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  • 04 Feb 2019 (Aggiornamento)

AmazonPrimeDay. Il 16 luglio il wilde shopping più grande del mondo

Il 16 luglio sarà il giorno dell’AmazonPrimeDay 2018 e la novità di quest’anno è che durerà 6 ore in…

AmazonPrimeDay. Il 16 luglio il wilde shopping più grande del mondo

Il 16 luglio sarà il giorno dell’AmazonPrimeDay 2018 e la novità di quest’anno è che durerà 6 ore in più dello scorso anno, 36 invece che 30. All’evento si uniranno Australia, Singapore, Paesi Bassi e Lussemburgo ai paesi nei quali AmazonPrimeDay è già attivo, Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Messico, Giappone, India, Italia, Germania, Francia, Cina, Canada, Belgio e Austria.

I numeri di AmazonPrimeDay

L’evento ha superato per movimentazione di denaro quelli già sperimentati nella realtà analogica in USA, il Black Friday o il Cyber Monday. Le offerte con sconti rilevanti sull’acquisto riguarderanno molteplici categorie merceologiche, prodotti per la casa, tecnologia, mobili, moda, forniture per le scuole. C’è solo da scegliere dopo essere entrati sulla piattaforma e.commerce più potente del mondo. L’evento sarà anche l’occasione colta al volo da diversi brand ospitati su Amazon, per far conoscere i loro nuovi prodotti e per sponsorizzare i prodotti AmazonBasics, Amazon Music, PrimeVideo, TwitchPrime.

AmazonPrimeDay non è più solo la piattaforma e.commerce attraverso la quale vendere prodotti di terze parti

Amazon si posiziona sempre di più come il colosso della vendita online rispetto alla quale monopolizza il mercato nel mondo, non più solo per i piccoli produttori ma anche per le grandi catene di distribuzione. E sono loro a tremare per via delle private label di Amazon.

I prodotti a marchio AmazonBasics

Come quasi ogni cosa pensata da Jeff Bezos, l’inizio non è stato facile ma si sa già, e da questo dovremmo imparare tutti, che la perseveranza non gli fa difetto. Le private label non sono una novità nel panorama della grande distribuzione globalizzata. In sostanza, quando un brand della grande distribuzione acquista una notorietà consolidata in un’area di mercato, non si limita più a sfruttare la sua capacità di penetrazione per distribuire prodotti terzi, ma comincia a produrre da solo. Besoz cominciò già 10 anni fa con i pannolini a sperimentare questo tipo di vendita. In pratica il grosso brand della distribuzione, in questo caso Amazon, acquisisce prodotti di altri per venderli con la propria etichetta. Questo è un meccanismo conosciuto in diverse categorie merceologiche, dall’alimentare all’i.tech ma per ogni Brand globale il mercato è rimasto sempre circoscritto e i prodotti appartengono ad una sola categoria merceologica. Per Amazon è diverso. Il mercato è la rete senza alcun confine, così come non esistono limiti alle categorie merceologiche delle sue private label.

Ed è così che è nata la linea AmazonBasics

I prodotti a marchio AmazonBasics contengono centinaia di beni di lusso o di uso comune o per la casa e per il lavoro, e il fatturato previsto da qui a 4 anni è di 25 miliardi.

Il vero scopo di AmazonPrimeDay e delle 36 ore di shopping selvaggio online è questo. Promuovere i propri prodotti.

Sono circa 70 i prodotti AmazonBasics distribuiti tra i comparti Abbigliamento, Scarpe, Gioielli, Cura della Persona, Salute, Accessori per la Casa, la Cucina e gli Animali Domestici. Che Amazon abbia deciso di investire nei suoi private label polverizzando la concorrenza, si intuisce dall’advertising che fa sui propri prodotti. Una recente analisi di L2 ha dimostrato come Bezos investa in modo cospicuo per i brand Goodthreads e Buttoned Downm, 2 dei suoi private label. Investimenti decisamente convenienti dal momento che la pubblicità è fatta sulla piattaforma proprietaria. One Click Retail ci dice che il fatturato annuo di AmazonBasics è di 250 milioni di dollari e gli incrementi delle vendite in alcuni comparti sono stati del 90% nel 2017.

Perché i piccoli (relativamente) produttori diventano delle private label di Amazon

La capacità di penetrazione di Amazon nel mercato online è capillare e le private label consentono, pur al prezzo di rinunciare alla propria identità, di abbattere i margini dei costi fissi, come distributori locali e rivenditori. L’abbattimento dei costi consente di essere concorrenziali rispetto al prezzo, il che consente di aumentare i volumi di produzione. La versatilità della vendita e dell’acquisto fanno il resto.

Come fa Bezos a capire su quale categoria merceologica puntare.

Google Trend è una grande risorsa. Basta analizzare il trend delle ricerche per vedere quali sono i prodotti più cercati o in crescita, evitando i mercati già saturi e monopolizzati da pochi brand già conosciuti. Così se uno dei prodotti più ricercati, anche dentro la propria piattaforma, sono le batterie ecco che tra i prodotti sponsorizzati spuntano quelle con marchio Basics, che costano meno. L’analisi accurata riguarda anche l’andamento dei prodotti della concorrenza. Se un grande Brand sponsorizza massicciamente un suo prodotto è inutile piazzare anche quello private label. Ma quando la spinta della campagna pubblicitaria comincia ad esaurirsi, allora quello può essere il momento giusto per far conoscere il proprio. Del resto è risaputo Amazon, prima di ogni cosa, sa fare benissimo MARKETING.