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Ahrefs annuncia: piani per un nuovo motore di ricerca

Il CEO di Ahrefs annuncia l'intenzione di sviluppare un nuovo motore di ricerca per competere con Google.

Ahrefs annuncia: piani per un nuovo motore di ricerca

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Dmitry Gerasimenko, CEO di Ahrefs, ha annunciato di voler sviluppare un nuovo motore di ricerca, pensato per supportare i creatori di contenuto e proteggere la privacy degli utenti.

L’idea di Dmitry è quella di contribuire alla nascita di un web più libero e accessibile.

Peculiarità di questo motore di ricerca sarebbe quella di dividere i ricavi provenienti dalle inserzioni direttamente con i creators, destinando a loro il 10% dell’ammontare.

Google sta “trattenendo” utenti?

Secondo Dmitry, Google starebbe sempre più lavorando affinché gli utenti restino all’interno del motore di ricerca. Questo ovviamente si traduce in un calo di traffico verso i siti web, che vengono penalizzati da un simile comportamento di Big G.

La sua affermazione, pubblicata su Twitter, è abbastanza chiara:

Google sta mostrando sempre più contenuti estratti (dai siti web NdR) nella SERP, così che tu non debba nemmeno visitare il sito in molti casi, fatto che riduce le opportunità di monetizzazione per chi crea contenuti“.

Ridurre lo strapotere dei giganti del Web

Colossi come Google e Facebook hanno un elevato controllo dei contenuti che vengono pubblicati. Dmitry vorrebbe ridurre questo potere, dando ai creators maggiore potere sulla monetizzazione dei loro contenuti (al momento non è molto chiaro questo punto).

In questo modo, si potrebbe incentivare la creazione di contenuti migliori e più innovativi.

Il modello di business di Google è sleale?

Altro appunto fatto dal CEO di Ahrefs riguarda il modello di business del primo motore di ricerca al mondo. Se Google condividesse parte dei suoi ricavi con i creatori di contenuti, siti come Wikipedia non sarebbero costretti a richiedere donazioni agli utenti per sopravvivere.

Ricordate quel banner su Wikipedia che chiede delle donazioni ogni anno? Wikipedia probabilmente otterrebbe alcuni miliardi dai suoi contenuti con un modello di condivisione del profitto. E potrebbe retribuire le persone che scrivono articoli con un salario decente

Arriverà davvero un nuovo motore di ricerca?

Quanto pubblicato su Twitter non contiene effettivamente molte informazioni circa il progetto. Dmitry, infatti, è rimasto piuttosto vago al riguardo, cercando più che altro di intavolare una discussione riguardante i difetti di Google.

Come sempre, continueremo a seguire la vicenda e vi terremo aggiornati su eventuali novità.