Attenzione selettiva: il potere di filtrare gli stimoli

Conosci il meccanismo che ci permette di selezionare determinati stimoli anche nel bel mezzo di una festa? Se ti dicessi che puoi utilizzare questo stesso meccanismo per migliorare nettamente i risultati del tuo business, ci crederesti? Allora non ti resta che leggere questo post sull'attenzione selettiva!

Attenzione selettiva: il potere di filtrare gli stimoli

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Ciao,

Posso farti una domanda?

Come riesci ad ascoltare la voce della tua ragazza o del tuo ragazzo in mezzo al frastuono?

Come fai ad osservare un papavero rosso in mezzo ad un campo di grano giallo?

Avrai forse dei superpoteri o è qualcosa di più naturale?

Ok, basta giocare.

La risposta a queste domande è contenuta in due semplici parole: attenzione selettiva.

In questo post ci concentreremo sullo studio di questo particolare tipo di attenzione, sulla sua potenza e su come poterla utilizzare all’interno del tuo business.

Direi che è arrivato il momento di iniziare.

Attenzione selettiva: come diventare un cecchino mentale

Il primo studioso a parlare di attenzione selettiva è Cherry che con il suo cocktail party ha definito in modo preciso e puntuale come il nostro cervello riesca a selezionare determinati simili e ad ignorarne di altri.

Quando parla di cocktail party, Cherry propone un esempio molto semplice: l’essere umano riesce a selezionare un determinato stimolo anche all’interno di una vera e propria festa composta da un numero infinito di suoni, luci e movimenti, definendo in modo preciso quali seguire all’interno di quella moltitudine.

Ma tutto questo avviene volontariamente?

Assolutamente no.

Quando entra in gioco la volontà, ci riferiamo alla concentrazione che mette in atto una scelta consapevole basata su una determinata azione.

A proposito, hai già letto il post sulla pratica del nudging?

Leggere quel post potrebbe cambiare per sempre il tuo modo di prendere delle decisioni.

Va a dare una occhiata e scopri i nudge.

Ma torniamo a noi.

L’attenzione selettiva è un processo passivo che non comporta alcuno sforzo volontario da parte dell’essere umano ma che al tempo stesso gli permette di focalizzarsi verso un singolo stimolo.

Il processo si basa su due paradigmi ben definiti: paradigmi di selezione e paradigmi di filtraggio

I paradigmi di selezione svolgono, così come la definizione stessa lascia intendere, la vera e propria selezione degli stimoli, raccogliendo quelli più giusti a rispondere alla richiesta del nostro cervello.

Ma il processo non finisce qui.

Perché potremmo correre il rischio di selezionare degli stimoli simili a quelli che vogliamo ma che in realtà non sono quelli corretti.

Proprio in questo momento entrano i gioco i paradigmi di filtraggio che filtrano in modo preciso gli stimoli da raccogliere e da utilizzare.

Come puoi notare anche tu quindi, l’attenzione selettiva pur essendo un meccanismo automatico ti permette di scegliere a quale stimolo dare seguito relativamente ad un ampio numero di possibilità di scelta.

Ma come puoi utilizzare queste nozioni per migliorare il tuo business?

Sicuramente continuando a leggere il post!

Attenzione selettiva e business: come trasformarti in un magnete

Dopo aver fatto una corposa introduzione sull’attenzione selettiva, cerchiamo di capire come poterla utilizzare a nostro vantaggio per trasformare ogni nostra campagna in un successo senza paragoni.

Ci sono molte variabili da prendere in considerazione quando decidiamo di utilizzare l’attenzione selettiva all’interno della nostra comunicazione o dentro le nostre campagne di marketing.

Prendi carta e penna ed inizia ad annotare tutto:

  • Aumento dello stimolo
  • Storytelling
  • Emozioni
  • Testimonial
  • Curiosità
  • Effetti sonori
  • Target
  • Semplicità del messaggio

Queste sono le componenti che ti permettono di utilizzare l’attenzione selettiva all’interno della tua comunicazione o campagna commerciale.

Vediamo di analizzarli una per una, ok?

Aumento dello stimolo

Ad ogni comunicazione il suo stimolo.

Hai mai notato che molto spesso determinati spot commerciali hanno un suono ed un ritmo differente?

Ti sei mai chiesto il perché di tutto questo?

Esatto, attenzione selettiva.

Ogni brand conosce il proprio pubblico e sa in che modo stimolarlo.

Può utilizzare gingle particolari e super riconoscibili.

Può mostrare un editing dello spot unico ed originale.

Può usare payoff accattivanti e diretti al punto.

Ognuno di questi tre fattori ha un solo scopo: aumentare lo stimolo dell’utente e quindi la sua attenzione.

Nel tuo caso il discorso non cambia così tanto.

Trova la formula giusta e proponila al tuo pubblico.

Storytelling

Le storie hanno un potere immenso.

Uno su tutti: suscitare emozioni.

Riflettici solo un attimo.

Tutte le volte in cui leggi un libro o guardi una serie tv dove il personaggio principale ti somiglia avviene qualcosa di strano: il mondo intorno a te sparisce ed il tempo sembra fermarsi.

Adesso sai che non è frutto di nessuna magia ma che semplicemente il tuo cervello è attento agli stimoli che quel determinato contenuto ti sta inviando eliminando quindi quelli superflui.

Parti sempre da una storia che sappia coinvolgere ed emozionare, studiando sempre le reazioni dei tuoi utenti.

Emozioni

Un passante che ci guarda e sorride ci fa stare bene.

Vederne uno che piange ci fa stare male.

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Adesso che stai piano piano iniziando a scoprire come funziona la tua mente, queste connessioni hanno un significato differente, non è vero?

Bene sappi che le emozioni e gli stimoli che le scatenano sono un ottimo trigger per attivare la nostra attenzione selettiva.

Soprattutto quando siamo immersi in determinate emozioni (piacevoli o meno) la giusta immagine, musica o storia può attirarci come un vero e proprio magnete verso un determinato punto.

Quindi studia sempre le emozioni che il tuo prodotto o il tuo servizio può attivare ed utilizzale per attrarre il tuo pubblico.

Testimonial

Se lo fa lui, posso farlo anche io.

Se ce l’ha lui, voglio averlo anche io.

Quante volte avrai detto o pensato una frase simile?

Hai perso il conto, non è vero?

Bene, sappi che non è un dramma!

La forza dei testimonial (e oggi anche degli influencer) è proprio questa: invogliarti a fare, acquistare o provare la stessa attività, prodotto o servizio.

Basta mettere un attore come Vin Diesel al volante per trasformare tutti gli uomini nei nuovi piloti di strada.

Così come basta mostrare The Rock con in mano un determinato prodotto proteico per spingere gli amanti del fitness e del body building nei migliori clienti di sempre.

L’attenzione che riescono ad attrarre determinati personaggi famosi su una particolare percentuale di pubblico è davvero interessante e proprio per questo motivo ti consiglio di valutare seriamente la possibilità di integrare all’interno delle tue campagne commerciali, un personaggio pubblico o che abbia un ottimo seguito.

Curiosità

La curiosità è una vera e propria calamita per l’attenzione selettiva.

Ti faccio solo un esempio: la seconda stagione di Stranger Things su Netflix.

È bastato semplicemente mostrare pochi frame della sigla iniziale dove si vede esclusivamente l’animazione delle lettere del titolo della serie, per attirare tutta l’attenzione necessaria.

Altro esempio, preso sempre da Netflix riguarda La Casa di Carta.

In alcune città italiane sono state poste delle vere e proprie statue dando inizio ad un toto nomi del nuovo membro della banda protagonista della serie.

Questa mossa di marketing è diventata virale perché ha incentrato tutto il suo nucleo sulla curiosità.

Siamo probabilmente gli esseri più curiosi del mondo ancora conosciuto, quindi usa la curiosità a tuo vantaggio tutte le volte che puoi.

Effetti sonori

Il suono svolge un ruolo fondamentale all’interno del processo di attenzione selettiva.

Basta innestare la giusta colonna sonora all’interno di un film horror per farci capire subito che da lì a qualche secondo assisteremo ad una scena che ci strapperà più di un semplice sobbalzo.

Il ritmo, le note e gli strumenti utilizzati possono farci percepire il mondo e le cose che ci circondano in modo completamente differente.

Lo stesso vale con le voci delle persone che ci circondano.

Saremo naturalmente invogliati a prestare maggiore attenzione ad una voce che ci fa stare bene piuttosto che ad una che ci rende nervosi.

Target

Ho fatto riferimento al target all’interno dei punti precedenti ed è quindi naturale che questa variabile faccia parte della lista.

Ogni persona e quindi ogni fetta di pubblico risponde a determinati stimoli che tu devi conoscere in modo preciso se vuoi catturare la massima attenzione possibile.

Probabilmente avrai un pubblico che risponde maggiormente ad un determinato colore, suono o storia e quindi sarà tuo dovere trovare la giusta combinazione per attivare la loro attenzione selettiva e condurli dove vorrai.

Quindi non commettere mai l’errore di avviare una campagna senza sapere prima le preferenze del tuo pubblico o rischi di fare un grosso buco nell’acqua.

Semplicità del messaggio

Chiudo questa lista di variabili affrontandone una che trovo basilare per la riuscita di una campagna o di una corretta strategia comunicativa.

Un messaggio semplice e altamente comprensibile è un messaggio che funziona sempre.

A nessuno piace complicarsi la vita e tutti siamo più attenti quando dobbiamo portare a termine un compito che riteniamo facile.

Proprio per questo motivo dovrai semplificare al massimo il tuo messaggio utilizzando parole dirette e mai troppo articolate o specifiche.

Seguire questo percorso permetterà al tuo pubblico di arrivare dove vuoi in modo naturale, mantenendo sempre alta la loro attenzione.

Conclusione

Siamo giunti alla fine di questo post nel quale abbiamo analizzato e definito cosa sia l’attenzione selettiva e soprattutto come possiamo utilizzarla per cambiare radicalmente il risultato delle campagne relative ai nostri business.

Prima di salutarti, lascia che condivida con te alcuni libri che sono certo troverai estremamente interessanti:

Per questo post è tutto.

Noi ci leggiamo al prossimo.

Un abbraccio,

Rocco.