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A lezione di Copywriting direttamente da Donald Trump

Siediti, mettiti comodo, versati da bere: oggi stai per andare a lezione di copywriting persuasivo da Donald Trump. Ti…

A lezione di Copywriting direttamente da Donald Trump

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Siediti, mettiti comodo, versati da bere: oggi stai per andare a lezione di copywriting persuasivo da Donald Trump.

Ti sei messo in poltrona?

Bene, prima di iniziare dobbiamo fare una premessa. Libera la tua mente da ogni giudizio che hai verso questo personaggio.

I buoni copywriters non possono vivere in una bolla, ignorando ciò che li circonda:

  • Leggono di tutto (e molto).
  • Prendono in prestito idee e le rielaborano.
  • Pensano a lungo, spesso da soli.
  • Non si lasciano influenzare dai giudizi della massa.
  • Rubano lezioni dalle storie di successo.

Capisci, no?

Dovresti essere in grado di separare ciò che pensi su Trump, che sia positivo o negativo, dallo studio delle tecniche di comunicazione che usa.

In questo post andremo ad analizzare la sua comunicazione e i suoi effetti per cercare di “rubargli” qualche (più o meno) segreto.

La comunicazione di Trump: 3 perché del suo successo

  • È un punto di rottura.
  • Permette di dominare ogni media.
  • Dà sicurezza.

Trump ha stravolto la comunicazione politica: secondo i suoi elettori dice quello che gli altri non dicono. Va oltre il politicamente corretto.

Un piccolo dettaglio:

Trump fa parte di una élite, è un miliardario che guadagna più del 99% dei suoi elettori, eppure riesce a rappresentarli.

Come?

  1. Parla come loro.
  2. Dà sfogo alle (loro) frustrazioni.
  3. Offre soluzioni a problemi comuni.

Linguaggio semplice, idee semplici, concetti brevi: sono gli ingredienti che hanno permesso a The Donald di abbattere il muro tra elettori e politica.

In un mondo complicato, Trump offre soluzioni semplici a problemi molto più complessi: parla “alla pancia” dell’opinione pubblica.

Ma cosa vuol dire parlare “alla pancia” della gente?

Significa risvegliare idee, desideri e paure che fanno parte di alcuni di noi anche senza “manifestarsi” attraverso tecniche di storytelling.

Così Trump ha aiutato il “pubblico”, ovvero gli elettori, a identificarsi in lui: se il problema principale percepito è l’immigrazione, lui propone un muro (soluzione semplice a problema complesso).

L’effetto di questa enorme campagna di comunicazione è stato consegnare il dominio completo dei media, tradizionali e digitali, a Trump.

Su Twitter è praticamente il leader incontrastato e questa posizione ha costretto presto i giornali a riportare le sue dichiarazioni (pubblicità gratuita).

Il suo personal brand, costruito nel tempo, ha aiutato a creare curiosità intorno la sua inaspettata candidatura.

In un certo senso ha rappresentato l’outsider che ha scalato l’establishment di Washnigton, proponendosi come “anti-sistema”.

È stato un’ulteriore tassello in un mosaico che restituiva già l’immagine desiderata dell’uomo di successo.

Emozioni e autenticità: le 2 chiavi del marketing politico di Trump

Come avrai capito, la comunicazione di Trump può essere un enorme fonte di insegnamenti per chi si occupa di marketing.

Lo ripetiamo, importa poco se sia d’accordo o meno con lui: l’importante è “portare a casa” tecniche che aiutino a migliorare anche la nostra comunicazione.

Ora, vediamo quali sono le 2 principali caratteristiche della strategia del presidente degli Stati Uniti:

#1 – Meno fatti, più emozioni

Diversi studi dimostrano che le nostre decisioni sono spesso influenzate dalle emozioni, anche se non sempre ne siamo consapevoli.

Le emozioni sono uno strumento di persuasione potentissimo, che è usato ogni giorno nel marketing.

Sono diverse quelle che possono modificare o indirizzare le nostre scelte:

  • rabbia;
  • felicità;
  • sorpresa;
  • tristezza.

Trump e il suo team hanno sfruttato queste leve emotive per ottenere maggior consenso – che, in altri termini, potremmo considerare come l’acquisto del prodotto offerto.

L’effetto ottenuto è quello di un’estrema connessione con la gente.

#2 – “Dice le cose come stanno”

È una risposta che tanti elettori di Donald Trump ti darebbero se gli chiedessi cosa li ha spinti a votare per lui.

Mark Cuban, famoso miliardario statunitense, ha sintetizzato bene quest’idea:

“Non mi importa quale siano le sue posizioni [di Trump]. Non mi importa se dice la cosa sbagliato. Lui dice quello che ha in mente. Dà risposte oneste invece di risposte preparate. Questo è più importante di ciò che ogni candidato ha fatto negli anni”.

Scrivere in maniera colloquiale ti aiuta a iniziare una conversazione alla pari con il tuo lettore.

Puoi dire la stessa cosa in tanti modi diversi: ma il “come” fa la differenza. Usare una parola invece di un’altra può farti percepire più o meno distante dal tuo pubblico.

Uno dei motivi del crollo verticale di tanti politici tradizionali è stata proprio l’incapacità di parlare un linguaggio comune.

Si sono rifugiati nel politichese, fatto di formule incomprensibili e giri di parole interminabili, che ha completamente allontanato la gente dai loro discorsi.

6 trucchi di copywriting persuasivo di Donald Trump

Ora, abbiamo fatto un breve viaggio nel marketing politico di Trump. Adesso viene la parte più interessante per te.

Andiamo a vedere quali sono le tecniche di persuasione utilizzate dal presidente statunitense e come le ha effettivamente messe in atto.

Ci sei?

Partiamo.

#1 – Vendi benefici, non caratteristiche

Il miglior prodotto del mondo non è abbastanza per attirare clienti.

Eppure,

  • potrebbe essere effettivamente ben fatto;
  • il pubblico potrebbe averne bisogno.

Il punto è che alle persone non importa niente di quanto sia eccezionale ciò che gli vuoi vendere: sono molto più “egoiste”.

Vogliono sapere cosa può effettivamente fare il tuo prodotto per loro.

We’re going to Make America Great Again.

Lo slogan di Trump non punta a pubblicizzare un candidato: regala il sogno di una versione migliore del proprio Paese e di se stessi.

#2 – Semplicità

Una delle peggiori abitudini di scrittura che apprendiamo a scuola è scrivere difficile per parlare di argomenti complicati.

A lungo andare ci abituiamo all’idea che usare parole complesse, frasi interminabili e figure retoriche incomprensibili significhi “scrivere bene”.

Ma dovresti capire una cosa: scriviamo per comunicare qualcosa a qualcuno, possibilmente un pubblico quanto più ampio possibile.

Per raggiungere la maggior parte del pubblico devi adattarti al livello medio dei lettori: non temere di scrivere in maniera colloquiale.

Secondo uno studio di readability-score.com, Trump parla un linguaggio comprensibile per bambini del 4th grade, ovvero tra i 9 e i 10 anni.

Guardate un po’, invece, quali sono i risultati dei suoi avversari:

#3 – Ripeti, ripeti, ripeti

Quando leggiamo un testo di solito, specialmente se è abbastanza lungo, ricordiamo solo pochi concetti.

Ora,

  • puoi lasciare che siano i lettori a decidere le parti importanti

o

  • puoi sottolineare tu i passaggi da ricordare.

In che modo?

  1. Disposizione del testo;
  2. formattazione;
  3. ripetizioni.

In linea di massima le parti più importanti di un testo dovrebbero trovarsi verso l’inizio e verso la fine. Inoltre, e questo vale ovviamente sul web, i passaggi fondamentali dovrebbero essere evidenziati (in grassetto, in corsivo…).

Tuttavia sarebbe un grave errore sottovalutare il potere della ripetizione.

Ripetere un concetto nello stesso testo aiuta a fissarlo meglio nella mente di chi legge: insisti con pazienza affinché il tu messaggio rimanga. Trump è un maestro in questa tecnica.

Ovviamente non devi usare le stesse, identiche parole più volte:

  • Esponi in maniera chiara la tua idea.
  • Formulala diversamente.
  • Fai esempi che la sostengano.

#4 – Strappa un sorriso (se serve)

Questo è un punto abbastanza delicato: far sorridere è decisamente complicato.

Anzi, a dirla tutta, è molto più facile fare un buco nell’acqua che riuscire a strappare un sorriso:

  • ciascuno ha una sensibilità diversa;
  • quello che ci fa ridere può annoiare altri;
  • non è sempre la miglior idea.

Ragiona bene su chi è il tuo pubblico: probabilmente chi compra un corso di web design molto costoso preferisce avere rassicurazioni sul prodotto invece di ridere.

Tuttavia, quando ti sembra essere una buona idea, usare una battuta è un’ottima tecnica di comunicazione.

Trump la utilizza spesso per trovare una via d’uscita dalle critiche: sa che diventa molto difficile essere in disaccordo con qualcuno che ti sembra simpatico.

Un esempio?

#5 – Crea un conflitto!

Il secondo compito più importante per un copywriter, dopo la presentazione del prodotto, è “squalificare” i competitors.

Non basta spingere i clienti verso il tuo prodotto: è fondamentale portarli lontano dai tuoi concorrenti, più o meno diretti.

Il miglior modo per ottenere questo risultato è creare un conflitto.

Una volta che avrai definito il tuo posizionamento devi cercare di far capire perché tu sia effettivamente una scelta migliore delle altre.

Da quando ha annunciato la sua candidatura in poi Trump ha fatto proprio questo.

Ha iniziato a prendere posizioni forti, decise, chiare e si è opposto nettamente ai suoi avversari, trasformando la dialettica politica in uno scontro.

#6 – Esagera, esageratamente

Bianco o nero.

Tutti amano decisioni nette, che implicano una scelta tra due elementi, che ci sembrano più facili da prendere.

A volte è così, altre volte no.

Tuttavia il tuo compito da copywriter è ricreare una situazione simile nei tuoi testi:

  • evidenzia i benefici del tuo prodotto;
  • parla dei problemi che risolverà;
  • disegna uno scenario senza il tuo prodotto;
  • proponi ai tuoi lettori di scegliere.

Il segreto è creare un’opposizione tra una situazione positiva e una situazione negativa.

Per esempio,

“Puoi comprare questo corso e iniziare da oggi ad apprendere tecniche che ti permetteranno di aumentare il fatturato della tua azienda oppure puoi continuare ad affannarti per restare a galla”.

Tu cosa sceglieresti?