, il migliore che può permettersi. Se siete uno di fronte all’altro, tu sei quello che fa per lui, quindi … azione.

Dopo il primo confronto verbale per capire qual è la richiesta del cliente, devi scrivere una mail con il progetto e  la puntuale descrizione del lavoro che farai, come lo farai e perché lo farai così come lo hai scritto!

Aggiungi alla fine della descrizione del tuo progetto la proposta economica, con le modalità di pagamento. Specifica che prima di cominciare il lavoro avrai bisogno di 1/3 di anticipo sull’intera cifra proposta. A metà lavoro richiederai un altro terzo, alla consegna del lavoro il resto della cifra pattuita (non dimenticare di distinguere l’importo netto dell’intero progetto, da quello più tasse, IVA o Ritenuta d’acconto). 

Appena avrai l’OK verbale per procedere, richiedi al cliente il re-invio della tua email per accettazione. In questo modo nulla è lasciato al caso o al beneficio del dubbio, non commetterai errori sulla valutazione e sui tempi del lavoro che dovrai svolgere e avrai molte più possibilità di essere pagato puntualmente e come si deve.

Se farai come ti ho detto otterrai diversi vantaggi:

  • Darai valore al tuo lavoro (inizi a produrre solo se sei pagato in anticipo);
  • Potrai gestire meglio il lavoro (se non ti paga l’altro terzo a metà lavoro, puoi anche sospenderlo e dedicarti ad altro);
  • Non rischi la fregatura (se sei pagato fai il lavoro, altrimenti no e non ci perdi nulla).

Ecco quanto devi chiedere per il tuo lavoro online. La formula infallibile per il preventivo. 

Fin qui va tutto bene ma la domanda vera è; quanto devi chiedere per il tuo lavoro? Confrontarsi con i concorrenti va bene. Del resto, se hai scelto di svolgere un lavoro online, tipico di un professione Freelance, è perché ti piace quel lavoro e hai anche un minimo di esperienza. 

Eppure, può non bastare. Sono tante le esigenze e tante le situazioni che possono venirsi a creare. Avere un punto di riferimento è molto importante. Quello che sto per darti è un riferimento matematico, in pratica non puoi sbagliare.

Partiamo da questa formula, che ti serve per calcolare il prezzo minino delle tue ore lavoro (quante ore ci metti per fare un lavoro, lo devi sapere tu).

PREZZO MINIMO X ORA LAVORO = (SALARIO POTENZIALE X 1.44 – FREEDOM TAX) / (50X20) 

Tranquillo, andiamo con ordine:

  • Il salario potenziale: è lo stipendio netto che prenderesti se svolgessi il tuo lavoro Freelance, da dipendente. Se non lo conosci cerca di farti un’idea. Frequenta gruppi dedicati su Facebook, fai una ricerca su eventuali Forum oppure datti tu una valutazione, ma che sia credibile. Cerca di invertire i ruoli: se fossi tu a commissionarti un lavoro, quanto ti daresti? Quando hai individuato il valore medio della tua attività, quindi il salario potenziale, moltiplica per 1.44;
  • La Freedom Tax: è la Tassa sulla tua libertà di Freelance, cioè il valore che sei disposto a sacrificare per svolgere la tua attività da Freelance, senza orari né vincoli. Di solito, il suo valore medio è il 20% del salario;
  • 50X20: 50 sono le settimane di lavoro mediamente svolte durante l’anno e 20 sono le ore che mediamente si dovrebbe lavorare durante la settimana (probabilmente sono di più. Ma anche questo è un range medio che, se credi opportuno, puoi aumentare).

Ho capito, vuoi un esempio concreto!

Do per certo che tu sia bravo. Anche se l’Italia non è certo un paese meritocratico, uno bravo non può guadagnare meno 1.500€ al mese, che per 12 mesi fa 18.000€ valore netto

La tua Freedom Tax è il 20% di 18.000, quindi 3.600€

Adesso sei pronto per applicare la formula:

18.000X1.44 – 3.600 / (50X20)=25.916€ l’ora

Moltiplica per le ore che pensi di impiegare per quel lavoro ed hai il tuo onesto preventivo in tasca e, sopratutto, la formula per non svendere il tuo lavoro

Come farsi pagare per il tuo lavoro Freelance

Adesso che sai come gestire un preventivo, ti dico come devi fare per farti pagare per il tuo lavoro da casa, quasi certamente svolto online:

  • Invia per email la tua proposta di lavoro compresa di proposta economica, corredata delle modalità di pagamento – Anticipo 1° Acconto 2° Acconto SALDO – e l’IBAN sul quale il cliente deve fare i bonifici;
  • Chiariti a voce tutti gli aspetti e dopo aver convinto il tuo cliente, fatti rispedire la tua mail per accettazione. La proposta che hai inviato per email è come un contratto. Esibita in sede giudiziale vale come documento contrattuale tra le parti.

Non essere Timido. Non cominciare nulla se prima non hai ricevuto il bonifico con l’acconto. Emetti fattura o ritenuta d’acconto per la cifra che hai indicato nella proposta, con l’aggiunta dell’IBAN per il bonifico. Se non arriva il bonifico non muovere un dito. Anche se dovessi morire di fame, non commettere l’errore di cominciare un lavoro senza anticipo.

Da questo momento in poi è tutto in discesa. Comincia il lavoro, stacca la ricevuta per il primo acconto al momento stabilito nella proposta (20/30/40 giorni), poi quella per il secondo, poi quella per il saldo.

Cosa fare se il cliente non paga il tuo lavoro da casa 

Va bene, ti avevo detto di non cedere, di non essere timido, di essere deciso (non importa l’età, specie se sei un millenials) ma tu, preso dall’entusiasmo, hai già consegnato il lavoro senza anticipo o acconto prima di leggere questo post. 

In questo caso, ecco cosa devi fare per farti pagare il tuo lavoro da libero professionista e ottenere quello che ti spetta: 

  • Dopo 10 giorni dalla consegna del lavoro e dal termine pattuito per il pagamento, invia una email con un primo sollecito. Un sollecito garbato, cordiale ma inequivocabile, per esempio: “Sono certo che si tratta di una svista involontaria, ma mi trovo a doverti ricordare che non ho ancora ricevuto il bonifico della fattura (o ritenuta d’acconto) per il lavoro svolto in data ecc.ecc;
  • Se dopo ulteriori 10 giorni non ricevi alcuna risposta fai pure una telefonata, meglio se al di fuori degli orari di lavoro. Non è piacevole ricevere un sollecito di pagamento, specie se nel momento in cui lo ricevi non te l’aspetti. Mantieni sempre un tono cordiale, amichevole, ma continua ad essere fermo nella tua legittima richiesta;
  • Se dal 40° al 50° giorno non è successo ancora nulla, ogni forma di cordialità è superflua e inutile. Manda una email di sollecito formale, anticipando il passo successivo;
  • La legge prevede che dopo la data di scadenza una fattura, o una ritenuta d’acconto, debba essere pagata entro 60 giorni. Trascorsi altri 30 giorni (90 in tutto) puoi passare alle vie legali e procedere con l’esecuzione forzata. Attenzione però, Il processo non è così semplice e non sempre è conveniente.

La lettera di sollecito dell’avvocato e la proposta di mediazione 

Rivolgiti ad un avvocato per scrivere la lettera di sollecito. In questa fase è una spesa di poche decine di euro, ma fatti furbo. Richiedi all’avvocato di inserire nella lettera di sollecito una proposta di mediazione. Insisti se ti dice che non è il caso e che si può chiedere in una fase successiva. La proposta di mediazione è un ulteriore strumento per indurre il cliente a pagarti per evitare noie giudiziarie.

Fin qui è quasi tutto. Se trascorsi 30 giorni dalla lettera non hai ancora ricevuto il bonifico o nessuna accettazione per la mediazione, da qui in poi è tutto in mano alla tua personale valutazione tra i costi per ottenere il dovuto per il tuo lavoro svolto, e i benefici relativi a quanto ti deve per il tuo lavoro il tuo ormai ex cliente.

Il resto, ingiunzione di pagamento, decreto ingiuntivo, titolo esecutivo di pagamento sono di esclusiva competenza dell’avvocato al quale ti sei rivolto.